UNA STORIA FINITA – I parte

Premessa
Quando, circa tre anni e mezzo fa, mi sono affacciato per la prima volta su Messenger non avevo la minima idea di cosa fosse né come funzionasse un blog. Ma, con la tenacia che sempre mi ha accompagnato, mi son messo davanti al PC e pian piano sono riuscito a “creare” il mio blog, imparando dapprima ad usare le proprietà della scrittura, poi ad inserire le immagini, i brani musicali, i filmati, ecc.
Ma l’impresa più seria è stata quella di decidere come usare questo strumento!
Guardando altri blog ho visto che la tendenza generale era quella di usarlo come un grande salotto, o un bar o, come dir si voglia, un caffè, dove riunirsi per scambiare le classiche “quattro chiacchiere” con gli amici “virtuali”, la maggioranza delle quali era un concentrato di “gossip” o, per dirla in italiano, di mero pettegolezzo. D’altra parte lo strumento a disposizione si presta benissimo allo scopo poiché fornisce a chiunque una maschera dietro la quale nascondere i motivi, le intenzioni, le azioni, le responsabilità. Non a caso molti blog sono del tutto anonimi, un fattore che, in alcuni casi, può costituire una salvaguardia ma spesso è indice dell’inaffidabilità del suo autore.
In ogni caso mi son reso conto che questo è un mezzo di comunicazione straordinario.
Guardando le “statistiche” notavo che migliaia e migliaia di persone leggevano il blog, anche se non commentavano lo leggevano. E, da quell’appassionato studioso della Parola di Dio che sono sempre stato, anche nei periodi “critici” della mia vita, ho ripensato al saggio scrittore biblico che scrisse: “Getta il tuo pane sulle acque, perché con il tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste 11:1 – CEI). Così decisi che il mio blog sarebbe stato una pagina di informazione biblica, dove scrivere i risultati delle mie ricerche da presentare a tutti coloro che navigano sul Web. La pagina sarebbe stata aperta a commenti e discussioni ma non alle diatribe infinite per far valere questa o quella ragione (cfr. 2Timoteo 2:24). Ho molto rispetto per i miei interlocutori ai quali non voglio “inculcare” nulla, poiché sono fermamente convinto che ognuno ha una mente e un cuore per ragionare e trarre le proprie conclusioni. Ho sempre scritto con cuore sincero i miei post cercando ogni volta di evitare di esprimere punti di vista personali, sapendo che valgono come quelli di chiunque altro, ma supportando ogni pensiero con brani delle Sacre Scritture le quali, in campo religioso e cristiano in particolare, sono l’unica fonte di verità a cui attingere (cfr. Salmo 119:160 – VR e Di; 118:160 – CEI; Giovanni 17:17).
Stabilito questo, dovevo dare un tema al mio blog. Come sceglierlo?
Non è stato molto complicato pensarci!
È innegabile che oggi stiamo vivendo tempi molto difficili, non solo nella nostra nazione; l’intero sistema mondiale è in difficoltà. Tutti guardiamo al futuro con crescente preoccupazione poiché non riusciamo a intravvedere cosa ci riserva. Spesso ci chiediamo come e dove andremo a finire!
Questo è il tema che scelsi per il mio blog: MA DOVE STIAMO ANDANDO?
Non perché io sia un veggente o abbia capacità profetiche. Ma la Parola di Dio è un libro di profezie. Le sue predizioni sono la prova più grande della sua ispirazione divina. E le profezie bibliche dicono cosa ci riserva il futuro. Esse possono essere per ciascuno di noi non solo una fonte di speranza ma anche una salvaguardia, proprio come lo furono per i cristiani del I secolo che, grazie alle predizioni bibliche, nel 70 d.C. scamparono alla distruzione del sistema giudaico e di Gerusalemme (cfr. Matteo 24:1-8; Marco 13:4-8; Luca 21:5-9, 20-24).
Oggi che Messenger mi ha imposto di traslocare su un altro sito, grato per l’opportunità che comunque mi dà, mi appresto a riprendere il mio cammino di studioso biblico cercando di rispondere sempre alla stessa domanda: MA DOVE STIAMO ANDANDO? … sperando che tutti i miei amici “virtuali” continuino a seguirmi su questa impegnativa quanto affascinante via indicata dalla profezia biblica … … …

“IN PRINCIPIO DIO CREO’ IL CIELO E LA TERRA”

Genesi 1:1 – CEI

Conoscere il futuro vuol dire esercitare maggior controllo su di esso. In altre parole, chi riesce a vedere ciò che ha in serbo il futuro può fare i necessari cambiamenti ora per trarne profitto poi. Ad esempio, se gli uomini fossero in grado di fare previsioni accurate riguardo alle condizioni climatiche o riguardo ai terremoti, quante vite umane e quante perdite materiali si potrebbero risparmiare! In molti altri campi di attività il bisogno di conoscere il futuro è altrettanto necessario e urgente. Gravi problemi si presentano a tutto il genere umano non solo riguardo all’ambiente e al territorio, ma anche per le controversie sociali, razziali, militari ed economiche, tutte questioni che rendono incerto il nostro futuro.
Però, nonostante l’incertezza del domani, la maggioranza delle persone non si preoccupa tanto del futuro quanto del presente. Contribuisce a ciò l’estesa abitudine da parte di governi, imprese, industrie, ecc., di manipolare o anche travisare le informazioni. Non è raro, ad esempio, che gli effetti nocivi di un prodotto, come è accaduto con l’amianto, o di un progetto, come quello delle centrali nucleari, vengano taciuti. Oppure si impiegano abili campagne pubblicitarie, o anche sistemi allarmistici, per ingannare la popolazione e indurla a credere a delle falsità o a non tener conto di avvertimenti giustificati. Perciò, anche se alla fine la verità viene fuori, come risultato le persone diventano sempre più scettiche e ciniche nei riguardi dei governanti o degli esperti, e ancora meno disposte a fare cambiamenti o sacrifici in vista del futuro, ritenendo di poter fare ben poco al riguardo.
Questo modo di pensare ha contribuito in larga misura a determinare il corso degli avvenimenti che ha portato alle critiche condizioni mondiali di oggi. Molte cose che rappresentano una seria minaccia per un futuro migliore, come guerra, inquinamento, crimine e violenza, per menzionarne solo alcune, sono i risultati di decenni di avvertimenti ignorati o di fatti tenuti nascosti. Ad esempio, da anni gli ecologi condannano gli effetti distruttivi dello sviluppo tecnologico sull’aria, sull’acqua, sul suolo e sulla vita vegetale e animale. Ma l’attrattiva del guadagno e di un più alto tenore di vita si è dimostrata molto più allettante. Molti ragionano che se un’impresa crea posti di lavoro e guadagni, si può trascurare qualsiasi danno ecologico o rischio per la salute ne possa derivare. Il risultato? Pioggia acida, impoverimento dello strato di ozono, aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, problemi connessi all’eliminazione dei rifiuti tossici. L’intero sistema ecologico della terra sta andando in malora con effetti devastanti sulla vita dei suoi abitanti.
Oltre a tutto ciò c’è da considerare l’incapacità o i limiti umani nell’interpretare accuratamente le informazioni disponibili. Ad esempio, prendiamo il campo della meteorologia: molti fattori influiscono sul tempo, come calore, vento, suolo, ecc. Anche se si conoscono tutti i fattori o la maggioranza di essi, è estremamente difficile interpretarli per sapere come le diverse leggi interagiranno per creare un certo futuro modello meteorologico, per cui spesso chi fa le previsioni del tempo, per quanto sia esperto, si sbaglia. La stessa cosa accade nel cercar di determinare gli sviluppi del futuro del genere umano. I problemi che oggi si presentano alla razza umana sono immensi e i fattori da valutare sono incalcolabili. Inoltre, su ciascun problema dell’uomo influisce in molti modi la volontà umana che, di tutti i fattori, è il più imprevedibile. Se uno solo di tali fattori si allontana dal previsto si sconvolge qualsiasi previsione! Questo è esattamente quello che è successo nel corso dei secoli, così che si è rivelato veritiero il detto: “l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere di chi cammina il dirigere i suoi passi” e anche il preannunciato risultato di tale incapacità, cioè che “l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno” (Geremia 10:23; Ecclesiaste 8:9 – CEI). 
La Parola di Dio parla del futuro del genere umano. Ne parla in modo profetico, anticipando gli avvenimenti che dovranno accadere. Quanto è attendibile?
Uno dei suoi scrittori ha detto: “nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2Pietro 1:20,21 – VR). Non fu l’unico ad affermare ciò! Altri scrittori dissero la stessa cosa e questo di per se è già un fatto sorprendente poiché non si è mai verificato che degli scrittori non si attribuissero il merito delle proprie opere (cfr. 2Timoteo 3:16).
Cosa significa questo?
Le Sacre Scritture non sono sottoposte ai limiti della scienza umana. Il loro divino Autore è il creatore del cielo e della terra ed ha una potenza e una conoscenza che supera di gran lunga quella di qualsiasi uomo. Infatti, come ancora scrisse uno degli uomini che furono impiegati per la stesura del libro, “la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue” (Romani 1:20 – VR). Molti dei nostri blog presentano immagini di questa creazione: paesaggi incantevoli, tramonti affascinanti, fiori bellissimi e tante altre meraviglie della natura che ci fanno letteralmente sognare. Tutte queste opere attestano non solo la sapienza e la potenza creativa di Dio, ma anche l’amore e la cura che Egli ha per le sue creature. Inoltre ci viene assicurato che “tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio di fedeltà e senza ingiustizia; egli è giusto e retto” (Deuteronomio 32:4 – Di).
Pertanto quello che la Parola di Dio scrive riguardo al futuro è sicuro e fidato. Possiamo esser certi che le tutte le sue predizioni si realizzeranno poiché il suo divino Autore ci assicura: “così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55:11 – Di). 
Per poter comprendere appieno il significato delle profezie bibliche è necessario rivolgere dapprima la nostra mente al passato, a ciò che le Sacre Scritture dicono sull’origine dell’uomo e sulla causa dei suoi problemi. 
Il racconto biblico inizia in una maniera molto semplice e dice:
In principio Dio creò il cielo e la terra” (Genesi 1:1 – CEI).
Nulla di ciò che ci circonda e vediamo è, dunque, sorto per caso! In piena armonia con ciò che scrisse Mosè nel XVI sec. a.C. l’ultimo scrittore biblico, l’apostolo Giovanni, alla fine del I sec. d.C. dichiarò: “tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono” (Apocalisse 4:11 – VR). Pertanto tutto ciò che esiste nell’universo è stato fatto per volontà di Dio. I successivi versetti del primo capitolo di Genesi dimostrano che nella sua attività creativa Dio seguì un piano ben definito che doveva portare alla realizzazione di uno scopo che Egli si era prefisso.
L’incipit di Genesi è tutt’ora causa di molti contrasti tra le idee di fondamentalisti cristiani e gli scienziati. I primi infatti sostengono che il racconto biblico della creazione fisica si riferisce a un periodo letterale di sei giorni di 24 ore, circa 10.ooo anni fa. Mentre gli altri, dati scientifici alla mano, parlano di milioni o miliardi di anni fa. Chi ha ragione?
La Parola di Dio non indica l’età effettiva del ‘cielo’ e della ‘terra’. L’espressione “in principio” precede tutto il racconto degli atti creativi di Dio non fissando alcuna data specifica e lasciando aperto ogni discorso temporale. Quello che vuole sostenere è semplicemente che il “cielo” e la “terra” e tutto ciò che è in essi furono creati da Dio, ma non dice quando. Pertanto se la scienza dice che la terra ha milioni o miliardi di anni, questa affermazione non contrasta affatto con ciò che è scritto in Genesi.
C’è, altresì, da notare che la parola “giorno” è usata nella Bibbia con molti sensi. Non significa sempre un periodo di 24 ore. A volte significa soltanto le ore di luce diurna, cioè 12, più o meno. A volte sta per anno. A volte significa gli anni di una certa generazione. In vari riferimenti un giorno equivale a 1.000 anni, e in certi casi anche a un tempo più lungo (cfr. Genesi 2:4; Numeri 14:34; 2Pietro 3:8). Nel racconto di Genesi non è detto quanto i giorni fossero lunghi! Qualsiasi dichiarazione al riguardo è una chiara forzatura di ciò che è realmente scritto!
Quale fu il piano di attività seguito da Dio e quale scopo esso perseguiva?

Genesi 1: 1-27

Nel principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque
Secondo la narrazione, nel primo “giorno” apparve la luce sulle “ondeggianti acque” che avvolgevano la terra (*).
Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte»
Nel secondo “giorno” si formò l’atmosfera tra due strati d’acqua.

Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu. Dio chiamò la distesa «cielo»
Nel terzo “giorno” apparve gradualmente l’asciutto, e Dio creò ogni specie di vegetazione, erbe, arbusti e alberi.

Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così fu. Dio chiamò l’asciutto «terra», e chiamò la raccolta delle acque «mari»”

Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu
Nel quarto “giorno” i luminari, il sole e la luna e le stelle, divennero per la prima volta visibili dalla superficie terrestre, preparando la terra per la comparsa, nel quinto “giorno”, della vita marina e delle creature volatili (*).

Poi Dio disse: «Producano le acque in abbondanza esseri viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l’ampia distesa del cielo». Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie
Nel sesto “giorno” Dio creò gli animali terrestri e, verso la fine, l’uomo.

Poi Dio disse: «Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie». E così fu. Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie

Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina
Come si può notare sono descritti degli stadi di “avanzamento lavori” consequenziali l’uno all’altro i quali, partendo da un principio indefinito, passarono da una terra primordiale e tenebrosa avvolta da fitte nubi di gas e acqua alla luce così che cominciarono a susseguirsi il giorno e la notte; successivamente si passò dalla realizzazione di una distesa celeste, o atmosfera, alla separazione dalle acque di ampie superfici asciutte; tutto ciò poteva ora permettere il processo di fotosintesi essenziale alla vita delle piante per cui vennero creati gli alberi; pertanto si diede il via alla visibilità del sole, della luna e delle stelle nella distesa celeste e il conseguente inizio delle stagioni; questo ciclo avrebbe favorito la vita animale pertanto vennero creati gli uccelli, gli animali selvatici e domestici, i mammiferi e anche i grandi mostri marini, i cui resti fossili sono stati scoperti dagli scienziati in tempi recenti. Infine fu creato l’uomo, il top dell’opera divina sulla terra, fatto “ad immagine e somiglianza” dello stesso Creatore (cfr. Genesi 1:26).
Circa 1.500 anni dopo la fine del periodo creativo, Dio si rivolse a un suo fedele servitore qui sulla terra, Giobbe, e accennò ai vari sviluppi relativi alla storia della terra: le sue misure, le sue masse di nuvole, i suoi mari e in che modo le onde di questi furono delimitate dall’asciutto, cioè vari aspetti generali della creazione, che dovettero abbracciare lunghi periodi di tempo e non sei letterali “giorni” di 24 ore, come vorrebbero sostenere certi “cristiani” fondamentalisti. Provate a leggere questo stupefacente resoconto nel libro biblico di Giobbe, al capitolo 38, vi sorprendere a constatare come questo piano operativo accuratamente descritto nella Parola di Dio corrisponde in pieno alle scoperte scientifiche sulle ere geologiche e alle prove scientifiche fornite da astronomia, fisica, chimica e biologia. Solo per fare un esempio: riguardo alla terra Dio disse a Giobbe “Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare” (Giobbe 38:6). Secondo gli scienziati la crosta terrestre è come se avesse delle “fondamenta”. È molto più spessa sotto i continenti e ancor più sotto le catene montuose, estendendosi in profondità nel sottostante mantello come le radici di un albero nel suolo. Una autorevole pubblicazione edita dalla Oxford University nel 1982, afferma: “L’idea che montagne e continenti avessero radici è stata più volte messa alla prova e si è dimostrata valida” (Putnam’s Geology, di Edwin E. Larson e Peter W. Birkeland, p. 66). La crosta oceanica, infatti, ha uno spessore di circa 8 chilometri soltanto, ma le radici continentali affondano nel sottosuolo per oltre 30 chilometri, mentre quelle delle montagne raggiungono una profondità all’incirca doppia. Inoltre, tutti gli strati della terra premono verso l’interno sul nucleo terrestre, da ogni direzione, facendone, per così dire, una grande “pietra angolare” di sostegno.
La Parola di Dio, però, non fu scritta per essere un testo scientifico. Essa fu resa disponibile per far conoscere agli uomini importanti aspetti della loro esistenza. Dal suo racconto è chiaro che l’attività creativa descritta in Genesi fu fatta in funzione della realizzazione di un pianeta “brulicante di esseri viventi” che potessero testimoniare la sapienza, la potenza e l’amore del Creatore (cfr Genesi 1:20-22). Pensiamo a quante volte ci siamo svegliati al mattino in una bella giornata di sole, respirare l’aria pura e sentirci felici di essere in vita! O quante volte passeggiando in un bel giardino fiorito abbiamo apprezzato la bellezza e il profumo dei fiori. O magari siamo stati in un frutteto e abbiamo raccolto gioiosi qualche frutto squisito. O se ci è capitato in questi giorni di camminare in una selva e annusare soddisfatti l’odore muschiato del sottobosco e ammirare stupìti la grande varietà dei colori autunnali delle piante! Abbiamo mai pensato che tutti questi piaceri sono possibili perché sulla terra abbonda l’acqua e riceviamo dal sole la giusta quantità di luce e di calore, o perché l’atmosfera contiene la giusta miscela di gas e il suolo è fertile? Tutte queste condizioni non esistono su Marte, su Venere o su altri pianeti del sistema solare! Esse non sono frutto del cieco caso. Sono state pensate e realizzate proprio per rendere piacevole la vita sulla terra. Il suo Creatore voleva proprio questo: la felicità delle sue creature! 
Come già sopra accennato, la più alta forma di vita terrestre creata da Dio fu l’uomo. Secondo il racconto questo avvenne verso la fine del sesto “giorno” o periodo creativo. Non esistono testimonianze concrete sulla venuta all’esistenza dell’essere umano oltre ciò che è scritto nella Parola di Dio. Non abbiamo, infatti, prove della sua scrittura, delle sue attività agricole e d’altro genere anteriori al 4026 a.C., anno in cui il racconto biblico fa risalire la creazione del primo uomo, Adamo. Non esiste, se non nella fantasia, alcun “uomo preistorico”. La testimonianza dei fossili non fornisce alcun collegamento fra l’uomo e gli animali. La totale mancanza di prove dell’esistenza di un qualsiasi anello di congiunzione tra le varie specie ha perfino spinto alcuni sostenitori di una improbabile teoria evoluzionistica a creare dei falsi! Inoltre nelle più antiche testimonianze dell’uomo – documenti scritti, disegni rinvenuti nelle caverne, sculture e simili – c’è una totale assenza di riferimenti a esseri subumani. Ma la Parola di Dio afferma tutto il contrario, cioè che l’uomo era in origine un figlio perfetto di Dio ed è poi degenerato.
Come questo sia potuto accadere lo vedremo nei prossimi post … …

______________________________________________________________

(*) Alcuni detrattori della Parola di Dio citano i versetti 3 e 14 del primo capitolo di Genesi per affermare che la Bibbia si contraddice, pertanto, a loro parere, non può essere davvero Parola di Dio. In Genesi 1:3 si legge: “E Dio diceva: “Si faccia luce”. Quindi si fece luce”, poi al versetto 5 conclude: “E Dio chiamava la luce Giorno, ma chiamò le tenebre Notte. E si faceva sera e si faceva mattina, un primo giorno”. Mentre al versetto 14 è scritto: “E Dio proseguì, dicendo: “Si facciano luminari nella distesa dei cieli per fare una divisione fra il giorno e la notte”, quindi al versetto 19 si afferma: “E si faceva sera e si faceva mattina, un quarto giorno”. L’obiezione che viene fatta è dunque questa: Come poté Dio produrre la luce il primo giorno se i luminari non furono fatti che il quarto giorno?
Al riguardo c’è da considerare che l’ispirato scrittore di Genesi non intese scrivere un testo scientifico sulla creazione ma si limitò a raccontare i fatti, perciò rese superflue lunghe spiegazioni scegliendo con cura le parole che davano l’idea di quanto narrava. Così, usò il termine “fare” nei versetti 3 e 14 anziché il termine “creare” che aveva usato nel primo versetto (“In principio Dio creò i cieli e la terra”) e che usò nei successivi versetti 21 (“E Dio creava i grandi mostri marini e ogni anima vivente che si muove, di cui le acque brulicarono secondo le loro specie, e ogni alata creatura volatile secondo la sua specie”) e 27 (“E Dio creava l’uomo a sua immagine, lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina”). Cosa indica questo? “I cieli” che includevano i “luminari” già esistevano quando Dio iniziò a preparare la terra perché divenisse la dimora dell’uomo. Prima di quel tempo però le sorgenti della luce erano invisibili dalla terra perché questa era “informe e vuota e c’erano tenebre sulla superficie delle acque dell’abisso”. Strati di nubi avvolgevano la terra come ‘fasce’, oscurandola (cfr. Giobbe 38:9). Pertanto la formazione della luce in relazione alla terra fu progressiva. Iniziata il primo giorno, non fu completata entro quel giorno; il primo giorno vide solo una luce diffusa raggiungere la superficie della terra, e questo fu reso possibile dal diradarsi di quegli strati di nubi. Mentre il quarto giorno Dio fece in modo che il sole e la luna, già esistenti, divenissero chiaramente visibili attraverso la densa atmosfera della terra.

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
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10 risposte a UNA STORIA FINITA – I parte

  1. giusi ha detto:

    come inizio non è male , un bel post, tranquillo ti seguiamo anche qua , un caro saluto giusi

    • GIANNI ha detto:

      Giusi… che piacere ritrovarti!… sei la prima amica a raggiungermi. Grazie…. di cuore… allevi quella sensazione di solitudine che il “trasloco”, di primo acchito, dà….

  2. mifo60 ha detto:

    SIAMO QUA…L’AVVENTURA CONTINUA…….

  3. Sabrina&Marco ha detto:

    Ben riletto!!! Anche da me!
    Eccoti allora migrato pure tu in quel di WP!
    Ottimo ingresso devo dire!
    Spero che il tuo atterraggio in quel di Genova sia stato dei migliori o stia andando molto bene! Purtroppo qui prosegue la pioggia imperterrita, se ne frega delle nostre paure!
    Ti metto subitissimo tra gli amici per non rischiare di perderti!
    Grazie per avermi trovata, Sabrina
    P.S. sai che sul mio scrittoio è “apparsa” una bibbia.. a presto!

    • GIANNI ha detto:

      Cara Sabrina sono veramente felice dell’ “apparizione”…. ora non lasciarla lì a impolverare… fai come me, ogni giorno ho riservato un pò del mio tempo alla sua lettura, non ci vuole molto, bastano 15/20 minuti…. poi se capita un argomento che vuoi approfondire non mancano i mezzi per farlo!…. Internet è una biblioteca formidabile sotto questo aspetto…. poi il cuore ti aiuterà ad avere il giusto intendimento, come è scritto: ““La luce è spuntata per il giusto,
      e la gioia per i retti di cuore” (Salmo 97:11 – VR e Di; 96:11 – CEI – cfr. anche Matteo 13:10-15).

      P.S. – Le sigle che vedi scritte vicino ai versetti citati si riferiscono alle varie traduzioni. Es. VR = Versione Riveduta di G. Luzzi, Di = Versione di G. Diodati, CEI = Versione della Conferenza Episcopale Italiana …. tu quale versione hai?

      Un caro saluto! G.

  4. Sabrina&Marco ha detto:

    Perdona l’ ignoranza, la versione.. della bibbia,,
    faccio così, in copertina c’ è scritto “La Bibbia di Gerusalemme” edizione EDB
    Ti ho detto quello che ti interessava?
    Sai, l’ ho “ereditata” dalla zia di mio marito, una donna dolcissima della quale ho voluto mantenere il ricordo anche con questo dono a lei appartenuto.
    E’ stata un’ avventura..ma ho trovato il salmo a cui ti sei riferito!

    Un forte abbraccio e ti auguro un sereno fine settimana!!
    Sabrina

    • GIANNI ha detto:

      Cara Sabrina, la mia era semplice curiosità! … io non faccio differenza tra le diverse traduzioni della Bibbia come fanno molti arrampicatori di specchi … il senso di un versetto è facilmente comprensibile, anche se cambiano i termini, dal contesto o dal confronto di tanti altri versetti che trattano un certo argomento. Come puoi vedere nei miei post io uso indifferentemente diverse traduzioni, ogni volta scegliendo quella che a mio parere rende più chiaro il pensiero. D’altra parte se il senso della Parola di Dio si poteva facilmente cambiare, sarebbe stato del tutto inutile da parte di Dio farla scrivere … ti pare? Comunque quella tua dolcissima zia non poteva lasciarti eredità migliore poichè la Parola di Dio è una fonte inesauribile di ricchezze spirituali. Un caro saluto a te e Marco. G.

  5. Silvia Novabellatrix ha detto:

    Ciao Gianni!! Ti lascio per ora un veloce saluto, ripromettendomi di ricominciare a commentare nuovamente i tuoi post appena mi sarò sistemata anch’io in questo angolo di Web.
    A prestissimo!

  6. Regina Resta ha detto:

    Io ti seguo in punta di piedi, in silenzio.

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