UNA STORIA FINITA – II parte

“FACCIAMO L’UOMO A NOSTRA IMMAGINE, A NOSTRA SOMIGLIANZA”

Genesi 1:26 – CEI

 
Dopo aver preparato la terra per essere un luogo di dimora per gli esseri viventi, verso la fine del sesto “giorno”, o periodo creativo, Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra” (Genesi 1:26 – CEI).
A chi Egli disse queste parole?
Le Sacre Scritture non ci lasciano nel dubbio al riguardo!
Nel vangelo scritto dall’apostolo Giovanni leggiamo infatti “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio …” (Giovanni 1:1 – Di). Dal contesto del versetto comprendiamo che questa “Parola” è Cristo Gesù. Viene chiamato così perché egli è sempre stato il principale portavoce di Dio (cfr. Giovanni 12:50).
Dunque, l’apostolo riferisce che Gesù era presso Dio “Nel principio”. Questa è la stessa espressione di Genesi 1:1, dov’è scritto “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (CEI). Quindi la “Parola”, cioè Gesù, era con Dio quando furono creati “i cieli e la terra”. Fu a lui che Dio si rivolse quando disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”.
Altri passi biblici confermano questo fatto, fornendo ulteriori particolari sull’attività creativa narrata nelle Sacre Scritture. Ad esempio, lo scrittore del libro di Proverbi, parlando del futuro Messia come personificazione della Sapienza, scrisse: “Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto (“artefice” – VR)” (Proverbi 8:22-31 – CEI). Da questi versetti comprendiamo che Gesù è una creatura di Dio, quindi non l’Eterno Dio stesso né, tantomeno, componente di una triade di persone coeterne, e che, dopo essere stato creato, partecipò all’opera creativa a fianco del Padre. L’apostolo Paolo confermò questo fatto definendo Gesù “il primogenito di ogni creatura” e dicendo poi che “per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili” (Colossesi 1:15 – Di; 1:16 – CEI). Gesù fu l’unico ad essere creato direttamente da Dio. Per questo viene definito anche “l’unigenito Figlio” di Dio (Giovanni 3:16). Dopo la sua creazione il Padre lo usò come “artefice” per realizzare il resto della sua opera.
In che senso l’uomo fu creato “a immagine” di Dio?
Non dobbiamo certo pensare ad una somiglianza fisica! Gesù stesso disse che “Dio è spirito” (Giovanni 4:24) mentre l’uomo fu fatto con un corpo carnale (cfr. Genesi 6:3; Salmo 78:39 – VR e Di; 77:39 – CEI). All’uomo, però, furono dati degli attributi che Dio stesso aveva e che lo avrebbero reso superiore a qualsiasi altra creazione animale, sulle quali doveva “dominare”. Altro che evoluzione, dunque! Creato a somiglianza del suo grande Creatore, l’uomo ebbe i divini attributi di amore, sapienza, giustizia e potenza (cfr. 1Giovanni 4:8; Salmo 104:24 – VR e Di, 103:24 – CEI; Deuteronomio 32:4; Geremia 10:6).
Gli uomini avrebbero quindi avuto un senso morale che implicava una coscienza, cosa del tutto nuova nel campo della vita terrena, cosicché “i loro pensieri si scusano o anche si accusano” (cfr. Romani 2:14,15).
All’uomo, pertanto, fu data la libertà di scelta, poiché “dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2Corinzi 3:17 – CEI). Questa facoltà è meglio conosciuta come “libero arbitrio”, ed è la capacità di pensare, di soppesare le cose, di prendere decisioni e di distinguere il bene dal male (cfr. Ebrei 5:14).
Ma come doveva essere usata questa libertà?
È necessario capirlo bene, perché il suo vero significato è stato travisato causando all’uomo molti problemi!
Molti pensano che il libero arbitrio sia la facoltà di fare tutto quello che passa loro per la mente! È veramente così che lo intese il Fattore dell’uomo? Si proponeva forse che la libertà umana non avesse limiti?
Mediante l’apostolo Pietro Dio fece scrivere quale è il suo pensiero al riguardo, cioè: “Siete liberi, ma non vi servite della vostra libertà come di un paravento per il male” (1Pietro 2:16 – NVB). Cosa comprendiamo da queste parole? Dio vuole che il libero arbitrio sia regolato per il bene comune. Perciò quando lo donò all’uomo non intendeva che questi avesse una libertà totale, ma una libertà relativa, cioè soggetta a certe leggi che garantivano, oltre ai vantaggi individuali, il bene comune. Quali leggi? La seconda parte del citato versetto scritto dall’apostolo Pietro dice: “Agite come schiavi di Dio” (1Pietro 2:16 – NVB). Le leggi che dovevano regolare la libertà dell’uomo sono quelle stabilite da Dio. Egli ancora fece scrivere: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che t’insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire” (Isaia 48:17 – CEI). Gli statuti di Dio sono per il bene di tutte le sue creature. Proprio come le leggi fisiche che Egli ha stabilito servono per la tutela e per l’utilità della razza umana, così le norme sociali e morali stabilite da Dio sono per l’uomo una salvaguardia e una guida per una vita felice. L’uomo non è stato creato onnisciente e onnipotente, come lo è il suo Creatore. Ha comunque certi limiti. Pertanto ha bisogno della guida di Dio, come è scritto: “l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere di chi cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23 – CEI). Solo agendo entro i confini stabiliti dalle sapienti e amorevoli leggi di Dio l’uomo può trovare la massima felicità poiché esse regolano il comportamento umano e sono una limitazione al male. Questi confini non sono un peso poiché consentono grande libertà di scelta. Questa produce varietà e rende affascinante la famiglia umana. Si pensi, ad esempio, ai diversi tipi di alimenti, di vestiario, di musica, arte e abitazioni che esistono in tutto il mondo. In queste e in molte altre cose l’uomo ha ampia facoltà di esprimere i propri gusti personali a sua piena soddisfazione.
Il racconto della creazione dice ancora: “Dio creò l’uomo a sua immagine … li creò maschio e femmina”. E di seguito leggiamo: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne” (Genesi 1:27; 2:24 – Di).
Come si può notare non esiste fin dalla creazione un “terzo sesso”, come una parte degenerata del mondo vorrebbe far credere. Dio creò una persona di sesso maschile e una di sesso femminile con un preciso scopo; infatti disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi…” (Genesi 1:28 – VR). Dio creò gli organi sessuali maschili e femminili affinché servissero per la riproduzione. In natura ciò poteva avvenire soltanto con l’unione tra un maschio e una femmina e questo, secondo il pensiero di Dio, “era cosa molto buona” (Genesi 1:31 – CEI). Due persone dello stesso sesso non avrebbero potuto accoppiarsi e adempiere il proposito di Dio, perciò questo atto era contrario alla sua volontà. Infatti, quando diede la sua legge scritta, Dio ribadì questa fondamentale norma dicendo: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22 – VR; cfr. anche 20:13).

Dio creò l’uomo a sua immagine … li creò maschio e femmina

“e Dio disse loro:Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra’

La creazione dell’uomo fu il capolavoro della creazione terrestre di Dio. Come discendenti di quel primo uomo e di quella prima donna dovremmo esser grati a Dio della sua meravigliosa opera. Pensiamo alla gioia che possiamo trarre dai nostri sensi: il gusto di deliziosi cibi, il tocco di mani amorevoli, la vista di paesaggi incantevoli, il suono del cinguettio degli uccelli o di musica dilettevole, il profumo dei fiori e delle vivande! Forse diamo per scontate tutte queste cose e non pensiamo che per farci godere appieno le meraviglie della sua opera creativa Dio ci ha dotati di due occhi, due orecchi, due narici, e anche di altre parti vitali del corpo. Le dieci dita sono perfettamente coordinate fra loro per compiere qualsiasi lavoro e trentadue denti progettati in maniera superba ci consentono di mordere e masticare i cibi, e di rivolgere a chi ci circonda sorrisi smaglianti. La nostra capacità di esprimere piacere e umorismo ridendo (cosa che gli animali non possono fare) è un’altra delle nostre molte benedizioni. Che piacere possiamo trarre dalla vita grazie alle facoltà dateci dal nostro Creatore di camminare, correre, saltare, nuotare! Con piena ragione l’antico re Davide manifestò il suo apprezzamento dicendo a Dio: “ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo” (Salmo 139:14 – VR e Di; 138:14 – CEI).
Fra i doni che Dio ha dato all’uomo, davvero straordinaria è la capacità di riprodurre la propria specie. Benché un mondo corrotto abbia abusato del sesso e se ne sia servito per scopi immorali, esso non è impuro quando è usato in armonia con il proposito e il comandamento di Dio: “siate fecondi e moltiplicatevi”. La riproduzione umana è davvero un processo meraviglioso! Nella donna, la cellula uovo, non più grande della punta di uno spillo, è fecondata da una cellula spermatica maschile grande 1/85.000 della cellula uovo. Dall’unione di queste due minuscole particelle matura a suo tempo una persona completa, che eredita qualità da entrambi i genitori secondo il complesso “programma” (DNA) formato al tempo dell’unione delle cellule. Parlando di questo “programma” della persona umana, ancora il re Davide riconobbe: “I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora” (Salmo 139:16 – VR e Di; 138:16 – CEI). Dio, dunque, considera sacra la vita fin dal momento del suo concepimento e chiede conto della sua volontaria soppressione! (cfr. Esodo 20:13; 21:22,23)
Infine, sebbene lo scopo basilare dell’unione tra un uomo e una donna sia la procreazione, Dio ha voluto che i rapporti sessuali servissero anche per il piacere reciproco della coppia contribuendo a creare un vincolo affettuoso e duraturo, in modo che i bambini nati da un’unione del genere avessero un buon inizio nella vita. Nel libro di Proverbi Egli fece scrivere: “trova gioia nella donna della tua giovinezza … le sue tenerezze ti inebrino sempre; sii tu sempre invaghito del suo amore” (Proverbi 5:18,19 – CEI).
A quella prima copia, di cui sono stati resi noti i nomi, Adamo ed Eva, Dio rivelò qual’era il suo proposito per la terra e per il genere umano. Le parole che rivolse loro furono: “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra” (Genesi 1:28 – VR).
Egli, dunque, si propose che questa terra si riempisse della progenie del primo uomo e della prima donna. Non solo, ma anche che tutta la terra occupata da questa famiglia umana fosse soggiogata. Soggiogata a che cosa? Il racconto dice che Dio pose quella prima coppia in un giardino situato in una regione chiamata Eden, oggi identificabile secondo le coordinate bibliche a SO del monte Ararat nella parte orientale dell’odierna Turchia (cfr. Genesi 2:8-14). Il nome Eden significa “piacere”: il giardino di Eden era dunque un ampio e piacevole parco ben irrigato da un fiume che vi scorreva e poi si divideva formando quattro grandi fiumi e vi cresceva ogni albero piacevole alla vista e buono da mangiare, come pure altra vegetazione, e c’erano animali e uccelli. Il termine “giardino” (ebraico gan) venne tradotto in greco (dai traduttori biblici della LXX) con la parola paràdeisos per cui la condizione in cui si trovavano Adamo ed Eva viene denominata anche Paradiso. Pertanto il comando di Dio di “rendere soggetta” la terra per quella prima coppia significava che la terra intera doveva essere abbellita e resa abitabile, estendendo i confini del Paradiso piantato da Dio finché l’oriente incontrasse l’occidente e il settentrione il meridione, a tutti i continenti e a tutte le isole dei mari. Non doveva esserci nessuna sovrappopolazione della terra paradisiaca, ma la riproduzione umana doveva continuare finché tutta la terra soggiogata fosse comodamente “riempita”. Essi non dovevano sopprimere le inferiori creature animali, ma le dovevano tenere “sottoposte”, soggette a un amorevole controllo.
Poi l’Eterno Dio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato. E l’Eterno Dio fece spuntare dal suolo ogni sorta di alberi piacevoli a vedersi e i cui frutti erano buoni da mangiare … Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino e di là si divideva per divenire quattro corsi d’acqua” (Genesi 2:8-14 – Di) .
Per quanto tempo avrebbero dovuto fare questo? Un versetto biblico ce lo rivela: Ecclesiaste 3:11 dice: “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere (“scoprire” – Di) dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta” (VR). E’ impensabile credere che un Dio amorevole abbia posto nel cuore delle sue creature umane il “pensiero dell’eternità” per farle poi vivere solo 70/80 o poco più anni! Al termine del sesto “giorno”, o periodo creativo, come per tutti i precedenti cinque, Dio “vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Genesi 1:31 – VR). Cosa significano queste parole? Dio creò l’uomo per un buon proposito! Questi doveva essere eternamente felice sulla terra, dove Egli l’aveva posto. La terra era la dimora stabilita per tutto il genere umano, come è scritto: “I cieli sono i cieli del Signore, ma la terra l’ha data agli uomini” (Salmo 115:16 – VR e Di; 114:16 – CEI). Che l’uomo dovesse vivere in cielo, dunque, è pura invenzione! Su questa terra, coltivata come un grande Paradiso, o luogo di delizie, Adamo, Eva e tutta la loro progenie dovevano vivere per sempre perché il proposito del Creatore per loro era “molto buono”. Seguendo le indicazioni del loro Fattore e rispettando le sue norme essi avrebbero perseguito il bene comune, nessuno avrebbe cercato di prevaricare o recare danno agli altri. Ci sarebbe stato rispetto tra gli uomini ed essi ne avrebbero avuto anche per la loro dimora, non facendo nulla per danneggiarla ma ne avrebbero avuto cura! Anche il loro corpo fisico era “molto buono”, era perfetto, come tutta l’opera che Dio aveva fatta (cfr. Deuteronomio 32:4). Pertanto l’uomo non si sarebbe mai ammalato, né il suo corpo sarebbe invecchiato, quindi non sarebbe mai morto!
Ecco, dunque, rivelato dalle Sacre Scritture il buon proposito di Dio quando fece l’uomo a sua “immagine e somiglianza”! Egli lo dotò di capacità fisiche e morali atte a garantirgli una vita eterna e felice su una terra paradisiaca! Questa era la sua volontà! Qualsiasi altro insegnamento, come quello di una vita dopo la morte in un ipotetico aldilà, celeste o da altra parte che sia, è una mistificazione dell’insegnamento biblico, è una falsità!
Perché, allora, l’uomo vive solo poche decine di anni, spesso con una vita travagliata da problemi e infermità, e infine muore? Cosa è successo che ha fatto modificare in maniera così drastica e drammatica il proposito di Dio, all’inizio “molto buono”?
Lo vedremo nel prossimo post … …

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
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9 risposte a UNA STORIA FINITA – II parte

  1. Sabrina&Marco ha detto:

    Carissimo, buona serata!
    Come stai? Qui a Genova..indovina??..piove nuovamente! Sigh..
    Molto interessante come sempre il tuo intervento!
    Sai, ho letto e riletto queste prime pagine della Bibbia, trovando un Dio un po’ cattivo..
    Ok, l’ uomo, la donna, il serpente, lo hanno tradito! Ma, pensavo al porgere l’ altra guancia..e mi è venuto in mente l’ occhio per occhio!
    Sò che faccio confusione… che non ho molta cultura a riguardo… ma anche con Caino…
    Vedi son proprio all’ inizio e per ora ferma lì…
    Ma ho trovato le sue parole e il suo atteggiamento molto cattivi…
    Riguardo a creare l’ uomo a sua immagine e somiglianza: beh, non gli ha dato la conoscenza e la vita eterna, quindi contava solo l’ immagine…
    Perdona il mio discorrere “terra terra” e le mie domande, te le ho fatte come mi sono venute, come le ho pensate te le ho scritte…
    Tua “semplice” amica, Sabrina

    • GIANNI ha detto:

      Mia cara amica, che notizia che mi dai! …. mercoledì sera sarò di nuovo nella tua città e questa volta mi fermerò per due giorni …. Se pioverà tutto il tempo non sarà certo un bel soggiorno!…. ahahahahah …. anche se lavorerò tutto il tempo, decisamente la pioggia non mi piace molto quando viaggio …. Vabbè, pazienza, mi consolerò con altre cose buone che lì avete!
      Sono però felice che hai iniziato a leggere la Parola di Dio. Non mi meravigliano i tuoi dubbi … le tue riserve … con la cultura libertina che permea la nostra Società è difficile concepire e accettare che non siamo dei Padreterni che tutto possono e che abbiamo precisi limiti che dobbiamo rispettare. Anche il concetto di giustizia è stato completamente stravolto, per cui facciamo fatica ad accettare il fatto che dobbiamo rendere conto delle nostre azioni. Quindi va a finire che l’uomo, che ha rovinato la terra, la sua vita, mandando in fumo le sue prospettive di vita eterna con le sue malefatte, è un “buono”, e il suo Creatore, che gli ha fornito una bellissima dimora, un corpo che è una meraviglia di progettazione, un codice morale per la sua salvaguardia e la facoltà di fare scelte, è “cattivo”!
      Comunque, su questi argomenti sto completando le mie ricerche per il prossimo post, che ti invito a leggere quando, tra qualche giorno, lo pubblicherò. Tra l’altro a Genova c’è una libreria ben fornita di letteratura biblica che non manco mai di visitare quando vengo! Io lavorerò a via dei Marini, proprio davanti alla Lanterna, e dovrei soggiornare proprio vicino al famoso Acquario, al Porto … chissà che non ci capiti di incontraci?! …. Un caro saluto a te e Marco! G.

      • Sabrina&Marco ha detto:

        Carissimo..la mie domande volevano essere un po’ cattivelle..
        Capisco benissimo la tua risposta e hai ragione, è un po’ come quando tutto và bene e a Dio non pensiamo proprio mentre se qualcosa và storto ce la pigliamo con lui! E’ così no..
        Però una cosa, leggendo il tuo intervento, dove spieghi la bellezza del mondo creato per l’ uomo..etc.. noi in teoria dovevamo stare lì, procreare, respirare..perdona, ma sembreremmo “burattini”..in un mondo bellissimo, dove nulla può accaderci..ma parrebbe una vita monotona.. però, chiaramente io faccio queste considerazioni in questa vita, certo senza conoscenza, padroni della nostra vita, tutto potrebbe sembrarci “perfetto”!
        Ancora parole a ruota libera, ma ormai hai capito come sono..vero..
        Cambiando discorso, vieni nuovamente dalle mie parti? Oggi il tempo è variabile, prevalentemente soleggiato, con un forte vento! Sinceramente non sò cosa preferirei, arrivando in aereo! 😉
        Un giorno mi racconterai del tuo lavoro!
        Buona giornata e grazie dei saluti per Marco, Sabrina

  2. Martine ha detto:

    molto bello il passo della creazione della genesi!
    buona serata e buona settimana
    Martine

    • GIANNI ha detto:

      Ciao Martine, felice di fare la tua conoscenza! Hai proprio ragione, il racconto della creazione riportato nella Genesi è stupefacente! Esso ci rivela tutta la sapienza, la potenza e l’amore del nostro grande Creatore (cfr. Romai 1:20). Ogni mattina, quando riapriamo i nostri occhi, il miracolo della creazione si rinnova e possiamo ben comprendere la reazione degli angeli che vi assisterono, i quali “alzavano grida di gioia” (Giobbe 38:7). Spero che il tuo apprezzamento si estenda a tutto ciò che la Parola di Dio ha da rivelarci riguardo al suo meraviglioso proposito per la nostra terra e per il genere umano. Un caro saluto. G.

  3. GIANNI ha detto:

    Cara Sabrina un passo biblico citato nei mei interventi probabilmente ti è sfuggito, perciò te lo ricito. Esso dice: “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere (“scoprire”, Di) dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta” (Ecclesiaste 3:11, VR).
    A l’uomo non basterà l’eternità per scoprire la vasta opera creativa di Dio. Secondo gli scienziati solo il 4% del nostro universo è conosciuto mentre il restante 96% rimane un assoluto mistero. E se pensi che le distanze nell’universo si misurano in milioni di anni luce, puoi farti un’idea della maestosa grandezza dell’opera di Dio che l’uomo potrà conoscere! Come pensare alla monotonia? Ora dimmi ancora…. tu ti senti veramente una “burattina” in questo mondo? Lo pensi al mattino, quando sei felice di constatare che hai riaperto gli occhi e puoi di nuovo ammirare tutte le cose che ti sono care?… il tuo compagno…. i tuoi figli (se ne hai)…. i tuoi amici…. le cose che ami?…. ti sono veramente di peso tutte queste cose?…. forse le dai per scontate, ma così non è, com’è ancora scritto: “Poiché presso di te è la fonte della vita, e per la tua luce noi vediamo la luce” (Salmo 36:9, VR e Di – 35:10, CEI) …. e viviamo in uno stato di imperfezione per cui in ogni momento qualcuna di queste cose che amiamo può venir meno e lasciarci nella disperazione…. Nella vita perfetta che Dio ha intenzione di donare al genere umano tutto questo sarà garantito per sempre ed ogni mattina potremo svegliarci senza più alcun timore che la nostra felicità possa venir meno…. ti sembra una vita da “burattini” una vita sicura, serena, felice ed eterna?
    Si, mercoledì sera sarò a Genova, mi fermerò fino a venerdi. Spero che il miglioramento del tempo che mi hai comunicato duri!…. non avrò molto tempo per visitare la città, ma quel poco vorrei godermelo! ….. ahahahahah … Ciao, G.

    • Sabrina&Marco ha detto:

      Ciao carissimo! Spero che la permanenza a Genova sia stata una buona permanenza! Il tempo non è stato dei migliori, ma per fortuna ci ha evitato le piogge! Oggi il cielo è buio e grigio! E il rientro tutto a posto?
      Riguardo la tua risposta, hai ragione e capisco il tuo (e quello di infinite persone) punto di vista, che condivido, nel ritrovarmi a ringraziare ogni genere di perfezione creata da Dio con tantissimi “miracoli”! Primi fra tutti noi esseri umani! Ringrazio per il mio compagno e per mia figlia! Per la gioia che provo ogni istante in cui penso a loro! Però la parola burattino mi è uscita perchè per quanto io scelga come vivere e come agire nello spazio delle 24 ore quotidiane, ebbene non le sento come cosa mia, mi pare di avere sempre un qualcuno che sceglie per me, che muove tutto al mio posto! Io penso di decidere cosa fare ma poi mi viene da pensare che forse era già tutto scritto e qualcuno mi ha solo “illuminato”! Non sò se riesco a spiegarmi! Ovviamente capita di più nei momenti bui, quando è venuto a mancare mio papà non sono riuscita a pensare “è la vita”! Ma solo “perchè è così la vita?”! Lo sò che ci sono tutte le risposte nella Bibbia! Ma io non riesco, forse solo non riesco ancora, chissà..a farle mie!
      Termino qui.. avevo scritto altre cose, ma sono in una giornata un po’ no e avevo “esagerato”! Ti invio un abbraccio e l’ augurio di un sereno e felice fine settimana, Sabrina

      • GIANNI ha detto:

        Sabrina, mia fedele amica, come ti avevo accennato nella tua città ho avuto appena il tempo per una buona cena all’Hosteria Vico Palla, per il resto ho dovuto lavorare sodo per portare a termine un lavoro urgente che doveva essere concluso entro venerdi. Peccato, perchè il tempo mi era anche stato favorevole e non mi sarebbe dispiaciuto fare una passeggiata per il centro storico. Pazienza, sarà per un altra volta!…. Tornando alla nostra conversazione biblica ti dico che non sei l’unica che prova la sensazione di essere in cammino su una strada già tracciata. Tutti lo siamo perché qualcuno tanto tempo fa ha venduto la nostra vera libertà, quella che ci era stata donata dal nostro Creatore, ed ora siamo tutti costretti a pagarne le conseguenze di una schiavitù al “peccato”. La parola “peccato” nella Parola di Dio ha il significato di “fallire il bersaglio”. In effetti tutti noi, a causa della imperfezione ereditata, ogni giorno sperimentiamo il fallimento della vita felice che Dio aveva in mente in origine per tutta la razza umana. Così tutti “tiriamo a campare”, barcamenandoci affannosamente tra le vicende di una vita che diventa sempre più difficoltosa e dura, perchè ogni giorno di più ci allontaniamo dalla sicura guida che Dio ci ha dato. Ma non siamo senza speranza! Secondo la profezia e la cronologia biblica è ormai prossimo il tempo in cui Dio interverrà per restaurare il suo buon proposito per l’uomo. Noi possiamo imparare molto al riguardo leggendo nella sua Parola scritta i tempi e i modi dell’intervento divino e coltivare questa speranza che non è quella che le la maggioranza delle religioni cosiddette “cristiane” insegnano, ingannando milioni e milioni di fedeli! Non a caso Gesù collegò l’adempimento delle promesse di Dio alla conoscenza dicendo: “Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te il solo vero Dio e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). Devi sapere che in questa speranza è inclusa anche la risurrezione dei nostri cari morti, incluso il tuo papà, che tu, se vuoi, puoi rivedere tornare a vivere per sempre su questa terra (cfr- Giovanni 5:25-29; Apocalisse 20:13). Allora davvero non ci saranno più “momenti bui” per il genere umano ma grande allegrezza. Perciò ti incoraggio a continuare la tua lettura della Parola di Dio, non scoraggiarti, poichè quando Lui legge nei nostri cuori il desiderio di conoscere la sua volontà apre le nostre menti perchè possano acquistare quella conoscenza di cui parlò Gesù (cfr. Matteo 13:10-15). Un caro saluto a te e alla tua famiglia: G.

  4. Sabrina&Marco ha detto:

    Grazie per le tue parole e le tue spiegazioni sempre molto chiare e aperte anche a me!
    Così confusa.. spersa.. mi sento spesso così!
    Continuerò la lettura, magari molto lentamente, ma continuero’!

    Mi spiace per la tua permanenza a Genova solo lavorativa!
    Certamente ti rifarai la prossima volta: Genova merita!
    Un forte abbraccio e auguro un sereno fine settimana a te e a chi ti è caro!
    Sabrina

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