UNA STORIA FINITA – V parte

“IGNORANDO LA GIUSTIZIA DI DIO E CERCANDO DI STABILIRE LA PROPRIA NON SI SONO SOTTOMESSI ALLA GIUSTIZIA DI DIO”

Romani 10:2,3 – CEI

Le decisioni dei genitori influiscono inevitabilmente sui figli. La condotta ribelle dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, influì profondamente su tutta la loro progenie, tutti noi inclusi. Dopo la loro ribellione Dio li cacciò dal giardino di delizie in cui li aveva posti, e preannunciò le conseguenze future della loro ribellione: una lunga contesa tra due opposti soggetti finché uno dei due, colpito mortalmente, doveva soccombere e sparire definitivamente (cfr. Genesi 3:15).
Come illustrato nel precedente post, la prima di queste due entità, già esistente al tempo di Adamo ed Eva, è l’organizzazione celeste di Dio, composta dalle sue creature spirituali, gli angeli fedeli, paragonata ad una donna dalla quale doveva venire il promesso “seme” che avrebbe schiacciato la testa al simbolico “serpente”, l’ispiratore della ribellione, Satana il Diavolo. In antitesi a questa sarebbe venuta all’esistenza nel tempo, come “seme del serpente”, un’altra organizzazione la quale, manifestando la stessa attitudine ribelle e malvagia di Satana, avrebbe sviluppato una mentalità trasgressiva delle norme che Dio aveva stabilito per regolare sia i rapporti umani che la relazione tra gli uomini e il loro Creatore, e avrebbe tenuto una condotta di irriducibile opposizione a Dio e alla Sua volontà.
Gli avvenimenti e le rispettive azioni avrebbero permesso di identificare senza ombra di dubbio le due opposte organizzazioni, come affermò lo stesso “seme della donna”, Cristo Gesù, quando venne sulla terra allorché disse: “li riconoscerete dai loro frutti … ogni albero buono produce frutti buoni; ma l’albero cattivo produce frutti cattivi … Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti” (Matteo 7:16-20 – Di).
Dopo averli scacciati dal giardino d’Eden, Dio permise ad Adamo ed Eva di vivere ancora per un certo periodo di tempo prima che la loro condanna a morte si concretizzasse. Questo diede loro l’opportunità di generare “figli e figlie” (cfr. Genesi 5:4,5). Di alcuni dei figli di Adamo ed Eva la Parola di Dio ci rivela i nomi e alcuni aspetti della loro vita.
Al loro primogenito essi diedero il nome di Caino. Il secondogenito fu chiamato Abele. Questi due ragazzi certamente furono messi a conoscenza di quanto era accaduto prima che nascessero. Essi furono anche testimoni delle “sofferenze” della madre e della “fatica” e del “sudore” sul volto del padre mentre lavorava la terra che per colpa sua ora era “maledetta” (cfr. Genesi 3:16-19 – Di). Il racconto biblico dice che crescendo Caino divenne agricoltore, mentre suo fratello Abele divenne pastore. A quel tempo Dio non aveva ancora autorizzato l’uomo a mangiare carne animale. Questo avvenne solo dopo il Diluvio, circa 1.600 anni dopo (cfr. Genesi 1:29; 9:3). Pertanto l’attività di Abele era finalizzata a ciò che si poteva ricavare dalle pecore, cioè la lana o le pelli per confezionare i loro vestiti.
Viene ancora narrato che, dopo qualche tempo, probabilmente quando erano già adulti, sia Caino che Abele offrirono sacrifici a Dio. Essi fecero quelle offerte di loro spontanea volontà. Certamente cominciavano ad avvertire gli effetti del peccato essendo estraniati dal Creatore. Nella loro condizione miserevole e peccaminosa devono aver sentito il forte bisogno di rivolgersi a Dio per avere aiuto. Pertanto “Caino offrì frutti del suolo … Abele offrì primogeniti del suo gregge” (Genesi 4:3,4 – CEI). Con quale risultato? “Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta” (Genesi 4:4,5 – CEI). Perché questa differenza? Sono state fatte diverse supposizioni, ma il vero motivo lo ha rivelato l’apostolo Paolo, il quale, sotto ispirazione divina, scrisse: “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino” (Ebrei 11:4 – CEI). Dunque vi era implicata la fede. In che senso? L’offerta di Abele comportò lo spargimento del sangue degli animali offerti in sacrificio. Probabilmente mentre pasceva il suo gregge Abele aveva riflettuto seriamente sulla promessa di Dio relativa a un “seme” che sarebbe stato ferito al calcagno. Si rendeva conto che la redenzione dal peccato avrebbe comportato il sacrificio di una vita, e che la vita di ogni creatura è rappresentata dal suo sangue (cfr. Levitico 17:11). Abele aveva compreso il valore sacrificale del sangue e offriva sacrifici in armonia con la volontà di Dio. Dal canto suo Caino faceva sacrifici a Dio, ma non secondo la Sua volontà! Un commentatore biblico del XIX secolo ha detto riguardo a Caino: “La sua offerta era un semplice riconoscimento della benevolenza di Dio. Rivelava chiaramente che egli non si rendeva conto dell’esistenza di una barriera che lo separava dal Creatore, né che ci fosse bisogno di confessare i peccati o di fare espiazione”.
Vedendo il modo di comportarsi di Caino e leggendo i motivi del suo cuore, Dio lo avvertì dicendo “Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te” (Genesi 4:7 – Di). Avvertendolo Dio gli diede l’opportunità di cambiare il suo modo di pensare e la sua condotta per essere approvato. Quale fu la reazione di Caino? … “si levò contro suo fratello Abele e lo uccise” (v. 8). Anche oggi Dio sta facendo avvertire le persone, mediante un ampia diffusione delle verità scritte nella sua Parola, affinché si accertino se stanno adorando Dio nel modo in cui Lui vuole o se, anche in buona fede, ma per mancanza di conoscenza, stanno seguendo una strada sbagliata, ingannati da “spiriti seduttori e dottrine di demoni, per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza” (1Timoteo 4:1-3 – Di). Qual è la nostra reazione davanti alle verità esposte nella Parola di Dio? Lasciamo che trasformino il nostro modo di pensare “per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Romani 12:2 – CEI) o ci intestardiamo come Caino nel seguire la nostra propria indole, condizionata forse da una etichetta che ci hanno appiccicato alla nascita?
Caino, dunque, sottovalutò l’importanza di fare quello che Dio gradiva e non quello che a lui passava per la mente.  Egli pensava che comunque Dio avrebbe apprezzato il suo sacrificio. Ma non fu così! Questo è lo stesso errore che fanno tutt’oggi molti che dichiarano di aver fede in Dio. Come dicono le Scritture, questi “hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza; poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio” (Romani 10:2,3 – CEI). Questa attitudine ad agire secondo il proprio personale punto di vista col tempo portò Caino a divenire una persona insensibile alla volontà di Dio perciò, come in seguito scrisse anche l’apostolo Giovanni, “le opere sue erano malvage” (1Giovanni 3:12 – CEI). Così, mosso dalla gelosia e dall’odio, egli divenne un omicida assassinando suo fratello!  Nel corso dei secoli molti sedicenti “cristiani” hanno mostrato la stessa attitudine mentale di Caino. Insensibili agli insegnamenti del loro Creatore, essi hanno impugnato le armi ed hanno scannato i loro stessi fratelli in fede (cfr. Isaia 2:4; Michea 4:3; Matteo 26:51,52). Un libro dice: “Nella storia delle civiltà … due forze sono sempre state alleate: la guerra e la religione. E, di tutte le grandi religioni del mondo … nessuna è stata più dedita alla guerra della cristianità” (Ray H. Abrams – Preachers Present Arms). Durante le due ultime guerre mondiali, ad esempio, che si sono combattute tra nazioni cosiddette “cristiane”, cattolici hanno ucciso altri cattolici e protestanti hanno ucciso altri protestanti, e con la benedizione del loro clero, semplicemente perché appartenevano a schieramenti diversi, ma tutti pregavano lo stesso Dio e si consideravano “fratelli” nella fede; proprio come Caino considerava Abele, ma lo uccise! In tutta la storia, dunque, la falsa religione ha manifestato lo stesso spirito fratricida di Caino. L’apostolo disse che Caino “era dal maligno e uccise il suo fratello”. Le opere di Caino dimostrarono che egli divenne parte del “seme del serpente”. Le opere di questi sedicenti “cristiani” che similmente uccidono i loro “fratelli” cosa dimostrano?
La degradazione mentale e morale che fece seguito alla ribellione dell’uomo al suo Creatore raggiunse livelli insopportabili già dopo circa 1.600 anni di esistenza umana. Osservando la terra in quel periodo Dio “vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo” (Genesi 6:5 – VR). Cos’era accaduto?
Il racconto biblico lo rivela: in Genesi 6:1,2 leggiamo: “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle, e presero per loro mogli tutte quelle che essi scelsero”. Chi sono questi “figli di Dio” di cui si parla? Le Scritture stesse ce lo dicono: essi sono angeli (cfr. Giobbe 1:6). Dunque altri angeli seguirono il corso ribelle di Satana opponendosi alla volontà di Dio. Essi materializzarono dei corpi umani e vennero sulla terra in veste di uomini per sposare delle donne ed avere con esse rapporti sessuali. Questa era una degenerazione dell’uso delle facoltà sessuali che Dio aveva dato agli uomini e alle donne per riprodursi. Agli angeli Dio non aveva dato questa facoltà perché fra loro non ci sono maschi e femmine (cfr. Matteo 22:30). Questo fu ulteriormente reso chiaro dal discepolo e fratello di Gesù, Giuda, il quale divinamente ispirato parlò degli “gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora” e li paragonò agli abitanti delle antiche città di Sodoma e Gomorra che “si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura” (Giuda 6,7 – CEI e Di). Quegli angeli, quindi, si pervertirono compiendo atti contrari alla loro natura spirituale. Così facendo essi divennero parte del “seme del serpente”. Il racconto biblico narra che da quell’unione nacquero dei figli che vengono definiti “nefilim”, termine che significa “abbattitori”. La Parola di Dio li descrive come “gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi” (cfr. Genesi 6:4 – VR). Ecco da dove ebbero origine i vari eroi mitologici, tipo “Ercole”! A causa della natura angelica dei loro genitori, quei figli angelici erano dotati di una potenza sovrumana, ma svilupparono anche la stessa attitudine mentale malvagia dei loro genitori. Essi cominciarono a dominare sugli altri esseri umani con la forza e la stessa mentalità assassina di Satana, “abbattendo” o uccidendo chiunque si opponeva alle loro perversioni. Dio intravide in questo il disegno di Satana di frustrare il suo proposito di produrre un “seme” umano che avrebbe dovuto “schiacciargli” la testa. Quei “nefilim” a motivo della loro natura ibrida, non approvata da Dio, non si riproducevano. Se Dio avesse lasciato le cose così, probabilmente avrebbero portato all’estinzione la razza umana e il promesso “seme” non sarebbe potuto nascere sulla terra come uomo. Pertanto Dio intervenne con il Diluvio che, come disse Gesù, “li portò via tutti” (Matteo 24:39).

Un tempo i demòni erano angeli di Dio, ma si ribellarono al loro Creatore e si schierarono al fianco di Satana divenendo parte del “seme del serpente”. Il loro scopo è corrompere gli uomini e allontanarli dall’adorazione che Dio approva. Per raggiungerlo si servono di insegnanti umani ipocriti e menzogneri, che diffondono false dottrine e promuovono un modo di vivere egoistico e immorale condannato da Dio. Ai giorni di Noè quegli angeli ribelli furono attratti dalle belle figlie degli uomini  e abbandonarono la loro dimora celeste per venire sulla terra. Dalla loro unione con quelle donne nacque una progenie ibrida che la Parola di Dio chiama nefilim che significa “abbattitori”. Ciò che essi fecero fu aberrante agli occhi di Dio e contribuì a rendere il mondo di allora pieno di cattiveria, tanto da mettere in serio pericolo la sopravvivenza della razza umana. Dio fu costretto ad intervenire per distruggere quella generazione malvagia.  Mentre le mogli perirono nelle acque del Diluvio insieme alla loro progenie ibrida, gli angeli malvagi abbandonarono i corpi umani che avevano materializzato e tornarono in cielo, dove divennero i compagni demonici di Satana il Diavolo (cfr. 2Pietro 2:4). Sebbene Dio abbia imposto loro molte restrizioni essi continuano a cercare il contatto con gli esseri umani. Lo fanno in diversi modi: con l’inganno, diffondendo false dottrine, come quella di far credere di essere le anime delle persone morte che continuano a vivere in un inesistente aldilà; con pratiche di divinazione, facendo credere che esistono persone capaci di predire il futuro interpretando segni e presagi, quali gli astrologi, i maghi, i veggenti, i cartomanti, ecc. Inoltre, come ai tempi prediluviani, essi continuano a far leva sui desideri della carne incoraggiando la totale libertà in campo sessuale e promuovendo pratiche sessuali depravate, come l’omosessualità e la pedofilia oggi così estesamente diffuse persino tra sedicenti “cristiani”. Come ai giorni del Diluvio anche oggi l’attività scellerata e subdola del “seme del serpente”, sia la parte invisibile (i demòni) che quella visibile (uomini bugiardi e depravati – cfr. Giovanni 8:44), ha spinto la razza umana nel baratro di una diffusa e pericolosa degenerazione morale e sociale.

Con il Diluvio Dio ripulì la terra da tutta quella malvagità. Mentre la loro scellerata progenie venne distrutta, quegli angeli che si erano ribellati lasciarono i loro corpi umani tornando ad essere creature spirituali. Ma da quel momento Dio impose loro molte restrizioni, tra le quali quella di materializzare ancora corpi umani per ripetere le loro malvage azioni prediluviane (cfr. 1Pietro 3:19; 2Pietro 2:4; Giuda 6). Ma in quegli esseri degenerati è rimasto il desiderio del contatto con gli esseri umani. Non potendo più farlo in maniera visibile, hanno continuato a farlo invisibilmente! In che modo?
Quando il Diavolo tentò Eva nel guardino d’Eden si nascose dietro le sembianze di un serpente. Egli ingannò la donna nascondendo la sua vera identità e facendole credere che a parlarle era quell’innocuo animale. In questo modo subdolo la convinse a violare il comando di Dio e a portarla dalla sua parte. Gli angeli ribelli seguono il suo esempio. Essi nascondono la loro vera identità quando parlano alle persone dall’invisibile mondo spirituale facendo loro credere che stanno parlando con i propri cari defunti. Questo è un inganno, perché la Parola di Dio dice chiaramente che “i morti non sanno nulla, e per essi non c’è più salario … Il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto quello che si fa sotto il sole … nel soggiorno dei morti … non c’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né saggezza” (Ecclesiaste 9:5-10 – VR). I morti, dunque, sono in un completo stato di incoscienza che non permette loro di rendersi conto di ciò che avviene ai vivi e, tantomeno, di parlare con essi! Come viene reso possibile un simile inganno? Attraverso la diffusione di false dottrine, come quella di un’anima immortale che sopravvive alla morte del corpo. Questo non è un insegnamento che viene da Dio per mezzo della sua Parola ma è una menzogna inventata di sana pianta dal Diavolo e dai suoi demòni per ingannare le persone e portarle nella loro sfera di influenza. E’ per questo motivo che la Parola di Dio ammonisce “Non si trovi in mezzo a te chi … interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Deuteronomio 18:10-12 – CEI). Chiunque diffonde questo falso insegnamento è una persona abominevole agli occhi di Dio perché si schiera al fianco del “padre della menzogna”, Satana il Diavolo, mostrando di essere parte del “seme del serpente”.
Come figli del Diavolo queste stesse persone che insegnano dottrine menzognere sono anche riconoscibili per la condotta immorale simile a quella dei demòni. Come mostrano le Scritture questi si caratterizzarono anche per le perversioni sessuali a cui si abbandonarono. In maniera simile pratiche sessuali depravate, come l’omosessualità e la pedofilia, sono molto diffuse tra gli ipocriti capi religiosi del cristianesimo apostata e tra i loro seguaci, come attestano le cronache attuali.
La Parola di Dio ci rivela tutte le macchinazioni del Diavolo per distogliere le persone dal fare la volontà di Dio. Oltre agli episodi summenzionati essa ne descrive altri che ci aiutano a riflettere seriamente sulla nostra posizione rispetto alla contesa in atto tra la simbolica donna di Dio e il suo “seme” e il simbolico “serpente” e il suo seme.
Qualche tempo dopo il Diluvio, infatti …

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Libero pensatore e inguaribile sognatore
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2 risposte a UNA STORIA FINITA – V parte

  1. Sabrina&Marco ha detto:

    Perdona la mia prolungata assenza..passo sul blog sempre un po’ di corsa ultimamente..
    Non và certo bene per passare da e leggerti..
    Ma per un saluto, questo si!
    Eccomi dunque ad augurarti un felice e sereno proseguimento di questa domenica pre natalizia!!!
    Genova è sotto una fredda e candida coltre di neve!!
    Così il Natale si sente di più..peccato ci impedisca di uscire di casa..mooolto male!
    Un abbraccio, con amicizia! Sabrina

  2. silvianovabellatrix ha detto:

    Non sapevo che la Genesi parlasse di questa progenie ibrida umano-demoniaca….interessantissimo!

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