UNA STORIA FINITA – VII parte

“GLI ABITANTI DELLA TERRA SI SONO UBRIACATI CON IL VINO DELLA SUA PROSTITUZIONE” 

Apocalisse 17:2 – VR 

Il Diluvio spazzò via una generazione malvagia che aveva riempito la terra di violenza mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa della razza umana. Ad esso sopravvissero solo otto persone, Noè e sua moglie, i loro tre figli Sem, Cam e Iafet con le rispettive mogli, i soli che furono disposti a fare quello che Dio richiese per la salvezza. Nella contesa sulla sovranità universale suscitata in Eden da Satana il Diavolo e dalla prima coppia umana, Adamo ed Eva, che con la loro ribellione si sottrassero al dominio divino volendo decidere da soli come vivere la propria vita, quelle otto persone si schierarono dalla parte di Dio ubbidendo alle sue disposizioni sebbene il resto dell’umanità continuasse nello stesso corso di ribellione iniziato in Eden.
Dopo il Diluvio, dunque, sulla terra venne ristabilito il dominio di Dio, esercitato su quello sparuto gruppetto di abitanti che si erano mostrati disposti a fare la sua volontà. Usciti dall’arca Dio parlò loro per dare istruzioni riguardo a ciò che si aspettava che essi facessero. Leggiamo le sue parole in Genesi, al capitolo 9 (CEI): “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra” (v. 1). Queste sono le stesse parole che aveva detto all’inizio anche ad Adamo ed Eva. Ma aggiunse qualcosa che non aveva concesso ai nostri progenitori. Disse loro: “Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe” (v. 3). Ancor prima del Diluvio, gli animali venivano uccisi per provvedere indumenti all’uomo e per fare sacrifici (cfr. Genesi 3:21; 4:4). Ma ora Dio autorizzava gli uomini a servirsene anche come cibo. Però pose una limitazione: “non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue” (v. 4). Ad Adamo ed Eva Dio aveva detto che potevano mangiare di tutti i frutti del giardino, ma non dovevano mangiare “il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male” (Genesi 2:17). Quel comando aveva un significato morale. La sua violazione rappresentò la loro volontà di sottrarsi alla sovranità di Dio e costò loro la vita eterna su una terra paradisiaca come il Creatore aveva progettato. Il comando di non mangiare il sangue ebbe similmente un valore morale. Come Dio stesso spiegò, il sangue rappresentava la vita di ogni creatura. E la vita di tutte le creature appartiene al loro Creatore. Perciò la vita è sacra e nessun uomo è autorizzato a disporne a suo piacimento o in qualche modo diverso dalla volontà divina. Dopo le barbarie e gli assassini che precedettero il Diluvio, Dio intese riaffermare la sacralità della vita umana con quell’inequivocabile decreto! Quanto importante fosse rispettare questo comando viene indicato dal fatto che fu ripetuto nella Legge che Dio diede al popolo d’Israele (cfr. Levitico 17:10-14) e che in seguito fu imposto come statuto nel cristianesimo (cfr. Atti 15:28,29).
Il Diluvio, però, non aveva distrutto né Satana né quegli angeli ribelli che, seguendo il suo esempio di insubordinazione, avevano materializzato corpi umani per sposare le donne della terra contribuendo in massima parte a creare quella situazione di estrema cattiveria e violenza che indusse Dio ad intervenire (cfr. Genesi 6:5). E il Diluvio stesso non aveva potuto sanare la condizione che si era venuta a creare con il peccato di Adamo ed Eva per quanto riguardava i loro discendenti. Noè e i suoi familiari, seppur considerati giusti per le loro opere, come discendenti di Adamo conservavano il loro stato di imperfezione fisica e morale che trasmisero anche ai loro discendenti.
Satana e i suoi demòni continuarono ad approfittare di questa debolezza umana per indurre di nuovo le creature terrene a ribellarsi al loro Creatore. Così circa 200 anni dopo il Diluvio, nella pianura di Sinar (o Scinar), una zona compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate (nell’odierna Iraq), apparve un uomo che ebbe un ruolo strategico nell’azione satanica. Il suo nome fu Nimrod, figlio di Cus, figlio di Cam il secondogenito di Noè, dunque un pronipote di Noè. Gli antichi scritti rabbinici fanno derivare il nome Nimrod dal verbo ebraico maràdh, che significa “ribellarsi”. Pertanto il Talmud babilonese (Erubin 53a) afferma: “Perché, allora, fu chiamato Nimrod? Perché istigò il mondo intero a ribellarsi (himrid) alla Sua sovranità [di Dio]” (Encyclopedia of Biblical Interpretation, di Menahem M. Kasher, vol. II, p. 79). Cosa fece Nimrod di così eclatante?
La Parola di Dio dice che egli “cominciò a essere potente sulla terra” e lo descrive come “un potente cacciatore davanti al Signore” (Genesi 10:8,9). Nimrod fu un guerriero, un uomo violento. Divenne il primo governante umano dopo il Diluvio proclamandosi re “davanti” o in opposizione a Dio e “cacciando” o usando la forza per sottomettere gli altri. Ha scritto di lui lo storico ebreo Giuseppe Flavio: “trasformò gradatamente il governo in una tirannia, non vedendo altro modo per sviare gli uomini dal timor di Dio, se non quello di tenerli costantemente in suo potere. Disse inoltre che intendeva vendicarsi con Dio, se mai avesse avuto in mente di sommergere di nuovo il mondo; perciò avrebbe costruito una torre così alta che le acque non l’avrebbero potuta raggiungere, e avrebbe vendicato la distruzione dei loro antenati. La folla fu assai pronta a seguire la decisione di Nimrod, considerando un atto di codardia il sottomettersi a Dio; e si accinsero a costruire la torre … ed essa sorse con una velocità inaspettata” (G. Flavio – Antichità giudaiche, I, 114, 115). Anche la Parola di Dio parla di questo progetto di edificare una torre, a Babele (o Babilonia, come in seguito venne chiamata la città fondata da Nimrod) e ci informa che Dio dovette intervenire di nuovo per salvaguardare il suo proposito confondendo la lingua dei costruttori i quali, nell’impossibilità di comunicare tra di loro, furono costretti ad abbandonare il progetto e a separarsi, disperdendosi su tutta la terra (cfr. Genesi 11:1-9). Ma il piano di Satana, che fu l’ispiratore della ribellione di Nimrod, ebbe una portata assai più vasta della costituzione di un impero politico. Come riconosce Giuseppe Flavio, quella costruzione doveva divenire il simbolo della ribellione al dominio divino sulla terra. Per questo motivo assunse un importante significato religioso: i molti scavi archeologici fatti nella zona, sebbene non siano riusciti a stabilire in maniera definitiva che alcuna delle antiche rovine fosse la torre di Babele fatta costruire da Nimrod, hanno trovato in Mesopotamia oltre una ventina di strutture apparentemente simili, denominate ziqqurat. Questo tipo di torre era una caratteristica dell’architettura religiosa di quella zona. Essa aveva una struttura piramidale con in cima un santuario. Secondo l’archeologo tedesco Walter Andrae, che effettuò molti scavi nel territorio all’inizio del XX secolo, il santuario in cima alla torre era considerato “la porta … attraverso cui l’Iddio del cielo scende la scalinata della ziqqurat per raggiungere la sua dimora terrena”. Non è dunque per caso che gli abitanti di Babele affermavano che il nome della loro città significava “Porta di Dio”, che deriva da Bab (porta) e ilu (Dio).  Le scoperte archeologiche confermano, dunque, che lì nacque un tipo di religione in netto contrasto con le verità rivelate da Dio nella sua Parola e totalmente contraria ai principi e alle norme stabilite dal Creatore per regolare i rapporti con le sue creature.
“CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, PERCHÈ L’UNO NON CAPISCA LA LINGUA DELL’ALTRO” – Genesi 11:7

L’antica torre di Babele è divenuta simbolo di confusione e di divisione. Fu lì che circa 4.000 anni fa Dio confuse la lingua degli uomini. Perché? A causa della loro ribellione contro di lui. Si erano rifiutati di ubbidire a Dio e avevano dedicato invece la propria vita ai progetti di uomini imperfetti. Perciò Dio li disperse. Durante la sua omelia del 1 gennaio, il Papa Benedetto XVI ha annunciato la convocazione di un incontro interreligioso per la pace ad Assisi, ad ottobre prossimo, in concomitanza con il 25° anniversario della stessa manifestazione avvenuta, sempre ad Assisi, nel 1986. Nelle intenzioni del Papa a tale incontro dovrebbero partecipare, come nel passato, “i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà” (http://www.avvenire.it – 1/1/2011). Pertanto, oltre ai cattolici, gli ortodossi e ai protestanti, già divisi tra loro da profonde e insanabili divergenze dogmatiche (quali la venerazione della Madonna e dei santi, l’uso di immagini nell’adorazione e il ruolo stesso del Papa) ci saranno anche musulmani, i quali credono che ci sia un solo Dio, Allah, e che Maometto sia il suo profeta, i buddisti, i quali non credono nell’esistenza di un Dio personale e sostengono che la meta finale dell’uomo è il Nirvana, uno stato di assoluta beatitudine raggiunto attraverso l’annullamento dell’io, gli indù, che credono in milioni di dèi e in un ciclo continuo di reincarnazioni che può condurre al Nirvana, gli ebrei che adorano un solo Dio ma non accettano Gesù come Messia, i rappresentanti delle religioni africane le quali insegnano che piante, animali e oggetti inanimati abbiano uno spirito e anche i pellirosse che adorano le forze della natura. Questa pietosa confusione di “lingue religiose” nel 1986 non consentì a tali religioni di mettersi d’accordo neppure su una preghiera comune! Dopo quella manifestazione ognuna di esse riprese il proprio cammino individuale disperdendosi sulla terra esattamente come accadde ai falsi religionisti dell’antica Babele. Che dire della pace da loro tanto acclamata? Da allora ci sono state la guerra in Bosnia, la guerra in Afghanistan, le due guerre in Iraq, la guerra civile in Somalia e in Burundi, la guerra tra l’Armenia e l’Azerbaigian, solo per citarne alcune, e decine di altri conflitti che hanno causato e continuano a mietere milioni di morti! Spesso il ruolo delle religioni è stato decisivo nello scoppio di tali guerre. Dio non ascolta le loro preghiere poiché non approva tutte queste idee contrastanti. Come ha fatto scrivere nella sua Parola, Egli “non è un Dio di confusione, ma di pace” (1Corinzi 14:33 – VR). L’istigatore di tale guazzabuglio religioso è l’antico “serpente”, Satana il Diavolo, che si serve di esso per confondere le persone e non permettere loro di comprendere e fare la volontà di Dio. Dio disapprova le religioni che non fanno la sua volontà, come disapprovò i costruttori della torre di Babele, poiché nemmeno loro facevano la sua volontà. Il suo Re incaricato, Cristo Gesù, l’unico che porterà la pace nel mondo, dice a coloro che non fanno la volontà di Dio, pur se affermano di credere in Lui e di agire nel suo nome: “allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Matteo 7:21-23 – CEI). Vogliamo correre il rischio di essere scacciati da Cristo per seguire gli ingannevoli appelli dei capi delle religioni di ispirazione babilonica?

Quale caratteristiche aveva la religione di Nimrod e di Babele (o Babilonia)?
Innanzitutto essa consentiva l’adorazione di molti dèi e dee. Il principale era Marduk. Il suo grande tempio a Babilonia aveva 55 cappelle laterali dedicate a dèi e dee minori. Che sorprendente somiglianza con molti edifici religiosi odierni – templi, chiese e cattedrali – dotati di cappelle laterali per dèi minori, santi e madonne! Di questi dèi venivano fatte immagini alle quali sacerdoti e fedeli prodigavano le loro attenzioni. Essi “consideravano quelle statue come intermediari fra loro e gli dèi. Le statue venivano coperte di vesti costose, ornate di collane, braccialetti e anelli; giacevano su letti sontuosi e venivano portate in processione sulla terraferma e sull’acqua, a piedi, su carri e su imbarcazioni private” (Las Grandes Religiones Ilustradas: Asirio-Babilónica, Vol. 20, Mateu-Rizzoli, Barcellona, 1963, pg. 53). Vi ricorda qualcosa questa usanza?
Il pantheon babilonese era composto da diverse triadi di dei. Rappresentazioni trinitarie della moltitudine degli dei babilonesi erano molto diffuse tra la popolazione. Una delle più note era formata dal dio-luna Sin, dal dio-sole Shamash e dalla dea della fertilità Ishtar. Riguardo ad Isthar, i suoi fedeli la chiamavano “con i nomi più dolci: essa non è solo dea e signora ma anche madre misericordiosa, uditrice di preghiere, colei che intercede … colei che ha dato la vita all’universo e all’umanità” e veniva rappresentata nell’iconografia “come una madre che allatta il suo neonato” (ib.). Riuscite a vedere qualche somiglianza con questa rappresentazione?
Le città che Nimrod e i suoi seguaci avevano edificato nella regione di Sinar avevano ciascuna la propria divinità tutelare, una specie di “santo patrono”. A Ur c’era Sin; a Eridu, Ea; a Nippur, Enlil; a Cuta, Nergal; a Borsippa, Nebo, e a Babilonia, Marduk. Avete mai partecipato ad una festa del “santo patrono” di qualche città? Ora sapete da dove ebbe origine anche questa usanza!
Nimrod fu un uomo brutale e morì di una morte violenta poiché venne giustiziato dai suoi nemici. I suoi seguaci considerarono la sua morte una tragedia e una calamità, e lo deificarono. Alexander Hislop, ministro evangelico del XIX secolo, nel suo famoso libro The Two Babylons identifica Nimrod con il dio babilonese Tammuz. Egli veniva rappresentato con la prima lettera del suo nome, che è un’antica tau, e aveva la forma di una croce. Il “segno della croce” divenne il simbolo religioso di Tammuz, alias Nimrod, “potente cacciatore davanti al Signore”. Questa è la stessa “croce” su cui le religioni cosiddette “cristiane” asseriscono che fosse messo a morte Cristo e che è divenuto il simbolo stesso di queste religioni, i cui fedeli si inchinano davanti ad essa, la baciano o la portano appesa ai loro corpi. Quando ci fu il tentativo di introdurre la venerazione di Tammuz nella religione israelita e il suo simbolo all’interno del Tempio di Gerusalemme, Dio lo condannò come una cosa detestabile ai suoi occhi (cfr. Ezechiele 8:5,13,14). Se siete tra coloro che considerano la “croce” un simbolo sacro, ora sapete da dove ebbe origine e cosa pensa Dio della sua venerazione!
Un’altra “curiosa” caratteristica della religione babilonese, piuttosto attuale, perciò ve la racconto, viene indicata da Hislop nel suo libro. L’uccisione di Nimrod da parte dei nemici venne rappresentata da un ceppo e la sua rinascita era raffigurata da un sempreverde. Così egli scrive: “Il ceppo di Natale è il tronco morto di Nimrod … abbattuto dai suoi nemici; l’albero di Natale è Nimrod redivivo, il dio ucciso ma tornato in vita”. Avete addobbato la vostra casa con l’albero di Natale pensando di commemorare la nascita di Gesù? Ora sapete chi invece state onorando!
La deificazione di Nimrod fu resa possibile da una delle principali dottrine sviluppate dalla religione babilonese, quella dell’immortalità dell’anima e della vita dopo la morte. Morris Jastrow , orientalista della Pennsylvania University e uno dei più famosi esperti di lingue semitiche del mondo, nel suo libro The Religion of Babylonia and Assyria afferma: “Il problema dell’immortalità … fu oggetto di attenta considerazione da parte dei teologi babilonesi … La morte era il passaggio a un altro tipo di vita … Né il popolo né i capi religiosi ammisero mai la possibilità dell’annientamento totale di ciò che era stato chiamato all’esistenza. La morte era un passaggio a un altro genere di vita, e la negazione dell’immortalità voleva solo sottolineare l’impossibilità di sottrarsi al cambiamento di esistenza causato dalla morte”. I babilonesi, dunque, credevano che qualche tipo di vita, in qualche forma, continuasse dopo la morte. Lo indicavano seppellendo insieme ai morti oggetti che avrebbero usato nell’aldilà. Questo fu il concetto che svilupparono Satana il Diavolo e i suoi demoni, ispiratori della religione babilonese, per giustificare la menzogna detta ad Eva in Eden: “Non morirete affatto” (Genesi 3:4). Dopo che i fatti lo smentirono, poiché sia Adamo che Eva pagarono con la morte la loro disubbidienza, Satana si inventò la vita dopo la morte, per perpetuare la sua menzogna. Al contrario la Parola di verità di Dio insegna che la morte è la fine della vita e che i morti sono totalmente inconsci, non continuano a vivere da nessuna altra parte! (cfr. Ecclesiaste 9:5-10). Questa dottrina conseguentemente portò gli uomini a credere nell’inferno di fuoco, nello spiritismo, nel culto dei morti e in una miriade di altri falsi insegnamenti. Siete anche voi tra quelli che credono in un anima immortale e in una vita dopo la morte? Ora sapere da dove ebbe origine questa falsa credenza!
Verso la fine del XIX secolo, il cardinale cattolico John Henry Newman scrisse un libro intitolato An Essay on the Development of the Christian Doctrine (Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana). Tra le altre cose egli vi affermò: “L’uso di templi, e questi dedicati a santi particolari, e in certe occasioni ornati di rami di alberi; incenso, lampade e candele; offerte votive alla guarigione dalla malattia; acqua santa; asili; feste e stagioni, uso di calendari, processioni, benedizioni dei campi; vesti sacerdotali, la tonsura, l’anello matrimoniale, volgersi verso Oriente, immagini in una data successiva, forse il canto ecclesiastico e il Kyrie Eleison sono tutti di origine pagana, e santificati dalla loro adozione nella Chiesa”. Si, anche tutte queste cose ebbero origine nell’antica Babele ed erano caratteristiche della religione demonica che dopo il Diluvio lì si sviluppò!
Quando, poi, Dio confuse la loro lingua costringendo quegli adoratori idolatrici a spargersi su tutta la superficie della terra, ciascuno d’essi portò con se il suo bagaglio di false credenze e false usanze religiose, quindi le teorie religiose sorte nell’antica Babele o Babilonia si diffusero in tutto il mondo. Uno studioso, notando le diffuse analogie esistenti fra la maggioranza delle religioni del mondo, disse “non solo egiziani, caldei, fenici, greci e romani, ma anche indù, buddisti cinesi e tibetani, goti, anglosassoni, druidi, messicani e peruviani, aborigeni australiani, e perfino i selvaggi delle isole dei Mari del Sud, devono aver tutti derivato i loro concetti religiosi da una fonte comune e da un centro comune. Troviamo ovunque le più sorprendenti coincidenze: nei riti, nelle cerimonie, nelle usanze, nelle tradizioni, come pure nei nomi dei rispettivi dèi e dee e nei rapporti intercorrenti fra questi” (The Worship of the Dead, [Il culto dei morti], di J. Garnier).
Non è quindi per caso che a volte le ritroviamo tutte assieme, in circostanze particolari e in luoghi simbolici, come avviene periodicamente ad Assisi, per esempio, in iniziative collegiali. Pur esercitando ciascuna la propria dottrina e le proprie ritualità, hanno la stessa matrice e sono accumunate dagli stessi dogmi di origine babilonica! Questo fu il grande piano ideato e sviluppato dal simbolico “serpente”, Satana il Diavolo, insieme al suo “seme” invisibile (composto dai demòni, gli angeli ribelli) e mediante quello visibile (il clero religioso) subito dopo il Diluvio per continuare la sua guerra contro Dio e contro l’umanità ubbidiente: l’istituzione di un impero mondiale di falsa religione babilonica! Essa si può riconoscere da alcuni elementi fondamentali ideati dal Diavolo: il concetto della sopravvivenza dell’anima e della vita dopo la morte, del timore e del culto dei morti, nonché dell’esistenza di un luogo infernale per il tormento eterno delle anime; l’adorazione di innumerevoli “dèi” e “dee”, spesso persone umane decedute e santificate, alcuni dei quali raggruppati in triadi e molti dei quali considerati e venerati come “patroni” o protettori locali, nonché l’uso di immagini nella loro adorazione; un modo di vivere la fede misterico, pomposo e cerimoniale, basato più sull’esteriorità e sull’osservanza di riti e solennità atte ad “adorare e servire la creatura invece del Creatore”, con l’esaltazione delle personalità, spesso acclamate con cori da stadi, piuttosto che sulla quotidiana applicazione dei più semplici e più sani princìpi divini alla propria vita (cfr. Romani 1:25). Essa, infine, come avvenne con Nimrod, riveste una duplice funzione, esercitando enorme influenza non solo sulle masse dei fedeli ma anche sui sistemi politici, militari e commerciali della terra. È per questo motivo che nella Parola di Dio questo sistema mondiale di falsa religione viene chiamato con il nome simbolico di “Babilonia la Grande” e viene paragonato ad una prostituta, una meretrice spirituale “ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle” che tiene “in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione” perché “con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione” (Apocalisse 17:1-5 – CEI). La religione alla quale vi associate ha forse queste caratteristiche? In tal caso riflettete sulla sua origine …
“SULLA SUA FRONTE ERA SCRITTO UN NOME: «MISTERO, BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE MERETRICI E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA»” – Apocalisse 17:5 
USO DELLA CROCE COME SIMBOLO RELIGIOSO
ADOZIONE DEL DOGMA TRINITARIO
VENERAZIONI DELLE IMMAGINI
CULTO DEI MORTI
Il tipo di religione che si sviluppò a Babele, o Babilonia, dopo il Diluvio fu di natura misterica, cioè caratterizzata da simboli sacri, cerimoniali portentosi, sacramenti e rituali stereotipati che le davano un carattere esoterico che esaltava la segretezza, il soprannaturale o paranormale e l’incomprensibilità dei suoi dogmi. Tra i suoi misteri principali c’era il culto di numerose triadi di dèi e dee da cui ha tratto origine il concetto trinitario delle religioni cosiddette “cristiane”. Secondo tali religioni, il Padre (Dio), il Figlio (Gesù) e lo Spirito Santo sono un solo Dio in quanto alla sostanza ma tre persone in quanto all’individualità, ma tutte e tre possono essere considerate “coeguali e coeterne”. Se si chiede loro come questo sia ragionevolmente possibile vi rispondono che tale dottrina è un mistero che non potrà mai essere chiaramente compreso. Trattando questo argomento, un testo di istruzione della religione cattolica dell’inizio del secolo scorso, l’ Abrégé de l’exposition de la doctrine chrétienne, afferma: “Cos’è un mistero? In genere un mistero è una verità che è impossibile capire o provare naturalmente … Cos’è un mistero religioso? È una delle verità di Dio che siamo costretti a credere, benché non possiamo né capirla né provarla. Quali sono i più importanti misteri religiosi? Sono il mistero della Santissima Trinità, il mistero dell’Incarnazione e quello della Redenzione”. Ma l’incomprensibilità di tali “misteri” è data principalmente dall’origine dei dogmi che, come tutta la religione babilonica, furono ispirati dal “padre della menzogna”, Satana il Diavolo, nel tentativo di creare confusione sulla vera identità del promesso “seme” della simbolica donna di Dio che, secondo la profezia di Genesi 3:15 avrebbe dovuto “schiacciargli la testa”, cioè annientarlo definitivamente. Tale confusione avrebbe dovuto impedire alle persone di esercitare fede nella promessa di Dio e di schierarsi dalla sua parte nella contesa della sovranità universale, facendo perdere in tal modo loro la vita, poiché quel malefico “serpente” “è stato omicida fin da principio” (Giovanni 8:44). La dottrina trinitaria, per esempio, non è un insegnamento biblico e contrasta totalmente con esso, poiché la Parola di Dio insegna che Gesù, lungi dal considerarsi coeguale a Dio, disse chiaramente “il Padre è maggiore di me” (Giovanni 14:28). Come egli stesso affermò, coloro che diffondono la falsa asserzione trinitaria sono delle “guide cieche” e “serpenti, razza di vipere”, sono cioè il “seme” terreno di quell’originale “serpente”, di cui il Diavolo si serve per diffondere le sue menzogne e allontanare le persone dalla volontà di Dio, poiché essi “chiudono il regno dei cieli davanti agli uomini” (Matteo 23:13,16,33). State forse seguendo anche voi la religione misterica e misteriosa di tali “guide cieche”?
Nonostante tutto questo Dio tenne viva la fiammella della vera adorazione mediante un pugno di uomini fedeli alle sue norme e ai suoi princìpi. Così circa 150 dopo Nimrod, in una delle città del distretto babilonese, ad Ur, Egli rivolse l’attenzione ad un uomo che non si era fatto coinvolgere dalla pazzia religiosa collettiva e …

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
Questa voce è stata pubblicata in UNA STORIA FINITA. Contrassegna il permalink.

8 risposte a UNA STORIA FINITA – VII parte

  1. Sabrina&Marco ha detto:

    Carissimo Gianni!!!
    Sono passata a lasciarti i miei più cari auguri di un sereno 2011 e una gioiosa epifania!
    Spero che il nuovo anno realizzi molti dei tuoi sogni, ti aiuti a raggiungere le mete sperate! Tanta salute e serenità!
    Un abbraccio, Sabri

  2. silvianovabellatrix ha detto:

    Interessantissimo…non avevo mai pensato che la confusione delle lingue fosse in realtà la ” dispersione” delle religioni…

  3. maria cavallaro ha detto:

    Ciao Gianni, ho letto un pò, del tuo post, tu scrivi tante cose interessanti che fanno riflettere, io penso che non va bene come va adesso il mondo, sono d’accordo con i tuoi libri, siamo su una brutta china… ci aspetta un nuovo diluvio? un abbraccio Maria

  4. GIANNI ha detto:

    Mie care amiche Sabrina, Silvia e Maria, scusate la mia latitanza di questi giorni, ma sono pieno di impegni di lavoro, anche a casa, per cui mi risulta difficile seguirvi sul Web. Sabrina, grazie per i tuoi auguri, un po’ più di salute in questi tempi l’apprezzerei molto! … ahahahah … perciò spero proprio che i tuoi auspici si concretizzino!….. per quanto riguarda i miei sogni, poiché sono legati alle promesse del nostro Creatore, immancabilmente si realizzeranno, non so se proprio quest’anno, sarebbe veramente una gran cosa, e non solo per me, poiché la sua promessa è quella di creare “nuovi cieli e nuova terra dove dimorerà la giustizia” (2Pietro 3:13). Questi “nuovi cieli” significano il nuovo governo per tutta la terra che Dio affiderà nelle mani di Cristo, il quale dovrà sostituire tutti i governi umani che hanno fallito nei loro intenti (cfr. Daniele 2:44). Che liberazione sarà per tutto il genere umano il quale sarà finalmente affrancato dal giogo del cattivo governo di uomini avidi ed egoisti, corrotti e immorali, posto per millenni sulle spalle di tutti! Liberata da questa oppressione finalmente la razza umana sotto il dominio di Dio, la “nuova terra”, potrà vivere in pace, secondo giustizia e per sempre, con tanta salute, su una terra che sarà trasformata in un Paradiso! (cfr. Isaia cap. 35). Questo per me è più che un sogno! È una certezza. Anche se non dovessi vedere la fine del corrotto sistema umano negli anni che ancora mi restano da vivere, c’è la speranza della risurrezione che rende sicura la sua realizzazione (cfr. Giovanni 5:25-29). E tu?! … a te non piacerebbe vivere in pace e per sempre sotto il Regno di Dio? … Non ci vuole molto per ottenerlo! … Come disse Gesù “questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). Dio non richiede grandi cose, desidera solo che acquistiamo una corretta conoscenza dei suoi propositi, che esercitiamo fede nelle sue promesse e viviamo in armonia con esse! Per questo motivo ci ha dato la sua Parola scritta, per aiutarci ad acquistare questa conoscenza che può condurci alla vita eterna … no! … non nell’aldilà, perché questo insegnamento è solo un inganno satanico, ma su questa terra, perché questo è sempre stato il suo proposito (cfr. Salmo 115(o 114):16; 37 (o 36):9,11,29). Questo inganno della vita nell’aldilà, dopo la morte, è stato ideato dal Diavolo più di 4.000 anni fa, e inculcato nella mente delle persone per mezzo di uomini ipocriti e menzogneri che hanno creato un sistema di falsa religione, incluso un falso cristianesimo. Questo sistema di falsa religione è evidente nella confusione religiosa che c’è su tutta la terra, confusione che ebbe origine nell’antica Babele, nome che significa proprio “confusione”, quando, dopo il Diluvio, gli uomini iniziarono di nuovo a ribellarsi alla volontà di Dio. Lo scopo di questa confusione è quello di distogliere la mente delle persone dalla volontà di Dio. Perciò, per non essere ingannati, abbiamo bisogno della conoscenza che Dio ci ha fornito per mezzo della sua Parola. Nel tempo stabilito da Dio, ormai tra non molto, perché tutte le profezie bibliche indicano i nostri giorni come il tempo della fine del sistema di cose satanico, inclusa la falsa religione e con essa il falso cristianesimo, Cristo Gesù, che non è più il bambinello indifeso che ogni anno viene rappresentato nel cristianesimo apostata, ma un Re potente, inizierà a governare sull’intera terra. Per poterlo fare dovrà intraprendere una battaglia spirituale contro il Diavolo e i suoi demòni nonché contro i suoi rappresentanti terreni, i governanti, i capi religiosi, gli avidi commercianti e tutti i guerrafondai della terra. Questa battaglia viene descritta nell’ultimo libro della Sacra Scrittura, l’Apocalisse, dove è scritto che tutti questi “combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re” (Apocalisse 17:14). Questo è quello che ci aspetta nel prossimo futuro, capito Maria? … non più un Diluvio di acque, ma la fine definitiva del sistema di cose satanico impiantato sulla terra ad opera di Cristo e delle sue schiere angeliche! Quel Diluvio però tipificò ciò che presto accadrà: la fine di un mondo che non fa la volontà di Dio e perciò non funziona, incluso l’intero sistema religioso della terra falso e ingannatore (leggete in Apocalisse cap. 17 e 18 come questo avverrà), e la restaurazione dell’originale proposito di Dio di fare della terra un Paradiso dove far vivere per sempre e felici tutti quelli che si sottomettono al dominio divino! Questa, naturalmente, è una cattiva notizia per tutti coloro che intendono mantenere, per motivi egoistici, lo stato di cose attuale ma è una buona notizia per tutti quelli che amano la giustizia, la verità, la pace e la vita! Spero con tutto il cuore che lo sia anche per voi! Un caro saluto. G.

    P.S. – Questo mio commento lo scrivo sul mio blog in risposta ai vostri commenti, ma lo pubblico anche sui vostri blog per esser certo che possiate leggerlo!

  5. maria cavallaro ha detto:

    Ciao Gianni! il tuo più che un commento mi sembra una lezione di religione, della tua religione! Sicuramente mi trovi d’accordo su molti punti, io vivo secondo una mia etica che si discosta alquanto dall’andamento comune,ma devo anche dire che i corsi e ricorsi storici si muovono secondo una sinusale, che dopo aver raggiunto l’apice, ha delle rovinose cadute. Adesso siamo all’apice del malcostume in tutti i settori, quindi aspettiamo la caduta per vedere in quale direzione ci porta. Certo un pò di pulizia non ci farebbe male. Intanto nell’attesa vivimo secondo i nostri principi, poi vedremo in quale direzione andremo, aspettiamo con la lanterna accesa e la cintura ai fianchi, nessuno ha certezza di cio che sarà, ogni interpretazione delle scritture è opinabile perchè fatta da uomini e quindi passibili di errore, nessuno ha vissuto talmente a lungo da poter testimoniare ciò che è stato, nè noi potremo vivere tanto a lungo per vedere ciò che sarà. Tutto cammina nell’incertezza, vivere nella rettitudine malgrado tutto, sebbene sia difficile in questo contesto, è l’unica possibilità che abbiamo.. Non ci resta che attendere! Con affetto Maria

  6. GIANNI ha detto:

    Cara Maria, approfitto della pausa pranzo per risponderti. I corsi e i ricorsi storici vanno bene per le azioni umane, ma non per la fede. La fede, almeno quella cristiana alla quale, credo, entrambi facciamo riferimento, si basa su una premessa molto importante di cui molti non tengono conto, o per ignoranza o per opportunismo: l’esistenza di un Creatore. Volutamente lo chiamo Creatore e non semplicemente Dio, perché un Creatore presuppone un idea, un progetto, entro il quale tutta la creazione deve funzionare. Un antico uomo di fede ha scritto del Creatore: “le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente” (Romani 1:20). Gli scienziati umani sono pervenuti alla stessa conclusione. Ad esempio, Wernher von Braun (lo ricorderai, fu il padre della missilistica, sia di quella devastante della II Guerra Mondiale che di quella illusoria dei viaggi lunari) una volta ha dichiarato: “Perché credo in Dio? In parole semplici, la ragione principale è questa: Una cosa creata con tanto ordine e tanta perfezione come la nostra terra e il nostro universo deve avere un Fattore, un magistrale progettista. Una cosa così ordinata, così perfetta, così precisamente equilibrata, così maestosa come questa creazione può essere solo il prodotto di un’Idea Divina. Dev’esserci un Fattore; non può essere diversamente”. L’esistenza di un progetto presuppone anche la presenza di un fine e di regole che ne garantiscono l’attuazione. Richiede anche che i diversi attori del progetto rendano conto al Progettista rispetto alle loro funzioni. Tornando, quindi, alla fede, il Creatore in una certa occasione rivelò ad un uomo che glie lo chiese qual’era il suo nome. Gli disse che il suo nome, nella lingua ebraica in cui entrambi si espressero, era YHWH. Questo nome è composto da quattro consonanti dell’alfabeto ebraico e tradotto nella nostra lingua significa “Egli fa divenire”, derivando dalla radice del verbo ebraico hawàh, che significa “divenire”. Dandosi questo nome personale, il Creatore fece capire che aveva un progetto e che col tempo l’avrebbe manifestato alle sue creature e che l’avrebbe difeso e attuato fino alla sua completa realizzazione. Tutto ciò che riguardava il suo progetto lo fece mettere per iscritto, così come ha fatto scrivere tutte le cose che nel tempo ha fatto per salvaguardarne l’esistenza e l’attuazione. Ad esempio il Diluvio che sommerse la terra circa 4.300 anni fa fu portato proprio per salvaguardare il suo progetto (puoi leggere i particolari nel post sul mio blog). Egli calcolò il tempo in cui questo doveva avvenire e lo comunicò in anticipo a quelli che volevano trarne benefici. Nel tempo da lui stabilito quell’avvenimento puntualmente si verificò. Chi riconobbe i tempi che stava vivendo e fece l’azione richiesta dal Creatore per la salvezza sopravvisse, la maggioranza delle persone, però, disse Gesù che “mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito … e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti” (Matteo 24:38,39). Quelle persone non erano tutte dei delinquenti, ma vivevano secondo i loro princìpi ignorando gli avvertimenti divini. Di azioni del genere nel libro di testimonianze che il Creatore ha fatto scrivere ne sono narrate a decine. Un’altra rimarchevole prova di questo modo di agire riguarda la nascita dell’uomo Gesù, il cardine dell’attuazione del proposito divino, il cui tempo fu preannunciato circa 600 anni prima con dovizia di particolari che ne dichiaravano l’anno esatto, il luogo, le circostanze precise. Gesù fu il principale testimone del modo di agire di Dio, non a caso fu definito “il Testimone fedele e verace”. Vedendo come si comportavano gli uomini del suo tempo, specialmente i suoi connazionali e correligionari, poco prima di essere messo a morte nel 33 A.D. profetizzò che il Creatore non avrebbe tollerato a lungo la loro ipocrisia, la loro malvagità e il loro insistere sui princìpi personali anziché vivere in base a quelli stabiliti dal Creatore. E profetizzò il tempo, il modo e le circostanze in cui il Creatore sarebbe di nuovo intervenuto a difesa e per la realizzazione del suo progetto, preannunciando la distruzione di quel sistema basato sull’ipocrisia religiosa. Puntualmente nel 70 d.C. le parole di Gesù si avverarono, nel tempo e nel modo da lui preannunciato e il sistema giudaico pervenne alla sua fine. Quei giudei, che credevano anch’essi ai corsi e ricorsi storici, si illusero in quella circostanza di farla di nuovo franca, ma così non fu! La maggioranza di essi perse la vita, si salvò solo uno sparuto numero di discepoli di Gesù che riconobbero il tempo dell’adempimento della sua profezia e fecero quello che Gesù aveva comandato di fare per la loro salvezza. Similmente Gesù calcolò il tempo della fine dell’intero sistema mondiale, con tutte le sue componenti politiche, economiche, religiose, che si oppone alla realizzazione del progetto divino. L’adempimento di tutte le profezie che il Creatore ha fatto nel passato sono una garanzia dell’attendibilità di questa profezia che si stà adempiendo sotto i nostri occhi e i cui particolari sono dettagliatamente descritti nei vangeli e nelle lettere apostoliche. Ora, come nel passato, e qui contano i corsi e ricorsi, ma su basi attendibili e non su ipotesi umane, noi dobbiamo decidere cosa fare, se crederci o meno, naturalmente assumendoci la responsabilità per tutte le conseguenze della nostra personale scelta. Mia cara Maria, la Parola scritta del Creatore, ci dà notizie particolareggiate sul suo progetto, sul modo, sui tempi delle sue azioni. Queste informazioni nel passato servirono a coloro che ci credettero per agire in modo di salvare le proprie vite. Oggi servono allo stesso scopo! Gli uomini, nella loro presunzione, immaginano questo o quello, fanno affidamento sui corsi e ricorsi della loro storia ignorando la storia fatta scrivere da Dio! Ogni tanto le sparano grosse annunciando quello che la loro fantasia permette loro, ma non è così per il nostro Creatore che invece dice: “Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto; io che dico: «Il mio progetto resta valido, io compirò ogni mia volontà!»” (Isaia 46:10). Cari saluti. G.

  7. Sabrina&Marco ha detto:

    Ti ringrazio carissimo!!!
    Sai, mi stupisco nel trovare, piuttosto velocemente, i versetti che mi segnali sulla Bibbia.. ne sono felice e anche del tuo commento! Bellissimo!
    Mi unisco alla tua speranza dell’ arrivo al più presto di un mondo buono e giusto dove vivere serenamente con le persone care..spero di farne parte anche io!
    Con affetto e amicizia, Sabrina

    P.S. ho fatto copia e incolla, mettendo la mia risposta sia da me che da te..
    sai mi piacerebbe capire, facendomi aiutare da te, quando sarà il tempo e cosa Dio ci chiede, come vuole che viviamo..ti parranno domande stupide, oppure un volermi semplificare la vita..molte delle cose che dici le sento ripetere da mia suocera, TdG..

    • GIANNI ha detto:

      Cara Sabrina, è un vero piacere per me esserti utile per sfogliare le pagine della Parola di Dio. La facilità con cui riesci a trovare i versetti biblici da me citati non è certo merito mio ma di Colui che ha fatto scrivere il libro in una maniera semplice e chiara e che nel corso del tempo ne ha guidato, con il suo Spirito e la sua onnisapienza, la redazione in modo che la sua lettura potesse esser alla portata di tutti e non solo di privilegiate categorie, come spesso accade con la letteratura di fattura umana!
      Non fu per caso che l’apostolo Paolo scrisse: “Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio” (1Corinzi 1:26-29 – CEI). Una sola condizione Egli ha posto perché le persone possano accostarsi alla sua Parola, maneggiarla rettamente e comprendere il messaggio, ed è quella dichiarata da Gesù, che disse: “a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato … perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono … perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore” (Matteo 13:11-15). Ci vuole solo una buona disposizione di cuore, cioè avere nel proprio intimo il desiderio di conoscere la verità ed impegnarsi, ad esempio come fai tu, leggendo le scritture citate e riflettendoci, e non semplicemente lasciandosi solleticare le orecchie dalle sirene religiose di questo sistema “rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (cfr. 2Timoteo 4:3,4). Coloro che divennero cristiani nel I secolo si comportavano in questa maniera, come riportano gli atti della primitiva chiesa cristiana. Quando l’apostolo Paolo “discusse con loro sulla base delle Scritture … accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così” (Atti 17:2-4,10,11 – CEI). Se abbiamo anche noi questo stesso spirito, sarà Dio stesso ad aprire le nostre menti per farci comprendere il suo meraviglioso proposito di trasformare la terra in un paradiso dove le persone potranno vivere per sempre e felici. Un saggio poeta dell’antichità espresse con questo bel paragone ciò che accade a quelli che si accostano alla Parola di Dio col sincero desiderio di conoscere il suo proposito: “il sentiero dei giusti è come la luce dell’aurora, che risplende sempre più radiosa fino a giorno pieno” (Proverbi 4:18 – Di). Continua a leggere e a indagare nella Parola di Dio e con il tempo il suo messaggio diventerà per te sempre più chiaro, proprio come la luce, fioca all’alba, diventa sempre più luminosa man mano che si fa giorno permettendoci di vedere chiaramente ciò che ci circonda! Non stancarti mai, questa è la via, perché la conoscenza non dipende nè dalle nostre capacità, nè dai soloni di questo mondo che si sbrodolano nella loro “sapienza” ma, come è ancora scritto, “è Dio che fa crescere” (1Corinzi 3:7).
      L’aiuto che io posso darti e quello di mettere a tua disposizione il risultato delle mie ricerche bibliche e che pubblico sul mio blog. Dunque, se vuoi, continua a leggerlo; e non a caso ho intitolato la serie di argomenti che stò postando “La storia finita”, poichè, ripercorrendo dall’inizio, anche se in grandi linee, la storia narrata nella Parola di Dio intendo mostrare le promesse che Dio ha fatte, come ha agito nel corso del tempo per adempierle, la cronologia legata a tali promesse e come, grazie a questa, possiamo comprendere che oggi stiamo vivendo in un momento cruciale della storia dei rapporti tra Dio e l’uomo, quello dell’adempimento finale di tutte le sue promesse. Se vuoi, ed hai pazienza, puoi continuare a leggere il mio blog e confrontare ciò che scrivo con la tua copia della Parola di Dio. Io non sono un “maestro” della Parola di Dio, ma uno che come te l’apprezza e crede sinceramente e fortemente che essa è veramente Parola di Dio, perciò la legge e la studia regolarmente, ormai da molti anni. Questa è l’unica differenza tra me e te, l’esperienza. Un caro saluto. G.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...