UNA STORIA FINITA – XVI parte

PADRONE, NON HAI SEMINATO DEL BUON SEME NEL TUO CAMPO? DA DOVE VIENE DUNQUE LA ZIZZANIA?

Matteo 13:27

Gesù è stato per certo  il più grande insegnante che la storia ricordi! I suoi contemporanei dissero di lui: “nessun uomo ha mai parlato come costui” (Giovanni 7:46 – Di). Non era stato addestrato nelle grandi scuole rabbiniche, come invece vantavano gli ipocriti scribi e farisei del suo tempo (cfr. Giovanni 7:15). Né usava il linguaggio forbito degli eruditi ebrei (cfr. Matteo 6:5,7). Parlava la lingua comune e semplice del popolo. Non usava espressioni complicate e altisonanti ma termini comprensibili a tutti.  I suoi detti erano si semplici, ma ricchi di significato. Le cronache del tempo dicono ancora che “la folla si stupiva del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi” (Matteo 7:28 – VR).
Ma qual’era il vero segreto del suo modo di insegnare?
La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato” disse ai suoi oppositori (Giovanni 7:16 – CEI). Sì, gli insegnamenti di Gesù avevano origine dall’Onnipotente e Onnisapiente Dio: si basavano sulla sua Parola. Perciò erano convincenti e nobilitavano chi li ascoltava. Raggiungevano il cuore delle persone inducendole a riflettere (cfr. Ebrei 4:12). Non faceva leva sul sentimentalismo usando parole compiacenti, o solenni e santocchiane, che intorpidivano la coscienza e riempivano il cervello di fantasie che esulavano dalla realtà. Al contrario i suoi insegnamenti semplici e lineari liberavano le persone dall’errore religioso e dalle filosofie umane prodotti da un mondo “ottenebrato nell’intelletto” a causa dell’inganno del Diavolo (cfr. Efesini 4:17-19).
I suoi apostoli e discepoli imitarono il suo modo di insegnare. Anch’essi non erano stati scelti tra i “sapienti secondo la carne”, né tra i “potenti” o i “nobili” della terra (cfr. 1Corinzi 1:26-29). E i risultati del loro insegnamento ricalcavano quelli del loro Maestro. Sempre le cronache del tempo narrano che quelli che li ascoltavano “considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù” (Atti 4:13 – CEI). Anche essi, come Gesù, affermavano: “la nostra capacità viene da Dio”, pertanto invece di affidarsi ai loro pensieri o alle filosofie umane, parlavano di “argomenti tratti dalle Scritture” (2Corinzi 3:5 – CEI; Atti 17:2 – Di).

“LA MIA DOTTRINA NON È MIA, MA DI COLUI CHE MI HA MANDATO”
Rivolgendosi in preghiera al Padre celeste, Gesù disse: “La tua parola è verità” (Giovanni 17:17).
Egli credeva nella Parola di Dio e tutto quello che insegnava si basava sulle Scritture. Quando parlava ad altri non esprimeva mai concetti personali né si rivolgeva alle filosofie umane per spiegare cos’era il Regno di Dio, il principale argomento del suo ministero. Ogni volta che parlava diceva: “sta scritto”, oppure “avete udito che fu detto?” e poi citava un passo biblico. Egli voleva che i suoi ascoltatori sapessero che ciò che diceva veniva da Dio. Lo disse apertamente: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato” (Giovanni 7:16). Spiegò anche il perché. Disse infatti: “Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria” (Giovanni 7:18).
Allo stesso modo i suoi apostoli, nel compiere l’opera che Gesù aveva loro comandato di fare, cioè trasmettere ad altri le cose che aveva loro insegnato  (cfr. Matteo 28:19,20), non si permisero mai di esprimere pensieri personali né si rivolsero alla filosofia o alla tradizione umana (cfr. Colossesi 2:8). Nell’annunciare ad altri il “vangelo del regno” anch’essi facevano “ragionamenti tratti dalle Scritture” (Atti 17:2 –VR). Non fu, quindi, per caso che l’apostolo Paolo poi scrisse: “Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2Timoteo 3:16,17 – CEI).

“E PAOLO … PRESENTÒ LORO ARGOMENTI TRATTI DALLE SCRITTURE”

Quale fu il risultato di questa linea di condotta che aveva come base il rispetto e l’apprezzamento della Parola di Dio? Le cronache dicono che “la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli” (Atti 6:7 – CEI). Inoltre “la moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune” (Atti 4:32 – CEI). Unità e pace, solidarietà e generosità permeavano la comunità dei cristiani così che “non c’era nessun bisognoso tra di loro” (Atti 4:34 – VR). L’aver accettato la Parola di Dio come guida nella propria vita e il conformarsi ai suoi insegnamenti, alle verità e alle norme morali che Dio vi ha fatto scrivere, fece gustare loro una piccola anticipazione di ciò che il Regno di Dio farà un giorno per tutto il genere umano! (cfr. Proverbi 10:22)
Finché gli apostoli furono in vita, la chiesa cristiana non si allontanò mai dalla via indicata da Cristo e dalle Scritture! E il Regno di Dio rimase il principale interesse di tutti i cristiani, proprio come Gesù aveva loro insegnato, dicendo: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” (Matteo 6:33 – CEI) L’insegnamento di Gesù e delle Scritture riguardo al Regno era chiaro e inequivocabile! Esso non è qualcosa di astratto, ma è un vero e proprio governo che Dio ha messo nelle mani del Figlio e dovrà spazzare via dalla terra tutti i governi ideati dagli uomini e prendere il loro posto per portare di nuovo sulla terra condizioni paradisiache e quella pace e la felicità che gli uomini hanno sempre desiderato! (cfr. Daniele 2:44; Atti 2:32-36;5:31,32). Giovanni, che fu l’ultimo degli apostoli di Gesù a morire, verso la fine del I secolo ebbe da Dio una visione di tutto ciò che il Regno di Dio farà a favore del genere umano e fu ispirato a metterla per iscritto. Questa visione è l’argomento dell’ultimo libro della biblioteca divina, l’Apocalisse. Lì si parla del tempo della presa di potere da parte di Gesù e delle azioni che avrebbe compiuto quando sarebbe stato insediato come Re del regno di Dio affinché, in adempimento della preghiera del Padrenostro, facesse fare la volontà di Dio sia “in cielo” che “sulla terra” (cfr. Apocalisse 12:7-12; 14:1-16; 18:1-24; 19:11-18). Quella visione si conclude con queste rincuoranti parole per tutto il genere umano: “Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:3,4 – VR).
Come mai, allora, nelle chiese “cristiane” di oggi non si insegna più questa fondamentale verità e i loro fedeli sono indotti, ingannevolmente, a credere che il regno di Dio è semplicemente una condizione di cuore che le persone debbono raggiungere o, tutt’al più, che esso si realizzi attraverso gli sforzi che gli uomini vorranno fare? E perché la speranza della vita eterna sulla terra, che è nel programma di governo del Regno di Dio (cfr. Salmo 36:9,29 – CEI; 37:9,29 – VR e Di; Matteo 5:5), si è totalmente persa nel marasma delle dottrine filosofiche che infestano tali chiese?
La risposta la troviamo in una delle illustrazioni fatte da Gesù per spiegare importanti questioni relative al “regno di Dio” o al “regno dei cieli”.
Questa illustrazione è riportata nel vangelo di Matteo, al capitolo 13. Vi leggiamo:
Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” – Matteo 13:24-30 –CEI.
Questa parabola faceva parte di una serie di illustrazioni sul regno che Gesù fece in quella circostanza. Perché Gesù insegnava in quel modo? I suoi discepoli furono incuriositi da questo e glie lo chiesero. La sua risposta fu: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato … Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono …  Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani” (Matteo 13:11-15 – CEI). Cosa accadeva, generalmente, quando Gesù parlava alle folle? La maggioranza di quelli che l’ascoltavano si compiaceva delle belle parole di speranza che Gesù pronunciava e si meravigliava dei miracoli che vedeva compiere. Alla fine se ne tornava a casa sazia e soddisfatta, ma tutto finiva lì. Le loro orecchie erano stimolate a sentire, ma il loro cuore non era spinto ad agire conseguentemente. Lo stesso accadeva anche in seguito, quando parlavano gli apostoli. A suo tempo l’apostolo Paolo scrisse che alcuni si sceglievano maestri “per farsi solleticare gli orecchi; e distoglieranno i loro orecchi dalla verità, mentre si volgeranno a false storie” (2Timoteo 4:3,4 – NM). Così è la storia: a molti piace sentire parlare di Dio e delle sue belle promesse, ma quando si tratta di crederci e di agire di conseguenza sono poi pronti a farlo? Chi è disposto ad andare in fondo nella Parola di Dio per vedere se la sua speranza è quella di andare in cielo, come proclamano le molte sirene che ‘solleticano’ gli orecchi con false storie e una ipocrita parvenza di pietà, o se invece è destinato a vivere per sempre sulla terra?
Gli apostoli di Gesù non si limitarono ad ascoltare le sue belle illustrazioni. Volevano capirne il senso! Perciò il racconto continua dicendo che “i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo»” (Matteo 13:36 – CEI). Il loro cuore non era indurito dalla tradizione rabbinica che mirava a rafforzare il potere degli uomini su altri uomini, nascondendo loro le verità riguardo alla speranza del regno (cfr. Matteo 15:6-9). Essi volevano conoscere la verità, sapevano che le loro prospettive di vita future e tutte le benedizioni promesse da Dio dipendevano dal conoscere la verità (cfr. Giovanni 17:3). Gesù non li deluse e diede loro la spiegazione richiesta. È questa:
Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti” – Matteo 13:37-42 – CEI).
Vi sembra chiara la lezione? Gesù, il simbolico “uomo” che aveva seminato il buon seme della verità nel mondo, il quale avrebbe prodotto i “figli del regno” cioè uomini fedeli al regno di Dio, che lo avrebbero annunciato in tutta la terra e ne avrebbero sostenuto le leggi e i princìpi morali, avvertiva i suoi discepoli che il nemico della verità, Satana il Diavolo, avrebbe seminato in mezzo a loro “i figli del maligno”, simboleggiati dalle infestanti zizzanie. Sebbene i “servitori” se ne accorgessero, l’uomo della parabola disse loro di non intervenire subito, nel timore che quell’azione potesse danneggiare anche la crescita del buon grano. Perciò il simbolico “grano” e le simboliche “zizzanie” sarebbero cresciute insieme per un certo periodo, fino alla fase della mietitura, quando le piante mature avrebbero permesso di riconosce il grano dalle zizzanie e separarli senza ulteriori danni!
Gesù, quindi, stava loro preannunciando lo sviluppo di una grande apostasia, cioè di un importante allontanamento dalla verità che lui aveva insegnato usando la Parola di Dio, apostasia che avrebbe tentato, come le zizzanie col grano, di soffocare lo sviluppo del vero cristianesimo. Quei discepoli compresero bene quella lezione, tant’è che ripetutamente avvertirono le comunità cristiane contro questo pericolo. Già nel 51 d.C. l’apostolo Paolo, scrivendo la sua seconda lettera canonica alla comunità cristiana di Tessalonica, li avvertì dicendo: “Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio” (2Tessalonicesi 2:3,4 – CEI). Anche l’apostolo Pietro ritenne di dover avvertire i suoi conservi cristiani su tale pericolo e, poco più di una decina di anni dopo, scrisse: “vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione … E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata. E nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole bugiarde” (2Pietro 2:1-3 – Di). Infine l’apostolo Giovanni che, come detto, fu l’ultimo a morire fra gli apostoli, nel 98 d.C. scrisse una lettera con la quale affermava: “questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri” (1Giovanni 2:18,19 – CEI).
Perché Giovanni disse che era “l’ultima ora”? Finché gli apostoli furono in vita, lottarono tenacemente contro il dilagare dell’apostasia. Ma quando si addormentarono nella morte, come aveva predetto Gesù nella sua illustrazione dicendo “mentre tutti dormivano”, il nemico, Satana il Diavolo, ebbe via libera per cominciare a introdurre nella chiesa cristiana “eresie di perdizione”, “deleterie dottrine”, cioè falsi insegnamenti che dovevano confondere le persone e allontanarle dalla speranza del regno!
In che modo Satana il Diavolo avrebbe ottenuto il suo scopo? Per mezzo di “falsi dottori”, disse l’apostolo Pietro; “impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza”, aggiunse l’apostolo Paolo, menzionando perfino alcune delle “deleterie dottrine” da essi inventate: “vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi”, e che avrebbero “cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile” venerando e adorando “la creatura al posto del creatore” (1Timoteo 4:1-3; Romani 1:23,25 – CEI).
Da dove quei “falsi dottori” avrebbero attinto le loro “deleterie dottrine”? Dalle superstizioni e pratiche pagane e dalle filosofie dei greci, che in quel tempo erano molto popolari nel mondo romano. Non a caso l’apostolo Paolo rivolse ai cristiani questo accorato appello: “Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8 – CEI). Una nota enciclopedia, l’Encyclopædia Britannica, dice: “Forse nulla ha teso a corrompere più completamente il cristianesimo dell’introduzione in esso di superstizioni che in se stesse sono realmente pagane, o sono state suggerite da pratiche pagane. Il paganesimo, non potendo opporsi con successo al cristianesimo, ha fatto molto per corromperlo, e in innumerevoli modi ne ha intaccato la purezza”.
Quali sono alcune di queste superstizioni e pratiche pagane? Un fondamentale insegnamento pagano e della filosofia greca, che fu ripreso dai pensieri di Platone in particolare, è che l’uomo sia dotato di un anima immortale. Tale credenza induce a credere che l’anima alla morte vada in qualche luogo, in un cielo di beatitudini, in un purgatorio per la purificazione o in un inferno di fuoco per il tormento eterno. Questo contraddice totalmente gli insegnamenti biblici, come quelli di Salmo 146:4 (VR e Di; 145:4 – CEI), di Ecclesiaste 9:5,10; di Ezechiele 18:4 (Di), di Matteo 10:28, solo per citarne alcuni, e dà una falsa speranza all’umanità allontanandola dal vero proposito di Dio di popolare la terra di persone disposte a fare la sua volontà (cfr. Salmo 115:16 – VR e Di; 114:16 – CEI). Un’altra dottrina di chiara origine pagana e filosofica è quella della Trinità, il cui scopo è quello di sminuire il valore espiatorio del sacrificio di Cristo predisposto dal Padre per soddisfare la sua giustizia e nello stesso tempo riscattare la razza umana dal peccato istigato da Satana. Un cardinale della Chiesa Cattolica, recentemente esaltato dal Papa Benedetto XVI, il cardinale inglese del XIX sec. John H. Newman, ha poi riconosciuto che “L’uso dei templi, la dedica di taluni di questi a dei santi particolari … le offerte votive … l’acqua santa … e piú tardi le immagini … sono tutte derivazioni da usi pagani, santificati perché vennero adottati nella vita della Chiesa” (John H. Newman, Lo sviluppo della dottrina cristiana, trad. di A. Prandi, Bologna, il Mulino, 1967, p. 394). L’elenco delle “deleterie dottrine” gradualmente introdotte da Satana nella chiesa cristiana corrompendone la genuinità è davvero lungo, come le “zizzanie” della parabola di Gesù queste hanno infestato il vero cristianesimo rendendo per tanto tempo difficile ai fedeli riconoscere la verità! Solo un’accurata conoscenza della Parola di Dio può aiutarci a smascherare le trame sataniche!
Ma chi furono quei “falsi dottori” menzionati dall’apostolo Pietro di cui il Diavolo si è servito per introdurre “eresie perniciose”? E chi è quel simbolico “uomo iniquo” indicato dall’apostolo Paolo che “s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio”? La storia li individua inconfutabilmente! Dice di uno di essi  la New Encyclopædia Britannica: “La sua mente fu il crogiolo in cui la religione del Nuovo Testamento si fuse nel modo più assoluto con la tradizione platonica della filosofia greca; e fu anche il mezzo mediante cui il prodotto di questa fusione fu trasmesso ai reami cristiani del cattolicesimo medievale e del protestantesimo del periodo rinascimentale”. Sapete di chi sta parlando? Di Sant’Agostino, “dottore” della Chiesa! Di un altro personaggio The New Encyclopædia Britannica afferma: “aveva assorbito il più aggiornato sapere greco, cristiano e pagano – in particolare le opere … del pagano neoplatonico Plotino”. Di chi parla? Di Sant’Ambrogio, “dottore” della Chiesa! Nel libro I Padri greci il suo autore, Hans von Campenhausen (Ed. italiana a cura di O. Soffritti, trad. di M. Bellincioni e M. Fontana, Paideia, Brescia, 1967) ha scritto: “A quanto risulta dai suoi stessi scritti, gli autori che egli amò per tutta la vita e plasmarono insensibilmente la sua espressione e il suo stile furono Platone, Omero, ed anche gli storici e naturalmente i retori”. A chi si riferisce? A Basilio il Grande, “dottore” della Chiesa! È quindi chiaro che il sottile influsso della filosofia greca, a cui quei “falsi dottori” si attaccarono, fu un fattore determinante nello sviluppo dell’apostasia che seguì alla morte degli apostoli.
ALCUNE DELLE PRINCIPALI DOTTRINE E PRATICHE RELIGIOSE ISPIRATE DALLA FILOSOFIA GRECA E DAL PAGANESIMO INTRODOTTE NEL CRISTIANESIMO DALLA GRANDE APOSTASIA CHE SI SVILUPPÒ A PARTIRE DAL II SECOLO D.C.

Tutti questi “falsi dottori” col tempo hanno costituito una classe clericale dominante nella Chiesa. Mentre Gesù aveva insegnato ai suoi discepoli che gli ipocriti capi religiosi “allungavano le frange delle loro vesti [in segno di distinzione], amavano i posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare … ‘padri’” (cfr. Matteo 23:5-10), questi uomini “dotti”, ambiziosi ed arroganti, alla stessa maniera stabilirono una gerarchìa, o un complesso di autorità ecclesiastiche basata sui privilegi, che nulla aveva a che fare con il modello della primitiva chiesa cristiana. E uno di questi, il “vescovo” di Roma, si arrogò la pretesa di essere successore di una inesistente linea di discendenza dell’apostolo Pietro nell’incarico di “vicario” di Cristo, e venne quindi riconosciuto da molti quale vescovo supremo e papa. Per “innalzarsi” al di sopra dei fedeli essi hanno ha assunto titoli come “reverendo”, “reverendissimo”, “padre”, “eminenza”, “santo padre”, e simili. Addirittura, riguardo al più alto “in grado” di essi, nel dizionario ecclesiastico di Lucio Ferraris si legge: “Il papa è di tale dignità e altezza che è non semplicemente un uomo, ma, per così dire, Dio, e il Vicario di Dio … Il papa è, per così dire, Dio sulla terra, il solo principe dei fedeli di Cristo, il massimo re di tutti i re …  può a volte contrastare la legge divina” (Prompta Bibliotheca Canonica, Juridica, Moralis, Theologica, nec non Ascetica Polemica, Rubricistica, Historica di Lucio Ferraris). Vi è, dunque, chiaro a chi si riferiva l’apostolo Paolo quando parlò dell’ “uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio”?
Sui motivi e sul risultato di tale apostasia, Rodney Stark, sociologo della religione e docente di Scienze sociali della Baylor University, nel suo recente libro “A gloria di Dio” (Lindau Ed. – 2011) scrive: “Per molto tempo i capi saggi della Chiesa non pensarono neanche di opporsi in maniera forte alle pratiche pagane … Sovrapponendo alle festività e ai luoghi sacri pagani un’interpretazione cristiana, la Chiesa rese più facile il diventare cristiani – così facile che raramente si può parlare di vera conversione. In realtà, secondo il comune uso pagano, la gente trattò il cristianesimo come una «religione supplementare», e il cristianesimo popolare che alla fine emerse nell’Europa settentrionale e occidentale era uno strano amalgama che includeva moltissimi aspetti delle celebrazioni e delle credenze pagane”.
Dalla morte degli apostoli ad oggi sono passati circa 2.000 anni. In tutto questo tempo i semi delle “zizzanie” spirituali gettati dal Diavolo hanno infestato il mondo di false dottrine e pratiche religiose spacciate per “cristiane” e oggi, che secondo la profezia e la cronologia biblica, siamo vicini all’adempimento finale di quella parabola, cioè al “momento della mietitura” o, secondo la spiegazione di Gesù, al tempo della “fine del mondo”, i frutti sono pienamente maturi e le “zizzanie” si possono riconoscere anche dai loro frutti. Nel marcare la differenza tra i frutti del buon seme, “i figli del regno”, e quelli delle simboliche zizzanie, “i figli del maligno”, l’apostolo Paolo scrisse: “le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere … Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Galati 5:19-23 – CEI).
Alla luce dei fatti storici, e in considerazione anche di “tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità” (Matteo 13:41) che le cronache attuali ci mostrano, siamo in grado di riconoscere gli uni dagli altri? In tal caso cosa siamo disposti a fare? A chi somiglieremo: alla gran massa dei giudei che udirono Cristo parlare ma poi continuarono a farsi “solleticare gli orecchi” dagli ipocriti capi religiosi del loro tempo, o agli apostoli che vollero indagare per conoscere la verità? …

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4 risposte a UNA STORIA FINITA – XVI parte

  1. Marco ha detto:

    Ciao Gianni, sono sempre io, Marco (l’abbottonato come mi hai definito tu =)).
    Spero il viaggio sia andato nel migliore dei modi.

    Prologando sul fatto che la triade satanica composta da “la bestia, l’anticristo e il falso profeta” sta per affermarsi nella sua più totale nefandezza e iniquità, dopo tanti articoli fatti passare sotto occhio ritenevo il papa più come falso profeta che anticristo, visto che leggendo altri articoli dove si parla di unione europea, ne ho trovato uno che sosteneva che il prescelto di un futuro G10 sarebbe divenuto l’anticristo (un certo Dmitri Medvedev). Sai, sommando le sue lettere in alfabeto ebraico a me è risultato 664, ma sono convinto che sia solo un errore di traduzione, non di somma finale che sai già che sarà 666. L’unico dubbio che mi era rimasto (e che oramai non c’è più visto che tu e Lucio Ferraris me ne avete dato la conferma) è stato un articolo di un sito ormai non più disponibile (di un certo John Titor, o xjohn) che descriveva un titolo latino assegnato al papa: VICARIVS FILII DEI.
    Google translate dice “Il Vicario del Figlio di Dio” (quello che hai scritto a riguardo del vescovo di Roma e la linea discendente di Pietro). Io di preciso il latino non lo so, ma il sistema numerico romano sì. Sempre in questo articolo chiedeva di conteggiare tutte le lettere che fanno parte del sistema numerico romano, e ho provato anch’io a farlo, e per semplificarti le cose te le esplodo qui (da “assonometria esplosa”):
    VICARIVS = 5 + 1 + 100 + 0 + 0 + 1 + 5 + 0 = 112;
    FILII = 0 + 1 + 50 + 1 + 1 = 53;
    DEI = 500 + 0 + 1 = 501;
    112 + 53 + 501 = 666

    MA TU GUARDA CHE COINCIDENZA STRANA (permettimi l’ironia): non ti viene in mente il versetto di Ap 13,18 (“Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.”)? Se non altro, Nome non è per forza un nome proprio, ma anche un soprannome o un titolo assegnato pubblicamente.

    Sempre aggiungendo: Rileggendo bene il tuo articolo e la lettera di Giovanni (ho la Bibbia CEI in casa), sulla parte riferita a “molti anticristi sono già apparsi”, non c’è nemmeno bisogno di guardare tanto lontano, basta guardare in casa propria per aver le prove.
    Io faccio sempre l’esempio del Governo Italiano: quanti personaggi italiani si sono atteggiati a leader superiori, promettendo mari e monti, di portare pace, sicurezza, felicità, meno tasse per tutti, più reddito ai ceti medi, insomma: tutto di più, e non hanno concluso nulla, anzi peggio, hanno fatto solo il loro comodo opprimendo sempre più il popolo che li ha messi al potere? Quasi tutti, e uno in particolare (perchè ancora vivo, morto di f##a e grasso come Epulone) continua da vent’anni a ingrassare alle nostre spalle e a fornicare come un maiale lui e i suoi leccac…piedi, inventa nuove tasse e nuove leggi che favoriscono i malvagi e opprimono i giusti, e il bello è che condisce il tutto con la favoletta che se lui resta “farà vincere lo scudetto, la champions e tutti i campionati a venire”. Si si non faccio nomi, tanto lo sappiamo già chi è lui, è il monopolista dello stato italiano (io l’ho definito “colui che è riuscito a privatizzare l’Italia”), è quello che ha il coraggio (falso) di esporsi così arrogantemente rispetto a tanti grigi che muovono occlutamente da dietro le quinte, ma tanto sono tutti di quella carne ibrida scadente. L’unica verità che gli stolti non accetteranno mai è che nessuno che abbia veramente interesse verso il prossimo potrà mai salire al governo, e anche se ci riuscisse ha solo due possibilità di sopravvivenza: o diventare peggio di chi abbiamo adesso, o di finire ucciso come chi ha difeso fino all’ultimo la verità e la giustizia (“Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli”, Ap 13,7), ma è anche vero che siamo agli sgoccioli, e quando il vero figlio dell’Uomo verrà a cogliere la zizzania e bruciarla, allora sì che i giusti, i santi e tutti coloro che confidano nel Creatore e nella Verità potranno ridere. Ne hanno tutto il diritto, e nessuno riderà dopo di loro…

    Tornando alla questione “triade”, se l’anticristo è “ufficializzato”, tu hai già la certezza o un’idea di chi siano gli altri due rimanenti? Se la mia riflessione di poco fa (governo italiano e non solo) la vuoi associare ai falsi profeti, ne resta uno (la bestia), altrimenti…

    In attesa di una tua replica. Io sono sempre qui.

    A proposito: come tu hai detto di essere romano, io sono bergamasco.
    Marco

  2. GIANNI ha detto:

    Ciao Marco, quel mio viaggio era solo un viaggio di lavoro, perciò è finito da un bel po’! Nel frattempo ne ho fatti altri, sempre per lavoro. Questo è l’aspetto piacevole del mio lavoro: viaggiare.
    Ho letto con viva curiosità quello che hai scritto, sembra quasi di leggere un racconto di Dan Brown. C’è dentro molta fantasia! Per un thriller va molto bene … ma se vogliamo parlare di verità, credo che dobbiamo rivolgerci all’unica fonte che la contiene, la Parola di Dio, e mai allontanarci da essa! Il libro di Apocalisse, che tu citi, è scritto con un linguaggio simbolico che indubbiamente va interpretato, ma non secondo le nostre immaginazioni! Come per tutto il resto della profezia biblica e delle visioni in essa contenute “le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Genesi 40:8 – VR). Solo l’autore stesso delle profezie e delle visioni bibliche può darci il corretto intendimento delle stesse! Poiché l’unico modo in cui Dio comunica con noi è attraverso la sua Parola è lì che dobbiamo rivolgerci.
    A chi dunque si riferiva l’apostolo parlando dell’ “anticristo”? E cosa rappresentano il “falso profeta” e “la bestia”? (immagino tu ti riferisca a quella descritta nel cap. 13 di Apocalisse, perché nel libro si parla di più di una). Cosa dicono le Scritture al riguardo?
    Alla luce della Parola di Dio, chi è questo “anticristo” menzionato da Giovanni, almeno 5 volte in due delle sue lettere, e su cui si è “accesa”, spesso, la fantasia umana? Nel corso del tempo l’epiteto è stato attribuito a vari personaggi che si sono distinti per le loro azioni malvagie: ad esempio ad Hitler. Ora tu lo applichi al Sig. B. che certo non brilla per la sua condotta! Però l’apostolo Giovanni nella sua prima lettera parla di “molti anticristi” (1Giovanni 2:18). E al suo tempo, come egli afferma, già ce ne erano diversi! Chi erano costoro? Nella stessa lettera l’apostolo spiega “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio” (1Giovanni 2:22 – CEI). Dunque gli “anticristi” del tempo di Giovanni erano persone che dicevano menzogne riguardo a Dio e a Cristo! Non era un singolo individuo ma un gruppo di persone che torcevano i chiari insegnamenti di Gesù trasformandoli in dottrine tortuose e ingannevoli. Essi “cambiavano la verità di Dio in menzogna” (cfr. Romani 1:25) e diffondevano le menzogne in nome di Dio e di Cristo. Nel mio post ho cercato di illustrare alcune delle verità che sono state trasformate in menzogne. Nei nostri giorni esiste una classe simile a quella degli “anticristi” del primo secolo, che più o meno diffonde le stesse menzogne e continua ad inventarne di nuove! Questa classe è costituita dagli appartenenti al clero del cristianesimo apostata, e questi sono chiaramente riconoscibili dalla loro condotta e dai loro “frutti” (cfr. Matteo 7:15-20). Questi uomini menzogneri, contrariamente a Cristo, il quale non aveva neanche “dove posare il capo” e dichiarò di non esser venuto “per essere servito, ma per servire”, ostentano opulenza, sfarzo “per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze … e sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente … e “padri” … o “maestri””(Matteo 8:20; 20:28; 23:5-9 – CEI). Mi pare che non possano esserci dubbi su chi la parola di Dio addita come l’ “anticristo”!
    Ma chi è, invece, quella terribile “bestia selvaggia” a cui tu accenni? Leggendone la descrizione in Apocalisse cap. 13 è evidente il parallelismo con la visione di Daniele cap. 7! Daniele fa luce sul significato delle bestie simboliche e dice che esse “rappresentano quattro re, che sorgeranno dalla terra” (Daniele 7:17 – CEI). Dunque Dio ha usato il simbolo delle bestie nella sua Parola per indicare regni o governi umani perché nel corso dei secoli questi governi, con i loro spargimenti di sangue, si sono comportati come bestie selvagge. La bestia della visione di Apocalisse ha “dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo”. Cosa significa questo? Nelle Sacre Scritture certi numeri hanno un significato simbolico. Il numero sette, per esempio, è usato spesso per simboleggiare ciò che è completo o perfetto agli occhi di Dio. La settimana creativa di Dio consiste di sette ‘giorni’, o lunghi periodi di tempo, durante i quali Dio adempie completamente il suo proposito creativo riguardo alla terra (cfr. Genesi 1:3–2:3). I “detti” di Dio sono come l’argento che è stato “purificato sette volte”, quindi raffinato perfettamente. (Salmo 11:7 – CEI; 12:6 – VR e Di). Al lebbroso Naaman fu detto di bagnarsi sette volte nel Giordano, e dopo che l’ebbe fatto guarì completamente (2 Re 5:10,14). Mi pare appropriato, quindi, che la bestia di Apocalisse sia raffigurata con sette teste coronate se con essa si vuol rappresentare l’intera organizzazione politica mondiale che si oppone al regno di Dio! (cfr. anche Apocalisse 17:10)
    E perché ha il numero 666 scritto sul suo petto? Sei è inferiore di uno a sette. È pertanto un simbolo appropriato di qualcosa di imperfetto, o difettoso, agli occhi di Dio (cfr. 1 Cronache 20:6,7). Ripetuto tre volte, cioè 666, mette particolarmente in risalto quell’imperfezione. Nel caso dell’intera organizzazione politica mondiale umana, rappresentata dalla “bestia selvaggia”, il suo numero vuole evidenziare il suo totale fallimento agli occhi di Dio. Essa infatti trae la “sua autorità” dal principale nemico del dominio divino, colui che ispirò la ribellione contro tale dominio, il simbolico “dragone”, l’ “originale serpente”, Satana il Diavolo (cfr. Apocalisse 12:9; 13:4). Fu per questo motivo che l’apostolo Giovanni scrisse nella sua lettera “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1Giovanni 5:19).
    Che dire, infine, del “falso profeta”? In Apocalisse 16:13,14 leggiamo “vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente”. Com’è evidente, questo “falso profeta” è accostato al simbolico “dragone”, Satana il Diavolo, e all’organizzazione politica mondiale della terra che egli controlla. Sono tutti e tre accumunati da un unico intento, quello di manovrare “i re di tutta la terra”, cioè tutti i governanti umani, attraverso una mirata propaganda, per serrare le fila nell’imminenza dello scontro finale con il dominio di Dio, rappresentato sulla terra da quelli che l’apostolo Paolo definì “ambasciatori per Cristo” (2Corinzi 5:20 – CEI). L’attacco massiccio dell’organizzazione politica mondiale contro questi rappresentanti terreni del regno di Dio determinerà la scesa in campo del re nominato da Dio, cioè Cristo Gesù e quell’avvenimento mondiale chiamato col nome simbolico di Har-Maghedòn (cfr. Apocalisse 16:16). È perciò chiaro che questo “falso profeta” deve essere a sua volta un elemento della politica mondiale, forse una potenza politica dominante la scena mondiale, che ricopre un ruolo guida tra le nazioni. Perché viene definita un “falso profeta”? Poiché a sua volta inganna le persone con promesse di pace, di sicurezza mondiale, di prosperità, mentre in effetti mira solo a consolidare il suo ruolo guida nell’ambito della politica mondiale. Io un’idea su chi possa rappresentare oggi il “falso profeta” me la son fatta, e gli avvenimenti mondiali la rafforzano ogni giorno di più! Pensaci un attimo anche tu!….
    In ogni caso, una cosa è certa: in Apocalisse 19:20-20:3 leggiamo: “Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo … Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni”. Per l’organizzazione politica mondiale non ci sarà scampo il giorno della resa dei conti con il dominio divino! Come aveva già profetizzato Daniele: “il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre”. La lotta politica per il dominio della terra, che anche questi giorno appassiona i cosiddetti “cristiani”, avrà questo tragico epilogo! E noi siamo tutti avvertiti! Un caro saluto! G.
    P.S. – Quel giorno del viaggio stavo proprio venendo nella tua Bergamo, dove ho anche dei colleghi-amici. I casi della vita …

  3. Marco ha detto:

    Ciao Gianni!

    Spiacente ma non conosco Dan Brown, e i thriller non sono il mio genere preferito!
    Ma non è tutta fantasia quella che ho scritto. Se ti rifierisci al Vicarivs Filii Dei, poi, quello risultava vero (e portava alla stessa conclusione). Ma è anche vero che ogni piccola cosa può davvero cambiare il futuro (forse comincio ad apprenderne una minima parte adesso). Guarda l’esempio dell’assenzio che rese le acque amare (Ap 8,10-11). In quell’articolo spiegava la caduta di un astro (o un suo passaggio) che avvelena le acque. Ma se oggi confronti tutto ciò che riguarda il terremoto di Fukushima e tutto quel che non dicono (tipo scaricare acque contaminate direttamente nel mare illegalmente), forse l’astro non c’entra, ma l’avvelenamento sì, e l’allineamento con la profezia di Apocalisse anche, forse, ma non significa che fosse uguale…

    Comunque, il mio errore era solo se fosse l’anticristo o il falso profeta, ma “l’anticristo” ora mi è definitivamente chiaro, sia che “lo è” o “lo sarà”.
    Manca “il falso profeta”: forse un’idea ce l’ho… in data odierna (23 maggio 2011) fonti ufficiali hanno affermato di aver ucciso “il mullah omar” (seee, come no), e immagino che gli autori di questa “onnipotenziale salvezza umana” sono sempre loro, i militari impegnati nelle “forze di pace” (la cosa più assurda di questo mondo è proprio un militare incallito con un mitra sguainato che ti punta sul naso con un bel “Vengo in pace!”). Visto che questo “Nemico Numero DUE” era un vero e proprio tormento (öööh!) per il nostro presidente Barack Obama (qualcuno ha ironicamente detto un “Obama Bin Laden”), quale persona migliore di lui potrebbe ricoprire il ruolo di “falso profeta”, oltre a tutti quelli già esistenti e che tanto sono sempre e solo della stessa “razza di vipere”?

    Unica certezza assoluta: Solo il Padre sa chi sono (o saranno) e quando verrà, ma vorrei avere le idee chiare anch’io, senza pretendere troppo..

    Un grazie per tutto quello che spendi in tempo, anche denaro, e risorse personali compreso l’intelletto per dimostrare tutto quello che fai.

    Marco

    P.S.: Così eri a Bergamo quando ti scrissi? Bene, ancora più contento di saperlo…
    Ma ancora di più se ritorni qui e mi avvisi, che così ti incontro di persona, che preferisco di gran lunga.

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