UNA STORIA FINITA – XXV parte

“ALLORA VI SARÀ UNA GRANDE TRIBOLAZIONE, QUALE NON V’È STATA DAL PRINCIPIO DEL MONDO FINO AD ORA, NÉ MAI PIÙ VI SARÀ”

Matteo 24:31 – VR

Anteprima

La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra»” – Apocalisse 17:4,5 – CEI
Nel libro biblico di Apocalisse tutte le religioni false, cioè le religioni che si oppongono al vero Dio con falsi insegnamenti sulla Sua volontà e con pratiche religiose che Dio considera aberranti, incluse le chiese del cristianesimo apostata, sono chiamate collettivamente “Babilonia la Grande”. Essa è definita la “grande prostituta” in quanto si prostituisce o si vende alle potenze politiche del mondo (cfr. Giacomo 4:4). Nella visione di Apocalisse si dice che al momento stabilito da Dio queste stesse potenze si rivolteranno contro la prostituta e la distruggeranno. In questo modo Dio eseguirà il suo giudizio contro tutta la falsa religione eliminandola dalla faccia della terra. Ma la questione non finisce lì. Di seguito Cristo e le sue forze angeliche agiranno contro le potenze politiche della terra e si verificherà quella situazione mondiale denominata nella visione il “gran giorno di Dio onnipotenteArmaghedòn” (Apocalisse 16:14,16). Allora Cristo, che nell’anno 1914 ha già liberato i cieli dalla presenza di Satana e dei suoi demòni, completerà la sua vittoria contro tutti i nemici della sovranità di Dio eliminando dalla faccia della terra i governi umani i quali, sotto l’influenza satanica, hanno dominato la terra “a proprio danno” (cfr. Ecclesiaste 8:9; Daniele 2:44; Apocalisse 11:18). In questo modo sarà esaudita la preghiera che i veri cristiani hanno pronunciato per secoli con cognizione di causa e vera speranza: “venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Matteo 6:10).
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Senofonte, scrittore e storico greco vissuto a cavallo tra il V e il IV secolo a.C., nella sua opera Ciropedia ha narrato la conquista dell’antica città di Babilonia da parte del re persiano Ciro. Egli ha scritto che Ciro riteneva quasi impossibile prendere d’assalto le possenti mura di Babilonia. Queste, infatti, erano state costruite dal re Nabopolassar del settimo secolo a.C. e dal suo successore, il re Nabucodonosor, e consistevano in una duplice fila di mura con lo spazio in mezzo colmato da pietrisco; insieme costituivano uno sbarramento dello spessore di circa 24 metri ed erano alte circa 90 metri. Peraltro, all’esterno delle mura era stato scavato un fossato largo da 20 a 80 metri, rivestito internamente di mattoni, il quale, riempito d’acqua del fiume Eufrate che attraversava la città, era percorso da imbarcazioni di ogni specie. Lo scrittore greco riferisce che Ciro pose l’assedio alla città deviando le acque dell’Eufrate in canali e, mentre la città stava celebrando una festa, fece risalire ai suoi uomini il greto del fiume fin oltre le mura della città. Le guardie alle porte che davano sul fiume furono prese alla sprovvista e le truppe medo-persiane al comando di Gobria e Gadata penetrarono nella città attraverso le porte stesse. In una sola notte “la città fu conquistata e il re ucciso”, e i soldati babilonesi che occupavano le varie fortificazioni si arresero la mattina dopo (cfr. Ciropedia, VII, v, 33). Secondo la storia questo avvenne nel 539 a.C., una delle due date considerate fondamentali per il calcolo del tempo nelle Sacre Scritture poiché coincidono sia nella storia secolare che in quella biblica (cfr. Daniele 5:30. L’altra data è il 14 d.C., anno in cui Tiberio Cesare succedette all’imperatore Augusto – cfr. Luca 3:1-3).
Il racconto di Senofonte conferma l’adempimento di un’altra sorprendente profezia biblica, pronunciata circa 200 anni prima di quell’avvenimento. Nell’ VIII secolo a.C., infatti, mediante il profeta Isaia Dio aveva fatto scrivere queste parole:
Io sono il Signore, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me; io rendo vani i presagi degli impostori e rendo insensati gli indovini; io faccio indietreggiare i saggi e muto la loro scienza in follia; io confermo la parola del mio servo e realizzo le predizioni dei miei messaggeri; io dico di Gerusalemme: “Essa sarà abitata!” Delle città di Giuda dico: “Saranno ricostruite e io ne rialzerò le rovine”. Io dico all’abisso: “Fatti asciutto. Io prosciugherò i tuoi fiumi!” Io dico di Ciro: “Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: ‘Sarai ricostruita!’ e al tempio: ‘Le tue fondamenta saranno gettate!'”» Così parla il Signore al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, in modo che nessuna gli resti chiusa” (Isaia 44:26-45:2 – VR).
Che parole sorprendenti! In piena linea con la caratteristica di tutte le profezie bibliche. Mentre i ciarlatani, i divinatori, i veggenti umani, gli imbonitori, sul tipo di quelli di Medjugorje, non osano fare predizioni troppo specifiche per timore che il tempo dimostri che sono errate, tramite il suo vero profeta, Isaia, Dio rivelò, con circa 200 anni di anticipo, addirittura il nome dell’uomo di cui si sarebbe servito per liberare il suo popolo dalla cattività affinché potesse tornare in patria e ricostruire Gerusalemme e il tempio. Il suo nome era Ciro, il famoso Ciro il Grande di Persia. Non solo, ma preannunciò il modo in cui questi avrebbe conquistato Babilonia, cioè prosciugando le acque del fiume che attraversava la città (l’Eufrate) ed entrando attraverso le porte che in quella circostanza sarebbero state lasciate inspiegabilmente aperte, proprio come testimonia la narrazione storica di Senofonte!
Ma, oltre a rafforzare la nostra fiducia nella profezia biblica, questo avvenimento ci interessa in modo particolare per il suo secondo adempimento, nel prossimo futuro!
Come ho già scritto in questo blog, l’antica Babilonia fu costruita dopo il Diluvio da un pronipote di Noè, Nimrod, che la Parola di Dio definisce “potente cacciatore davanti (o in opposizione) al Signore” (Genesi 10:9 – VR). Quell’uomo fu il primo a ribellarsi di nuovo alla volontà di Dio e volle edificare quella città, con una immensa torre, a simboleggiare quella ribellione. Lì si sviluppò anche un modo di adorare Dio basato sulla menzogna e sull’esaltazione delle creature anziché del Creatore. Da lì originarono dottrine quali la Trinità, l’immortalità dell’anima, la vita dopo la morte in un ipotetico aldilà, e pratiche religiose come l’uso di immagini nell’adorazione o l’uso di simboli religiosi, come la croce, che nulla hanno a che fare con la volontà di Dio. Per questo motivo Dio ha preso il nome di quella città per simboleggiare tutta la falsa religione che nel tempo si è sviluppata sulla terra dopo che Egli intervenne per confondere la lingua degli abitanti di Babilonia, o Babele, costringendoli ad espandersi su tutta la superficie terrestre (cfr. Genesi 11:4-9). Da tale azione, infatti, conseguì che i falsi insegnamenti babilonici si diffusero in ogni parte della terra, perciò oggi li ritroviamo comuni a tutte le religioni, siano esse  monoteiste o politeiste, o animiste, o filosofiche, o esoteriche o anche cosiddette “cristiane”. Oggi nel mondo, che conta circa 7 miliardi di abitanti, gli atei dichiarati sono circa 1 miliardo. Il resto dell’umanità professa di appartenere ad una delle 30.547 religioni, dottrine, scuole filosofiche, credenze, sette, culti tribali, che dall’antica Babele si sono sviluppate e diffuse in tutta la terra. Le religioni cosiddette “cristiane” contano più di 2 miliardi di “fedeli”. L’Islam ne conta 1,5 miliardi divisi tra le varie correnti, l’Induismo annovera circa 1 miliardo di seguaci, i Buddisti sono un po’ più di 500 milioni, Taoismo, Confucianesimo e Scintoismo ne contano complessivamente circa 750 milioni, il resto sono distribuiti tra Culti Tribali e Animistici.
Che Babilonia simboleggi oggi un impero religioso mondiale è evidente dalla lettura dell’ultimo libro della biblioteca divina, l’Apocalisse, dove leggiamo queste parole del suo ispiratore rivolte a Giovanni:
uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne a dirmi: «Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque. I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione» … La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: Babilonia la Grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra … Poi mi disse: «Le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue»” (Apocalisse 17:1,2,4,5,15).
Lo sfarzo e il potere quì attribuiti a Babilonia la Grande non consentono di identificarla con la letterale città di Babilonia in Mesopotamia. Dopo che si arrese a Ciro il Persiano, nel 539 a.C., l’antica Babilonia perse la posizione di potenza mondiale dominante, e i suoi prigionieri, inclusi gli ebrei, furono liberati. Anche se la città continuò a esistere fino all’epoca apostolica, e quindi esisteva ai giorni di Giovanni, non era più una città d’importanza mondiale, e finì per decadere e andare in completa rovina. Tutt’oggi è solo un cumulo di macerie. Né induce a pensare che possa essere un’altra entità politica, ad esempio l’antica Roma, come supposto dall’interpretazione cattolica. Nella visione apocalittica essa viene descritta come una prostituta, un simbolo che ricorre spesso nelle Sacre Scritture. Ad esempio, quando sia Israele che Giuda apostatarono dalla vera adorazione, Dio, le condannò con queste parole: “Come mai la città fedele è diventata una prostituta?” oppure “Hai visto ciò che l’infedele Israele ha fatto? È andata sopra ogni alto monte e sotto ogni albero verdeggiante, e là s’è prostituita” (Isaia 1:21; Geremia 3:6 – VR). L’accusa contro di loro fu di aver abbandonato l’adorazione stabilita dal patto che avevano stipulato con Lui e di essere venute meno nella devozione al loro Dio. Pertanto la loro “prostituzione” era di natura spirituale. E quando fu stabilita la chiesa cristiana, il discepolo Giacomo esortò i suoi fratelli cristiani a non commettere “adulterio” spirituale attraverso “l’amicizia del mondo” (Giacomo 4.4). La prostituzione di Babilonia la Grande è di natura simile, cioè religiosa. Lo comprova il fatto che più avanti, nella stessa visione, quando Babilonia la Grande crolla, ne piangono la caduta coloro che hanno commesso fornicazione con lei, i re della terra, e anche i mercanti e i naviganti che hanno intrattenuto con lei rapporti d’affari fornendole articoli di lusso e ornamenti sfarzosi (cfr. Apocalisse 18:9-19). Un altro aspetto identificativo di Babilonia la Grande è il fatto che “in lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati uccisi sulla terra” (v. 18:24). Questa è la stessa accusa che Gesù rivolse ai capi religiosi del suo tempo allorché disse loro “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti … io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra” (Matteo 23:29,34,35 – CEI). Tutti questi aspetti sono significativi, e vanno tutti presi in considerazione per arrivare ad avere un quadro completo della simbolica Babilonia la Grande e di ciò che rappresenta: l’impero mondiale della falsa religione.
Anche la simbolica Babilonia la Grande, cioè tutta la falsa religione della terra, incluso il falso cristianesimo, era destinata a cadere e a essere distrutta per sempre. In Apocalisse 18:2,3 (Di) leggiamo: “È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo, un covo di ogni uccello immondo ed abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell’ardore della sua fornicazione, i re della terra hanno fornicato con lei e i mercanti della terra si sono arricchiti a motivo del suo sfrenato lusso”. In che modo sarà distrutta? Il racconto storico della caduta dell’antica Babilonia dice che in una sola notte la città fu conquistata. Similmente il suo antitipo, Babilonia la Grande, sarà distrutta all’improvviso e rapidamente, come dice la visione: “in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco” (Apocalisse 18:8CEI). Chi la distruggerà? Ancora la visione profetica dice: “Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio” (Apocalisse 17:16,17 – CEI). Nella Parola di Dio corna e bestie vengono comunemente usate come simboli di potenze od organizzazioni politiche (cfr. Daniele 7:23,24). Saranno proprio tali organizzazioni ad eseguire il disegno divino di eliminare tutta la falsa religione della terra. Perché? Sotto l’incalzare delle difficoltà che di giorno in giorno, man mano che si avvicina la fine dell’attuale sistema di cose mondiale, aumentano, governanti e governi si renderanno evidentemente conto che la falsa religione non sarà loro di nessuno aiuto, anzi con i suoi incomprensibili dogmi, con i suoi irragionevoli diktat volti a controllare le coscienze delle persone,  con la sua continua interferenza negli affari politici ed economici delle nazioni, con la sua avida brama di ricchezze materiali, essa costituisce una continua minaccia alla loro potenza e alla loro autorità. Pertanto, all’improvviso, spinti da una forza impellente, poiché “Dio ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno”, eseguiranno la Sua decisione e metteranno in atto il giudizio di Dio sull’immorale impero mondiale della falsa religione macchiato di sangue. Non dovremmo farci ingannare dall’apparente stato di benessere di tali religioni e dalle adunate di folle che esse ancora mostrano. La fine delle false religioni di questo mondo verrà mentre esse saranno ancora apparentemente forti e influenti. Sì, la profezia mostra che la “prostituta” spirituale, Babilonia la Grande, poco prima di essere distrutta, dirà ancora in cuor suo “sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto”. Tuttavia la sua distruzione giungerà di sorpresa per i miliardi dei suoi sostenitori (Apocalisse 18:7,8 – VR). Sarà uno degli avvenimenti più inaspettati e catastrofici della storia.
Sin dalla comparsa dell’antica Babilonia, la falsa religione ha esercitato un’enorme influenza sull’umanità attraverso i suoi capi e sostenitori, le sue dottrine, tradizioni e pratiche, i suoi numerosi imponenti edifici per il culto e le sue incredibili ricchezze. Nella visione apocalittica di lei è detto che “siede su molte acque”, esattamente come il suo antico prototipo, che era costruita sulle rive del fiume Eufrate e attraversata da numerosi canali di navigazione. Viene quindi spiegato che quelle acque simboleggiano i “popoli, moltitudini, nazioni e lingue” sui quali la falsa religione ha dominato nel corso dei secoli. Ebbene, cosa fece Ciro il persiano per conquistare la città? La profezia di Isaia diceva che sarebbero stati “prosciugati i suoi fiumi”, circostanza poi confermata dal racconto storico di Senofonte. In maniera simile prima della sua distruzione saranno “prosciugate” anche le simboliche acque sulle quali la “prostituta” religiosa siede. Vale a dire che man mano che si avvicina il tempo della sua distruzione gran parte del sostegno che fin’ora ha ricevuto da “popoli, moltitudini, nazioni e lingue” le sarà tolto.
Noi ne vediamo già da tempo le avvisaglie! Prendiamo ad esempio la Chiesa Cattolica, l’organizzazione più rappresentativa della falsa religione e del falso cristianesimo nel mondo con i suoi 1,2 miliardi di aderenti. Che esista una crisi nella Chiesa è sotto gli occhi di tutti. Lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella sua esortazione post-sinodale “Ecclesia in Europa” del 28 giugno 2003, parlò di “offuscamento della speranza”, di “smarrimento della memoria accompagnato da una sorta di agnosticismo pratico e di indifferentismo religioso”, di “un tentativo di far prevalere un’antropologia senza Dio e senza Cristo”, di una “apostasia silenziosa”. Questo fatto è attestato dal crollo subitaneo e fortissimo di tutti gli indicatori, come vocazioni, percentuali di persone che si dicono cattoliche, pratica religiosa, accesso ai cosiddetti “sacramenti”. Nel nostro paese, che è un po’ la culla del cattolicesimo, su circa 65 milioni di abitanti coloro che si professano cattolici sono l’86% ma solo una parte di essi, piuttosto limitata, oggi si considera praticante. Secondo il Rapporto Eurispes per il 2011 questa percentuale è in continua diminuzione: solo nel 2010 era al 47% mentre nel 2011 è scesa al 40%. Coloro che vanno regolarmente a messa la domenica sono solo il 26%. Ancora più significativi sono i dati relativi al sostegno dato dai fedeli ai principali dogmi e alle direttive dottrinali impartite dalla loro Chiesa: il 65% degli italiani ha votato per il divorzio, il 68% per l’aborto, il 27% dei matrimoni attuali viene celebrato civilmente, il 77% dei giovani tra i 15 e i 24 anni ritiene ammissibile avere rapporti sessuali prematrimoniali. Inoltre il 54% è scettico sui miracoli, il 55% non crede all’esistenza del Diavolo, il 44% non crede all’inferno e il 61% considera i testi religiosi piuttosto ingenui e arcaici. Una situazione davvero disastrosa che ben illustra la perdita di consenso o il “prosciugamento” delle simboliche acque su cui la falsa religione siede. Ricordiamo che il prosciugamento delle acque precedette immediatamente la caduta dell’antica Babilonia per mano dei medi e dei persiani.
La caduta della simbolica Babilonia la Grande, cioè lo smascheramento di tutta la falsa religione, incluso il cristianesimo apostata, è già in atto da circa un centinaio di anni, cioè da quando Cristo Gesù ha assunto pieni poteri come Re del Regno di Dio, nell’anno 1914, e i suoi ambasciatori terreni lo stanno annunciando in tutta la terra attraverso quell’opera di predicazione mondiale dell’evangelo del regno” predetta da Cristo stesso (cfr. Matteo 24:14 – VR). La sua prossima e definitiva distruzione sarà l’avvenimento che scatenerà quella che Gesù definì una “grande tribolazione” (cfr. Matteo 24:21 – VR), cioè il momento dell’esecuzione del giudizio di Dio sull’intero sistema politico-economico-religioso della terra. È proprio verso questo tremendo evento che siamo diretti, è incontro alla “grande tribolazione” che tutti noi, coscienti o meno, stiamo andando! E nessuno sfuggirà, come è scritto: “ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio”, ognuno dovrà rendere conto della propria scelta riguardo al Regno di Dio (Romani 14:12).
Dopo aver descritto la caduta di Babilonia la Grande dal 1914 in poi, la visione apocalittica si focalizza di nuovo sul cavaliere dal cavallo bianco che apriva la cavalcata dei quattro cavalieri descritti nel capitolo 6 di Apocalisse, cioè su Cristo Gesù investito di pieni poteri regali e dice:
Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava «Fedele» e «Verace»: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente” (Apocalisse 19:11-15 – CEI).
Ancora una volta non ci sono dubbi sull’identità di questo cavaliere. I titoli “Fedele”, “Verace” e “Verbo di Dio” sono applicati dalle Scritture esclusivamente a Cristo Gesù (cfr. Apocalisse 1:5; 3:14; Colossesi 1:15; Giovanni 1:1). Ricordiamo che quando iniziò la sua cavalcata, alla fine dei “sette tempi” profetici di Daniele capitolo 4, cioè nel 1914 d.C. (cfr. il mio post precedente), egli dovette combattere una guerra in cielo contro Satana e le sue orde demoniche (cfr. Apocalisse 12:7-12). Vinse e scacciò dal reame celeste tutte quelle malvage creature spirituali. Ma la visione diceva che ora doveva “vincere ancora” per completare la sua vittoria e “annientare coloro che distruggono la terra” (Apocalisse 6:2; 11:17,18 – CEI). Gli “eserciti dei cieli”, cioè i suoi fedeli angeli, lo seguono per “colpire le genti”. Quali genti? Apocalisse 19:18 li identifica nei: “re, capitani, prodi … uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi”. Si, ci sarà lo scontro finale tra Cristo Gesù con le sue forze angeliche e i governanti politici e militari della terra e i loro sostenitori. Si verificherà quell’avvenimento descritto sempre in Apocalisse, capitolo 16, come “gran giorno di Dio onnipotenteArmaghedòn” (vv. 13-16).
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande

“E RADUNARONO I RE NEL LUOGO CHE IN EBRAICO SI CHIAMA ARMAGHEDON”
Dall’anno 1914 d.C. Gesù, il simbolico cavaliere sul cavallo bianco della visione apocalittica, avanza verso lo scontro finale con i governanti umani per risolvere la contesa della sovranità sulla terra. Egli non è il bambinello indifeso delle scene natalizie o l’uomo emaciato e morente appeso ad un legno come generalmente rappresentato dal falso cristianesimo. È un re potente investito di tutta la sua autorità diretto verso quella situazione mondiale denominata nella visione “Armaghedon” (Apocalisse 16:16). Questo termine ha origine dall’espressione ebraica “Har-Maghedon”, che significa “Monte di Meghiddo”. Al tempo in cui venne scritta l’Apocalisse, Meghiddo era una località che si trovava a sud-est del Monte Carmelo, in una posizione strategica poiché costituiva lo snodo sull’importante via di comunicazione che dall’Egitto portava nella regione anatolica o in Mesopotamia, e fu teatro di alcune delle più violente e decisive battaglie della storia mediorientale. Lo fu la prima volta nel corso del XV secolo a.C., allorché il sovrano egizio Tutmosi III riportò una schiacciante vittoria contro i signori siro-palestinesi, e lo è stata a più riprese nel corso dei secoli fino al 1918 d.C., anno in cui il visconte Edmund H.Allenby, maresciallo dell’esercito britannico, inflisse una bruciante sconfitta ai turchi. Ma, cosa ancora più importante per gli studiosi della Parola di Dio, Meghiddo fu testimone della splendida vittoria delle forze israelite al comando del giudice Barac sul potente esercito cananeo del re Iabin guidato dal comandante militare Sisera (cfr. Giudici capitolo 4). Armaghedon assume così l’aspetto di una battaglia cruciale, nella quale vi sarà un solo netto vincitore. La posta in palio è il dominio del mondo, perciò non è la guerra dell’uomo ma la guerra “di Dio onnipotente”. Gesù è il legittimo governante del mondo, incaricato direttamente da Dio che “tutto … ha sottomesso ai suoi piedi” (Efesini 1:22 – CEI). Dio ha debitamente avvertito tutti i governanti della terra dicendo loro: “o re, siate saggi; lasciatevi correggere … Sottomettetevi al Figlio, perché non si adiri e non periate per via, perché la sua ira può accendersi in un momento. Beati tutti coloro che si rifugiano in lui” (Salmo 2:10-13 – Di). Poiché nessun governo umano è disposto a rinunciare alla sua sovranità per sottomettersi pienamente al Regno di Dio ma continua con ostinazione a difenderla e a cercare di espandere la sua sfera di influenza per poter gestire a proprio modo gli affari della terra, ad Armaghedon tutte le nazioni della terra si ritroveranno contro “gli eserciti del cielo” guidati dal “Re dei re e Signore dei signori”, Cristo Gesù per risolvere una volta per tutte la controversia relativa a chi ha il diritto di governare la terra (Apocalisse 19:14,16). Egli eliminerà completamente dalla terra tutti i corrotti e spietati governanti di questo sistema ed ogni azione malvagia da essi compiuta, ristabilendo condizioni giuste.

Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi”
Nella sua profezia sulla “fine del mondo”, Gesù descrisse in questo modo ciò che ancora accadrà durante quel periodo di “grande tribolazione”: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande” (Luca 21:25-27 – VR). Intese forse dire che ci saranno spaventosi fenomeni nei cieli, sulla terra e nel mare letterali? Se così fosse la cosa non dovrebbe meravigliarci; già nell’antichità Dio manifestò la sua potenza con simili cataclismi, e potrebbe farlo ancora (cfr. Esodo 10:21-23; Giosuè 10:12-14; Giudici 5:20; Luca 23:44, 45). Queste parole potrebbero anche riferirsi al fatto che “luminari” simbolici, quali insigni personalità del mondo religioso, economico e politico saranno smascherati e “scrollati” cioè eliminati. Ma in che senso si vedrà “il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande”? Di nuovo viene usata l’espressione “venire sulle nuvole”. Come ho già spiegato nel post precedente, questo sta a indicare che la sua venuta è e rimane invisibile, proprio come una nuvola lo rese invisibile mentre Gesù ascendeva in cielo nel 33 A.D. (cfr. Atti 1:9-11). Dall’anno 1914 d.C., in base alla profezia di Daniele capitolo 4 sui “sette tempi” profetici, Gesù è tornato in maniera invisibile ed ha iniziato a regnare in cielo, dopo aver cacciato Satana e i suoi demòni. Ma non tutti “vedono” questa sua presenza! Non vedono negli avvenimenti che accadono l’adempimento del “segno” dato da Cristo per riconoscere il tempo della sua venuta. La maggioranza delle persone che vivono sulla terra continua ad esser scettica, dicendo: “Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione” (2Pietro 3:4 – VR). Forse anche voi siete tra quelli che la pensano in tal modo? Ebbene, durante la prossima “grande tribolazione” tutti “vedranno il Figlio dell’uomo”, cioè saranno in qualche modo costretti a riconoscere quella “venuta”. Sarà allora che tutti questi scettici “verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo” poiché avvertiranno la gravità della loro situazione, si percuoteranno e faranno lamento, forse riconoscendo che anche la loro distruzione è imminente.
Dobbiamo vedere nella giusta ottica questi avvenimenti. Armaghedon è la cosa migliore che potrebbe capitare alla nostra terra! Porrà fine alla condotta egoistica e suicida delle nazioni. Eliminerà i sistemi che hanno reso infelice l’umanità e farà posto a un nuovo sistema di cose veramente giusto nel quale saranno eliminati per sempre tutti i dolori, le sofferenze provocate dall’uomo. Qualche giorno fa una giovane evangelica, riferendosi a quanto riportato in 2Pietro 3:7, mi ha scritto che i cieli e la terra dovranno essere distrutti col fuoco poiché Dio ha promesso una “nuova terra” insieme a “nuovi cieli” (cfr. Isaia 65:17; 2Pietro 3:13). La sua letterale interpretazione di queste parole è fuorviante. I cieli, ad esempio, sono la dimora di Dio ed essi “raccontano la gloria di Dio” pertanto non c’è alcun motivo di distruggerli e rinnovarli (cfr. Salmo 115:16, VR e Di – 114:16, CEI ; Isaia 66:1; Salmo 19:1, VR e Di – 18:2, CEI). E le Sacre Scritture dicono anche che la terra Dio “l’ha fondata per sempre” e che essa “rimane in eterno” (Salmo 78:69, VR e Di – 77:69, CEI; Ecclesiaste 1:4 – Di). Spesso parlando di terra la Parola di Dio non si riferisce solo al nostro pianeta ma anche alla società umana che vi abita (cfr. Salmo 96:1 – CEI). Appropriatamente la Cyclopædia di M’Clintock e Strong (vol. IV, p. 122) osserva: “In Isa. lxv, 17, un nuovo cielo e una nuova terra significano un nuovo governo, un nuovo regno, nuove persone”. L’errata interpretazione delle parole di Pietro ha indotto questa giovane a coltivare la falsa speranza di andare in cielo dopo la sua morte.
Quello che invece finirà durante la “grande tribolazione” avvenire saranno i “vecchi cieli”, cioè tutti i governi umani che hanno dominato la terra sotto l’influenza di Satana il Diavolo (cfr. Matteo 4:8,9) e la “vecchia terra”, cioè la società umana che, sottomessa a tali governi e ingannata dalla falsa religione, non ha riposto fede nel Regno di Dio che rappresenta i “nuovi cieli”, cioè il nuovo governo per tutta terra dopo che avrà spazzato via tutti gli altri governi (cfr. Daniele 2:44).
Chiunque ama la verità, la pace, la giustizia, non dovrebbe aver timore delle cose che stanno per avvenire. Gesù disse: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Luca 21:28 – CEI). Cosa significano queste parole? In Apocalisse 21: 3,4 viene spiegato così: “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate”. Con Satana il Diavolo, la falsa religione, i governanti umani, saranno eliminati gli effetti del peccato, i prodotti dalla ribellione umana e del malgoverno dell’uomo, perfino la morte non ci sarà più.
Allora, cara Rosy M. (spero che tu possa leggere queste parole), “I giusti erediteranno la terra e vi abiteranno per sempre” (Salmo 37:29, VR e Di – 36:29, CEI).
A questo punto penso che una domanda girerà nella testa di tutti: quando accadrà tutto questo?
Ogni tanto sorge taluno che indica una data, poi regolarmente disattesa. Attualmente qualcuno ha indicato il giorno 21 dicembre 2012 come possibile data della fine. Naturalmente sono tutte fantasie, poiché Gesù stesso disse: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Marco 12:32 – VR). Più chiaro di così! Chiunque affermi il contrario è solo un ciarlatano, proprio come, alla luce di questo versetto, risultano essere i sostenitori dell’uguaglianza trinitaria di Gesù, il Figlio, con il Padre! Quel che ci è dato di sapere è che “questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute” (Matteo 24:34 – VR). Come nel primo secolo la generazione che fu testimone della venuta del Messia e dell’adempimento del segno che egli diede per riconoscere il tempo della distruzione dell’infedele nazione israelita vide anche la fine del sistema di cose giudaico, allo stesso modo l’attuale generazione che è testimone della seconda venuta di Cristo nel potere del Regno e dell’adempimento maggiore del segno della fine vedrà, nel tempo stabilito da Dio, la fine dell’intero sistema politico-economico-religioso che Satana il Diavolo ha instaurato sulla terra (cfr. Abacuc 2:3).

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Libero pensatore e inguaribile sognatore
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5 risposte a UNA STORIA FINITA – XXV parte

  1. silvianovabellatrix ha detto:

    Ciao Gianni, passo per leggere il tuo post come sempre interessantissimo e ti lascio un saluto . Purtroppo in questi mesi non ho avuto molto tempo per seguire te e gli altri amici blogger come desidererei, ma un salto da te per leggere con la dovuta attenzione quanto scrivi non manca mai 🙂 A presto !

  2. max ha detto:

    secondo Lei allora qual’è la religione giusta che si salverà

    • GIANNI ha detto:

      Caro Max alla tua giusta domanda si può dare un’ovvia risposta: la religione “giusta” è quella che insegna la verità e poiché la verità per i cristiani è contenuta nella Parola di Dio (cfr. Giovanni 17:17), la religione “giusta” è quella che si attiene agli insegnamenti biblici. Inoltre la religione “giusta” produce buoni frutti, come disse Gesù: “ogni albero buono produce frutti buoni” (Matteo 7:17). Riguardo a quest’ultimi l’apostolo Paolo scrisse: “il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo” mentre in contrasto: “le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili” (Galati 5:19-22). Con questi parametri di giudizio stabiliti dallo stesso fondatore del cristianesimo ciascuno di noi può osservare le varie religioni che si dichiarano cristiane e capire, se vuole, qual è la religione “giusta” che porta alla salvezza.
      Ad esempio: molte religioni che si dichiarano “cristiane” insegnano che c’è una vita dopo la morte, ma la Parola di Dio dice che “i morti non sanno nulla; non c’è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto è ormai finito … perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, dove stai per andare” (Ecclesiaste 9:5-10). Queste religioni insegnano la verità?
      Alcune religioni “cristiane” insegnano che delle persone morte particolarmente “sante” possono intercedere presso Dio a favore dei viventi. Pertanto i loro fedeli venerano e pregano tali “santi” e si inginocchiano davanti alle loro rappresentazioni. Ma la parola di Dio dice che è “uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” (1Timoteo 2:5), condanna quelli che “hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile … poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore” (Romani 1:22,25) e avverte: “fuggite l’idolatria” (1corinzi 10:14) perché “gli idolatri … non erediteranno il regno di Dio” (1Corinzi 6:9,10). Queste religioni si attengono alla verità?
      I capi di religioni che si dichiarano “cristiane” sostengono i governanti della terra, li incoronano, pregano per loro e invitano i loro fedeli a sostenerli. Ma il fondatore del cristianesimo ha detto “Il mio regno non fa parte di questo mondo” e che perciò anche i suoi seguaci “non avrebbero fatto parte del mondo” (Giovanni 15:19; 18:36). Inoltre insegnò a pregare “Venga il tuo Regno” indicando ai suoi seguaci quale era il governo che dovevano seguire. La Parola di Dio dice anche che “Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4) e che il Regno di Dio “stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre” (Daniele 2:44). Questi capi religiosi e i loro fedeli sono schierati dalla parte del Regno di Dio?
      C’è un’altra questione fondamentale al riguardo che fa la differenza per riconoscere la religione “giusta”. I suoi fedeli sono impegnati in un opera di testimonianza e istruzione mondiale, perché Gesù comandò loro “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Matteo 28:19,20). Qual è l’argomento di tale opera? Sempre Gesù disse: “questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti” (Matteo 24:14). La religione “giusta”, quindi, è quella in cui tutti i suoi fedeli, uomini, donne e anche ragazzi, sono impegnati in questa opera di testimonianza mondiale al Regno di Dio. Tu ne conosci qualcuna? …
      Che dire poi della condizione sociale e morale che possiamo osservare nei fedeli di una religione “cristiana”? Riflette i frutti dello Spirito di Dio: amore, pace, bontà, fede … o manifesta le “opere della carne”: adulterio, immoralità sessuale, (che include ogni sorta di perversione, dalla promiscuità, alla pedofilia, all’omosessualità – cfr. Romani 1:26-32), dissolutezza, idolatria, contese (incluse guerre fratricide in cui si scannano nel nome dello stesso Dio)? …
      Questi sono solo alcuni esempi di come si fa a riconoscere la religione “giusta”. Dio ci ha fornito la guida per riconoscerla, la sua Parola scritta, dipende poi da ciascuno di noi agire per individuarla. La Parola di Dio ci fornisce un esempio al riguardo, quello degli antichi abitanti di Berea i quali, mentre l’apostolo Paolo parlava loro di religione “accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così” (Atti 17:11). Seguire questo esempio e accertarsi se le cose che si credono e si praticano in senso religioso sono vere confrontandole con ciò che è scritto nella Parola di Dio è fondamentale per chi vuole salvarsi dalla distruzione del sistema di falsa religione che Dio ha decretato. Gesù, parlando del giorno in cui giudicherà quelli che affermano di essere “cristiani” disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Matteo 7:21-23). Non vorremo certamente correre questo rischio … ti pare?!

      • Carmni ha detto:

        Sei un testimone di Geova? Confermo tutto quello che scrivi! Io sono una testimone di Geova è ho letto la prima parte di quello che hai scritto… Noi testimoni seguiamo i principi che Dio ci ha dato nella sua parola. Sono stata una cattolica e tale chiesa mi aveva insegnato l’immortalità dell’anima, l’adorazione ai santi cose che la parola di Dio condanna. Ma ci sono molte altre cose come sostiene Gianni che vengono commesse contro Geova Dio e che i cattolici non insegnano. Geova Dio ci ha dato degli amorevoli pastori che ci aiutano quando ne abbiamo bisogno… Spero vi guardate intorno e capiate qual’e l’adorazione che Dio approva.. 😉

  3. GIANNI ha detto:

    Ciao Carmni, spero che il tuo esempio incoraggi molte altre persone a esaminare la propria fede alla luce delle Sacre Scritture e a trarne le debite conclusioni … noi condividiamo la stessa fede … un caro saluto! …

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