PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE – X

“GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE”

Matteo 10:8

L’oro del Vaticano
Anteprima
Ogni anno, di questi tempi, la Chiesa Cattolica bussa a quattrini, quelli dell’8×1000 del gettito fiscale del paese, tempestandoci di spot televisivi commissionati alla nota, nonché costosissima, Agenzia Saatchi & Saatchi, o acquistando intere pagine di giornali e rivestendo i muri delle città di manifesti pubblicitari. Lo slogan è sempre lo stesso, “Chiedilo a loro”. Loro dovrebbero essere i destinatari dei denari raccolti: bambini abbandonati, poveri, derelitti in Italia e nel mondo. Mai pubblicità fu più ingannevole di questa, come documentano i bilanci della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, raccoglitrice del malloppo, i quali dimostrano che solo una piccola percentuale della somma raccolta viene destinata, peraltro, a non precisate opere di carità! Questa organizzazione si presenta sempre sotto mentite vesti filantropiche, colorate da qualche slogan spacciato per “cristiano”, ma i suoi fini sono tutt’altro che la carità cristiana. Nel corso dei secoli, suonando tale campana, la Chiesa Cattolica ha accumulato tante di quelle ricchezze da essere considerata “il maggiore potere finanziario e detentore di beni oggi esistente”. Possiede più beni materiali, distinti tra lingotti d’oro, investimenti azionari, terreni e immobili, tralasciando gli oggetti e opere d’arte in materiali preziosi che riempiono le proprie chiese, di qualsiasi altra singola istituzione, azienda, banca, fiduciaria, governo o stato dell’intero pianeta. I suoi ministri, figure opulente e lussuriose, vestono sfarzosi e costosissimi paramenti, si fanno chiamare con titoli altisonanti offuscando completamente la semplicità dell’insegnamento di Cristo e dei suoi fedeli apostoli. Un breve paragone con i loro esempi può aiutarci a riflettere sul tipo di persone ai quali circa un quinto degli abitanti della terra affida le proprie “anime” e, diciamolo, spesso anche i loro beni. Mentre le difficoltà della vita avanzano, adempiendo le profezie bibliche, e in tutta la terra le persone sono in timorosa aspettativa delle cose che potrebbero accadere, diventa fondamentale comprendere qual è il ruolo della religione nella situazione attuale poiché il più importante aspetto dell’adempimento finale della profezia contenuta nella Parola di Dio riguarda proprio la fine di un falso modo di rappresentare Dio, che ben si configura nel ruolo che la Chiesa Cattolica e i suoi ministri hanno svolto nel corso dei secoli  (cfr. Matteo 24:4-8; Luca 21:25,26; 2Timoteo 3:1-5; Apocalisse 17:1,2,4,5; 18:1-3).

________________________________________________________________

Un buon governo, quanto è desiderabile in questi tempi difficili! … e quanto bisogno c’è di governanti sinceri, seri, onesti, non avidi di potere né di ricchezza, che possano e vogliano rendere servizio per tutelare gli interessi di tutti i cittadini! … Dove trovare tutto questo?
Nell’ultimo libro della Biblioteca divina, il libro dell’Apocalisse, lo scrittore, l’apostolo Giovanni, descrive una città che viene chiamata “Nuova Gerusalemme” (Apocalisse 3:12). La sua narrazione mostra che non si tratta di una città terrena eretta da uomini, con edifici e strade letterali, in qualche parte del globo terrestre, poiché è detto che “scende dal cielo … da Dio”. Il contesto biblico indica che essa è una città simbolica e rappresenta quei “nuovi cieli” della profezia ispirata, cioè un nuovo governo che dovrà dominare l’intera terra spazzando via tutti gli attuali governi umani (cfr. Isaia 65:17; Daniele 2:44; 2Pietro 3:13). Di questa città è anche detto che poggia su 12 pietre di fondamento sulle quali sono scritti 12 nomi, quelli dei fedeli apostoli di Gesù (Apocalisse 21:14). Proprio come il Maestro aveva loro promesso, essi avranno il privilegio di sedere “su dodici troni” affiancando Gesù nel governo celeste (cfr. Matteo 19:28; Apocalisse 20:4).
Che tipo di governanti saranno?
Il termine greco apòstolos deriva dal verbo apostèllo, che significa semplicemente “mandare”. Questo termine si riferisce principalmente a quei 12 discepoli scelti personalmente da Gesù come suoi rappresentanti nominati … Dite di essere cristiani? … Conoscete i nomi di tutti gli apostoli? … Se non, potete leggerli nella parola di Dio, in Matteo 10:2-4; Marco 3:16-19 e Luca 6:13-16. Uno di questi, Giuda Iscariota, divenne infedele e tradì il suo Maestro, per questo venne sostituito nell’incarico da Mattia, uno dei discepoli che aveva conosciuto personalmente Gesù e, come gli altri fedeli apostoli, era stato testimone oculare delle sue opere, dei suoi miracoli e della sua risurrezione (cfr. Atti 1:21-26). Nessuno di loro aveva frequentato qualche scuola rabbinica ma provenivano tutti dalla classe lavoratrice. Per questo erano considerati dai capi religiosi ebrei e dai politicanti del tempo “uomini illetterati e senza istruzione”, a indicare che avevano un’istruzione elementare e non avevano frequentato scuole superiori (cfr. Atti 4:13; 1 Corinzi 1:26-29 – Di).
Ma il “mandato” essi lo ricevettero direttamente da Gesù, il Re incaricato da Dio! Dopo averli scelti, uno per uno, disse loro: “rivolgetevi … alle pecore perdute della casa d’Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino” (Matteo 10:6 – CEI; cfr. anche Marco 3:13,14). Al momento della nomina Gesù impartì loro i poteri miracolosi di compiere guarigioni ed espellere demoni ma questa attività fu sempre subordinata all’opera più importante che essi avrebbero dovuto compiere: predicare il Regno di Dio (cfr. Luca 8:1). Dal momento in cui vennero scelti essi rimasero sempre con Gesù, ricevendo le sue istruzioni e compiendo a tempo pieno l’opera che aveva loro affidata. A quale condizione?
A quei futuri coeredi del Regno Gesù disse: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento” (Matteo 10:8-10 – CEI). Egli stesso diede loro l’esempio, in quanto disse: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Matteo 8:20 – CEI). Quegli uomini presero talmente a cuore la raccomandazione del loro Maestro che “non avevano più neanche il tempo di mangiare” (Marco 6:31 – CEI). Che differenza con i governanti umani! … Altro che stipendi, diarie, rimborsi spese, mense dorate, vitalizi e altri privilegi del genere a carico di una popolazione sempre più stremata da una crisi di proporzioni mondiali! … In più di una occasione Gesù e i suoi apostoli condivisero con le folle stanche e affamate quel poco di cibo semplice che essi potevano procurarsi (cfr. Matteo 15:32-38; Marco 6:35-44).
L’unico apostolo che venne meno al suo mandato, il traditore Giuda Iscariota, si fece prendere al laccio dall’avidità. Egli gestiva la cassa comune del gruppo,  costituita dalle modeste contribuzioni volontarie che Gesù e gli apostoli ricevevano durante la loro opera (cfr. Luca 8:1-3), ma non si interessava dei bisogni degli altri “perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro” (Giovanni 12:6 – VR). Giuda Iscariota non governerà insieme a Cristo. Non sarà riciclato, come spesso avviene per i governanti umani disonesti. Di lui Gesù disse che “Sarebbe stato meglio per lui, se … non fosse mai nato” e lo definì “il figlio della distruzione” (Marco 14:21 – Di; Giovanni 17:12 – ESV). Non c’è più posto per lui, a nessun titolo, sotto il Regno di Dio.
Gesù definì i suoi connazionali le “pecore perdute della casa d’Israele”. Questo perché “erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore” (Matteo 9:36 – CEI). Erano spiritualmente affamate e abbandonate a se stesse, maltrattate e ignorate proprio dai loro pastori, i capi religiosi. Di quest’ultimi disse: “Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito … amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe” (Matteo 23:4,6 – CEI). Quei capi religiosi erano amanti del denaro, spietati, ipocriti, gente che pensava solo ai propri interessi mentre il resto della popolazione soffriva a causa delle difficoltà della vita e non riceveva alcun conforto spirituale. Riuscite a vedere una analogia con la situazione attuale?
Prendiamo, ad esempio, la nostra nazione. Sta vivendo tempi molto difficoltosi e la maggioranza della popolazione è preoccupata per le ristrettezze economiche. Molti sono anche spinti a compiere atti drammatici non vedendo una via d’uscita alla loro critica situazione. Cosa fanno i capi religiosi in una situazione del genere? Accendete la televisione o aprite le pagine dei giornali e trovate a non finire costosissimi spot pubblicitari che incitano a dare l’8×1000 del già gravoso gettito fiscale alla Chiesa Cattolica, la più grande organizzazione religiosa del paese! Recentemente, proprio a causa delle difficoltà in cui versa l’intera nazione, sempre più voci si sono alzate contro i favori economici di cui questa Chiesa gode in Italia e che gravano sui bilanci delle famiglie. Non è facile quantificarli, così come non è facile valutare la ricchezza di questa organizzazione poiché, essendo uno Stato autonomo, la sua situazione finanziaria è coperta da riservatezza e difficilmente verificabile. Ma, nonostante gli sforzi per mantenere la segretezza, alcune notizie trapelano sempre e ci danno il tasto della situazione.
Proviamo quindi ad esaminare questa organizzazione che millanta di rappresentare Cristo proprio con le parole che Gesù rivolse ai suoi apostoli:
Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame …. Nel 1952 la rivista italiana Oggi dimostrò che la Chiesa Cattolica possedeva il secondo tesoro in oro più grande del mondo valutato, allora, in 7.000 milioni di lire (3.500.000.000 di euro odierni). Un tesoro straordinario se comparato con i miseri 400 milioni di lire in oro dello Stato italiano e secondo solo a quello degli Stati Uniti. A quanto ammonta quel tesoro oggigiorno? Secondo alcune stime a circa 7 miliardi di euro. Gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche … Immagazzinato e custodito per quale recondito scopo? … Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza accumulata in oggetti preziosi dalla Chiesa Cattolica nel corso dei secoli. Solo per citarne alcuni altri esempi ricordiamo il Tesoro di San Pietro, dove sono conservati arredi sacri, statue, tiare papali e oggetti preziosi di diversa provenienza, spesso doni di re o principi; il Tesoro di San Giovanni in Laterano composto da un ricco complesso di arredi liturgici raccolti nel corso dei secoli; il Tesoro di San Paolo fuori le mura che si compone di oggetti e cimeli preziosi, così come il Tesoro di Santa Maria Maggiore; l’oro e l’argento delle miniature, dei fregi, delle teche, delle bolle e dei sigilli conservati nell’Archivio Segreto Vaticano; il Tesoro dei Musei Vaticani con un patrimonio di oltre 70.000 opere, tra sculture, quadri e oggetti preziosi, esposte al pubblico e altre 50.000 conservate in depositi non visitabili; i gioielli del Sacrario Apostolico Vaticano, la sagrestia segreta dei papi che custodisce tutti i preziosi paramenti e gli arredi sacri utilizzati dai papi nelle celebrazioni liturgiche. Questo solo nella città di Roma. Ma in tutto il mondo cattolico gli edifici di culto della Chiesa sono strapieni di oggetti d’oro, d’argento e altri materiali preziosi il cui valore inestimabile “ovviamente, non si riesce neanche a definirsi in miliardi di euro … e la cui vendita procurerebbe enormi fondi economici per esercitare la carità verso tutti i popoli del mondo” (fonte delle informazioni: L’Oro del Vaticano, di Claudio Rendina – Newton Compton editori).
In anni recenti alcune drammatiche vicissitudini (il caso Calvi, Sindona, Banco Ambrosiano) hanno portato alla luce il rapporto della Chiesa con il denaro. Alcuni Istituti economico-finanziari facenti capo al Vaticano sono risultati immersi nel vivo della politica finanziaria internazionale, non sempre moralmente corretta. Lo IOR, l’Istituto per le Opere di Religione (sich! …), che funziona come una vera e propria banca gestita e diretta da alti prelati della Chiesa e sottratta ad ogni controllo, è stato implicato nelle peggiori disavventure giudiziarie degli ultimi anni, quali passaggi di tangenti e riciclaggio di soldi della malavita organizzata. Attualmente il suo patrimonio “è stimato in 5 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i lingotti d’oro, dei quali è stata indicata l’esistenza nei caveaux sottostanti il torrione di Niccolò V, in ragione di 2 tonnellate d’oro, accanto a titoli di Stato per 3 milioni di euro. Il giornale tedesco Der Spiegel scoprì, nel 2010, che la banca aveva investito in azioni di aziende operanti nel mercato del tabacco, della difesa, di armi e della contraccezione. Nel 2008, vari giornali spagnoli riportarono la notizia degli investimenti azionari degli arcivescovadi di Madrid e Burgos nel laboratorio farmacéutico Pfizer che, tra i tanti farmaci, fabbrica anche un anticoncezionale. Come dire: quando si tratta di affari non si guarda in faccia a nessuno” (ibid.). Il Vaticano possiede anche enormi investimenti presso gli istituti Rothschild di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, la Banca Hambros, il Credit Suisse di Londra e Zurigo. Negli Stati Uniti ha ingenti investimenti presso la Morgan Bank, la Chase-Manhattan Bank, la First National Bank di New York, la Bankers Trust Company e presso altri istituti di credito. Inoltre possiede miliardi di quote delle più potenti multinazionali, come Gulf Oil, Shell, General Motors, Bethlehem Steel, General Electric, International Business Machines, etc. Secondo una stima prudenziale, nei soli Stati Uniti tali quote ammontano ad oltre 500 milioni di dollari.
Non procuratevi … né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone …. Con queste parole Gesù non stava dicendo che gli apostoli dovessero andare in giro affamati, nudi o scalzi. Li incoraggiava però ad essere modesti nel vestire e a non preoccuparsi troppo di tali aspetti poiché, come aveva già spiegato nel Sermone della Montagna, “non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete … Di tutte queste cose si preoccupano i pagani” (cfr. Matteo 6:25-34 – CEI). Contrariamente a questa raccomandazione, il clero della Chiesa ricorre ad un’ostentata coreografia indossando sfarzosi e costosissimi paramenti liturgici fatti di seta, d’oro e di gioielli luccicanti. Addirittura a Vicenza, la città dell’oro, si tiene periodicamente una Fiera internazionale di arredi e oggetti liturgici, denominata Koinè, con un settore riservato alla moda clericale. In una intervista di qualche anno fa rilasciata al giornale La Stampa due “stilisti del culto” hanno spiegato che “soprattutto il giovane prete vuole paramenti nuovi … la pura lana con ricamo alla tedesca, lineare, uniforme, semplice e al tempo stesso ricco … E gli affari, grazie a Dio, non vanno male”. Il cardinale inglese Newman, recentemente beatificato dal papa, nel suo libro Essay on the Development of Christian Doctrine (Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana) ammise che la pratica di indossare sontuosi paramenti sacerdotali la Chiesa l’ha adottata dalle religioni non cristiane nonostante che, secondo le sue parole, questi siano “gli stessi strumenti e complementi dell’adorazione demonica”.
Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Gesù e i suoi apostoli percorsero centinaia di chilometri a piedi attraverso la Palestina per predicare al maggior numero di persone possibile. Condussero una vita semplice, non furono mai interessati a fare quattrini o accumulare possedimenti materiali. Non avevano terre, case, campi, alberi da frutto, bestiame. Mai pensarono di costruirsi una casa confortevole o di edificare edifici per i discepoli né di impegnarsi in operazioni immobiliari per avere denaro in più. Viaggiarono a piedi e dormirono spesso “sotto le stelle” o, al massimo, nelle umili case messe a loro disposizione da persone di buona volontà. L’esortazione del Maestro ai suoi discepoli fu sempre: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano” (Matteo 6:19 – CEI). Ha fatto propria questa esortazione il clero cattolico?
La Chiesa Cattolica è il maggior proprietario terriero del mondo occidentale. Ecco alcuni esempi: in Germania possiede 8,25 miliardi di mq. di terra, è il più grande proprietario terriero tedesco; in Italia più di 500.000 ettari di superficie agraria sono di sua proprietà; in Spagna possiede il 20% di tutto il terreno agricolo e lo stesso in Argentina; negli Stati Uniti possiede più di 1.100.000 ettari di superficie agraria. La Chiesa Cattolica è anche il più grande possessore di immobili mondiale. Solo nella nostra nazione risulta proprietaria del 20-22% del patrimonio immobiliare. Il 21 giugno 1998 il giornalista Max Parisi pubblicò un articolo su La Padania presentando un’approfondita indagine sulle proprietà immobiliari del Vaticano a Roma dalla quale risultava che 1/3 di tutti gli immobili della capitale è di proprietà della Chiesa Cattolica. Quest’immobili, dal valore inestimabile, si trovano, in base alla sua inchiesta, nelle zone migliori della città: “Tutta la zona da Campo dei Fiori fino a Palazzo Sant’Angelo, insieme a Piazza Navona e alle strade adiacenti, praticamente sono di proprietà del Vaticano. Si tratta di qualcosa meno della metà del centro storico. Solo in questa zona la Chiesa possiede più di 2500 palazzi. La totalità degli immobili non compare nei registri di proprietà del catasto, perché sono considerate territorio straniero”. Naturalmente, grazie alla compiacenza di governi le cui fortune sono dovute al voto di scambio ricevuto dalla Chiesa, tutte queste proprietà sono anche esenti da tasse.
L’elenco dei beni materiali acquisiti dalla Chiesa Cattolica nel corso dei secoli è infinito, ma qui mi fermo. Mi pare che il concetto sia ben chiaro: “la Chiesa Cattolica è il maggiore potere finanziario e detentore di beni oggi esistente. È il maggior possessore di ricchezze materiali, più di qualsiasi altra singola istituzione, azienda, banca, fiduciaria, governo o stato dell’intero pianeta. Il papa, in qualità di amministratore ufficiale di questo immenso Eldorado, è di conseguenza il più facoltoso individuo del pianeta. Nessuno può realisticamente stimare quanto valga il suo patrimonio in termini di milioni di dollari”. E non è un mistero che  sfruttando tali ricchezze alcuni ecclesiastici si sono fatti una posizione importante concedendosi una vita di lussi (Fonte delle informazioni: http://www.free-italy.info/2012/02/le-ricchezze-della-chiesa.html#more).
Come giustifica la Chiesa l’accumulo di questa immensa ricchezza, del tutto contrario all’esempio dato da Cristo e dai suoi apostoli? Giorni fa un lettore del quotidiano la Repubblica scriveva nella rubrica dedicata alla posta in merito alla destinazione dei fondi dell’8×1000: “in un momento delicato per l’Italia … sono rimasto impressionato dalla vaghezza della pubblicità della Chiesa Cattolica” (13 maggio 2011). Rispondeva il giornalista interpellato: “Una delle più efficaci e martellanti campagne è certamente quella che la Chiesa Cattolica organizza ogni anno per il drenaggio dell’8 per mille affidandosi alla nota agenzia Saatchi & Saatchi. Lo slogan che ascoltiamo e leggiamo ogni giorno è “Chiedilo a loro”. Loro sono i protagonisti dei denari raccolti: bambini abbandonati, poveri, derelitti in Italia e nel mondo”. Questa è la campana che la Chiesa ha sempre suonato in difesa della sua ricchezza: una vaga dichiarazione di utilizzo della stessa a favore dell’umanità bisognosa. Ma quanto è vera tale giustificazione? Aggiunge quel giornalista: “Secondo i dati del 2011 resi noti dalla CEI, la Chiesa ha incassato per l’8 per mille un miliardo e 118 milioni di euro. Di questi il 42 per cento è andato a “esigenze di culto e pastorali”; il 32 al “sostentamento del clero”; meno di un quarto e cioè il 21 per cento alle opere che secondo la pubblicità sarebbero prevalenti. Più esattamente: 235 milioni (9%) alle diocesi per la carità: 85 milioni (7% circa) al Terzo mondo; 45 (4% circa) per imprecisate “esigenze di rilievo nazionale”” … Valutate voi! Ma a me sembra evidente che l’enorme ricchezza che la Chiesa Cattolica ha accumulato e vuole continuare a raccogliere serve solo a garantire la sopravvivenza di una mastodontica organizzazione clericale che, molto lontana dal vero spirito cristiano, non conta e non può contare sulla divina provvidenza e punta solo a mantenere il suo prestigio e la sua influenza negli affari politici-economici mondiali.
Uno dei nomi più noti del mondo cristiano certamente è quello dell’apostolo Paolo. Non è per caso che diversi papi, anche in tempi recenti, ne abbiano assunto il nome all’inizio del loro incarico. Ma non ne hanno seguito l’esempio! Sebbene non facesse parte dei 12 apostoli originali e né venisse scelto per sostituire il traditore, Giuda Iscariota, come i 12 anche lui fu scelto personalmente da Gesù. L’incarico che gli venne affidato fu quello di andare alle “nazioni … per aprire loro gli occhi, affinché si convertano” (Atti 26:12-18 – VR). Egli doveva, dunque, compiere una importante opera missionaria presso le popolazioni cosiddette “gentili”, cioè non ebraiche, ed è proprio quello a cui si dedicò viaggiando in lungo e largo nel mondo allora conosciuto. Di certo fu il più grande missionario cristiano, come testimoniano le numerose lettere che fu ispirato a scrivere (ben 14) e che sono divenute parte essenziale della Parola di Dio. Pur non avendo frequentato intimamente Gesù come gli altri apostoli, Paolo ne recepì tutto l’insegnamento! Perciò dichiarò: “ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione” (Filippesi 4:11 – CEI).
 “Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani”
Prima di essere scelto da Gesù, Paolo ricopriva un importante ruolo di funzionario dell’impero romano, di cui aveva anche la cittadinanza, paragonabile nei nostri giorni al quello di un magistrato. In questa veste aveva duramente perseguitato i discepoli di Gesù scambiandoli per sovversivi (cfr. Atti 7:59,60; 8:1,3; 9:1,2; 26:10,11). Nato a Tarso, importante città della Cilicia (attuale Turchia), da genitori ebrei, fu educato a Gerusalemme dal dotto fariseo Gamaliele, e questo fa pensare che fosse di una famiglia importante (cfr. Atti 22:23). Quando, dopo la sua conversione al cristianesimo, iniziò a viaggiare come missionario, dovette modificare radicalmente il suo modo di vivere, questo incluse anche il suo atteggiamento verso i beni materiali circa i quali diede questo avvertimento: “coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali” (1Timoteo 6:9,10 – CEI). Egli dedicò a quest’opera tutto il suo tempo e le sue energie, affrontando sofferenze fisiche, percosse, fu persino lapidato, venne messo in prigione, affrontò banditi e spesso soffrì la “fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità” (cfr. 2Corinzi 11:23-28). Quanto lontana è la sua figura da quelle opulente e lussuriose dei rappresentanti del clero della Chiesa Cattolica! Perciò Paolo pose la domanda “Sono ministri di Cristo?”. Nel compiere la sua opera non chiese mai oboli, offerte, elemosine o cose del genere perché “lavorava notte e giorno per non essere di peso ad alcuno” (1Tessalonicesi 2:9 – CEI). È emblematico quello che accadde quando si recò a Corinto, ospite nella casa di due conservi cristiani, Aquila e Priscilla. Il racconto dice che “essendo del medesimo mestiere, andò ad abitare e a lavorare con loro. Infatti, di mestiere, erano fabbricanti di tende”. Probabilmente aveva imparato il mestiere da ragazzo, nella propria famiglia. Quel lavoro consisteva nel tessere o nel tagliare e cucire il tessuto rigido e grossolano con cui si fabbricavano le tende, un’attività che richiedeva molta fatica. Questo non gli impedì di compiere il suo ministero poiché è ancora scritto che “ogni sabato insegnava nella sinagoga e persuadeva Giudei e Greci” (Atti 18:3,4 – VR). Quando, durante uno dei suoi viaggi missionari, si fermò a Mileto, mandò a chiamare gli anziani della chiesa di Efeso e disse loro: “Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani.  In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!” (Atti 20 33-35 – CEI). Il suo impegno quale ministro cristiano fu sempre conforme al comando di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento” (Matteo 10:8-10 – CEI). In questo modo evitò che qualcuno potesse accusare la sua opera educativa di essere un’attività lucrativa così che infine poté affermare: “faccio onore al mio ministero” (Romani 11:13 – CEI). Lavorando per sostenersi dimostrò la sincerità e l’altruismo dei motivi per cui egli svolgeva quel ministero.
Sinceramente, pensate che possa dirsi la stessa cosa del clero della Chiesa Cattolica?
L’ultimo libro della biblioteca Sacra, l’Apocalisse, contiene una visione profetica del ruolo della Chiesa, e di altre organizzazioni religiose simili, nel diffondere un modo di adorare Dio basato sull’apparire, invece che l’essere, improntato alla ricerca del potere, della ricchezza, dell’opulenza, falso e immorale e lo fa senza mezzi termini, in questo modo: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione … La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra»”, ma, ringraziando Dio, poi aggiunge: “È caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni … Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato … i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. Pagatela con la sua stessa moneta, retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Versatele doppia misura nella coppa con  cui mesceva. Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo lusso, restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. Poiché diceva in cuor suo: Io seggo regina, vedova non sono e lutto non vedrò; per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal  fuoco, poiché potente Signore è Dio che l’ha condannata” (Apocalisse 17:1-5; 18:2-8 – CEI).

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE. Contrassegna il permalink.

2 risposte a PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE – X

  1. aniger7093 ha detto:

    Purtroppo sono dati veri e verificabili…ogni volta che ho posto la domanda del perchè di tutto questo anche a vescovi, la risposta è stata sempre molto vaga, non mi ha mai convinto e continuo a non capire, se venissero i soldi utilizzati anche per i tanti bisogni della gente, forse accetterei di più il fatto che abbiano bisogno di sostentamento per le spese delle loro attività.

  2. GIANNI ha detto:

    Cara Regina, come sai sono in viaggio, perciò approfitto per rispondere al tuo commento. Prima di partire ho acquistato, come mio solito, nella libreria della stazione, un paio di libri. Uno di questi si intitola: “Il libro segreto dei papi”, di Tim C. Leedom e Maryjane Churchville – Edizioni Newton Compton, che ti consiglio di leggere per avere le idee più chiare sul ruolo della Chiesa Cattolica, in particolare delle sue gerarchie, negli affari del mondo. Ti cito alcuni passi della prefazione: “C’è … nella storia moderna un’istituzione, la Chiesa cattolica romana, con il Vaticano, che più di ogni altra ha istigato crimini, corruzioni e dolori. Come ha detto Steve Allen, l’eccellente uomo “rinascimentale … «la Chiesa cattolica equivale alla criminalità organizzata […] è una rinomata ondata delittuosa che percorre tutta la storia» … I crimini della Chiesa si sono estesi a tutto il globo terrestre e lo sono ancora. La sua fedina penale dei secoli XX e XXI comprende, per addurre solo alcuni esempi, loschi traffici di denaro con Mussolini, Franco e Hitler … il furto dell’oro e dei beni durante la seconda guerra mondiale, le molestie sessuali, la copertura dei sacerdoti pedofili … nel frattempo impazza lo scandalo della Banca Vaticana … proseguono le collusioni con la mafia, il saccheggio dei conti bancari grazie alle connivenze con personaggi mafiosi, dittatori di estrema destra, e governi militari … Durante la nostra ricerca, siamo rimasti inorriditi e stupefatti nello scoprire la profondità degli inganni e dei danni arrecati da questo dinosauro che calpesta maldestramente il paesaggio dell’uomo. Siamo strabiliati dalla costanza con cui le gerarchie attuano una strategica eliminazione dell’opposizione e mostrano un arrogante senso di superiorità, grazie al quale si ritengono in diritto di mentire, negare e rendersi complici di delitti … Per quanto riguarda i cattolici, ci meravigliamo che continuino a sedersi come pecoroni sulle panche delle chiese, tutte le domeniche, senza fare o dire nulla. Non è scemato l’ascendente che, ancora nel XXI secolo, tiene incollati i parrocchiani alle panche mentre i loro figli vengono molestati e le loro offerte domenicali servono per pagare gli avvocati che difendono il Vaticano dalle sue corruzioni”. Il libro prosegue con una dovizia di particolari che attesta quando sopra dichiarato. Anche il papa recentemente è stato costretto ad ammettere tale realtà paragonando la Chiesa ad una Babele. E, aldilà delle sue ipocrite intenzioni giustificative, ha confermato una grande verità esposta nella Parola di Dio: la Chiesa Cattolica è la più grande esponente di quell’agglomerato di falsa religione, di falso cristianesimo in particolare, che la profezia biblica indica col nome di “Babilonia [l’antica Babele] la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra” (Apocalisse 17:5 – CEI). Non è da sottovalutare questo suo ruolo! I suoi frutti marci dimostrano che tutto l’albero è marcio (cfr. Matteo 7:16-19). L’intera organizzazione cattolica è marcia, non solo nella sua parte gerarchica, che ne ha la maggiore responsabilità, ma anche la gran massa dei suoi fedeli, anche se inconsapevolmente o in buona fede (poiché la maggioranza di essi è cattolica non per scelta, ma per caso, solo perché è nata sotto tale fede e l’ha ereditata dai propri avi senza mai rifletterci in modo critico). I fedeli, infatti, credono e si comportano secondo gli insegnamenti degli ipocriti rappresentanti del clero che sono, nella loro totalità, finalizzati a garantire il loro potere e la loro avidità e la loro lussuria e del tutto contrari agli insegnamenti di Cristo e dei suoi fedeli apostoli. Non è per caso che questi fedeli ignorano le Sacre Scritture, spesso non avendole mai lette! Accusando i capi religiosi del suo tempo Gesù disse loro: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi“ (Matteo 23:13-15 – CEI). Sarebbe veramente un peccato non partecipare all’adempimento delle vere promesse divine per continuare ad essere schiavi di una tale masnada di delinquenti “lupi rapaci vestiti in manto di pecore! (Matteo 7:15,16). Mia cara amica, io non posso leggere nel tuo cuore e né sapere quali sono i motivi che ancora ti legano a una organizzazione che, tu stessa riconosci, fa acqua da tutte le parti e non ha di sicuro l’approvazione divina. Ma Dio conosce il tuo cuore perché, come dicono le Scritture, Egli sta ricercando i “meritevoli” (cfr. Matteo 10:11). Io ti auguro con tutto il cuore di poter essere tra questi tra breve, quando Dio porterà in giudizio tutta la falsa religione del mondo (cfr. Apocalisse 18: 2-8). Un abbraccio, con molto affetto. G

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...