PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE – XV

“PENTITEVI DUNQUE E CAMBIATE VITA, PERCHÉ SIANO CANCELLATI I VOSTRI PECCATI”

Atti 3:19

Anteprima
Girano molte idee e piuttosto confuse sul modo in cui Dio esercita giustizia. Tale confusione dipende dal fatto che si immagina la giustizia divina conforme a quella umana e tale immaginario è di certo alimentato dalle Chiese cosiddette “cristiane” che si sono arrogate il diritto di parlare nel nome di Dio ma, anziché farlo usando la sua Parola scritta, si basano sulla tradizione umana o propagandano pensieri di uomini che hanno elevato al rango di “dottori” o “teologi” perché ritenuti detentori di una presunta “sapienza”, senza tener conto che “la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio” (1Corinzi 3:19 – CEI).
Poiché siamo tutti imperfetti e “tutti quanti manchiamo in molte cose” (Giacomo 3:2) appare fondamentale, almeno per chi crede, comprendere come Dio giudica i nostri errori. Dottrine non scritturali, come quella del tormento eterno in un luogo infuocato come l’inferno, insegnata dalla maggioranza delle Chiese cosiddette “cristiane”, ripugnano l’animo umano, perfino quello degli stessi fedeli di tali Chiese, e stridono con la dichiarazione che Dio è amore (cfr. 1Giovanni 4:8). Così sempre più persone si rifiutano di vedere Dio nelle vesti di un giudice e di un vendicatore, lo immaginano più tollerante, come in effetti e paradossalmente lo sono le stesse Chiese che annunciano tormenti eterni nei confronti delle malefatte dei loro fedeli. Molte persone sono convinte che alla fine tutto viene perdonato perché, come afferma una di queste, “da parte di Dio non c’è nessun castigo … Dio comunica unicamente amore a tutti gli uomini”.
Qual è dunque la verità? Come Dio considera gli errori, o i peccati, delle sue creature? È un inflessibile giudice e vendicatore o è disposto a condonare tutto? Solo Lui può rispondere veracemente a queste domande e lo fa per mezzo della sua Parola scritta dove ha esposto non solo le norme e i princîpi che ispirano i suoi pensieri e le sue azioni ma ha fornito anche esempi chiarificatori che aiutano a comprendere il suo punto di vista al di là di ogni dubbio! Qui ne esaminiamo un paio …
____________________________________________________________________________________________
Vi ricordate di Teresa Maria? … ne ho parlato nel mio post del 24 giugno u.s. (PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE – XII: “COME MI HA INSEGNATO IL PADRE, COSÌ IO PARLO”). Naturalmente non ho nulla contro di lei, ma è uno stereotipo molto rappresentativo di un certo modo di credere in Dio tipico dei fedeli del cristianesimo apostata ed è per questo che torno a prenderla in considerazione. Recentemente ha scritto: “QUELLO CHE VORREI ?? Avrei voluto la Chiesa che voleva Nostro Signore Gesù Cristo, con meno fronzoli e più Amore, avrei voluto una chiesa di 4 mattoni ma con dentro sacerdoti con i calli sulle ginocchia, avrei voluto una chiesa che accoglie e non rifiuta nessuno, aperta a tutte le ore magari e no chiusa … avrei voluto una chiesa che non chiede soldi x ogni cosa, potrei credetemi continuare all’infinito, ma non servirebbe a nulla, la CHIESA che voglio io è morta con Cristo in croce!!” … la Chiesa alla quale Teresa Maria si riferisce è comunque la sua Chiesa, quella alla quale, nonostante tutto quello che di negativo pensa e dice di tale Chiesa, professa di appartenere: la Chiesa Cattolica. A Teresa Maria, come ho già avuto modo di affermare nel citato post, non passa minimamente per la mente che questa Chiesa, oltre ad averla delusa sotto l’aspetto del comportamento, l’abbia anche potuta ingannare insegnandole false dottrine. Eppure fu Gesù stesso, al quale lei fa appello che, rivolgendosi ai capi religiosi del suo tempo, mise in relazione la loro cattiva condotta con la menzogna dottrinale, dicendo a questi: “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44 – VR).
Le menzogne dottrinali della sua Chiesa hanno causato nella mente di Teresa Maria molta confusione sulla personalità e sul modo di agire di Dio. Questo è evidente da ciò che ella continua a scrivere: “Da dire ho che per me l’uomo non è affatto a immagine e somiglianza di DIO, assolutamente è una gran balla questa … Dio non ha fatto l’uomo a Sua immagine e somiglianza, l’uomo ha fatto Dio a sua immagine e somiglianza, gli ha fatto la barba, l’ha messo su una nuvola, l’ha messo a giudicare, e gli ha attribuito tutte le più orribili emozioni umane. Questo Dio cattivo, vendicativo, che ti guarda sempre. Ma tu pensa un po’, se commetti un peccato Lo offendi a questo Dio e Lui ti manda all’inferno x sempre, non ti perdona !! ma chi c’ha questi sentimenti?? Noi !! … La parola castigo è completamente assente dai vangeli, la parola castigo fa parte della religione. Nella religione c’è Dio che premia i buoni e castiga i malvagi. Nel messaggio di Gesù, l’immagine che lui dà di Dio è quella di un Padre che è amore e l’unica maniera che ha per mettersi in comunicazione con gli uomini è quello dell’amore. Questo amore può essere accolto o no dagli uomini, ma da parte di Dio non c’è nessun castigo. Pensare che Dio voglia castigare l’umanità è contro il messaggio di Gesù. Nei vangeli Dio comunica unicamente amore a tutti gli uomini … Dio è Amore infinito, non ti condanna all’inferno o a chissà quali tormenti … queste vecchie scemenze lasciamogliele a quei vecchi tempi d’ignoranza, che ci hanno insegnato, bloccandoci la crescita spirituale …”.
La “religione” a cui si riferisce Teresa Maria è la falsa religione che, purtroppo, prevale in tutta la terra con a capo quel tipo di cristianesimo che ha apostatato dalla verità insegnando menzogne dottrinali come quella di un luogo di tormento eterno per le anime dei cattivi, un luogo infuocato denominato “inferno”, cosa che a Dio non è mai passata per la mente! (cfr. Geremia 7:31; 19:5; 32:35) D’istinto Teresa Maria prova un senso di repulsione contro un simile insegnamento e tale sentimento è del tutto lecito, a onta dei “tempi di ignoranza che le hanno insegnato”; ma significa questo che non c’è alcuna punizione per i peccati, come ella anche sembra ipotizzare?
Circa 2.600 anni fa, Dio suscitò un suo profeta, di nome Ezechiele, per pronunciare queste parole: “Tu, figlio d’uomo, prendi un mattone, mettitelo davanti e disegnaci sopra una città, Gerusalemme; cingila d’assedio, costruisci contro di lei una torre, fa’ contro di lei dei bastioni, circondala di vari accampamenti, e disponi contro di lei, tutto intorno, degli arieti. Prendi poi una piastra di ferro e piazzala come un muro di ferro fra te e la città; volta la tua faccia contro di essa; sia assediata, e tu cingila d’assedio. Questo sarà un segno per la casa d’Israele” (Ezechiele 4:1-3 – VR). Cosa significò questo “segno” per la nazione israelita? Come mai Gerusalemme, la città che era sede del “trono del Signore”, cioè che rappresentava il dominio divino sulla terra (cfr. Geremia 3:17), avrebbe dovuto subire un assedio con tali disastrose conseguenze? Dio stesso lo spiegò al suo profeta dicendo: “Tu porterai così l’iniquità della casa d’Israele … e porterai l’iniquità della casa di Giuda” (ibid. vv. 5,6). Quello dunque era un messaggio di giudizio da parte di Dio contro la nazione per la sua “iniquità”, per il suo peccato. Già qualche tempo prima, per mezzo di un altro suo profeta, di nome Geremia, Dio aveva fatto annunciare: “respingerò questa città, Gerusalemme, che mi ero scelta, e il tempio di cui avevo detto: Ivi sarà il mio nome” con questa motivazione: “a causa di tutte le provocazioni di Manàsse” (2Re 23:26,27 – CEI).
Chi era e cosa aveva fatto Manàsse?
Fu il 14° re di Giuda nella discendenza del re Davide (cfr. 1Cronache 3:10-13). Salì al trono quando aveva 12 anni e regnò a Gerusalemme per 55 anni, dal 716 al 662 a.C. Di lui è scritto: “Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore seguendo le abominazioni delle nazioni che il Signore aveva scacciate davanti ai figli d’Israele. Ricostruì gli alti luoghi che Ezechia suo padre aveva demoliti, costruì altari a Baal, fece un idolo d’Astarte, come aveva fatto Acab, re d’Israele, e adorò tutto l’esercito del cielo e lo servì. Costruì pure altari ad altri dèi nella casa del Signore, riguardo alla quale il Signore aveva detto: «In Gerusalemme io porrò il mio nome». Costruì altari a tutto l’esercito del cielo nei due cortili della casa del Signore. Fece passare suo figlio per il fuoco, si diede alla magia e agli incantesimi, e nominò degli evocatori di spiriti e degli indovini; si abbandonò completamente a fare ciò che è male agli occhi del Signore, provocando la sua ira. Mise l’idolo d’Astarte, che aveva fatto, nella casa della quale il Signore aveva detto a Davide e a suo figlio Salomone: «In questa casa, e a Gerusalemme, che io ho scelta fra tutte le tribù d’Israele, porrò il mio nome per sempre … Manasse indusse Giuda e gli abitanti di Gerusalemme a sviarsi, e a far peggio delle nazioni che il Signore aveva distrutte davanti ai figli d’Israele” (2Re 21:1-9; 2Cronache 33:1-9 – VR). Oltre a tutte queste nefandezze “Manàsse versò anche sangue innocente in grande quantità fino a riempirne Gerusalemme da un’estremità all’altra” (2Re 21:16 – CEI). Tra le sue vittime ci fu il profeta Isaia, segato a pezzi per suo ordine (cfr. Ebrei 11:37).

Manàsse
Manàsse … fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciato di fronte agli Israeliti … eresse altari ai Baal, piantò pali sacri … Eresse altari a tutta la milizia del cielo nei due cortili del tempio. Fece passare i suoi figli per il fuoco nella Valle di Ben-Hinnòn. Praticò la magia, gli incantesimi e la stregoneria; istituì negromanti e indovini … Compì in molte maniere ciò che è male agli occhi del Signore provocando il suo sdegno … fece traviare Giuda e gli abitanti di Gerusalemme spingendoli ad agire peggio delle popolazioni che il Signore aveva sterminate di fronte agli Israeliti” (2Cronache 33:1-6,9 – CEI).
Quando entrarono nella terra promessa, in Canaan, verso il 1473 a.C., gli Israeliti vennero a contatto con Baal, la principale divinità dei cananei. Fino agli anni 20 dello scorso secolo non si sapeva molto sull’adorazione di questa divinità. Ma quando nel 1928 un contadino del Vicino Oriente, nell’attuale Ras Sharma in Siria, scoprì accidentalmente un’antica sepoltura, gli scavi che vennero effettuati portarono alla luce Ugarit, considerata una delle più antiche città del mondo insieme a Ur e a Eridu. Vi furono ritrovati molti oggetti religiosi e centinaia di tavolette d’argilla che descrivevano la religione che vi era praticata.
Tali documenti contenevano formule liturgiche che venivano pronunciate durante i riti delle feste religiose in onore di Baal. L’adorazione di questa divinità era praticata in santuari, chiamati “alti luoghi”, situati nei boschi sulle creste montuose. Ogni città cananea poi aveva il suo tempio di Baal in onore del Baal patrono locale. Ad esempio c’era il Baal di Peor, il Baal di Ermon, il Baal di Hazor, il Baal di Zefon, il Baal di Bamot, ecc. L’adorazione di Baal era praticata anche per mezzo di altari edificati sui tetti delle abitazioni private. Rifletteteci un attimo … vi ricorda qualcosa di familiare questo tipo di adorazione? … Il cristianesimo apostata non ha forse adottato le stesse pratiche per l’adorazione dei vari “santi patroni”? … eretto santuari in “alti luoghi” per la loro adorazione … non ha riempito tali edifici di altari dedicati “a tutta la milizia del cielo”, cioè ai vari personaggi dichiarati santi e viventi “in cielo” dopo la loro morte? …non utilizza formule liturgiche durante le feste ad essi dedicate? … In molti di questi luoghi non si praticano forse riti per evocare miracoli o esorcismi per scacciare demòni, attività considerate dalla Parola di Dio illegali al pari della magìa, della stregoneria, della negromanzia? (cfr. Deuteronomio 18:10-12; 2Tessalonicesi 2:9) … e che dire dei vari altarini dedicati a santi e madonne custoditi nelle abitazioni private? …
Come mai gli Israeliti nonostante gli avvertimenti divini furono sedotti dall’adorazione di Baal? Probabilmente perché preferivano seguire una religione che richiedeva poco da loro. L’adorazione di Baal era molto permissiva e non richiedeva l’osservanza delle numerose restrizioni morali della Legge mosaica. Essi furono anche attirati dagli idoli e dai relativi riti così che preferivano “camminare per visione” anziché per fede (cfr. 2Corinzi 5:7). In maniera simile le Chiese del cristianesimo apostata sono piuttosto permissive e tolleranti in quanto a immoralità e illegalità; inoltre offrono una fede basata sulla tradizione e sulla ritualità, una fede che dà molta importanza all’esteriorità, che soddisfa gli occhi delle persone ma non penetra nel loro cuore e non modella la loro coscienza. Questo tipo di adorazione “fece traviare Giuda e gli abitanti di Gerusalemme spingendoli ad agire peggio delle popolazioni che il Signore aveva sterminate di fronte agli Israeliti” e tutt’oggi ha prodotto dei cristiani nominali la cui condotta, come dimostra la condizione morale e sociale delle nazioni dove il cristianesimo apostata predomina, è spesso peggiore di quella di persone che si dichiarano atee. Gli apostati Israeliti arrivarono perfino a sacrificare i loro figli a Baal … quanti milioni di “figli” ha sacrificato il cristianesimo apostata nelle sue guerre combattute in nome di Dio? …
Ad un certo, drammatico, punto della propria vita Manasse si rese conto che quel tipo di adorazione non gli era di nessuna utilità e lo danneggiava perché lo sottoponeva all’avverso giudizio di Dio. Così si umiliò riconoscendo il suo errore, chiese perdono a Dio per la sua cattiva condotta, la rinnegò e cambiò il suo modo di vivere. Ottenne il perdono di Dio, fu liberato dalla schiavitù babilonese e fu ristabilito al suo posto. Che dire dei milioni di seguaci delle Chiese del cristianesimo apostata? Sono altrettanto disposti ad umiliarsi, a riconoscere gli errori dottrinali in cui sono stati coinvolti e a smettere di seguire riti e pratiche disapprovate da Dio per lasciarsi guidare dai princîpi, dalle norme e dalla verità contenuti nella sua Parola scritta? … Che dire di noi? …
Manasse rifiutò  con ostinazione di prestare ascolto ai ripetuti avvertimenti di Dio il quale non passò sopra i suoi peccati. Il racconto dice ancora che “Il Signore parlò a Manàsse e al suo popolo, ma non gli badarono. Allora il Signore mandò contro di loro i capi dell’esercito del re assiro; essi presero Manàsse con uncini, lo legarono con catene di bronzo e lo condussero in Babilonia” (2Cronache 33:10,11 – CEI). Lì, ebbe la possibilità di riflettere sulla sua vita. Forse si rese conto che i suoi idoli, impotenti e inanimati, non erano riusciti a proteggerlo. O magari ripensò alle cose che il padre gli aveva insegnato da piccolo. Comunque stiano le cose, Manasse cambiò atteggiamento. Il racconto narra che “Ridotto in tale miseria, egli placò il volto del Signore suo Dio e si umiliò molto di fronte al Dio dei suoi padri. Egli lo pregò”. Ma un uomo che aveva commesso peccati così gravi poteva davvero essere perdonato da Dio? Il racconto dice che “Dio si lasciò commuovere, esaudì la sua supplica e lo fece tornare in Gerusalemme nel suo regno; così Manàsse riconobbe che solo il Signore è Dio” (2Cronache 33:12,13 – CEI).
Come vedi, cara Teresa Maria, non solo nei vangeli è descritto l’amore di Dio per le sue creature ma tutta la Sacra Scrittura mette in risalto questa sua preminente qualità! In base al suo grande amore Dio è disposto a perdonare anche i peccati più gravi che le sue creature possono commettere, ma il suo perdono non è automatico né si deve dare per scontato. Mediante il povero profeta Isaia, fatto a pezzi proprio da Manasse, Dio ha fatto scrivere: “«venite, e discutiamo», dice il Signore; «anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana. Se siete disposti a ubbidire, mangerete i frutti migliori del paese; ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada»” (Isaia 1:18-20 – VR). Fin dal tempo della ribellione dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, Dio sta tollerando con pazienza molte cose che considera del tutto inaccettabili in base alla sua alta norma di giustizia. Lo fa per amore del suo proposito per la terra e la razza umana che intende ancora realizzare, per amore del suo nome che fu infamato in quella circostanza e per poter rivendicare il suo diritto a governare sulle sue creature, tutte contese di natura morale sollevate dalla ribellione nel giardino di Eden. Ma questo non significa che Egli condona il male commesso dalle sue creature. Per rimediare al male derivante dalla ribellione della prima coppia umana Dio ha dovuto far nascere come uomo perfetto sulla terra la creatura che gli era più cara, il suo primogenito e unigenito figlio, Cristo Gesù (cfr. Giovanni 3:16). Mentre era in vita sulla terra questi non commise peccato fornendo un modello per tutti gli uomini (cfr. 2Corinzi 5:21; Giovanni 13:15; 1Pietro 2:21,22). Lo fece a caro prezzo, perché fu messo a morte da uomini incalliti nel peccato (cfr. Matteo 23:27,28,33-35; Giovanni 8:44). Tuttavia altri uomini hanno recepito l’esempio di Gesù e nel corso del tempo, fino ai nostri giorni, hanno cercato di vivere, al pari di lui, una vita che tenesse conto dei princîpi e delle leggi stabilite da Dio (cfr. 1Corinzi 6:11). Diversi di questi, come Gesù, sono stati anche messi a morte per la loro scelta. Dio non sarebbe giusto se non tenesse conto di questo! (cfr. Ebrei 6:10) Non potrebbe mai permettere che uomini fedeli e uomini incalliti nel peccato avessero la stessa sorte. Egli si è proposto di eliminare per sempre dalla faccia della terra i peccatori incalliti, questi saranno distrutti,  non saranno tormentati in eterno, semplicemente non esisteranno più (cfr. Salmo 36:9-11,28,29 – CEI; 37:9-11,28,29 – VR e Di; 1Corinzi 6:9,10; Apocalisse 11:18).
Il suo amore, quindi, è sempre equilibrato con il suo alto senso della giustizia. Perciò, tenendo conto della loro natura imperfetta ereditata fin dalla nascita e della loro innata tendenza a peccare, Dio invita le sue creature a riconoscere i propri errori, a pentirsene e, soprattutto, a dare prova del loro sincero pentimento cambiando il loro modo di agire. Manasse fece proprio così, non si pentì solo a parole ma “rimosse gli dèi stranieri e l’idolo dal tempio insieme con tutti gli altari che egli aveva costruito sul monte del tempio e in Gerusalemme e gettò tutto fuori della città. Restaurò l’altare del Signore e vi offrì sacrifici di comunione e di lode e comandò a Giuda di servire il Signore, Dio di Israele” (2Cronache 33:15,16 – CEI). Solo dopo aver compiuto questi passi ciascuno può sperare di ricevere il perdono di Dio per i propri errori: 1) riconoscere di aver sbagliato; 2) chiedere a Dio perdono per gli errori commessi; 3) cambiare condotta. Questo principio venne ribadito con l’avvento del cristianesimo: quando, il giorno di Pentecoste del 33 A.D., coloro che ascoltarono la testimonianza dell’apostolo Pietro chiesero: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?” la risposta che ricevettero fu: “Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati” (Atti 2:37; 3:19 – CEI).
Nessuno mai dovrebbe pensare di poter ignorare le leggi di Dio e poi chiedergli perdono come se niente fosse per sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni. Sebbene Manasse si pentì, non potè evitare le conseguenze dei suoi peccati. Come è scritto, egli “indusse Giuda e gli abitanti di Gerusalemme a sviarsi, e a far peggio delle nazioni che il Signore aveva distrutte davanti ai figli d’Israele”. Inoltre la sua cattiva condotta si riflettè sul figlio Amon, del quale è scritto che “fece ciò che è male agli occhi del Signore, come l’aveva fatto Manàsse suo padre. Amòn offrì sacrifici a tutti gli idoli eretti da Manàsse suo padre e li servì. Non si umiliò davanti al Signore, come si era umiliato Manàsse suo padre; anzi Amòn aumentò le sue colpe” (2Cronache 33:22,23 – CEI). Tutto questo portò al giudizio avverso di Dio contro Gerusalemme, sentenza che venne eseguita nel 607 a.C. quando l’esercito babilonese, al comando di Nabucodonosor, distrusse la città e lasciò desolato l’intero paese.
Questi episodi sono narrati nella Parola di Dio “per nostra istruzione”, affinché possiamo imparare come il nostro Creatore considera il peccato, cioè la violazione della sua alta norma di giustizia e come ci si può avvalere del suo perdono quando si infrangono le sue leggi (cfr. Romani 15:4). L’infedele antica Gerusalemme ben rappresenta quella falsa religione contro cui tuona Teresa Maria, in particolare il cristianesimo apostata di cui ne fu il tipo. Come l’antica Gerusalemme le molte Chiese che partecipano a tale apostasia, dichiarano di avere una relazione con Dio ma proprio come quell’antica città esse sono piene di cose idoleggiate, immagini religiose e statue ed emblemi nazionalistici ai quali si rendono devozioni idolatriche. E non meno che nel caso di Gerusalemme, il cristianesimo apostata è colpevole di aver versato “sangue innocente in grande quantità”.

    

I capi religiosi dell’antica Gerusalemme e quelli del cristianesimo apostata hanno la stessa responsabilità
“«… tra i profeti di Gerusalemme ho visto cose nefande: commettono adultèri e praticano la menzogna, danno mano ai malfattori … sono tutti come Sòdoma e i suoi abitanti come Gomorra» … dai profeti di Gerusalemme l’empietà si è sparsa su tutto il paese» … «Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore»” – Geremia 23:14-16, CEI.
I “profeti”, cioè i capi religiosi di Gerusalemme, davano un pessimo esempio in campo morale e incoraggiavano il popolo a fare altrettanto. Avevano riempito la città e il tempio di immagini di Baal, la cui adorazione era caratterizzata da riti sessuali. Inoltre davano più importanza alla tradizione umana cioè a “fantasie del loro cuore” che alla Parola di Dio (cfr. Matteo 15:6-9).
Le azioni dei capi del cristianesimo apostata, di cui l’antica Gerusalemme fu un tipo, sono proprio come quelle dei giorni di Geremia. Hanno riempito i luoghi di culto di idoli e simboli sacri, alcuni anche di origine fallica: croci, icone, statue di santi e madonne. Alle persone che frequentano tali luoghi hanno insegnato a inchinarsi, a inginocchiarsi o a fare il segno della croce davanti a queste immagini. Inoltre gli ecclesiastici delle Chiese cosiddette “cristiane” consentono ad adulteri, omosessuali e pedofili di rimanere nelle loro file e perfino di celebrare funzioni religiose. È forse strano che anche tanti loro seguaci siano immorali? Condonando tali cose, essi “solleticano gli orecchi” dei loro fedeli predicando ciò che questi vogliono udire anziché insegnare loro le alte norme morali esposte nella Parola di Dio (cfr. 2Timoteo 4:3,4). Come i falsi “profeti” di Gerusalemme, anche gli ecclesiastici di tali Chiese camminano nella falsità, diffondendo dottrine apostate, insegnamenti che non si trovano nella Parola di Dio, quali l’immortalità dell’anima, la Trinità, il purgatorio e l’inferno di fuoco, in cui le persone verrebbero tormentate per tutta l’eternità. Quelli che credono a queste menzogne vengono avvelenati spiritualmente. Vengono sviati, e questo li porterà alla rovina e distruzione, proprio come accadde agli abitanti dell’antica Gerusalemme!
Sebbene oggi siano divise in varie denominazioni (Cattolica, Ortodossa e “Protestanti”), tali Chiese hanno una comune origine, come si evince dalle stesse menzogne dottrinali che le caratterizzano: credere a una triade di dèi (cfr. Deuteronomio 6:4; 1 Corinzi 8:6), credere che esiste un’anima immortale che sopravvive alla morte del corpo e alla vita dopo la morte (cfr. Ezechiele 18:4 – Di; Matteo 10:28; Ecclesiaste 9:5,10), credere che tutti i buoni vanno in cielo e i cattivi all’ “inferno”, un luogo di eterno tormento (cfr. Salmo 36:9-11,28,29 – CEI, 37:9-11,28,29 – VR e Di), l’uso di immagini e simboli “sacri” di origine pagana, come la stessa croce, nell’adorazione (cfr. Esodo 20:4,5; Romani 1:23,25), l’osservanza di riti e feste di chiara origine pagana, come ad esempio il Natale (cfr. 2Corinzi 6:14-17), il sostegno agli elementi politici della terra (cfr. Giacomo 4:4; Apocalisse 17:2). Tutte queste menzogne e pratiche risalgono a un periodo posteriore alla morte dei fedeli apostoli di Gesù i quali, mentre erano in vita, non permisero che si diffondessero tra i veri cristiani (cfr. 2Tessalonicesi 2:3-12; 1Timoteo 4:1-3; 2Timoteo 4:3,4; 1Giovanni 2:18). Fin dal suo ufficiale inizio, nel IV secolo d.C., il cristianesimo apostata professato da tali Chiese è stato contaminato con lo spargimento di sangue. Il suo mentore, infatti, l’imperatore romano Costantino il Grande, dopo averne fatto la religione ufficiale del suo impero e dopo aver presieduto il suo primo Concilio a Nicea nel 325 d.C., che diede impulso allo sviluppo della falsa dottrina trinitaria, fece mettere a morte il suo figlio maggiore e in seguito la sua propria moglie, Fausta. In tutti i secoli che seguirono, le vesti delle Chiese del cristianesimo apostata sono state grondanti di sangue. Se quel sangue potesse gridare, testimonierebbe contro le dieci crociate religiose che sono state vanamente compiute contro gli “infedeli” maomettani del Medio Oriente, contro i crimini dell’inquisizione religiosa, contro le guerre religiose fra cattolici e protestanti, contro la Guerra dei Cento Anni, contro la Guerra dei Trent’Anni, contro le due guerre mondiali del ventesimo secolo combattute da nazioni cosiddette “cristiane” e che hanno visto scannarsi a vicenda cattolici con cattolici, ortodossi con ortodossi, protestanti con protestanti semplicemente perché schierati su fronti opposti. Tutt’oggi, mentre è evidente l’adempimento delle profezie bibliche che indicano i nostri giorni come il tempo della fine del sistema di cose satanico instaurato sulla terra, mentre a seguito della proclamazione mondiale di tali avvenimenti milioni di persone in tutta la terra si ravvedono e cambiano condotta, tali Chiese, e i loro fedeli nel complesso, continuano ostinatamente a insegnare menzogne e a praticare il male proprio come si continuava a fare nell’antica Gerusalemme dopo che Manasse riconobbe i suoi errori ed eliminò l’idolatria dal paese (cfr. Matteo 24:3-14; 2Timoteo 3:1-5; 2Pietro 3:3-7; Apocalisse 12:7-12).
Contro l’infedele antica Gerusalemme Dio disse: “Farò di te, sotto gli occhi di tutti i passanti, una desolazione, il vituperio delle nazioni che ti circondano. La tua infamia e il tuo disonore serviranno di ammonimento e di stupore per le nazioni che ti circondano, quando io avrò eseguito su di te i miei giudizi con ira, con furore, con indignati castighi – io, il Signore, ho parlato – quando avrò scoccato contro di loro i letali dardi della fame, apportatori di distruzione e che io scaglierò per distruggervi, quando avrò aggravato su di voi la fame e vi avrò sottratto il sostegno del pane, quando avrò mandato contro di voi la fame e le bestie feroci che ti priveranno dei figli, quando la peste e il sangue ti avranno devastata, e quando io avrò fatto venire su di te la spada” (Ezechiele 5:14-17 – VR). Ai sentimentali, a quelli che si ostinano a vedere le cose secondo il proprio punto di vista e a tutti quelli che non detestano di cuore l’ipocrisia religiosa e che non apprezzano la dignità di Dio ch’è stato oltraggiato dai falsi insegnamenti e dai comportamenti del cristianesimo apostata queste possono apparire parole crudeli e di mera vendetta. Ma questo è quello che effettivamente accadde agli abitanti di Gerusalemme nel 607 a.C. Il biasimo che essi avevano arrecato sul nome di Dio ricadde su di loro quando l’esercito babilonese devastò la loro città e l’intero paese. Come dice la Scrittura, “non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà” (Galati 6:7 – VR).
Non si dovrebbe perdere questa lezione della storia!
Le Chiese del cristianesimo apostata subiranno la stessa sorte dell’antica infedele Gerusalemme. I loro salariati ecclesiastici, anche quelli della più alta dignità ecclesiastica, non riceveranno più dal popolo sostegno finanziario e materiale: sarà anche a loro “sottratto il sostegno del pane”. Le sue chiese e relativi seminari e altri istituti religiosi soffriranno e periranno per mancanza di contribuzioni e protezione finché anche contro di loro Dio “farà venire la spada” e saranno violentemente spogliati. Già se ne vedono le prime avvisaglie con i continui richiami alla loro smisurata e spudorata ricchezza e gli appelli affinché vengano loro tolti i benefici economici. Non devono farsi ingannare dalle apparenze coloro che pensano che tale forma di cristianesimo ormai esiste da secoli e continuerà a sopravvivere a qualsiasi tempo di difficoltà. Dio eseguirà il suo giudizio contro tali Chiese servendosi, proprio come fece contro l’antica Gerusalemme, degli elementi politici della terra. La profezia biblica dice che questi “la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la consumeranno con il fuoco”, proprio quando mai esse se l’aspettano, mentre ancora celebrano la propria gloria dicendo “sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto”, all’improvviso “in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l’ha giudicata” (Apocalisse 17:16; 18:7,8 – VR).
Collettivamente nel 607 a.C. tutti gli abitanti di Gerusalemme furono ritenuti responsabili delle nefandezze compiute nella città e subirono le conseguenze della sua distruzione. Nessuno di essi scampò alla sua desolazione che durò settanta anni spazzando via dal paese qualsiasi forma di falsa adorazione. In maniera simile, tutti quelli che sono associati alle Chiese del cristianesimo apostata sono ritenuti corresponsabili delle menzogne dottrinali alle quali essi hanno creduto, della diffusa idolatria e di tutte le false pratiche religiose in cui sono stati coinvolti nonché del sangue innocente che è stato versato con le guerre politiche e religiose da esse sostenute e subiranno le conseguenze della loro distruzione. Gesù disse che “allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà” (Matteo 24:21 – VR). Tale “grande tribolazione” servirà a ripulire l’intera terra da ogni religione falsa e da ogni sua contaminante, corruttrice influenza e potenza.
È possibile scampare alla prossima “grande tribolazione”?
Si! Nella visione apocalittica che descrive la distruzione della falsa religione, incluso il cristianesimo apostata, Gesù mostrò a Giovanni “una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue” e gli disse “costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello” (Apocalisse 7:9,14 – Di). Ogni abitante della terra ha l’opportunità di far parte di questa “grande folla” di persone che scamperà alla “grande tribolazione”. In che modo?
Ricordiamo Manasse? Sebbene si rese responsabile di grandi peccati, fu perdonato da Dio e sopravvisse alla prigionia babilonese. Questo fu reso possibile dal suo personale pentimento e dal suo cambiamento di condotta. In maniera simile tutti quelli che ora sono “prigionieri” della falsa religione sono invitati da Dio a “uscire da essa … affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi” (Apocalisse 18:4 – VR).
Mediante la sua Parola, Dio da questa altra esortazione: “Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi” (Efesini 5:15,16 – CEI). Questo è dunque il tempo di comportarsi da persone sagge e valutare la propria condotta alla luce dei princîpi e delle norme stabilite da Dio. Se, da un sincero esame della propria situazione, qualcuno riscontra che la propria fede si basa sui falsi insegnamenti addotti da una delle Chiese che hanno apostatato, cioè che si sono allontanate dalla verità dottrinale rivelata da Dio nella sua Parola, o che è implicato nelle pratiche idolatriche in essa esercitate, o rileva che la Chiesa alla quale appartiene effettivamente è colpevole di spargimento di sangue innocente per aver appoggiato e sostenuto le guerre degli uomini o per aver direttamente combattuto quelle guerre, deve riflettere seriamente su cosa fare: può imitare Manasse, il quale dopo aver considerato gli errori commessi “si umiliò molto di fronte al Dio dei suoi padri. Egli lo pregò” e infine “rimosse gli dèi stranieri e l’idolo dal tempio insieme con tutti gli altari che egli aveva costruito”, cioè cambiò totalmente il suo modo di comportarsi allineandolo alla volontà di Dio (cfr. Romani 12:2); oppure può continuare ad andare avanti, incurante, per quella stessa via, proprio come fece il resto della popolazione di Gerusalemme nel 607 a.C. la quale, dopo che Manasse rimosse tutti gli idoli che aveva posto nel paese, “continuava a offrire sacrifici sugli alti luoghi” adducendo anche la scusa di farlo per il Signore (cfr. Esodo 32:4,5). Quella popolazione, però, non scampò alla distruzione della città, e fu “vomitata” fuori dal paese proprio come lo erano stati i suoi primi abitanti, i cananei (cfr. Levitico 20:22). Nella visione del giudizio finale di Dio descritta nel libro di Apocalisse, viene usata questa stessa espressione nei confronti di quelli che non avranno preso la ferma decisione di schierarsi dalla parte della verità, essi saranno “vomitati” dalla bocca di Dio che non farà nulla per la loro salvezza durante la prossima “grande tribolazione” che porrà fine all’apostasia religiosa sull’intera terra (cfr. Apocalisse 3:16).

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in PREZIOSE LEZIONI DI VITA DALLE STORIE BIBLICHE. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...