LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XI

“BENEDITE IL SIGNORE, VOI TUTTI SUOI ANGELI, POTENTI ESECUTORI DEI SUOI COMANDI, PRONTI ALLA VOCE DELLA SUA PAROLA”

Salmo 102:20 – CEI; 103:20 – VR e Di

 Anteprima

“Li vediamo raffigurati sugli addobbi natalizi da appendere all’albero o sui biglietti di auguri: aurei bambolotti dal viso paffutello, che suonano l’arpa o l’organo, o reggono candele. Hanno alucce come quelle degli uccellini. In poche parole, sono proprio graziosi”. Così scriveva tempo fa un noto quotidiano. Di chi si stava parlando? Degli angeli. Negli ultimi tempi si è registrato un crescente interesse per questi esseri invisibili. Sempre più persone non solo affermano di credere nell’esistenza degli angeli, ma è in aumento anche la schiera di quelli che dicono di essere entrati in qualche modo in contatto con loro. Tuttavia molti ancora considerano gli angeli un prodotto dell’immaginazione e quindi ne negano l’esistenza. C’è, quindi, da chiedersi: gli angeli esistono davvero? … e se si, che ruolo hanno nell’universo a cui apparteniamo e che relazione può esserci tra loro e gli esseri umani?
Poiché generalmente l’esistenza degli angeli viene accostata a Dio, è interessante per i credenti sapere ciò che la Parola di Dio dice al riguardo. Le religioni cosiddette “cristiane”, infatti, hanno sempre dato molta importanza agli angeli verso i quali hanno sviluppato un vero e proprio culto. Ad esempio, la Chiesa Cattolica ne ha elevati tre, Michele, Gabriele e Raffaele, al rango di santi. Nelle chiese ortodosse orientali gli angeli rivestono un ruolo importante nelle litanie. Anche nell’Islam l’esistenza degli angeli è uno degli articoli di fede. Un credo molto comune tra i fedeli di queste religioni è che a ciascun essere umano dal momento del suo concepimento viene assegnato un angelo che lo guiderà per tutta la vita terrena e, alla sua morte, lo accompagnerà in cielo, per una vita ultraterrena . La Chiesa Cattolica ha perfino istituito una festa dedicata alla sua venerazione, la festa degli Angeli Custodi che si celebra il 2 ottobre.
La Parola di Dio ha molto da insegnarci sugli angeli; essi, infatti, vi sono menzionati circa 400 volte. Se vogliamo conoscere la verità sulla loro esistenza e sul loro ruolo possiamo rivolgerci con fiducia a questo libro perché, come è scritto: “Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è ispirato da Dio, e quindi è utile per insegnare la verità” (2Timoteo 3:16 – PdS). 

001

 Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo

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“Gentile Sig.ra Anna … Sono una mamma di 3 splendidi bambini ed ho 39 anni. Sono molto presa tra lavoro e famiglia e ho molti momenti di sconforto. Spesso chiedo aiuto al mio angelo di darmi la forza e il coraggio per andare avanti, ma nello stesso tempo quando vedo che le cose non vanno sono molto delusa e mi sento sola … Se lei potesse indicarmi come contattare o per lo meno avere la certezza che anche io ho un angelo a cui mi posso rivolgere, le sarei molto grata … Piera”
Navigando sul Web mi sono imbattuto in questa richiesta rivolta da una lettrice alla titolare di un sito dedicato esclusivamente agli angeli e il cui motto è “Io ho incontrato il mio angelo e ti svelo come puoi farlo anche tu”. Incuriosito ho cliccato la parola “angeli” sulla barra di ricerca della finestra Windows sul Desktop del mio PC e, con molta sorpresa, ho potuto constatare che l’argomento è di grande attualità; per esempio, da un sondaggio effettuato qualche anno fa negli Stati Uniti è risultato che il 76 per cento dei giovani di quel paese dichiara di credere negli angeli. Non solo un crescente numero di persone afferma di credere nell’esistenza degli angeli, ma è in aumento anche il numero di quelli che dicono di essere entrati in qualche modo in contatto con loro. Pubblico di seguito alcuni esempi trovati sul Web.
Un giovane che dice di parlare con gli angeli, afferma: “gli angeli mi parlano in continuazione. Infatti non dormo quasi mai! Eppure non sono mai stanco: mi trasmettono la loro energia”; poi aggiunge “non sono biondi con gli occhi azzurri e non hanno neanche le ali. Gli angeli sono sfere di pura luce. Comunicano con me mentalmente e io traduco quei pensieri in messaggi …”. Poi, alla richiesta di un lettore di descrivere cosa c’è dopo la morte, risponde: “c’è uno splendido mondo di luce, dove vivono gli angeli, gli spiriti e le schiere angeliche. Vorrei che le persone sapessero che non finisce niente: continua tutto in un’altra dimensione. L’ho visto con i miei occhi”.
La signora a cui è stata rivolta la domanda citata all’inizio, che ha anche realizzato per Mediaset un programma sugli angeli, ha scritto nel suo sito Web: “Il mio matrimonio stava attraversando una crisi profonda ed ero molto preoccupata. Non ero più soddisfatta della mia vita. Volevo qualcosa di più importante di una carriera e di un progetto sentimentale: ma cosa? Volevo crescere, cambiare … Non mi ritrovavo più nella vita di sempre e mi sentivo persa guardando al futuro. Ero in ufficio e cercavo di allontanare la pesantezza dei miei pensieri per concentrarmi sul lavoro quando, improvvisamente, apparve sullo schermo del mio computer la parola ANGELO, scritta a caratteri cubitali … Da quel giorno incominciai a leggere tutti i libri sull’argomento e fui molto colpita nello scoprire che gli angeli esistono veramente, che vivono insieme a noi e che, per chiunque lo desideri, è possibile entrare in contatto con queste Creature di Luce … quando voglio l’aiuto del mio angelo per risolvere una difficoltà o comprendere una situazione, gli dò appuntamento nelle ore notturne. E sempre ricevo puntuale la risposta”. Che tipo di risposte riceve la signora? Ascoltate: “Un anno fa, ad esempio, incontrai in una festa sugli angeli un uomo che mi aveva particolarmente affascinato … Come potevo fare per incontrarlo senza sembrare di essere troppo interessata a lui? mi rivolsi al mio angelo e prima di addormentarmi gli chiesi: ‘Se è utile che io incontri A., aiutami a trovare il modo’ e mi addormentai. Durante il sonno ricevetti la risposta: ‘Chiedigli un’intervista’. Rimasi fulminata, illuminata dalla risposta … Mi svegliai euforica: mi sembrava proprio l’idea giusta! Gli scrissi un’email e lui acconsentì. Ci incontrammo la settimana successiva: l’intervista mi permise di raccogliere una storia per il libro, di conoscere il suo cuore e … di fidanzarci subito dopo!”
Ne cito un’altra, letta su un account di Facebook sempre dedicato agli angeli: ha dell’incredibile (non nel senso di sorprendente ma nel senso vero dell’accezione, cioè non credibile) ma la cito ugualmente a testimonianza dell’atteggiamento delle persone nella questione. Una ragazza di 24 anni della Sicilia sud-orientale racconta: “Tutto è iniziato quando avevo 10 anni. Quella sera ero a letto con la febbre alta, mia mamma allarmata chiama la dottoressa che visitandomi nota un piccolo soffietto al cuore e consiglia un ecocardiografia … Dagli accertamenti risulta un fatto inspiegabile: sono affetta dal cosiddetto morbo blu, una malattia mortale che colpisce i bambini appena nati se il buco che c’è nel cuore non si chiude entro 24 ore. A me questo buco non si è chiuso, ma nessuno dei medici riesce a capire come io sia riuscita a sopravvivere per dieci anni senza nessun sintomo di insufficienza respiratoria. Mio padre, che è cardiologo, non fidandosi delle strutture presenti al sud, decide di portarmi a Bergamo, in una delle cliniche private migliori, specializzata proprio per il cuore. L’operazione era andata alla perfezione e fui portata in sala rianimazione. Qui un infermiere, invece di mettere delle proteine per l’alimentazione forzata nella soluzione fisiologica, per sbaglio mette ben quattro dosi di insulina facendomi entrare in coma. Inutili gli sforzi di mio padre e degli altri medici per risvegliarmi. Per 15 giorni non ho più dato segni di vita. Il 15° giorno mio padre, non essendo credente e non potendomi vedere soffrire, decise di staccare la spina. Alle 6 di pomeriggio mio padre stacca i macchinari, ma nota subito qualcosa di strano. Il mio cuore continua a battere anche senza l’ausilio della macchina e dopo un minuto mi sveglio dal coma … La presenza di Dio e degli Angeli io l’ho vissuta durate il coma. Infatti verso il 7° giorno io vidi entrare nella mia stanza un ragazzo biondo, con i capelli ricci vestito di bianco e con una fascia d’oro ai fianchi che mi veniva incontro. Quel ragazzo mi disse di andare con lui a fare una passeggiata e io andai. Ricordo che gli chiesi come si chiamava e mi disse che lui era l’Arcangelo Michele. Uscimmo dalla stanza e attraversammo il corridoio dell’ospedale, alla fine del corridoio c’era una porta, che l’angelo ha aperto … ci ritrovammo in un bellissimo prato fiorito che sembrava senza fine. Ad un certo punto l’Arcangelo mi disse: ‘Segui il sentiero fino alla fine della montagna’ … Cominciai a camminare e a salire verso la montagna … Mi ritrovai sul calvario e, vedendo Gesù con gli occhi chiusi, la testa china, scoppiai in un pianto dirotto …” il racconto continua dicendo che Gesù chiese alla ragazza di aiutarlo a scendere dalla croce, poi scesero insieme dalla montagna per tornare in ospedale. Quindi conclude: “ritornammo in ospedale nella mia stanza. Gesù era seduto accanto al mio letto che mi teneva la mano. Poi mi disse: ‘io sarò sempre qui che ti tengo la mano, anche quando tu non mi potrai più vedere’ … In quel momento mi sono svegliata”. Sull’attendibilità dei fatti narrati vi rimando al commento di un medico, postato a margine del racconto, che trascrivo nella nota (*).
Quanto c’è di vero o di pura fantasia in queste testimonianze? E, in ogni caso, come potrebbero interpretarsi questi supposti incontri con creature, in fondo, invisibili? Dato che l’esistenza degli angeli viene messa da tutti quelli che ci credono in relazione con Dio, per avere la risposta alle mie domande mi sono rivolto alla Parola scritta di Dio. Così ho fatto delle ricerche che hanno dato il seguente risultato.
La Parola di Dio attesta l’esistenza degli angeli
Circa 3.500 anni fa, scrivendo sotto ispirazione divina la storia di Giobbe, Mosè riportò un colloquio che si svolse tra Dio e quel fedele uomo dell’antichità tartassato dalle calamità. Come è scritto, volendo aiutare quel povero uomo a ragionare e per rafforzarlo nella sua fede, Dio disse a Giobbe. “Dov’eri tu quando io fondavo la terra? … quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia?” (Giobbe 38:4,7 – VR). Chi erano quei gioiosi “figli di Dio” che esistevano ancor prima che Dio creasse la terra? Sicuramente non potevano essere creature umane vissute prima sulla terra e poi trasferite, forse dopo la loro morte, in cielo in quanto l’umanità ancora non esisteva. Così viene sfatata questa ipotesi avanzata da alcuni.
Lo stesso racconto di Giobbe fa luce sulla loro identità poiché all’inizio dice: “Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro” (Giobbe 1:6 – VR). Di quest’ultimo la Parola di Dio ci rivela che era una creatura spirituale di straordinaria bellezza e potenza, un “cherubino”, cioè un angelo, a cui era stato affidato un particolare incarico, al quale venne meno. Infatti, riferendosi a lui, il profeta Ezechiele, sotto ispirazione divina, disse: “Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore … fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità” (Ezechiele 28:14,15 – VR). Comprendiamo da questo che quei “figli di Dio”, con i quali Satana si radunò in cielo, erano a loro volta creature spirituali, degli angeli (cfr. Ebrei 1:7,14). Perciò possiamo dire che la Parola di Dio ne attesta l’esistenza, anzi essa dice che in cielo ci sono “miriadi di miriadi”, o milioni di milioni (**), di angeli creati da Dio (Apocalisse 5:11). A sostegno della loro esistenza, nella Parola di Dio gli angeli sono menzionati circa 400 volte.
Vorrei, a questo punto, richiamare la vostra attenzione e ragionare su un pensiero abbastanza comune nel cristianesimo apostata: spesso, quando muore una persona, specialmente un giovane o un bambino, si sente dire che “Dio ha voluto un altro angelo in cielo”; non so se è capitato anche a voi di ascoltare questo pensiero e se anche voi ci credete. Sono molti quelli che credono che le persone dopo la morte vadano a vivere in cielo come persone spirituali o angeli. Ma, come si può notare dalla lettura della sua Parola, Dio ha creato i suoi angeli, ancor prima che la razza umana venisse all’esistenza, affinché questi lo servissero, e ne ha creati tanti, milioni di milioni! Vi sembra logico pensare che tolga agli affetti dei genitori un bambino per farne un altro angelo, lasciando quei poverini nel lutto e nella disperazione?…  Non sarebbe una enorme cattiveria? … che dite? … voi lo fareste mai? … Tale pensiero è certamente di ispirazione satanica e ha il solo scopo di gettare discredito sulla persona di Dio …
La celeste organizzazione di Dio
La Parola di Dio ci fa anche capire che gli angeli sono organizzati in ordine e grado. L’idea che esistano vari livelli di autorità nei cieli è suggerita dalla lettura di Colossesi 1:16, dove si parla delle cose invisibili, cioè “troni, signorie, principati, potestà”. D’altra parte un Dio di ordine non poteva non organizzare in maniera perfetta e funzionale alla sua volontà le creature che gli sono più vicine (cfr. 1Corinzi 14:33,40).
Il primo angelo, sia per potenza che per autorità, è Michele, l’unico chiamato “arcangelo” (cfr. Giuda 9, ***). Egli, infatti, viene anche definito “il gran prìncipe” (Daniele 12:1 – CEI). Da ciò che le Scritture rivelano sappiamo che questo “arcangelo” è la stessa creatura spirituale che Dio inviò sulla terra per riscattare il genere umano dalla schiavitù al peccato e alla morte a cui l’aveva venduto il progenitore Adamo, cioè Gesù (per maggiori particolari vedi il mio post del 30 aprile 2013 – LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – VII, “TU SEI IL CRISTO IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE”). Il termine “arcangelo” significa “angelo capo”, pertanto Michele, o Gesù, è stato messo da Dio a capo di tutti gli altri angeli, per questo il profeta lo indica ancora come il “vostro capo” (Daniele 10:21 – VR) o “il vostro prìncipe” (CEI e Di).
Sotto la sua autorità ci sono schiere di “serafini”, creature angeliche di grado molto elevato in quanto a privilegi e onore, poiché prestano il loro servizio presso il “trono di Dio” (cfr. Isaia 6:1-7). Nella visione profetica vengono sentiti dichiarare “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria”. Si può quindi dedurre che essi abbiano un ruolo nella difesa della persona di Dio stesso: ne proclamano la santità e sono impegnati nel far riconoscere la sua gloria in ogni parte dell’universo, inclusa la terra. Ripetendo in modo enfatico per tre volte questa qualità di Dio essi gli attribuiscono sacralità e purezza in grado superlativo. Questo si riflette sulla relazione che egli ha con le sue creature le quali, per accostarsi a lui ed essere approvate, devono avere una condotta pura e moralmente retta, come è scritto: “Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo” (Levitico 19:2 – CEI). Questo è un obbligo per tutti i veri servitori di Dio e non per alcuni in particolare; i “serafini”, quindi, vigilano sulla condotta del popolo di Dio per salvaguardarne la purezza.
Ma ancor più spesso le Sacre Scrittura menzionano i “cherubini”. Dalla descrizione dei loro compiti e delle loro responsabilità risulta che anch’essi hanno una posizione speciale fra gli angeli. Per la prima volta nelle Scritture sono menzionati dopo che Dio scacciò i ribelli Adamo ed Eva dall’Eden; il racconto dice che Dio “pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita” (Genesi 3:24 – CEI). I nostri progenitori si ribellarono alla sovranità che Dio esercitava in quel luogo dove avrebbero potuto vivere per sempre in una condizione perfetta e felice se avessero ubbidito ai suoi ordini. Dopo il peccato tale privilegio fu loro negato e quei “cherubini” furono messi a guardia di quel luogo per non permettere loro di continuare impuniti a violare il diritto che Dio aveva di governare sulle sue creature. I “cherubini” vengono ancora menzionati al tempo della costruzione dell’Arca che doveva contenere le tavole della Legge che Dio aveva dato a Mosè sul Sinai. Sul coperchio della stessa, infatti, Dio comandò di fissare, alle due estremità, uno di fronte all’altro, con il capo chino e le ali protese in alto a coprire tutta la cassa, due “cherubini” d’oro. Non è, dunque, difficile comprendere il significato simbolico di quelle figure: erano lì a rappresentare il diritto di Dio, quale governante, di legiferare a favore delle sue creature. Infatti, quando diede a Mosè il comando di costruire l’Arca, Dio gli disse: “fra i due cherubini che sono sull’arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d’Israele” (Esodo 25:22 – VR). Appare evidente che il ruolo dei “cherubini” è quello di sostenere e difendere la Sovranità universale del Creatore. È anche significativo il fatto che fu proprio uno di loro, quello che divenne Satana il Diavolo, a sfidare Dio su questo campo! Come impedirono ad Adamo ed Eva di rientrare nel giardino di Eden per mangiare il frutto dell’ “albero della vita”, così questi potenti angeli si mettono contro chiunque sfida la Sovranità del Creatore qui sulla terra e certamente avranno parte attiva tra le schiere angeliche che seguiranno “il gran prìncipe”, Cristo Gesù, contro le potenze politiche della terra, che esercitano il loro potere in contrasto con il dominio divino, durante la prossima guerra di “Armaghedòn” … “la guerra del gran giorno di Dio onnipotente”, cioè al tempo della resa dei conti finale fra Dio e tutti coloro che non riconoscono o si oppongono alla sua Sovranità universale (cfr. Apocalisse 16:14-16; 17:12-14; 19:11-15).
Infine la Parola di Dio parla degli angeli, ma non certo diminuendone l’importanza rispetto alle altre schiere. La parola angelo deriva dall’ebraico malàkh, e dal greco àggelos, che significano letteralmente “messaggero”. Gli angeli, quindi, prestano servizio in qualità di messaggeri, o corrieri, fra Dio e l’uomo. Ad esempio, un angelo fu mandato a trasmettere ad Abramo un messaggio riguardante suo figlio Isacco e la benedizione che sarebbe venuta attraverso lui (cfr. Genesi 22:11,12,15-18). Un angelo fu inviato a parlare con Mosè sul Sinai (cfr. Atti 7:37, 38). Un angelo comunicò a Maria il concepimento di Gesù, un altro angelo informò i pastori della nascita del promesso Messia e ancora un angelo parlò a Giuseppe, il padre adottivo, per trasmettergli le istruzioni di Dio riguardo al bambino (cfr. Luca 1:26-33; 2:8-14; Matteo 2:13).
Nei nostri giorni gli angeli stanno guidando una grande opera di testimonianza mondiale per avvertire le persone riguardo alle cose che accadranno tra breve. Infatti, nella visione apocalittica l’apostolo Giovanni vide un “angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l’evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, tribù, lingua e popolo”; e qual’era questo evangelo, o buona notizia, che proclamava? “Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta” (Apocalisse 14:6,7 – Di). Questa è la stessa opera di cui parlò Gesù quando diede ai suoi fedeli apostoli il “segno della sua venuta e della fine del mondo”: tra le altre cose egli disse che “questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:3,14 – CEI). E Gesù disse anche che gli angeli “alla fine del mondo … separeranno i cattivi dai buoni” (Matteo 13:41,49 – CEI). Pertanto gli angeli, a qualunque schiera appartengono, hanno un compito preciso in questi significativi avvenimenti che rivendicheranno la sovranità di Dio e porteranno al completo adempimento del suo proposito per la terra e l’umanità.
Poi, dal racconto di Giobbe impariamo un’altra cosa: periodicamente gli angeli si radunano in cielo alla presenza di Dio. Questo viene confermato anche da ciò che scrisse l’apostolo Paolo ai cristiani di origine ebraica, allorché disse loro: “vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche” (Ebrei 12:22 – VR). Dal colloquio che si svolse in quella occasione narrata nel libro di Giobbe si comprende anche lo scopo di quelle adunanze celesti: tutti i presenti devono rendere conto a Dio circa dove vanno e cosa fanno, perfino l’angelo ribelle, Satana il Diavolo! (cfr. Giobbe 1:7; 2:2) Pertanto, anche se dotate di forte personalità e libero arbitrio, gli angeli sono sottomessi a Dio e gli rendono conto delle loro azioni. Se dunque queste creature perfette e potenti rendono conto a Dio di ciò che fanno, tanto più noi esseri umani schiavi del peccato e dell’imperfezione dovremmo preoccuparci di rendere conto a Dio di come stiamo usando la nostra vita perché, come è ancora scritto: “Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto” (Ebrei 4:13 – CEI).
Come gli angeli influiscono sulla vita degli uomini
Parlando degli angeli, l’antico re Davide disse: “Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola” (Salmo 102:20 – CEI; 103:20 – VR e Di). Cosa significano queste parole? Che gli angeli sono in primo luogo al servizio di Dio e non degli uomini. Essi seguono la guida di Dio, non le invocazioni o le richieste degli uomini. Nel cristianesimo apostata diversi luoghi sono dedicati al culto degli angeli. Molte persone vanno lì e si inginocchiano per pregare gli angeli e rivolgere loro ogni sorta di richiesta: questa è una forma di falsa adorazione, già diffusa nel primo secolo e condannata dagli apostoli. Nella sua lettera ai cristiani di Colosse l’apostolo Paolo dà proprio questo avvertimento: “Nessuno v’impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale” (Colossesi 2:18 – CEI). Gli angeli fedeli rifuggono da questa pratica: quando, infatti, l’apostolo Giovanni cercò di adorare un angelo, questi lo rimproverò dicendo: “Non farlo! … È Dio che devi adorare” (Apocalisse 19:10; 22:8,9 – CEI). La venerazione della propria persona è invece quello che ha sempre cercato l’angelo che si ribellò divenendo Satana il Diavolo: quando tentò Gesù gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. Prontamente Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto” (Matteo 4:9 – CEI). Questo è anche quello che dovrebbero fare tutti i suoi veri seguaci! (****)

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Abbiamo un angelo custode?
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica riguardo agli angeli c’è scritto: “Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. ‘Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita’ [San Basilio di Cesarea, Adversus Eunomium, 3, 1: PG 29, 656B]. Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 336). Tale postulato esprime ciò che viene comunemente insegnato da questa Chiesa e quello che generalmente credono i suoi fedeli, cioè che, come afferma Eileen Elias Freeman, Direttrice della AngelWatchTM Foundation, un’organizzazione no-profit che serve come un importante centro di documentazione sul tema degli angeli, “dal momento del concepimento a ciascuno essere venga assegnato un angelo che vigila su di lui durante lo sviluppo nel grembo, la nascita, la vita in questo mondo, e infine lo guida oltre i confini di questo mondo alla gloria del cielo”. Questi viene pertanto definito “angelo custode”. Nella Parola di Dio, però, non c’è nessun riferimento diretto a questo insegnamento. Da dove origina, allora? Ralph Linton, uno dei più celebri antropologi americani, e sua moglie Adeline, nel libro The Lore of Birthdays danno questa spiegazione: “I greci credevano che ognuno avesse uno spirito protettore o dèmone che era presente alla sua nascita e vigilava su di lui durante la sua vita. Questo spirito aveva una relazione mistica con il dio nel cui compleanno la persona era nata. Anche i romani accettavano questa idea. Essi chiamavano lo spirito genio. Questa nozione è stata tramandata nel pensiero religioso dell’uomo e si ritrova nell’angelo custode, nella fata buona e nel santo patrono”. Come tanti altri insegnamenti del cristianesimo apostata, anche quello dell’ “angelo custode” sembra che abbia il suo fondamento nella religione e nella filosofia pagana. L’indebita venerazione che la Chiesa Cattolica riserva a questo angelo con la Festa degli Angeli Custodi celebrata ogni 2 ottobre in contrasto con l’insegnamento della Parola di Dio, di sicuro supporta tale dichiarazione!
Comunque, nella lettera inviata ai cristiani di origine ebraica, l’apostolo Paolo parlando ancora degli angeli scrisse: “Essi non sono forse tutti spiriti al servizio di Dio, mandati a servire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza?” (Ebrei 1:14 – VR). Queste parole ci confortano e ci assicurano che Dio impiega tali creature celesti per aiutare gli esseri umani. Finché Satana il Diavolo ha libertà di azione in questo sistema di cose tenterà sempre di sottoporre a dura prova i servitori di Dio per impedire loro di fare la sua volontà. Dio manda i suoi angeli in soccorso dei suoi servitori, proprio come fece con i tre giovani ebrei, Sadrach, Mesach, Abednego, che furono gettati nella fornace ardente per essersi rifiutati di adorare l’immagine d’oro eretta dal re babilonese Nabucodonosor (cfr. Daniele 3:13-28); così come protesse il profeta Daniele, che fu gettato dal re Dario il Medo nella fossa dei leoni perché continuò a pregare il suo Dio nonostante il divieto del re  (cfr. Daniele 4:6-23); così quando liberò l’apostolo Pietro dalla prigione di Erode (cfr. Atti 12:1-11). Poiché è Dio a mandare i suoi angeli è giusto e corretto che le persone preghino Dio e non gli angeli, per chieder aiuto e protezione contro le macchinazioni del Diavolo, come esortano a fare le Scritture: “in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica” (Filippesi 4:6 – Di).
Quindi, alla luce di cosa è scritto nella Parola di verità di Dio, come possiamo considerare le presunte apparizioni degli angeli dichiarate dalle persone come quelle citate all’inizio?
Essa ci insegna che gli angeli fedeli sono al servizio di Dio per adempiere la sua volontà e non per soddisfare i desideri personali degli uomini. Questi, poi, sono impiegati da Dio per proclamare il suo eterno proposito, perciò mai annuncerebbero qualcosa in contrasto con la sua volontà. Inoltre sostengono le alte norme morali stabilite da Dio e vigilano perché tutti coloro che affermano di servire Dio facciano altrettanto. Infine rifuggono da ogni forma di venerazione della loro persona dando gloria a Dio per ogni cosa!
Sinceramente, come si può pensare che gli angeli che “parlano” col giovane al quale dicono che dopo la morte “non finisce niente: continua tutto in un’altra dimensione” dichiarano la verità sapendo che le Scritture insegnano molto chiaramente che dopo la morte non c’è assolutamente nulla e che il proposito di Dio è quello di riportare in vita mediante la risurrezione coloro che si sono addormentati nella morte in un tempo futuro da lui stabilito? (cfr. Ecclesiaste 9:5-9; Giovanni 5:25-29) E come si può conciliare la pretesa della signora di svelare agli altri “come incontrare il proprio angelo”, per chiedere, forse, favori personali, come quello di incontrare una persona che tanto “affascina”, con ciò che è scritto nella Parola di Dio, cioè che “qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà [e non secondo i nostri desideri], egli ci ascolta”? (1Giovanni 5:14 – CEI; cfr. anche Giacomo 4:3). E, volendo pure considerare la sua attendibilità, quanto può esserci di vero nella storia narrata dalla ragazza che dice di aver incontrato durante il coma l’arcangelo Michele, “un ragazzo biondo, con i capelli ricci vestito di bianco” che l’ha portata al Calvario per aiutare Cristo a scendere dalla croce, mentre la Parola di Dio indica che il Cristo e Michele sono la stessa persona e che ora Michele è un Re potente, non uno sbiadito ragazzo, impegnato a combattere contro Satana il Diavolo e le sue orde demoniche per porre fine all’impero politico-finanziario-religioso che questi ha instaurato sulla terra? (cfr. 1Giovanni 5:19; Apocalisse 12:7; 17:12-14)
Ma, forse, vi state chiedendo, come ha fatto già il sottoscritto: se queste non sono opere degli angeli, chi mai possono essere i personaggi invisibili che tante persone dicono di incontrare e parlare con loro? … e perché oggi cresce l’interesse per queste creature? … Credo che sarà molto interessante scoprire ciò che la Parola di Dio ha ancora da dire sull’argomento … …

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(*) – “È una bella storia, molto commovente, ma altrettanto inverosimile. Non è assolutamente vero che la tetralogia di Fallot [il “morbo blu”] vada operata entro le 24 ore dalla nascita. Lo scambio tra proteine e insulina è altrettanto falso, chiunque lavori in ospedale capisce che un errore del genere, visto il diverso aspetto dei due preparati, è impossibile. Quattro dosi cosa vuol dire? Quante unità? Per un coma ipoglicemico non è necessario scomodare l’arcangelo Michele, creatura dolcissima con i suoi riccioli biondi, ma mai altrettanto dolce come una glucosata. E allora cosa vuol fare il cardiologo papà? Staccare la spina? Ma per favore! A parte che nessuno può staccare nessuna spina, i casi in cui questo viene fatto è quando viene accertata la cosiddetta morte cerebrale, accertata da dei rianimatori e non certo dal padre della bambina. Vogliamo parlare dell’eutanasia? Cerchiamo di farlo in maniera corretta e non raccontando favolette commoventi e spudoratamente false. Il papà, cardiologo, in dieci anni non si era mai accorto del soffio? Complimenti, proprio un cardiologo con i fiocchi!!!! Capisco la povera mamma che, per una febbre alta, chiamava la dottoressa. La tetralogia di Fallot che sfugge ad un cardiologo ed è sospettata dalla pediatra? L’insulina scambiata per proteine? Un coma ipoglicemico che dura 15 giorni? Un padre che “stacca la spina” autonomamente? … è davvero molto ma molto difficile credere che questa storia sia vera”.
(**) – Letteralmente una miriade equivale a 10.000. Una miriade di miriadi (10.000 x 10.000) equivale a 100 milioni. Pertanto l’espressione “miriadi di miriadi” indica un numero infinitamente grande o svariati miliardi.
(***) – Nelle religioni del cristianesimo apostata, nonché nell’ebraismo e nell’Islam ci sono idee contrastanti in merito. Secondo la tradizione ebraica ci sono sette arcangeli e sono Gabriele, Geremiel, Michele, Raguel, Raffaele, Sariel e Uriel. I seguaci dell’Islam invece credono nell’esistenza di quattro arcangeli, vale a dire Jibril, Mikal, Izrail e Israfil. Anche i cattolici credono che ci siano quattro arcangeli: Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel. Ma, a parte Michele, la Parola di Dio non menziona nessun altro “arcangelo” o “angelo capo” e tale termine non viene mai usato al plurale. Peraltro la Bibbia indica una sola persona alla quale sono sottoposti tutti gli angeli, Cristo Gesù, cioè Michele. L’apostolo Pietro disse di lui che “è andato in cielo ed è alla destra di Dio, dove gli sono sottoposti angeli, potestà e potenze” (1Pietro 3:22 – Di).
(****) – Anche se in cielo ci sono milioni di creature spirituali, la Bibbia rivela solo i nomi di due di essi: Michele e Gabriele. Di Raffaele si parla solo nei libri apocrifi, tutti gli altri nomi indicati dalle religioni del cristianesimo apostata, dall’ebraismo e dall’Islam appartengono alla tradizione umana. La Parola di Dio rivela che alcuni angeli, quando venne richiesto il loro nome, si rifiutarono di rivelarlo (cfr. Genesi 32:29; Giudici 13:17,18). Essi, umilmente, si rifiutarono di dare indebito onore alle loro persone sapendo che l’adorazione dev’essere rivolta solo a Dio.

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2 risposte a LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XI

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