LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XIV

“SE AVESSI COMPRESO ANCHE TU, IN QUESTO GIORNO, LA VIA DELLA PACE. MA ORMAI È STATA NASCOSTA AI TUOI OCCHI”

Luca 19:42

 

Anteprima
Ha destato grande emozione e  meraviglia su tutti i mass-media nazionali e internazionali e su molti blog l’iniziativa del papa Francesco I di proclamare una giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo. L’avvenimento ha certamente rappresentato qualcosa di spettacolare a cui non poter mancare, come si deduce dall’ipocrita partecipazione di molti personaggi che poi la guerra la decidono e la fanno, come i governanti e i politici della terra che non hanno perso l’occasione di mettersi in bella mostra con la loro partecipazione o con la loro adesione. Ma anche molte persone comuni, che però nutrono sentimenti che spesso scatenano divisioni e guerre, come vedremo nella trattazione di questo argomento, vi hanno partecipato. La sensazione generale è che con questo nuovo papa tiri dell’aria nuova nel mondo che possa portare a significativi cambiamenti di tendenza non solo in campo religioso ma anche nelle relazioni tra i popoli. Non è, comunque, la prima volta che il capo di una delle maggiori istituzioni religiose della terra fa appelli e proclama digiuni a favore della pace nel mondo: prima di Francesco I tutti gli altri papi che l’hanno preceduto in questo difficile ultimo secolo, a far data dall’anno 1914 in poi, quando, secondo le parole dello statista tedesco Konrad Adenauer “la sicurezza e la tranquillità sono scomparse dalla vita degli uomini” (The West Parker, Cleveland, Ohio, 20 gennaio 1966, p. 1), hanno fatto appelli e proclamato giorni di digiuno per la pace nel mondo. Con quale risultato? Da allora il mondo ha visto scoppiare due conflitti mondiali, che da soli hanno causato più di 100 milioni di morti, e centinaia di altri conflitti in ogni parte della terra con i quali sono state uccise altre decine e decine di milioni di persone. Molti di questi conflitti sono scoppiati immediatamente dopo gli appelli papali alla pace. Dio non ha forse ascoltato ed esaudito quelle preghiere? E se così … perché?
Nella Parola di Dio c’è un importante parallelo storico  che dovrebbe indurci a riflettere sulla questione! L’antico popolo di Dio, la nazione di Israele, si trovò spesso a vivere condizioni simili a quelle dei nostri giorni in cui la pace e la sicurezza nazionale era messa in pericolo. Possiamo ricordare, ad esempio, gli anni che precedettero sia la prima distruzione della sua capitale, Gerusalemme, nel 607 a.C. ad opera degli eserciti caldei, con conseguente deportazione dei suoi abitanti e la completa desolazione del paese, sia la sua ancor più disastrosa distruzione del 70 d.C. ad opera degli eserciti romani, con la conseguenze dispersione del popolo ebraico su tutta la terra. In quelle circostanze anche i capi religiosi di quella nazione rivolsero preghiere a Dio e digiunarono per ottenere pace e sicurezza, ma Dio disse loro “quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto”. Perché Dio rispose in questo modo ai loro accorati appelli? Lui stesso lo spiegò dicendo: “Le vostre mani grondano sangue”; e, dopo averli definiti “profeti stolti”, aggiunse “Non avete forse avuto una falsa visione e preannunziato vaticini bugiardi, quando dite: Parola del Signore, mentre io non vi ho parlato? Poiché voi avete detto il falso e avuto visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi” (Isaia 1:15; Ezechiele 13:3-10) … Quali erano i “vaticini bugiardi” che essi pronunciavano? … così è scritto: “ingannano il mio popolo dicendo: Pace! e la pace non c’è” … si, proprio i loro ipocriti appelli alla pace. Le loro mani “grondavano di sangue”  ma continuavano a parlare di pace! … Anche oggi tutta la falsa religione mondiale, incluso il cristianesimo apostata di papa Francesco I, ha le mani che “grondano di sangue” a causa delle tante guerre in cui è stata implicata. Perciò, oggi è giusto chiedersi: avrà successo l’iniziativa di questo nuovo papa che sta letteralmente strabiliando e mandando in visibilio miliardi di persone, perfino tra i non credenti? … Ma, la cosa più importante per chi ha veramente a cuore il pensiero di Dio, alla luce della sua Parola scritta e delle profezie in essa contenute per i nostri giorni, qual è il vero significato di tutti questi appelli alla pace? … …

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Frati francescani combattono durante la guerra civile spagnola

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“SI ALZI FORTE IN TUTTA LA TERRA IL GRIDO DELLA PACE!” Con queste parole ha esordito il 1 settembre u.s. il papa Francesco I nel consueto Angelus domenicale. Egli si riferiva al conflitto in atto in Siria i cui drammatici sviluppi stanno tenendo in apprensione il mondo intero. A conclusione del suo angustiato appello, il papa ha anche indetto per il 7 settembre una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e su tutta la Terra, invitando ad unirsi all’iniziativa non solo i fedeli cattolici ma anche gli appartenenti alle altre religioni. Milioni di persone, anche tra i non credenti, ora guardano a questo nuovo papa con rinnovata fiducia e speranza in cambiamenti che possano migliorare la vita della loro Chiesa e del mondo intero.
Il pontefice della Chiesa Cattolica non è nuovo a tale proposta; prima di Francesco altri papi hanno rivolto simili appelli in presenza di situazioni critiche nelle relazioni tra i popoli che mettevano a rischio la pace e la sicurezza mondiale. Ad esempio, il suo predecessore, papa Benedetto XVI, nel 2006, insieme al patriarca caldeo di Bagdad, Emmanuel III Delly, propose due giorni di preghiera e digiuno, il 3 e 4 aprile, “per chiedere a Dio il dono della pace e della concordia in Iraq e nel mondo intero”. Con quale risultato? Tutt’oggi quella nazione è martoriata da attentati a carattere etnico-religioso derivanti dalla rivalità tra sciiti e sunniti che causano ogni giorno decine e decine di morti tra la popolazione e minaccia la sicurezza di quell’area. Un’altra giornata di digiuno fu indetta il 23 dicembre del 2001 dall’allora papa Giovanni Paolo II durante la quale fece anch’egli un accorato appello al mondo affinché si convertisse alla pace e proclamò la successiva giornata del 24 gennaio 2002 “giornata di preghiera per la pace” alla quale invitò e presero parte rappresentanti di altre religioni, quali ortodossi, anglicani, chiese della Riforma, induisti, religioni tradizionali africane, buddisti, ebrei e musulmani. Con quale risultato? Il 20 marzo 2003 con l’invasione dell’Iraq da parte di una coalizione di 48 paesi, tra cui il nostro, guidata dagli Stati Uniti d’America, scoppiò la seconda guerra del Golfo che terminò solo il 15 dicembre 2011 lasciando sul terreno migliaia e migliaia di morti tra uomini in armi e popolazione civile. Precedentemente, l’8 dicembre 1967, il papa Paolo VI istituì la Giornata mondiale della pace che si celebrò per la prima volta il 1° gennaio 1968; da quell’anno il Pontefice della Chiesa Cattolica, ogni 1° gennaio invia ai capi delle nazioni e ai cosiddetti “uomini di buona volontà” un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace. Con quale risultato? Da allora nuovi focolai di guerra e di violenza si sono accesi nel mondo intero (in Algeria, in Somalia, nel Mali, in Nigeria, in Sudan, nel Darfur, in Libia, in Egitto, in Cecenia, in Jugoslavia, in Libano, in Siria, in Iraq, in Israele, in Turchia, nello Yemen, in Birmania-Myanmar, in Pakistan, in Afghanistan, nel Nepal, nello Sri Lanka, in Colombia, in Equador, solo per citarne alcuni).
Raffaele Crocco, direttore e ideatore del l’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo, nel corso della presentazione della III edizione del libro, nel dicembre del 2012, ha dichiarato: “Contiamo attualmente 35 conflitti nel mondo più 10 situazioni limite, per un totale di 45 aree della Terra in allarme rosso. Dei 193 Paesi membri dell’Onu, uno su cinque è in conflitto … la Terra è in guerra permanente”. Trentacinque zone in guerra, dieci sul punto di esserlo, milioni di morti e milioni di profughi in fuga. Di certo non si prospettano tempi facili nel prossimo futuro … Dio non ha forse ascoltato ed esaudito tutte quelle preghiere? …
Circa 2.000 anni fa, il fondatore del cristianesimo, preso a riferimento dalla maggior parte di quei capi religiosi che oggi invitano a pregare per la pace, in una occasione, rivolgendosi alla città considerata sacra e centro dell’adorazione divina, disse: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi” (Luca 19:42 – CEI). Anche l’antica Gerusalemme stava vivendo giorni di grande tensione per le continue rivolte di gruppi di nazionalisti contro l’invasore romano che mettevano in pericolo la pace e la sicurezza dei suoi abitanti i quali pregavano e digiunavano poiché “aspettavano la liberazione di Gerusalemme” (Luca 2:38 – PdS – cfr. anche Marco 2:18). Quella pericolosa situazione, però, evolse in un tragico epilogo nel 70 d.C. quando la città venne rasa al suolo e tutti i suoi abitanti uccisi o deportati. Dio non aveva ascoltato le suppliche dei suoi “devoti” abitanti? …
È possibile che qualcosa di simile stia accadendo anche oggi e che gli uomini non abbiano compreso qual’è “la via della pace” o che questa sia stata “nascosta ai loro occhi”?
Per trovare la giusta risposta a queste importanti domande e per comprendere il significato di quanto sta accadendo nel mondo sarà bene rivolgersi alla Parola di Dio, perché, come disse Gesù, essa “è verità” (Giovanni 17:17), perciò è l’unico libro che può dare un senso agli avvenimenti della storia, mostrando perché hanno tale corso. Quali sono, dunque, le cause della mancanza di pace indicate nella Parola di Dio? Ecco le più significative.
Perché le guerre? … Causa n. 1: il nazionalismo
La prima causa è la frammentazione della terra in tanti stati sovrani. Ha scritto lo storico inglese Arnold Joseph Toynbee nel suo libro Mankind and Mother Earth (Il racconto dell’uomo –  Garzanti, traduzione dall’inglese di Davide Bigalli): “Fin dall’alba della civiltà, l’istituzione principale dell’uomo è stata rappresentata dagli stati … Si sono avuti sempre numerosi stati … e queste collisioni hanno portato alle guerre, uno dei mali della civiltà … L’attuale insieme globale di stati sovrani locali non è in grado di conservare la pace”. Perché c’è tale frammentazione? Nel libro biblico di Deuteronomio, capitolo 10, verso 14, leggiamo questa fondamentale verità: “Ecco, al Signore tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e quanto essa contiene” (CEI). Dio è dunque il legittimo proprietario dei cieli e della terra poiché, come indicato nel racconto della Genesi, egli ne è il Creatore (cfr. Genesi 1:1). Quando poi fu creato l’uomo, lo stesso racconto dice: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Genesi 2:15 – CEI). Con questo atto Dio non trasferì all’uomo la proprietà della terra ma glie l’affidò perché ne avesse cura e ne facesse una dimora felice per se e la sua progenie (cfr. Genesi 1:28). Infatti, più di duemilanovecento anni dopo la creazione dell’uomo, il salmista Davide ribadì: “Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti” (Salmo 24:1 – VR e Di; 23:1 – CEI). Quindi è chiaro che Dio resta il proprietario della terra e all’uomo ne ha solo affidato la gestione e la cura, proprio come a un agricoltore affittuario viene affidato l’incarico di aver cura di un certo appezzamento. Appropriatamente, poi, gli scrittori biblici chiamano Dio “Signore” in quanto egli è anche il Sovrano dell’intero universo, inclusa la terra, al quale spetta il diritto di stabilire norme e princìpi per regolare la vita su di essa. All’inizio della storia umana tutto funzionava alla perfezione, poiché l’uomo era cosciente del suo ruolo e si sottometteva di buon grado alla volontà e alla norma divina; il racconto di Genesi, infatti, dice che “tutto era molto buono” (Genesi 1:31). Col tempo però l’uomo non riconobbe più nessun obbligo nei confronti del suo Signore e la proprietà e la sovranità della terra divenne parte di una contesa. Dapprima tra l’uomo e il Creatore stesso, allorché le prime due creature umane si rifiutarono di ubbidire al comando di Dio di non mangiare un certo prodotto della terra sottraendosi di fatto al dominio divino (cfr. Genesi 2:16,17; 3:6). Poi gli uomini iniziarono a rivendicare diritti di proprietà dividendo la terra in vari territori, stabilendo confini e sovranità nazionali. Quindi, mossi dall’avidità, iniziarono anche a combattere tra loro per la conquista politica di questi territori e per il loro sfruttamento economico. Tutt’oggi molte guerre vengono scatenate per difendere gli egoistici interessi nazionali, politici ed economici dei popoli. Ecco come la Parola di Dio descrive questi processi: “Da dove vengono le lotte e i contrasti che ci sono tra di voi? Vengono dalle passioni che continuamente si agitano e combattono dentro di voi. Voi desiderate qualcosa, e se non potete averla, allora siete pronti a uccidere. Voi avete voglia di qualcosa, e se non riuscite a ottenerla, allora vi mettete a lottare e a far guerra. In realtà, voi non ottenete ciò che desiderate, perché non sapete chiederlo a Dio. E se anche chiedete, voi non ricevete niente perché le vostre intenzioni sono cattive: volete sprecare tutto nei vostri piaceri” (Giacomo 4:1 -3, PdS).
Perché le guerre? … Causa n. 2: il pregiudizio razziale o etnico
Una seconda causa di lotte e di guerre è data dall’ignoranza o dalla errata interpretazione della varietà stabilita da Dio nel creare la specie umana. L’intera creazione è caratterizzata da varietà: c’è nel mondo vegetale e nel mondo animale. Essa dipende delle caratteristiche che si sono prodotte nel corso del tempo per il numero quasi illimitato di combinazioni possibili all’interno delle varie specie; la scienza, infatti, ha dimostrato che tale varietà dipende esclusivamente da fattori genetici ereditari. Fu il Creatore a dare agli organismi viventi un potenziale di varietà perché essa provvedesse un incessante stimolo per la delizia dei sensi e per rendere più piena la vita. Pensiamo un attimo se Dio avesse creato un solo tipo di pianta o un solo tipo di frutta cosa sarebbe successo dopo qualche tempo … La varietà, quindi, serve a dare un senso e vivacità alla vita, come è scritto: “così che l’uomo non valga a scoprire l’opera che Dio ha fatto dal principio alla fine” (Ecclesiaste 3:11 – Ri). Le varietà sviluppatesi nella specie umana, come il colore della pelle, quello dei capelli, la forma degli occhi o altre caratteristiche somatiche, insieme al modello culturale che ciascun gruppo etnico o razziale ha poi prodotto, hanno lo stesso scopo, come ha affermato il noto genetista Theodosius Dobzhansky nel suo libro Genetic Diversity and Human Equality: “La diversità genetica è una benedizione, non una maledizione. Qualsiasi società … ha una moltitudine di diverse vocazioni e chiamate da soddisfare”. Ma, mentre la Parola di Dio, d’accordo con la scienza, insegna che tutti gli uomini, a qualsiasi razza o etnia appartengano, hanno una comune origine, perché Dio “creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra” (Atti 17:26 – CEI), che “Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto” (Atti 10;34,35 – CEI), e che, perciò, gli uomini devono considerarsi “tutti fratelli” (Matteo 23:8), l’uomo ha congegnato una “ideologia che, in base a un’arbitraria gerarchia tra le popolazioni umane, attribuisce superiori qualità biologiche e culturali a una razza” (Razzismo – Dizionario Zingarelli, 2007). Questa ideologia ha causato un danno enorme poiché i sentimenti di superiorità razziale hanno fornito una giustificazione alla conquista coloniale delle terre e alla schiavitù di individui considerati ‘inferiori’ ed è stata presa spesso a pretesto per giustificare le disuguaglianze sociali, economiche e politiche. Ha prodotto azioni aberranti come lo sterminio degli ebrei e di altre minoranze etniche in Europa ad opera del nazismo e del fascismo o la segregazione razziale dall’altra parte dell’Atlantico, nel cosiddetto Nuovo Mondo, e in Africa. Tutt’oggi il pregiudizio razziale è una delle forze più divisive che piagano la società umana ed è causa di conflitti sociali che spesso sfociano in atti di violenza, come dimostra la pulizia etnica serba e croata nei Balcani o il genocidio attuato fra gli Hutu e i Tutsi in Ruanda. Molte persone benpensanti tutt’oggi nutrono pregiudizi razziali, anche nella nostra “cristianissima” nazione, e buona parte di queste si trovano anche tra quelli che, ipocritamente, hanno pregato contro la guerra insieme al papa il 7 settembre scorso!

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Giampietro Costa – Schiavismo
Il 12 aprile 1861 con l’attacco dell’esercito sudista a Fort Sumter scoppiò la guerra civile americana che insanguinò la nazione per i successivi quattro anni lasciando sul terreno circa 600.000 morti. Tra le ragioni principali di quel conflitto ci fu la questione della schiavitù che contrappose gli interessi economici degli Stati del Sud che traevano un enorme vantaggio dal lavoro degli schiavi e i sentimenti antischiavisti degli Stati del Nord che ritenevano la schiavitù incompatibile con i valori libertari americani che avevano le loro radici nella Dichiarazione d’Indipendenza. La tratta o il commercio degli schiavi ha piagato la storia umana per molti secoli durante i quali circa 15.000.000 di abitanti del continente africano vennero fatti prigionieri, deportati nelle Americhe e venduti come schiavi, senza alcuna pietà: le mogli vennero separate dai loro mariti e i figli dai loro genitori per non rivedersi mai più. Molti persero la vita durante la traversata in mare effettuata in condizioni disumane. Le chiese del cristianesimo apostata furono le prime a giustificare quel vergognoso commercio con le loro  menzogne dottrinali.
A dare inizio alla tacitazione delle coscienze fu il papa Niccolò V che l’8 gennaio del 1455 emanò una bolla denominata  “Romanus Pontifex” con la quale autorizzò il Re portoghese Alfonso V a “invadere, ricercare, catturare, conquistare, soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro regni e ducati, principati, signorie, possedimenti e qualsiasi bene, mobile e immobile, che sia di loro proprietà e di gettarli in schiavitù perpetua e di occupare, appropriarsi e volgere ad uso e profitto proprio, signorie, possedimenti e beni”.
I protestanti non furono da meno nel fornire elementi giustificativi alla tratta degli schiavi. Prendendo a pretesto la maledizione pronunciata da Noè contro Cam riportata in Genesi capitolo 9 insegnarono che i negri erano una razza maledetta e inferiore a quella bianca. Un commentario biblico pubblicato nel 1871 da Robert Jamieson, Andrew Robert Fausset e David Brown, ministri evangelici affermava infatti: “Maledetto sia Canaan [Genesi 9:25]: questa condanna si è adempiuta con … la schiavitù degli Africani, discendenti di Cam” (Commentary, Critical and Explanatory, on the Whole Bible). Tale pensiero fu elaborato ancor prima da tale Ambrosiastro, un anonimo vescovo vissuto nel IV secolo, autore di un commentario sulle lettere paoline, che per lungo tempo è stato attribuito ad Ambrogio da Milano, “Dottore” della Chiesa Cattolica, il quale affermò “Per la sua stoltezza Cam, che derise stoltamente la nudità di suo padre, fu dichiarato schiavo”. Lo scrittore John Francis Maxwell nel suo libro Slavery and the Catholic Church scrive: “Questo disastroso esempio di esegesi fondamentalista fu seguito per 1.400 anni e portò alla diffusa idea che i negri africani fossero maledetti da Dio”. Tale falso insegnamento  fu sostenuto dalla Chiesa Cattolica fino alla fine del XIX secolo quando, nel 1873, il papa Pio IX attribuì un’indulgenza alla preghiera per gli “sventurati Etiopi dell’Africa Centrale affinché l’onnipotente Dio tolga finalmente la maledizione di Cam dai loro cuori”.
Nel XX secolo la Chiesa Riformata Olandese, di matrice calvinista, sfruttò la falsa dottrina della predestinazione per giustificare la discriminazione razziale in Sudafrica. A proposito della politica governativa di supremazia dei bianchi, Nelson Mandela, primo presidente nero del Sudafrica, ha scritto nella sua autobiografia: “Tale politica era supportata dalla Chiesa riformata olandese, che forniva all’apartheid la giustificazione religiosa sostenendo che gli afrikaner erano il popolo eletto da Dio e che i neri erano una razza inferiore. Nella visione del mondo degli afrikaner, la Chiesa e l’apartheid andavano d’amore e d’accordo” (Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà – Traduzione di E. Dornetti, Feltrinelli, 1996).
Perché le guerre? … Causa n. 3: la falsa religione
Una terza causa di lotte e guerre è la falsa religione o un falso modo di adorare Dio, incluso un cristianesimo apostata. Il concetto comunemente accettato di religione è che essa consiste nella relazione dell’uomo con Dio. La Parola di Dio ci rivela che fin dall’origine il Creatore ha stabilito un rapporto con le sue creature umane. Sempre nel libro di Genesi leggiamo che Dio parlava direttamente con la prima coppia da lui creata dando all’uomo e alla donna precise disposizioni, dicendo loro cosa era giusto e cosa era sbagliato per regolare la propria vita e per continuare ad avere con lui una corretta relazione (da cui il termine “religione”, dal latino religio che significa “legare”) – cfr. Genesi 1:28,29; 2:15-17,24. Ubbidendo a tali disposizioni essi dimostravano non solo di avere rispetto per il proprio Creatore ma anche che si sottomettevano al loro Signore. Questo, infatti, è il significato che la Parola di Dio dà all’adorazione. Il termine ebraico che usa per rendere l’idea è ʽavàdh e significa fondamentalmente “servire”. Per adorare o “servire” Dio le sue creature avrebbero dovuto ubbidire a tutti i suoi comandi e fare la sua volontà. Questo fu reso particolarmente chiaro, ad esempio, quando Dio scelse l’antica nazione di Israele come suo popolo. A quella gente disse: “io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica” (Deuteronomio 30:16 – CEI). Pertanto, quando Dio creò l’uomo e la donna sulla terra c’era una sola religione poiché i due adoravano o si sottomettevano all’unico Signore. Quando però quella prima coppia umana si ribellò, stabilì una nuova religione perché smise di sottomettersi al proprio Creatore per dare retta a un’altra persona, una creatura spirituale che desiderò per se l’adorazione che l’uomo e la donna rendevano a Dio. Per indurre i due esseri umani a cambiare il loro modo di adorare  questa disse loro una menzogna, per questo la Parola di Dio lo chiama “il padre della menzogna” perché  “fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui” (Giovanni 8:44 – VR; cfr. Genesi 3:1-5). Dopo la prima menzogna quella malvagia creatura continuò a dirne altre inculcandole gradualmente nella mente della gente servendosi di uomini dalla sua stessa disposizione mentale, egoista e bugiarda. Quando Gesù pronunciò le parole sopra citate evidenziò proprio questo aspetto della falsa religione dicendo ai suoi interlocutori: “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro”. A chi stava parlando? Ai capi religiosi ebrei che pure affermavano di “adorare” o “servire” Dio, ma Gesù disse che essi lo facevano “con le labbra” e non con il cuore, perché insegnavano “dottrine che sono precetti d’uomini” avendo così “annullato la parola di Dio a motivo della … tradizione” e perciò “invano rendevano il loro culto” (Matteo 15:6-9, VR). Quelle persone, sotto ispirazione satanica, avevano creato una “tradizione” fatta di dottrine e pratiche religiose inventate a loro uso e consumo e che nulla avevano a che fare con la verità esposta nella Parola di Dio. Dopo la fine del sistema di cose giudaico e con l’avvento del cristianesimo Satana fece la stessa operazione e servendosi di uomini ipocriti ed egoisti cercò di soffocare la verità biblica (vedi il mio post precedente: LA TUA PAOLA E’ VERITA’ – XIII parte del 30 agosto 2013). Le menzogne dottrinali della tradizione umana hanno ulteriormente diviso il genere umano spingendo gli uomini a combattere tra loro per affermare ciascuno la propria “verità”, causando le più grandi guerre e i più grandi spargimenti di sangue della storia dell’uomo! Basta ricordare le Crociate che hanno visto combattere i cosiddetti “cristiani” contro i musulmani dall’XI al XIII secolo; le vittime sono state stimate in circa 20 milioni. Oppure le guerre tra cattolici e luterani che infiammarono il Sacro Romano Impero nel XVI secolo. O il conflitto religioso detto “degli ottant’anni” che scoppiò nei Paesi Bassi tra cattolici e calvinisti. O la guerra “dei trent’anni” scoppiata nel XVII secolo tra cattolici e protestanti che devastò il territorio europeo dalla Francia fino alla Svezia riducendo del 30% la popolazione di quella regione. O la guerra civile che fu scatenata in territorio inglese tra Inghilterra, Scozia e Irlanda da opposte fazioni cattoliche e protestanti, che è durata fino ai nostri giorni. Un’altra colpa della falsa religione si manifestò chiaramente quando i capi religiosi del tempo di Cristo dovettero scegliere con chi schierarsi, se con i guerrafondai governanti umani o con  il Messia, il promesso “Principe della pace” inviato da Dio, colui che avrebbe garantito “pace senza fine … il diritto e la giustizia … per sempre”. Essi dissero al governatore romano Pilato: “Noi non abbiamo altro re che Cesare” (Isaia 9:6,7; Giovanni 19:15 – VR). E indussero anche il resto degli israeliti a seguirli nella loro scellerata condotta “nascondendo” loro “la via della pace”. Quando Gesù fu tentato dal Diavolo, all’inizio del suo ministero terreno, e questi gli offrì “tutti i regni del mondo e la loro gloria”, gli disse chiaramente: “Vattene Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”” (Matteo 4:9,10 – Di). In seguito i suoi discepoli resero chiaro che “chi vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). Confidare nei governi umani che appartengono tutti a Satana il Diavolo, come egli stesso disse a Gesù, e sostenerli è dunque un’altra caratteristica della falsa religione o di un falso modo di adorare Dio che provoca divisione e conflitti tra gli uomini. Questo è testimoniato, ad esempio, da ciò che è accaduto durante  le ultime due guerre mondiali che hanno causato complessivamente 100 milioni di morti tra soldati e civili; esse sono state combattute da nazioni cosiddette “cristiane” ed è successo che cattolici hanno ucciso i loro “fratelli” in fede e i “protestanti” hanno fatto altrettanto solo perché erano su due fronti opposti, ed entrambi l’hanno fatto nel nome dello stesso Dio! Le guerre che stanno attualmente insanguinando il Medio Oriente hanno ugualmente una matrice religiosa contrapponendo “cristiani”, ebrei e musulmani. Per questo motivo quando la Parola di Dio parla della falsa religione, incluso il falso cristianesimo di questi guerrafondai, dopo averla paragonata ad una prostituta spirituale per la sua alleanza con i governi satanici, dice che “in lei è stato trovato il sangue … di tutti quelli che sono stati uccisi sulla terra” (Apocalisse 18:24 – VR). Si comprende, quindi, che appellarsi ai governi umani per portare la pace nel mondo significa non aver compreso “la via della pace” e “nasconderla agli occhi” delle persone.

IN LEI È STATO TROVATO IL SANGUE … DI TUTTI QUELLI CHE SONO STATI UCCISI SULLA TERRA

Peremita

Francesco Hayez, 1828 – Pietro l’eremita predica la crociata
Le crociate indette dalla Chiesa Cattolica hanno ucciso circa 20 milioni di persone

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Preti armati nella Plaza de Toros di Siviglia durante la guerra civile che insanguinò la Spagna dal 1936 al 1939 causando circa 300.000 vittime

INGANNANO IL MIO POPOLO DICENDO: PACE! E LA PACE NON C’È

Mentre pregano e digiunano per la pace benedicono le armi

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Il cardinale polacco Józef Glemp durante il suo ultimo viaggio diplomatico in Russia, visita una caserma militare e imbraccia questa arma d’assalto, il nuovo fucile Dragunov SVD chiamato simpaticamente negli ambienti militari russi “balalaika”

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Ministri religiosi scherzano con le armi nella cattolicissima nazione filippina
Ci sarà mai pace sulla terra?
L’offerta del Diavolo a Gesù dimostra che i governanti umani non porteranno mai la pace perché essi sono strumenti satanici di guerra e di morte. La Parola di Dio dice chiaramente che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1Giovanni 5:19 – VR). Di questo perfido personaggio Cristo disse chiaramente: “egli è stato omicida fin da principio” (Giovanni 8:44). Inoltre Dio ci fa sapere che “la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23 – VR); ciò significa che l’uomo non ha la capacità di autogovernarsi perciò “l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno” (Ecclesiaste 8:9 – CEI). Pertanto l’appello papale menzionato all’inizio, come tutti gli appelli dei suoi predecessori, non avrà alcun successo ed è fuorviante perché nasconde “la via della pace” agli occhi delle persone devote. Qual è questa via?
L’antico scrittore biblico, il profeta Isaia, già 2.700 anni fa la indicò scrivendo: “Egli [il Signore Dio] giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro, e le loro lance, in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra” (Isaia 2:4 – VR). Queste parole gli uomini le hanno scritte su una parete del palazzo dell’ONU a New York ma in effetti non ci credono perché le pronunciano ipocritamente “con le labbra” ma “il loro cuore è lontano” da Dio. Continuano a cercare una soluzione umana ai loro conflitti mentre la Sacra Scrittura dice che  solo Dio “farà cessare le guerre sino ai confini della terra” (Salmo 145:10 – CEI; 146:9 – VR e Di). In che modo?
Egli ha stabilito un “Principe di pace” che “è destinato ad ampliare il dominio e ad instaurare pace senza fine … sul suo regno, a fondarlo e a stabilirlo sulla giustizia e sulle opere di equità, da ora fino in eterno” (Isaia 9:5,6 – Na). Questo “Principe di pace” è il figlio di Dio, Gesù, nelle cui mani il Padre ha messo il potere di rivendicare il suo dominio sull’intero universo, inclusa la terra. Il profeta Daniele, infatti, ha scritto: “il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre” (Daniele 2:44 – CEI).
La profezia e la cronologia biblica mostrano che il processo che porrà fine alle guerre e porterà vera pace è già iniziato. Dall’anno 1914, infatti, Cristo Gesù ha ricevuto pieni poteri come Re e da allora ha promosso la più grande campagna educativa nella storia dell’umanità per indicare al genere umano qual è l’unica, vera “via della pace” (vedi i miei post UNA STORIA FINITA – XXIII e XXIV parte, del 3 settembre e 1 ottobre 2011). Oggi, infatti, si stanno adempiendo le parole che Gesù stesso profetizzò 2.000 anni fa: “questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14 – CEI). Grazie a questa testimonianza milioni di persone in tutta la terra hanno smesso di confidare nei governi umani per la pace e si sono schierate dalla parte del Regno di Dio e lo annunciano pubblicamente. Ne avete incontrato qualcuna? … Vi siete soffermati ad ascoltare il loro messaggio del Regno? … Completata quest’opera di testimonianza nel tempo stabilito da Dio, che non è molto lungo poiché viene paragonato ad una “generazione” (cfr. Matteo 24:34), Cristo Gesù, il Re da lui designato, farà ciò che è stato profetizzato: eliminerà tutti i governi umani di ispirazione satanica fomentatori di divisioni e guerre e porterà finalmente su tutta la terra una pace duratura, insieme a diritto e giustizia! … Non pensate che questa è veramente una “buona notizia”? …
Qual è il vero significato degli appelli alla pace dei capi della falsa religione?
Nel VII secolo a.C. i profeti Geremia ed Ezechiele furono impiegati da Dio per annunciare i suoi messaggi di giudizio contro Gerusalemme e i suoi abitanti che si erano allontanati dalla vera adorazione seguendo i loro eminenti e influenti capi religiosi che Dio definì “profeti stolti, che seguono il loro spirito … sciacalli fra le macerie”. Perché? Come disse Dio stesso: “ingannano il mio popolo dicendo: Pace! e la pace non c’è” (Ezechiele 13:3-10, CEI; cfr. anche Geremia 6:14). Nel 607 a.C. gli abitanti di quella città pagarono con la vita o con l’esilio il prezzo di quell’inganno allorché l’esercito caldeo, dopo aver raso al suolo la città, deportò i suoi abitanti in schiavitù a Babilonia.
Come quegli antichi “profeti stolti”, la maggioranza degli odierni capi religiosi “ingannano” i fedeli inducendoli a sperare nella soluzione umana per la pace e la sicurezza nel mondo anziché avvertirli che sta per venire il giorno del giudizio di Dio contro il sistema di cose politico, economico e religioso che Satana il Diavolo ha instaurato sulla terra. Invitano le persone a digiunare e a pregare perché i capi politici si mettano d’accordo per portare la pace anziché aspettare che il “Principe di pace”, Cristo Gesù entri in azione. Per questo motivo le loro preghiere rimangono inascoltate, proprio come accadde al tempo dei profeti summenzionati, quando Dio disse a quegli ipocriti capi religiosi e agli abitanti di Gerusalemme che professavano di adorarlo: “quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. Le vostre mani grondano sangue” (Isaia 1:15 – CEI).
Più ansiosi di piacere agli uomini che a Dio, i capi della falsa religione dicono ai loro parrocchiani ciò che questi desiderano sentire, invece di spiegare loro che il Regno di Dio è stato stabilito e che presto il Re messianico spazzerà via dalla terra tutti i governi umani. Infatti, come scrisse l’apostolo Paolo, oggi la stragrande maggioranza delle persone sull’onda dell’emotività ama “farsi solleticare le orecchie” dalle parole melliflue e santocchiane dei loro capi religiosi, perché? … essi “non sopportano più la sana dottrina … secondo i loro capricci … stornano l’udito dalla verità per volgersi alle favole” (2Timoteo 4:3,4 – NT Interlineare, Ed. S. Paolo). Sono tutte impegnate a soddisfare “i loro capricci”, cioè nelle faccende di vita quotidiana e non hanno né il tempo né la volontà di esaminare “la sana dottrina”, cioè gli avvertimenti divini contenuti nella sua Parola profetica (cfr. Matteo 24:38,39). 
Ma questi ipocriti appelli alla pace hanno un significato ancora più tragico! Preludono al prossimo scontro tra Cristo Gesù e le sue forze angeliche con tutti gli elementi, religiosi, politici, economici e militari, che compongono il mondo di Satana sulla terra. Leggiamo, infatti, nella prima lettera paolina ai cristiani dell’antica Tessalonica: “quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà” (1Tessalonicesi 5:3 CEI). In cosa consiste questo grido non è indicato: si riferisce a un avvenimento particolare o a una serie di avvenimenti? Per ora non ci è dato di sapere, ma è certo che non sarà altro che l’ennesima menzogna ispirata dai demoni; ciò su cui possiamo riflettere, però, è la similitudine che l’ispirato apostolo fa: “d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta”. Come è noto, nell’arco di circa nove mesi una donna incinta diviene sempre più consapevole del bambino che ha in grembo attraverso dei segnali – ad esempio può udire il battito del suo cuore, avvertirne i movimenti o sentirlo scalciare – segnali che si intensificano man mano che si avvicina il momento del parto finché un giorno iniziano le doglie, cioè avverte dei dolori che diventano sempre più acuti ad indicare che è arrivato il momento della nascita. Allo stesso modo tutti i ripetuti appelli alla pace che vengono fatti dai capi della falsa religione e del cristianesimo apostata sono segnali che preludono al momento in cui Cristo Gesù interverrà negli affari umani. Sarà certamente un evento improvviso, doloroso, ma in definitiva benedetto: la distruzione del sistema mondiale di Satana basato sull’inganno e sulla menzogna e l’inizio di un nuovo sistema mondiale basato sul diritto e sulla giustizia (cfr. Isaia 9:6,7). Allora, e solo allora, la scena mondiale non sarà più rovinata dalla guerra.
Conoscere in anticipo tutte queste cose ci è utile per non restare vittime dell’inganno, per non essere sviati dalla propaganda di un clero che ha ampiamente mostrato nel corso della storia da quale parte sta nella contesa della proprietà e della sovranità della terra. Il sistema politico che esso appoggia e al quale si rivolge non riuscirà mai a trovare soluzioni efficaci per portare la pace e la sicurezza sul nostro pianeta. Ma neanche resterà in piedi indefinitamente perché, come è scritto: “il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1Giovanni 2:17 – CEI).

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Una risposta a LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XIV

  1. melodiestonate ha detto:

    bellissimo il tuo blog,molto interessante……..Sara

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