LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XXV

“IL MIO REGNO NON APPARTIENE A QUESTO MONDO”

Giovanni 18:36

Anteprima
Nei giorni scorsi i mass-media di tutto il mondo hanno dato risalto alla visita del papa della Chiesa Cattolica, Francesco, nella terra che 2.000 anni fa fu teatro della venuta del Figlio di Dio come uomo. In quel tempo, era la primavera del 33 A.D., Cristo Gesù venne beffeggiato, fustigato e condannato a morte come un malfattore dalle autorità politiche e religiose che governavano il paese. Perché? … Tre anni e mezzo prima, nell’autunno del 29 A.D., Gesù era stato “unto” o nominato da Dio stesso Re del Regno di Dio (cfr. Giovanni 1:49). Questo fu considerato un affronto da parte delle autorità religiose del tempo, che pure affermavano di adorare quello stesso Dio, le quali dichiararono “Noi non abbiamo altro re che Cesare” (cfr. Luca 23:2; Giovanni 19:15). Gesù fu messo a morte con l’accusa di essersi proclamato re dei giudei sebbene avesse detto chiaramente “Il mio regno non appartiene a questo mondo” (Giovanni 18:36 – TILC). Pur essendo stato incaricato come re, Gesù non esercita il suo dominio attraverso istituzioni umane perché tutte queste sono sotto il dominio di Satana il Diavolo, che Gesù stesso definì “il principe di questo mondo” o “il governante di questo mondo” (cfr. Giovanni 12:31; 14:30; 16:11).
Oggi il papa, che si presenta con la pretesa di essere vicario Cristo, è stato accolto con tutti gli onori dalle attuali autorità politiche e religiose del paese. Una differenza molto significativa rispetto a come fu accolto Cristo! Come gli antichi capi religiosi egli ha invitato i governanti di quella terra a mettersi d’accordo, non per sottomettersi al Regno di Dio, ma per stabilire le proprie sovranità nazionali. Nella Siria dilaniata dalla guerra ha detto che “la soluzione può avvenire unicamente dal dialogo e dalla moderazione … dalla ricerca di una soluzione politica e dal senso di responsabilità verso i fratelli”. Poi ha invitato i contendenti ad incontrarsi presso il Vaticano a Roma per cercare la pace e la sicurezza, dimenticando che la Parola di Dio afferma che la pace, non solo per quella terra ma per tutta l’umanità, sarà resa possibile solo sotto il Regno di Cristo, il vero “Principe della pace” (cfr. Isaia 9:5,6). Perciò le sue preghiere per la pace, come quelle che tutti i capi religiosi del mondo periodicamente rivolgono a Dio, rimangono inascoltate, come la storia ampiamente dimostra (cfr. Isaia 1:15).
Perché tutti i tentativi dei governi umani di portare pace e sicurezza falliscono? E quale significato si può dare ai viaggi papali e ai continui appelli dei capi religiosi in tal senso? ….

001

Al tempo di questi re, il Dio del cielo susciterà un regno che non sarà mai distrutto e non cederà mai il dominio a un’altra nazione. Questo regno durerà per sempre, dopo aver distrutto tutti i regni precedenti e aver messo fine alla loro esistenza” (Daniele 2:44 – TILC).
Ecco un re regnerà secondo giustizia e i principi governeranno secondo il diritto … grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine” (Isaia 32:1; 9:6 – CEI)

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Era un uomo profondamente religioso e un idealista. Il suo sogno era quello di portare la pace all’umanità. Nel 1913 venne eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, la nazione che dominava la scena politica mondiale; aveva dunque a disposizione i mezzi per poter realizzare il suo sogno ma, appena due anni dopo essere stato eletto, accaddero cose che sfuggirono al suo controllo. Il 7 maggio 1915 un sottomarino tedesco affondò il transatlantico Lusitania, provocando nel disastro la morte di 128 cittadini americani. Il Presidente Thomas Woodrow Wilson, comunque, resistette a tutte le pressioni che gli vennero fatte e si rifiutò di dichiarare guerra alla Germania. Per questo motivo nel 1916 venne rieletto alla carica presidenziale con lo slogan: “Ci ha tenuti lontano dalla guerra”. Ma l’anno seguente, il 1 febbraio 1917 i tedeschi annunciarono che tutte le imbarcazioni, sia belligeranti che neutrali, dirette verso i porti delle nazioni nemiche in guerra sarebbero state fatte bersaglio dei loro sottomarini. Ciò voleva dire che le navi americane non sarebbero più state al sicuro in alto mare. Questo non lasciò alternative al Presidente Wilson che, seppur con riluttanza, dichiarò guerra alla Germania. Parlando al Congresso disse che gli Stati Uniti avrebbero combattuto “per la pace perpetua del mondo e per la liberazione dei popoli”. Pronunciò poi la celebre frase: “Il mondo dev’essere reso sicuro per la democrazia”. Il 6 aprile 1917 il Congresso approvò la sua decisione e gli Stati Uniti entrarono nella più terribile e disastrosa guerra fino ad allora mai combattuta: circa 10.000.000 di soldati di ambo le parti belligeranti persero la vita; a questi vanno aggiunti circa 1.000.000 di vittime civili e circa 25.000.000 di feriti. A detta degli storici e dei più grandi uomini politici del tempo, quella guerra segnò una svolta storica negli affari mondiali (cfr. il mio post del 1 ottobre 2011 – UNA STORIA FINITA – XXIV parte).
Il Presidente Wilson però non rinunciò mai alle sue speranze di pace continuando a mediare tra le opposte fazioni perché deponessero le armi e avviassero trattative per la pace. Per questo suo intenso sforzo nel 1919 gli venne assegnato il Premio Nobel per la pace. L’8 gennaio 1918 davanti al Senato degli Stati Uniti tenne un famoso discorso con il quale avanzò la proposta di una Lega delle Nazioni, cioè di una organizzazione internazionale che doveva garantire l’ordine mondiale. La sua proposta fu portata alla Conferenza di pace di Parigi del 1919-1920 che pose ufficialmente fine alla I Guerra Mondiale e il 28 giugno 1919 quarantaquattro Stati firmarono a Versailles un trattato che sancì la nascita della Società delle Nazioni (o Lega delle Nazioni), una organizzazione intergovernativa con lo scopo di arbitrare i conflitti tra le nazioni prima che si arrivasse alla guerra nonché di accrescere il benessere a la qualità della vita degli uomini. Tale organizzazione operò nei successivi venti anni tra alcuni successi diplomatici ma anche con notevoli fallimenti che culminarono con lo scoppio della II Guerra Mondiale nel 1939. Per questo motivo alla fine della guerra fu soppressa e sostituita, il 24 ottobre 1945, con l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) il cui scopo, a norma del suo Statuto, sarebbe stato quello di: “mantenere la pace e la sicurezza internazionale; promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare a una rottura della pace; sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni … promuovere la cooperazione economica e sociale; promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti gli individui; promuovere il disarmo …”.
Tutto questo adempì e fece luce su una delle più sorprendenti profezie bibliche, quella descritta nel libro di Apocalisse, al capitolo 13, versi da 11 a 14, dove si legge: “E vidi un’altra bestia selvaggia ascendere dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone.  Ed essa esercita tutta l’autorità della prima bestia selvaggia davanti a quella. E fa sì che la terra e quelli che vi dimorano adorino la prima bestia selvaggia, la cui piaga mortale fu sanata.  E compie grandi segni, così da far perfino scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti al genere umano.  E svia quelli che dimorano sulla terra, a causa dei segni che le fu concesso di compiere davanti alla bestia selvaggia, mentre dice a quelli che dimorano sulla terra di fare un’immagine alla bestia selvaggia che ebbe la ferita della spada e rivisse”. Questa “bestia selvaggia” con due corna rappresenta, appunto, la duplice potenza mondiale anglo-americana, la settima della profezia biblica, che qui è vista promuovere la realizzazione di una “immagine” della precedente “bestia selvaggia” con sette teste e dieci corna descritta nei primi versetti dello stesso capitolo di Apocalisse, la quale rappresenta tutta l’organizzazione politica della terra. L’“immagine” di quella “bestia selvaggia”, secondo la profezia, doveva avere “la ferita della spada e rivivere”, cioè apparire, scomparire e poi apparire di nuovo: questo è proprio ciò che successe con la Società delle Nazioni che fece la sua comparsa dopo la I Guerra Mondiale e scomparve allo scoppio della II Guerra Mondiale e riapparve dopo come Organizzazione delle Nazioni Unite o ONU. Con quali risultati? …
Dal 1945 a oggi è stato stimato che si sono combattute nel mondo circa 60 guerre principali, più un innumerevole numero di conflitti armati locali che hanno causato circa 20.000.000 di morti e 60.000.000 di feriti (cfr. http://www.presentepassato.it/Dossier/Guerrapace/Documenti2/doc2_3.htm). Come si evince, sono stime di un completo fallimento. Sulle ragioni di tale tracollo Richard Ivor, giornalista, scrittore e membro della Commissione europea per l’Occupazione e gli Affari Sociali nonché Ambasciatore britannico presso le Nazioni Unite, ha dichiarato: “Le Nazioni Unite, qualunque altra cosa possano fare, non aboliranno il peccato. Possono tuttavia rendere più difficile peccare sul piano internazionale, e il peccatore sarà più tenuto a rendere conto. Ma non sono ancora riuscite a cambiare il cuore e la mente né di coloro che governano i vari paesi né di coloro che sono governati”. Dunque, il difetto delle Nazioni Unite è lo stesso difetto di tutte le altre forme di dominio dell’uomo: nessuna di esse è in grado di inculcare nelle persone l’altruistico amore per il bene, l’odio per il male e il rispetto per l’autorità che sono indispensabili per avere successo. Da dove deriva tale difetto? Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro di circa 6.000 anni, all’origine della storia umana documentata (oltre non è possibile andare poiché entreremo nella cosiddetta “preistoria”, cioè nella storia non documentata e non provata, fatta solo di supposizioni e per nulla attendibile).
la via dell’uomo non è in suo potere
Uno dei principali e più antichi testi di storia è la Bibbia, certamente il più fidato considerato che il suo autore “non può mentire” (Tito 1:2 – VR), conosce l’intera storia dell’universo dalle origini perché esiste “da sempre e per sempre” ed è il “Creatore di tutta la terra” (Salmo 90:2; Isaia 40:28 – CEI). La fidata storia biblica, oggi sempre più provata in tutti i suoi aspetti cronologici e profetici sia da riscontri storici extrabiblici che dall’archeologia, parla degli sforzi umani di produrre un governo mondiale o comunque dei governi in grado di garantire pace e sicurezza e ci spiega perché anche quelli animati dalla più buona volontà, come nel caso del Presidente Wilson, falliscono.
La Bibbia, infatti, narra che Dio creò l’uomo dotandolo di una facoltà straordinaria, che non aveva dato a nessun’altra creatura della terra: il libero arbitrio. In cosa consiste tale prerogativa? Molti la intendono come la capacità di decidere e fare liberamente tutto ciò che passa loro per la mente … ma non è questo il concetto divino del libero arbitrio. Sebbene l’uomo ha la facoltà di scegliere, Colui che gli ha fatto questo dono dice che deve usarlo responsabilmente, per il suo bene e per quello degli altri. Questo è reso ben chiaro nella Bibbia dove è scritto: “Dio vi ha chiamati alla libertà! Ma non servitevi della libertà per i vostri comodi! … fatevi servi gli uni degli altri” (Galati 5:13 – TILC). Pertanto la libertà che Dio ci ha dato non è assoluta e infinita ma va esercitata entro i confini delle norme e dei princìpi stabiliti da Dio stesso, il quale ha detto: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti insegno per il tuo bene, che ti guido sulla strada su cui devi andare” (Isaia 48:17 – CEI). Quindi il nostro libero arbitrio è strettamente connesso con il diritto di Dio, in quanto Creatore, di stabilire per le sue creature ciò che è bene e ciò che è male. Questo non pone delle limitazioni alla nostra libertà, come molti pensano, ma è una condizione necessaria perché la nostra mente e il nostro corpo sono stati fatti da Dio per funzionare in maniera ottimale solo in armonia con le sue leggi. In altre parole nessuno di noi è stato creato onnisciente, onnisapiente o onnipotente, per cui abbiamo bisogno di una guida sicura per fare scelte giuste; le leggi, naturali e morali, stabilite da Dio ci forniscono tale guida.
Il mondo che ci circonda, il nostro mondo, dimostra che il nostro Creatore, ponendo dei limiti all’esercizio del libero arbitrio, non ha voluto circoscrivere la nostra libertà poiché ha stabilito per noi un’ampia varietà di scelta dandoci tutto ciò che possiamo ragionevolmente desiderare. Ad esempio, questa terra è piena di una tale grande varietà di piante e creature viventi da offrire un potenziale illimitato per imparare cose nuove e far uso della conoscenza acquistata: come scrisse un saggio re dell’antichità, Dio “ha messo la nozione dell’eternità” nei cuori degli uomini “senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine” (Ecclesiaste 3:11 – CEI). Le leggi divine servono a far funzionare alla perfezione tutta questa varietà per il nostro esclusivo beneficio, per la nostra soddisfazione e prosperità, per la nostra felicità eterna. Tali leggi esprimono il modo di Dio di governare, la sua Sovranità su tutta la creazione e dimostrano che questa è la sola via giusta per tutta l’umanità. La violazione di queste leggi costituisce una ribellione contro il progetto creativo di Dio e una rivolta contro il suo legittimo dominio. In tal caso vengono meno anche le prospettive di vita eterna e di felicità che Dio si è proposto per gli uomini e la storia ispirata dimostra la veracità di questa tesi.
La Bibbia narra che il primo ad abusare del libero arbitrio fu una creatura spirituale, un angelo al quale Dio aveva affidato un incarico particolare: sorvegliare quell’angolo di terra chiamato Eden, che significa piacere, delizia, un luogo ben irrigato pieno di lussureggianti alberi da frutto che aveva preparato come dimora dell’uomo, affinché tutto funzionasse secondo il suo progetto (cfr. Genesi 2:8,9). Invece di adempiere quel ruolo e sottomettersi all’autorità di chi glie lo aveva affidato, quella ribelle creatura ebbe la presunzione di contestare il modo di dominare di Dio per attuare un suo personale progetto: diventare egli stesso il padrone della terra e di quello che c’era su di essa, incluse le creature umane. La sua ambizione fu molto più forte del desiderio di piacere a Dio perciò ne usurpò il diritto di esercitare la sua autorità sulla sua creazione. Dio non intervenne, lo lasciò libero di fare la sua scellerata scelta. Quale fu il risultato? Con l’inganno indusse anche le prime due creature umane, Adamo ed Eva, a credere che potevano vivere una vita migliore se si sottraevano all’autorità del loro Creatore per autogovernarsi. Sebbene questi erano stati avvertiti sulle conseguenze di una tale scelta, non ne tennero conto e disubbidirono ai comandi divini; così facendo persero la possibilità di vivere per sempre sulla terra perché, non avendo alcun potere di salvaguardare la loro persona fisica e morale, invecchiarono tra numerosi problemi e infine morirono lasciando alla loro progenie questa triste eredità (cfr. Genesi 2:15-17; 3:1-19; cfr. Romani 5:12).
Quella ribellione diede inizio a un lungo periodo di autodeterminazione da parte dell’uomo, una facoltà che egli non possiede perché Dio non glie l’ha data, come è scritto: “la via dell’uomo non è in suo potere … non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23 – VR). Pose così una sfida che riguardava il giusto dominio della terra che solo il tempo poteva chiarire, non poteva essere risolta con un atto di forza da parte di Dio. Circa 1.700 anni dopo quei fatti il fallimento del dominio umano era già evidente perché, come narra la storia: “la malvagità degli uomini era grande sulla terra e ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male” (Genesi 6:5 – CEI). Dio fu costretto ad intervenire poiché quella cattiveria frutto dell’autodeterminazione umana metteva rischio l’adempimento del suo proposito per la terra, un progetto che egli non aveva mai cambiato (cfr. Isaia 55:10,11). Con un Diluvio di acque fece sparire dalla faccia della terra tutti quei ribelli preservando solo otto persone, Noè e i suoi stretti familiari, gli unici che ancora si sottomettevano al suo dominio (cfr. Genesi 7:11-24).
non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi
Dopo il Diluvio, poiché l’inclinazione alla ribellione ereditata da Adamo ancora serpeggiava tra i suoi discendenti in quanto il suo ispiratore, quell’angelo ribelle ora conosciuto come Satana il Diavolo era più che mai attivo, sotto la sua influenza gli uomini tornarono a sottrarsi al dominio divino per stabilire un proprio governo. Un pronipote di Noè, un tale Nimrod: “cominciò a essere potente sulla terra …L’inizio del suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Caine nel paese di Sennaar” per cui gli uomini da lui governati dissero: “costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra” (Genesi 10:8-10; 11:4 – CEI). Disubbidirono ancora al comando di Dio di spargersi su tutta la terra (cfr. Genesi 9:7) e iniziarono a costruire una città che fungesse da centro di potere per farsi “un nome” per se stessi, non per Dio. Quel Nimrod poi non si limitò ad esercitare il potere politico-militare sul suo regno ma si fece venerare dai suoi sudditi come un dio, il Tammuz dei caldei, dando così origine a quella commistione politico-militare-religiosa che nei successivi 4.000 anni ha dominato il mondo con effetti disastrosi. Anche in quella circostanza Dio dovette intervenire per salvaguardare il suo proposito confondendo la lingua di quei ribelli costringendoli a sparpagliarsi sulla superficie dell’intera terra. Essi portarono con se quel modello di governo umano adottandolo in tutta la terra.
Nel corso dei secoli l’uomo ha sperimentato il suo dominio ideando ripetutamente nuove forme di governo per far fronte ai suoi bisogni. Come già detto una delle prime forme fu la monarchia, cioè un governo retto da un re o un imperatore. Questo tipo di governo ha permesso la creazione di potenze mondiali quali, ad esempio, quello egiziano delle dinastie faraoniche, l’impero assiro di Assurbanipal, quello babilonese di Nabucodonosor, l’impero medo-persiano di Ciro il Grande, l’impero greco sotto Alessandro Magno, l’impero romano sotto i Cesari e, più recentemente, l’impero spagnolo di Carlo V, sul quale “non tramontava mai il sole” e, infine, l’impero britannico. Forse vi sorprenderà sapere che la successione di tali regni venne profetizzata anticipatamente nella Parola di Dio (cfr. Daniele 2:31-43; 7:1-8,17,23; 8:20-22). Molti re hanno anche preteso di essere dèi, come i governanti egiziani, aztechi e inca o l’imperatore del Giappone, solo per citarne alcuni. E anche se non tutti i re pretendevano d’essere dèi, la maggioranza d’essi sosteneva come minimo d’avere l’appoggio divino; ad esempio i re inglesi hanno sempre preteso di governare “per grazia di Dio”. Molti di questi governanti sono stati incoronati nei templi del cristianesimo apostata che ha sempre appoggiato le loro pretese. Tali forme di governo non hanno soddisfatto le aspettative e le aspirazioni dei popoli poiché essendo guidate da una sola persona, la loro efficacia è sempre dipesa dalla bravura e dalla capacità del governante che, però, molto spesso si è rivelato un despota e un avido dominatore.
Tipico è l’esempio dell’antica nazione di Israele. Dopo la sua liberazione dalla schiavitù egiziana Dio si prese cura di essa personalmente dandole la sua perfetta Legge e governandola con sapienza, giustizia ed equità per mezzo di suoi rappresentanti che egli stesso sceglieva in base alla loro fedeltà a quella Legge. Ma quella nazione ad un certo punto chiese di essere governata da un re umano, come tutte le altre nazioni. Al suo rappresentante, il profeta e giudice Samuele che si rammaricava per tale scelta, Dio disse: “ascolta la voce del popolo … perché costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi … però annunzia loro le pretese del re che regnerà su di loro”. E Samuele disse loro: “Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio … li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie … Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà” (1Samuele 8:7-18, CEI). Nei successivi 500 anni accadde proprio così e diversi re che si allontanarono dalla Legge divina spinsero la nazione verso l’idolatria finché nel 539 a.C. Dio, stanco della sua infedeltà, fece rovesciare il regno d’Israele con la promessa che non ci sarebbe stato più un re sul trono di quella nazione finché non sarebbe venuto “colui al quale appartiene di diritto”, al quale Dio l’avrebbe dato; una chiara profezia messianica (Ezechiele 21:32 – CEI).
A causa del fallimento di questo sistema di governo, a partire dall’anno 1789, con la rivoluzione francese, gradualmente le monarchie cedettero il passo ad altre forme di governo. Sebbene fosse già stata sperimentata nell’antica Grecia con le città stato, la democrazia, cioè un governo il cui potere è esercitato dal popolo direttamente o attraverso rappresentanti eletti, era rimasta per secoli nella sua culla, ma sotto la spinta dei movimenti rivoluzionari del XVIII secolo iniziò a far presa in molte nazioni pur assumendo diverse facce. La repubblica divenne la sua forma più comune. Essa ha dato al popolo il diritto di esprimere le proprie opinioni prima che venissero prese le decisioni ed ha consentito a tutti i cittadini di ricoprire cariche politiche e legiferare nell’interesse del popolo sostituendo la sovranità popolare a quella di una piccola élite di privilegiati. Ma anche questo tipo di governo ha mostrato i suoi limiti e le sue debolezze. La prima e più importante fu individuata già dal filosofo greco Platone nel III secolo a.C. il quale criticò “l’ignoranza e l’incompetenza dei politici” definendola “la particolare maledizione delle democrazie” (A History of Political Theory di George Holland Sabine). Così molti uomini sono stati eletti ad incarichi politici più per il loro aspetto o il loro carisma che per le loro capacità amministrative; questa caratteristica si è particolarmente manifestata nell’era della televisione, ai nostri giorni. Ciò ha favorito lo sviluppo di una estesa corruzione a tutti i livelli che ha portato l’intero sistema mondiale sull’orlo di un default considerato quasi senza ritorno.
L’incertezza prodotta dai difetti dei governi democratici ha spinto spesso le popolazioni verso forme di autocrazia, di totalitarismo o di dittatura, con il potere concentrato nelle mani di una sola persona o di un corpo autocratico. In genere tali regimi sono fortemente nazionalistici, ed esercitano una stretta sorveglianza su tutti i cittadini vietandone le attività, per quanto innocue possano essere, che non promuovono gli interessi nazionali. Nel secolo scorso governi di questo tipo si sono affermati in Germania, in Italia, nell’Unione Sovietica e in diverse altre zone del continente sudamericano, dell’Africa e dell’Asia. Spacciati per ‘rivoluzionari’, il nazismo, il fascismo, il comunismo sono figli di tali governi e hanno prodotto rivoluzioni, guerre, razzismo, stermini di massa, sopraffazione della dignità e della libertà umana. Le maggiori religioni della terra spesso si sono ritrovate al fianco di tali governi criminali appoggiandone le azioni delittuose, come dimostrano il concordato firmato dal cardinale Pacelli (il futuro papa Pio XII) con la Germania nazista di Hitler il 20 luglio 1933, o i Patti Lateranensi stipulati dalla Chiesa Cattolica con il governo fascista di Benito Mussolini il 29 febbraio 1929, o l’appoggio dato dalla stessa Chiesa ai regimi totalitari del Sudamerica. Sebbene la Russia comunista avesse praticamente annientato la Chiesa Ortodossa dopo la rivoluzione leninista, perché era stata grande alleata degli zar che avevano oppresso crudelmente la popolazione, quando nel 1941 la Germania invase quella nazione “il metropolita Sergej [Sergio], capo della chiesa, esortò i fedeli a fare tutto il possibile per ottenere la vittoria. Nei due anni successivi pubblicò non meno di ventitré epistole pastorali, chiamando il suo gregge a combattere per lo Stato senza Dio nel quale vivevano”; così Stalin permise il risorgere della religione riconoscendo la Chiesa Ortodossa e nominando Sergej nuovo patriarca. “Le autorità ecclesiastiche risposero raccogliendo denaro tra i fedeli per finanziare una colonna corazzata sovietica … Preti e vescovi esortavano i fedeli a rispettare la fede, Dio e Stalin” (Russia in guerra, di Richard Overy, traduzione di P. Modola, Il Saggiatore, Milano, 2000). Le chiese protestanti non sono state da meno. Ad esempio, nel libro A History of Christianity il suo autore Paul Johnson ha scritto: “Nel gennaio del 1934, Hitler vide dodici capi evangelici, e dopo questa riunione essi … diffusero un comunicato il quale impegnava ‘i capi della Chiesa Evangelica Tedesca ad affermare unanimemente la loro incondizionata lealtà al Terzo Reich e al suo leader”. Solo un piccolo gruppo di veri cristiani non associati ad alcuna delle denominazioni cattoliche, ortodosse o protestanti resistette al regime; di loro lo stesso autore ha scritto: “dal principio proclamarono la loro completa opposizione dottrinale e soffrirono conformemente. Essi rifiutarono di prestare qualsiasi cooperazione allo stato nazista che denunciarono come totalmente empio … Molti furono condannati a morte per il rifiuto del servizio militare … oppure finirono a Dachau o in manicomi. Un terzo furono effettivamente uccisi; il novantasette per cento subì la persecuzione in una forma o nell’altra. Furono il solo gruppo cristiano che suscitò l’ammirazione di Himmler”. Quei cristiani tutt’ora rifiutano qualsiasi sostegno alla politica mondiale proclamando la loro fedeltà al Regno di Dio.

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Il Diavolo offrì a Gesù il dominio su “tutti i regni del mondo”. Quante cose buone Gesù avrebbe potuto fare per l’umanità sofferente se fosse stato il governante del mondo! Chiunque crede nella politica afferma di volere un miglioramento delle condizioni umane e non rifiuterebbe mai un’offerta del genere, ma Gesù la rifiutò, non volle accettare il regno dalla mano del Diavolo o dell’uomo. Subì l’esecuzione come un qualunque malfattore in attesa che il suo Dio e Padre gli desse il “trono di Davide” di cui era l’Erede permanente.
tutto il mondo giace sotto il potere del maligno
Dalla metà del XIX secolo, poi, con l’invenzione da parte di Charles Darwin della teoria dell’evoluzione formulata su basi pseudoscientifiche, peraltro mai provata da riscontri oggettivi quale, ad esempio, la testimonianza fossile, iniziò a svilupparsi un nuovo tipo di governo umano oggi molto in voga: quello degli ‘esperti’ o ‘tecnocrati’, governi che a volte assumono la forma di vere e proprie ‘oligarchìe’. Il concetto su cui si basano è che le persone più istruite, più qualificate e più competenti sono quelle più in grado di guidare altri. Così uomini di scienza, politici, economisti, forti della loro “conoscenza” non riconoscono la superiore sapienza del Creatore, che dietro la spinta evoluzionistica hanno completamente escluso dalla loro vita, e cercano di guidare il mondo con le loro personali teorie in campo politico, sociale e morale, con quale risultato? Il crollo dell’economia mondiale che ha ridotto alla fame intere popolazioni; una continua erosione del tessuto sociale con una grave disgregazione del suo nucleo base, la famiglia; un incontrollabile movimento migratorio che spinge milioni e milioni di persone da un continente all’altro in cerca di miglior fortuna o di condizioni di maggior sicurezza che ha prodotto disastrosi scontri culturali; una paurosa perdita di valori morali che ha messo in pericolo la salute, la vita stessa e le relazioni umani; altissimi tassi di criminalità in ogni luogo.
Ora che siamo nel XXI secolo è stato raggiunto il culmine in fatto di dominio dell’uomo. Esaminando la sua storia non possiamo che concordare con la dichiarazione ispirata di quel sapiente re dell’antichità che disse: “l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno”(Ecclesiaste 8:9 – CEI). La Parola di Dio però non si limita ad esaminare i fatti ma ci dice molto di più, indica le vere ragioni del fallimento umano affermando: “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1Giovanni 5:19 – VR). In che senso tutto il mondo “giace sotto il potere del maligno”? Più volte Gesù parlò di lui definendolo “il principe di questo mondo” o “il governante di questo mondo” (cfr. Giovanni 12:31; 14:30; 16:11). Pertanto “il maligno” o Satana il Diavolo, quella creatura spirituale che per primo si ribellò alla Sovranità di Dio, è colui che finora ha effettivamente governato la terra e l’ha fatto servendosi di tutti i sistemi politici umani che lui stesso ha ispirato, come dimostra l’offerta che fece a Gesù quando lo tentò nel deserto: dopo avergli mostrato “tutti i regni del mondo e il loro splendore” gli disse “Io ti darò tutto questo, se in ginocchio mi adorerai” (Matteo 4:8,9 – TILC). Fu per questo stesso motivo che, davanti al rappresentante di uno di uno dei più potenti di questi “regni”, Gesù affermò: “Il mio regno non appartiene a questo mondo” (Giovanni 18:36 – TILC). Nessuno dei governi umani, per quanto gli uomini possono credere o affermare, può rappresentare il dominio divino. Perciò i sistemi religiosi che sostengono i governi umani e la politica mondiale si pongono contro il Regno di Dio e sono da lui definiti “infedeli”, “adultere” e “nemici di Dio” (cfr. Giacomo 4:4). Nel libro biblico di Apocalisse il sistema religioso mondiale che sostiene la politica umana è paragonato ad una “prostitutacon la quale hanno fornicato i re della terra” (Apocalisse 17:1,2 – Di) e vien detto che per questo motivo Dio la porterà in giudizio. Quindi siamo tutti avvertiti a prestare attenzione, se non vogliamo subire il suo stesso giudizio (cfr. Apocalisse 18:4) … la religione alla quale ci associamo da che parte sta nella contesa della Sovranità della terra? … è schierata per il Regno di Dio o sostiene questo o quel governo umano di ispirazione satanica? …

003   herzle

Gli apostati capi religiosi ebrei per ingraziarsi i governanti umani rigettarono Cristo, il Re designato da Dio. Pur odiando gli invasori romani dissero al loro rappresentante: “Noi non abbiamo altro re che Cesare”. Oggi le cose non sono molto diverse da allora: i capi del cristianesimo apostata non vogliono Dio o Cristo come loro governante, preferiscono i governi umani e la loro amicizia così che si sono resi “nemici di Dio” (cfr. Giacomo 4:4). Le loro parole melliflue non sono altro che “spiriti di demoni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente” per radunarli “nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedon”, per portarli, cioè, allo scontro finale con il dominio divino.
il Dio del cielo susciterà un regno che non sarà mai distrutto
Dopo aver predetto il susseguirsi delle potenze guida del dominio umano, il profeta Daniele concluse la sua profezia con queste parole: “Al tempo di questi re, il Dio del cielo susciterà un regno che non sarà mai distrutto e non cederà mai il dominio a un’altra nazione. Questo regno durerà per sempre, dopo aver distrutto tutti i regni precedenti e aver messo fine alla loro esistenza” (Daniele 2:44 – TILC). Il Regno che distruggerà tutti i governi umani è il Regno di Dio affidato nelle mani di Cristo, che miliardi di persone pregano affinché “venga” senza comprendere il vero significato di quella preghiera (cfr. Matteo 6:10). Secondo l’accurata profezia e cronologia biblica questo avverrà tra non molto. Le difficili condizioni di vita che l’intero genere umano sta affrontando a causa del fallimento dei suoi governi ne sono una prova. Queste, infatti, preludono al tempo in cui Dio riaffermerà la sua Sovranità sull’intera sua creazione mediante il Regno affidato nelle mani del Figlio, come è scritto: “Devi sapere che negli ultimi tempi ci saranno giorni difficili. Gli uomini saranno egoisti, avari, fanfaroni, orgogliosi e bestemmiatori; si ribelleranno ai genitori, non avranno riconoscenza per nessuno e non rispetteranno le cose sante. Saranno senza amore, duri, maldicenti e intrattabili. Saranno violenti, nemici del bene, traditori e accecati dalla superbia, attaccati ai piaceri più che a Dio. Conserveranno l’apparenza esterna della fede, ma avranno rifiutato la sua forza interiore” (2Timoteo 3:1-5, TILC). Non lasciamoci dunque ingannare dalle sirene della falsa religione, incluso il falso cristianesimo, che percorrono la terra per incontrare i capi politici delle nazioni e fare proclami alla pace e alla sicurezza mondiale. Come è stato ancora profetizzato le loro parole non sono altro che “spiriti di demoni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente” per radunarli “nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedon” (Apocalisse 16:14,16 – CEI). Armaghedòn nel linguaggio simbolico dell’Apocalisse rappresenta quella situazione mondiale che vedrà le schiere angeliche celesti, al comando del Re designato da Dio, Cristo Gesù, scontrarsi con i governanti terreni e i loro eserciti; il risultato di questo scontro è descritto nella visione profetica, che dice: “Poi nel cielo aperto vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava è chiamato ‘Fedele’ e ‘Verace’, perché giudica e combatte con giustizia … Il suo nome è: ‘La Parola di Dio’. Le schiere celesti lo seguivano su cavalli bianchi, vestite di bianco, di puro lino finissimo. Dalla sua bocca usciva una spada affilata, per colpire con essa i popoli. Egli li governerà con un bastone di ferro e pigerà nel tino il vino che rappresenta il terribile castigo di Dio, dominatore dell’universo. Sul mantello e sulla coscia porta scritto il suo nome: ‘Re dei re’ e ‘Signore dei signori’. Poi vidi un angelo, in piedi nel sole. Egli chiamò a gran voce tutti gli uccelli che volano alto nel cielo: ‘Venite, radunatevi per il grande banchetto di Dio: mangerete carne di re, di comandanti militari, di eroi, di cavalli e di cavalieri, di uomini liberi e di schiavi, di piccoli e di grandi’” (Apocalisse 19:11-18, TILC).
Stiamo, dunque, vivendo un periodo cruciale della storia in cui ogni uomo o donna deve decidere da quale parte stare, se sottomettersi al dominio divino rispettandone già oggi le norme e i princìpi morali o se continuare a confidare nei governi umani. Dio ci ha lasciato la facoltà scegliere, ma ci ha avvertito sulle conseguenze della nostra scelta dicendo: “oggi vi propongo la scelta tra vita e felicità da una parte, morte e sventura dall’altra. Per questo oggi vi ordino di amare il Signore, vostro Dio, di seguire la sua strada e di osservare i suoi ordini, le sue leggi e le sue norme … Oggi il cielo e la terra mi sono testimoni: vi propongo la scelta tra vita e morte, tra benedizione e maledizione: scegliete dunque la vita, così voi e i vostri discendenti potrete vivere! Questo sarà possibile se amerete il Signore, vostro Dio, se gli darete ascolto e gli rimarrete fedeli” (Deuteronomio 30:15-20, TILC). Gli antichi Israeliti furono i primi destinatari di questo avvertimento ma non seppero beneficiarne, alla fine scelsero di schierarsi dalla parte del satanico dominio dell’uomo e persero il privilegio di essere “una speciale proprietà … un nazione santa” al servizio del legittimo Sovrano dell’universo (cfr. Esodo 19:5,6; Ezechiele 3:7; Matteo 21:43; 23:38). Questa opportunità viene oggi offerta a persone di tutte le nazioni, noi compresi … qual’è la nostra scelta?
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