LA TUA PAROLA E’ VERITA’ – XXVIII

“DIO … RIVOLSE L’ATTENZIONE ALLE NAZIONI PER TRARNE UN POPOLO PER IL SUO NOME”

Atti 15:14

 Anteprima
Negli anni di esistenza di questo blog ho ricevuto più di una parola di apprezzamento da parte di chi l’ha letto. Le parole di stima sono sempre incoraggianti ma vi devo confessare che le informazioni che io ricerco, metto insieme e pubblico sono tratte da approfonditi studi effettuati da un piccolo gruppo di persone che da oltre 100 anni investiga le Sacre Scritture spinto dall’amore per il loro divino Autore e per la verità. Non ho la pretesa di essere “infuocato dallo Spirito Santo”, come affermano molti infervorati carismatici sui vari social net-work, e perciò non vanto doni di profezia o di interpretazione. Sono cosciente dei miei limiti e del mio ruolo di persona modesta che crede in Dio e vuole apprendere intorno alla sua volontà. Sono nato e cresciuto per un certo periodo nel mondo cattolico perché in questa nazione alla nascita ti attaccano subito tale etichetta, ma finché ho vissuto in quel mondo sapevo ben poco di Dio e dei suoi propositi, anzi meno di poco e questa, purtroppo, è la triste condizione spirituale della stragrande maggioranza delle persone che vivono sotto la Chiesa Cattolica. Leggendo poi con molta attenzione le Sacre Scritture mi son reso conto che anche coloro che credono di saperne di più ignorano la verità poiché è stata loro accuratamente nascosta dietro la barriera di una tradizione umana che ha reso senza valore la Parola di Dio (cfr. Matteo 15:6-9*).
Oggi non ignoro i propositi che Dio ha rivelato con la sua Parola scritta perché, posso affermarlo con piena convinzione, ho trovato il canale che Egli sta usando in questo particolare tempo della storia dell’uomo per dare conoscenza e corretto intendimento della sua volontà. Quando, infatti, Dio la fece mettere per iscritto dai suoi antichi servitori a uno di questi disse: “le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine.Molti si purificheranno e si imbiancheranno e saranno raffinati. E i malvagi di certo agiranno malvagiamente, e nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno” (Daniele 12:9,10). Gesù espresse un concetto simile ai suoi apostoli quando disse loro: “Non sta a voi acquistar conoscenza dei tempi o delle stagioni che il Padre ha posto nella propria autorità” (Atti 1:7). Così per secoli un falso cristianesimo ha potuto approfittare della circostanza per divulgare indisturbato ogni sorta di falsità intorno a Dio e alla sua volontà quali, solo per fare qualche esempio, la dottrina trinitaria, o l’esistenza di un’anima immortale che sopravvive alla morte delle persone per farle vivere in un ipotetico aldilà o in cielo, o l’esistenza di un luogo di tormento eterno per i cattivi, o la capacità di alcune creature (santi e madonne varie) di intercedere presso Dio a favore degli uomini e tante altre, tutti insegnamenti frutto della fantasia e della tradizione umana ma non contenuti nella Sacra Scrittura.
Oggi le cose sono cambiate! Siamo arrivati al “tempo della fine” indicato dal profeta Daniele; ciò che sta accadendo sulla terra e alla razza umana, insieme alla precisa profezia e cronologia biblica, lo dimostra (cfr. Matteo capitolo 24; Marco capitolo 13; Luca capitolo 21; 2Timoteo 3:1-5; Rivelazione o Apocalisse 6:1-8). Cristo Gesù che, quando tornò in cielo dopo la sua morte e risurrezione, si sedette alla destra di Dio in attesa di iniziare a governare, ha ricevuto oggi i pieni poteri di Re (cfr. Atti 2:34,35; Rivelazione 12:7-10). In base alla cronologia biblica questo è avvenuto nell’anno 1914 (per maggiori particolari su questa data vedi i miei post UNA STORIA FINITA – XXIII e XXIV parte, rispettivamente in data 3 settembre e 1 ottobre 2011). Come è stato profetizzato prima che giunga la fine del sistema politico-economico-militare e religioso che il Diavolo ha instaurato sulla terra, la buona notizia che Cristo regna e sta per intervenire nelle faccende terrestri con il suo giudizio deve essere “predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni” (Matteo 24:14). Il compito di fare questo annuncio è stato affidato a tutti i veri discepoli di Cristo i quali si distinguono dai falsi perché, oltre a compiere tale opera, come fece Gesù stesso sono gli unici a santificare il nome di Dio, avendolo essi stessi adottato e facendolo conoscere a tutte le nazioni (cfr. Giovanni 17:6,26). Quest’opera di testimonianza mondiale, però, non viene svolta spontaneamente, motu proprio o per iniziativa dei singoli credenti, ma è organizzata sotto la direttiva di quello che Gesù chiamò il suo “schiavo fedele e discreto”, composto oggi da un ristretto numero di cristiani di provata fedeltà al Regno i quali, al tempo in cui Gesù ispezionò tutti quelli che si dichiaravano “cristiani” dopo la presa di potere quale Re, furono trovati liberi dai falsi insegnamenti del cristianesimo apostata. Questi costituiscono il canale, al quale ho sopra accennato, usato da Dio per fornire conoscenza e intendimento al “popolo per il suo nome”. Gesù, infatti, disse di loro che erano costituiti “per dare cibo a suo tempo” (Matteo 24:45). Chi sono, dunque questi cristiani … in che modo dirigono l’opera di testimonianza mondiale e con quali risultati? … …

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Nel libro biblico degli Atti degli apostoli, capitolo 11, verso 26 si legge: “fu ad Antiochia che per la prima volta i discepoli furono per divina provvidenza chiamati cristiani”. Siamo intorno al 44 d.C. e quel nome divinamente provveduto servì inizialmente a distinguere i discepoli di Cristo da tutti gli altri poiché designava solo i veri cristiani. Ma quando Satana iniziò a “seminare” nella vera chiesa cristiana i suoi scagnozzi terreni, le infestanti “zizzanie” della parabola pronunciata da Gesù (cfr. Matteo 13:24-30, 36-41), per tutti i secoli successivi non fu facile distinguere i veri cristiani, nella parabola paragonati al “grano”, da quelli falsi che impropriamente utilizzavano lo stesso appellativo ma erano “figli del padre loro il Diavolo” (cfr. Giovanni 8:44). Le cose però cambiarono quando arrivò il “tempo della mietitura” o “il termine del sistema di cose”, cioè il tempo della fine di quel complesso di istituzioni politiche-economiche-militari e religiose instaurato da Satana sulla terra. Secondo la profezia biblica quel tempo iniziò nell’anno 1914 d.C. allorché Gesù ricevette pieni poteri come Re del Regno di Dio e iniziò a governare nel reame celeste (cfr. i miei post: UNA STORIA FINITA – XXIII e XXIV parte, rispettivamente del 3 settembre e 1 ottobre 2011).
Assunto il potere come Re, come già indicato nel mio post precedente, secondo la profezia di Malachia 3:1-5 Cristo ispezionò tutti quelli che si dichiaravano “cristiani” per individuare tra questi il suo “schiavo fedele e discreto”, cioè quel gruppo di veri cristiani che si erano liberati dai falsi insegnamenti e dalle false pratiche religiose introdotti dal Diavolo nella chiesa cristiana quali, ad esempio, la dottrina trinitaria, quella dell’anima immortale e della vita oltre la morte, del tormento eterno in un inferno infuocato, la venerazione di santi e madonne e tante altre ancora (cfr. Matteo 24:45-47). Egli disse che a queste persone avrebbe affidato l’incarico di guidare l’opera di predicare “la buona notizia del regno … in tutta la terra abitata”, cioè l’annuncio che il Regno di Dio era divenuto operativo nelle mani di Cristo nel 1914 e presto avrebbe fatto fare la volontà di Dio anche su tutta la terra, in adempimento della preghiera del Padrenostro (cfr. Matteo 6:10; 24:14). Come si sarebbe potuto identificare tale gruppo tra le miriadi di associazioni religiose che si dichiaravano “cristiane”? Nei secoli passati c’era stata molta confusione al riguardo e molti gruppi cosiddetti “cristiani”, dai cattolici agli ortodossi e alle varie denominazioni protestanti si erano addirittura scannati tra di loro con sanguinose guerre per rivendicare tale privilegio.
Un popolo che santifica il nome di Dio (Matteo 6:9)
Dio non lasciò le persone animate dal desiderio di conoscere la verità ancora nell’incertezza. Nel I secolo fece scrivere nella sua parola che avrebbe rivolto “l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome” (Atti 15:14). Già Gesù stesso, durante il suo ministero terreno, aveva dato primaria importanza al nome del Padre, dicendo: “ho reso manifesto il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo … ho fatto conoscere il tuo nome e lo farò conoscere” (Giovanni 17:6,26). Anche i suoi discepoli diedero risalto al nome di Dio; ad esempio l’apostolo Pietro nel suo discorso del giorno di Pentecoste del 33 A.D.  disse: “chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato” (Atti 2:21). Lo stesso fece l’apostolo Paolo che nella sua lettera ai cristiani di Roma scrisse: “chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato”; ma aggiunse anche “come invocheranno colui nel quale non hanno riposto fede? Come, a loro volta, riporranno fede in colui del quale non hanno udito parlare? Come, a loro volta, udranno senza qualcuno che predichi? Come, a loro volta, predicheranno se non sono stati mandati?” (Romani 10:13,14). È quindi molto appropriato che anche in questo tempo della fine il nome divino venga dichiarato in tutta la terra. Consci di tale responsabilità quel piccolo gruppo di cristiani i quali, studiando le Scritture, si erano già liberati dai falsi insegnamenti satanici, diede inizio alla più grande campagna mondiale di predicazione del Regno di Dio che era mai stata fatta dai tempi apostolici e per farlo, affinché non ci fossero più dubbi sulla legittimità della loro opera, in adempimento di quanto scritto negli Atti degli apostoli assunsero il nome di “Testimoni di Geova” perché fosse chiaro a tutti che lo scopo di quella testimonianza era lo stesso che si era prefisso Cristo: far conoscere il nome di Dio e la sua volontà. Questo nome, Geova dall’ebraico Yahweh, era stato scritto circa 7.000 volte nella Parola di Dio ma vi era stato tolto prima dagli apostati ebrei, poi da quelli del falso cristianesimo e sostituito da anonimi titoli, quale Signore o Eterno. L’assunzione del nome di Testimoni di Geova venne fatta in piena armonia con il modello biblico riportato nell’ispirato libro del profeta Isaia, al capitolo 43, verso 10, dove si legge, nel testo in lingua originale:

אתם עדי נאם־יהוה ועבדי אשר בחרתי למען תדעו ותאמינו לי

che è correttamente tradotto, in italiano moderno: “voi siete i miei testimoni, è l’espressione di Geova, pure il mio servitore che io ho scelto, affinché conosciate e abbiate fede in me” (in rosso viene evidenziato il tetragramma ebraico corrispondente al nome divino). A tutt’oggi essi sono gli unici cristiani che, come Cristo Gesù, danno il dovuto risalto al nome divino.
Il ruolo dello Spirito Santo oggi (Atti 1:8)
Come nel primo secolo lo Spirito Santo sostenne l’opera di predicazione svolta dal piccolo gruppo dei discepoli di Gesù, in maniera simile Dio impiegò la sua forza attiva per aiutare quel piccolo gruppo di fedeli testimoni di inizio XX secolo a far fronte all’enorme opera che essi dovevano compiere: annunciare in tutta la terra l’istituzione del Regno di Dio nelle mani di Cristo (cfr. Rivelazione o Apocalisse 12:7-10). Sebbene non ispirasse più le opere miracolose che furono necessarie nel I secolo, lo Spirito di Dio aiutò quei pochi cristiani a svolgere l’opera con mezzi e modi che apparvero davvero miracolosi, così come straordinari sono stati i risultati finora conseguiti. Ad esempio, nel 1914 realizzarono il “Fotodramma della Creazione”, un’opera assolutamente innovativa agli albori del cinema. Esso consisteva in una combinazione di filmati e diapositive a colori accompagnati da una colonna sonora. Per realizzarlo si lavorò dal vivo portando in scena gli animali di un grande giardino zoologico mentre le diapositive di vetro vennero tutte dipinte a mano da disegnatori di Filadelfia, New York, Londra e Parigi. Solo nell’anno 1914 il Fotodramma venne proiettato ogni giorno in 80 città degli USA e del Canada e fu visto da circa otto milioni di persone; negli anni successivi fu proiettato in molti paesi europei e nel continente australiano nelle lingue locali. Esattamente come accadde il giorno di Pentecoste del 33 d.C., a far data dal 1914 le persone poterono “udire parlare delle magnifiche cose di Dio nelle loro lingue” (cfr. Atti 2:8-11).
Dopo la fine della I Guerra Mondiale, esauritasi per usura dei materiali la spinta del Fotodramma, quei zelanti cristiani iniziarono ad usare un altro strumento appena inventato dall’italiano Guglielmo Marconi: la radio. Così dal febbraio del 1924 il messaggio del Regno iniziò ad essere annunciato per mezzo di una stazione radio denominata WBBR. Circa dieci anni dopo lo stesso messaggio veniva trasmesso, attraverso una rete di 408 stazioni collegate alla WBBR, in tutti i sei continenti. Quando, nel 1933, il papa cattolico Pio XI, dopo aver dimostrato da che parte stava nella contesa del dominio del mondo stipulando concordati con i dittatori fascista e nazista Benito Mussolini e Adolf Hitler, proclamò un anno santo per la pace nel mondo, quei cristiani fedeli al Regno di Dio trasmisero attraverso 158 stazioni radio collegate con la WBBR una conferenza con la quale si affermava, tra l’altro: “l’atto di dichiarare questo un ‘anno santo’ per portare pace e prosperità è un presuntuoso peccato dinanzi a Dio Onnipotente … La pace e la prosperità non possono esser portate alla terra dagli uomini, ma verranno per mezzo del regno di Dio sotto Cristo”. Fecero proprio come gli apostoli e gli altri cristiani del I secolo allorché denunciarono pubblicamente le autorità religiose del loro tempo di aver tradito le attese messianiche dicendo: “sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che nel nome di Gesù Cristo il Nazzareno, che voi metteste al palo … la pietra, che è stata da voi edificatori considerata di nessun conto … non c’è salvezza in nessun altro, poiché non c’è sotto il cielo nessun altro nome dato fra gli uomini mediante cui dobbiamo essere salvati” (Atti 4:10-12). Il successivo scoppio della II Guerra Mondiale confermò la veridicità della loro denuncia. Quella guerra, che fu principalmente combattuta tra “cristiani” apostati che si affrontarono e si scannarono a vicenda su fronti opposti, produsse indicibili calamità a tutto il genere umano causando 50 milioni di morti tra militari e civili, proprio come il rifiuto del Messia nel I secolo portò la nazione di Israele al disastro nel 70 d.C. quando gli eserciti romani desolarono il paese intero.
Le difficoltà della guerra naturalmente influirono anche sulle trasmissioni radio della WBBR che piano piano perse quel ruolo fondamentale che aveva avuto nella diffusione della buona notizia del Regno. Ma l’opera dei Testimoni non si arrestò, nonostante fosse messa al bando in molte nazioni per via del rifiuto degli stessi di partecipare a quella carneficina mondiale. Molti Testimoni vennero imprigionati nei vari paesi belligeranti sia sull’uno che sull’altro fronte e diversi persero la vita nei campi di concentramento, specialmente in quelli nazisti. Ma, mentre nel 1939, quando iniziò la guerra, c’erano solo 72.475 Testimoni di Geova che predicavano in 115 paesi, alla fine della guerra, nel 1945, erano più che raddoppiati poiché c’erano 156.299 Testimoni che compivano l’opera di predicazione in 163 paesi. Questo fu reso possibile dalla caratteristica peculiare dell’opera dei Testimoni di Geova, la predicazione di casa in casa che dai tempi apostolici fino all’inizio della loro storia moderna ha costituito il metodo principale e insostituibile per diffondere la buona notizia del Regno e far conoscere alle nazioni il nome di Dio. Questo metodo rispecchia il modello di predicazione lasciato da Gesù che non si limitò a predicare alle masse ma fece di tutto per aiutare le persone a livello individuale (cfr. Luca 19:1-5). Grazie a quest’opera negli anni del dopoguerra e fino ai nostri giorni il numero delle persone che si sono schierate dalla parte del Regno di Dio e lo annunciano regolarmente è cresciuto in modo esponenziale fino a raggiungere oggi più di otto milioni di predicatori attivi in 239 paesi. Veramente, come e stato profetizzato, “il piccolo stesso è divenuto mille, e l’esiguo una nazione potente” (cfr. Isaia 60:22) e, come profetò Gesù, in questo tempo della fine “la buona notizia del Regno” viene “predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni” (Matteo 24:14). Si, contrariamente ai vari gruppi carismatici cattolici e protestanti che vantano “segni e portenti di menzogna” spacciandoli come opere dello Spirito Santo e pregano perché i governanti delle nazioni facciano trattati di pace, diffondendo un messaggio menzognero che svia le persone dal vero e unico modo in cui la pace sarà portata sull’intera terra, i Testimoni di Geova predicano a tutte le nazioni che la pace sarà resa possibile solo dal Regno di Dio, cioè da un governo mondiale nelle mani di Cristo Gesù (cfr. 2Tessalonicesi 2:9,10; Isaia 9:6,7; Daniele 2:44).
Lo “schiavo fedele e discreto” distribuisce “cibo a suo tempo” (Matteo 24:45)
Oggi i Testimoni di Geova che, come sopra accennato, sono sempre stati al passo con i moderni mezzi di comunicazione, hanno realizzato il sito Internet www.jw.org per la diffusione del messaggio biblico relativo al Regno di Dio. Questo sito attualmente è disponibile in 440 lingue ma permette di scaricare pubblicazioni bibliche in oltre 550 lingue. Nel prossimo futuro le informazioni che contiene saranno disponibili in oltre 700 lingue.

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 www.jw.org.it

Negli ultimi anni si sono fatti notevoli progressi nel campo della comunicazione. La ricerca tecnologica ha prodotto Internet, un sistema di reti telematiche sparse in tutto il mondo collegate tra loro che permette alle informazioni di circolare in tutta la terra e raggiungere ogni singola persona connessa al sistema mediante appositi dispositivi (personal computer, smartphone, tablet e altri). Nel momento in cui sto scrivendo, secondo le analisi CISCO, sono connessi in rete ben 12.848.944.310 dispositivi, e il numero è in costante crescita (cfr. www.cwi.it). Uno strumento di una simile portata e utilità non poteva sfuggire all’attenzione dello “schiavo fedele e discreto”. All’inizio Internet è stato concepito per usi militari ma, finita la “guerra fredda” tra il blocco di nazioni comuniste e quelle cosiddette “democratiche”, il suo uso è stato esteso a tutta la popolazione mondiale. Pian piano, quindi, è cresciuto il numero degli utenti in tutto il mondo raggiungendo anche molti paesi dove i tradizionali mezzi di comunicazione avevano molte difficoltà ad arrivare, per esempio in Africa. Pertanto, come diceva la profezia di Gesù, il suo “schiavo fedele e discreto” ha iniziato “a suo tempo”, cioè negli ultimi anni allorché i dispositivi collegabili in Internet hanno raggiunto una diffusione tale da essere alla portata della maggioranza della popolazione mondiale, a utilizzare tale strumento per la diffusione della buona notizia del Regno di Dio in tutta la terra abitata. Il risultato è stato la realizzazione del sito www.jw.org. In questo mese di agosto 2014, esattamente a 100 anni dalla presa di potere quale Re di Cristo Gesù, i Testimoni di Geova sono impegnati in uno sforzo collettivo per promuovere in tutto il mondo l’uso di tale strumento. Lo stanno facendo consegnando ad ogni singola persona che contattano il volantino sotto riprodotto. Se vi capita di incontrarne uno prendete gratuitamente una copia del volantino e leggetela con attenzione, sono in gioco le prospettive di vita future di tutti noi.
Come si evince dall’esame dello stesso lo scopo del sito è quello di incoraggiare tutte le persone a leggere la Parola di Dio per trovare la risposta ai grandi interrogativi della vita quali, ad esempio: “qual è il senso della vita?” o “è colpa di Dio se soffriamo?” o “che succede quando si muore?” A tal fine sul sito è stata riprodotta l’intera Bibbia che può essere letta in più di 100 lingue. Sullo stesso vengono presentate la maggioranza delle pubblicazioni che i Testimoni di Geova stanno usando per aiutare le persone a comprendere il messaggio biblico. Queste possono essere consultate e scaricate in vari formati (Audio, EPUB, PDF, Lingua dei segni, Braille). Vi sono inoltre riprodotti istruttivi video che aiutano a riflettere su specifici temi ed esempi biblici, alcuni di questi specialmente dedicati ai bambini per aiutare i genitori ad istruirli nelle vie di Dio (cfr. Deuteronomio 6:6,7). Il sito contiene anche una “Biblioteca on line” per mezzo della quale, digitando una parola chiave, è possibile ottenere informazioni bibliche su qualsiasi argomento di interesse personale. Tutte queste informazioni sono attualmente consultabili in oltre 440 lingue ma l’obiettivo è di raggiungere presto 700 lingue. Il progetto di istruzione biblica stabilito dallo “schiavo fedele e discreto” o dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova attraverso il sito www.jw.org è davvero un programma mondiale atto a far si che “la buona notizia del Regno” venga “predicata in tutta la terra abitata in testimonianza a tutte le nazioni” (cfr. Matteo 24:14). Il sito, infine, fornisce corrette informazioni sull’organizzazione dei Testimoni di Geova, sul suo funzionamento, sull’opera di predicazione che essi svolgono in tutta la terra e sul loro programma di istruzione biblica. Chiunque può accedere a questo programma gratuitamente facendone una semplice richiesta sul sito stesso.

Dove si trova la risposta ai grandi interrogativi della vita?  Dove si trova la risposta ai grandi interrogativi della vita?

Dove si trova la risposta ai grandi interrogativi della vita?

Non c’è dubbio che il “Capo” della chiesa cristiana, Cristo Gesù (cfr. 1Corinzi 11:3), si sta servendo di questi cristiani fedeli ai suoi insegnamenti e al suo modello di predicazione per annunciare in tutta la terra che egli ha preso pieni poteri di Re a far data dal 1914 e, dopo aver ripulito il reame celeste dalla ingombrante presenza di Satana il Diavolo e dei suoi demòni, si appresta a ripulire anche la terra dai suoi scagnozzi umani che cercano ancora di opporsi al dominio divino (cfr. Rivelazione, o Apocalisse, 12:7-12). Per guidare in maniera visibile quest’opera egli si affida a uno “schiavo fedele e discreto”, cioè di un ristretto numero di cristiani che hanno dato ampia prova di fedeltà al Regno di Dio, proprio come nel primo secolo si servì degli “apostoli e anziani di Gerusalemme” per guidare la chiesa di quel tempo (cfr. Atti 15:1,2,6,22-29). Come affermò Gesù stesso, per mezzo di questo “schiavo fedele e discreto” egli sta distribuendo “cibo” spirituale, cioè la conoscenza e il corretto intendimento dei propositi divini in questo tempo segnato dalla profezia biblica come il tempo della fine del sistema satanico (cfr. Matteo 24:14,45; cfr. anche Daniele 12:9,10).
Uno “schiavo malvagio” batte i compagni di schiavitù (Matteo 24:48,49)
Paradossalmente questo viene confermato dai cosiddetti “fuorusciti” dai Testimoni di Geova che infestano il Web con false accuse contro i loro ex “fratelli” di fede nel tentativo di giustificare la loro apostasia. Tutti questi si sono dissociati o sono stati allontanati dalla comunità dei Testimoni di Geova perché hanno smesso di osservare le norme e le alte regole morali stabilite da Dio nella sua Parola o per ambizione di potere personale. Questi impenitenti “peccatori” (il concetto di “peccato” nella Bibbia è proprio quello della violazione della legge di Dio) che non mostrano alcuna voglia di pentirsi e convertirsi dalle loro empie vie, conoscono molto bene le regole associative stabilite da Dio stesso (cfr. Romani 16:17; 1Corinzi 5:9-11), tuttavia, nella loro cecità mentale, poiché Satana ha “impiastricciato i loro occhi affinché non vedano, e il loro cuore affinché non abbiano perspicacia” (Isaia 44:18; Matteo 13:15) tentano di contestarle, adempiendo pure sotto questo aspetto la profezia biblica che indica la presenza in questo tempo anche di uno “schiavo malvagio” cioè di un gruppo di ribelli il cui scopo è quello di “battere i … compagni di schiavitù” e che “con i loro scherni … procederanno secondo i propri desideri” (cfr. Matteo 24:48-51; 2 Pietro 3:3,4). Questi smettono di nutrire le loro anime con il buon “cibo” spirituale fornito dallo “schiavo fedele e discreto” e tornano a “mangiare e bere con gli ubriaconi inveterati” cioè a sostenere le dottrine che disonorano Dio insegnate dal falso cristianesimo, alleandosi con coloro, che essi sanno bene, sono i principali nemici della verità (cfr. Giovanni 8:44; 2Pietro 2:22).
Ebbene, contro chi questi incorreggibili peccatori si scagliano maggiormente con le loro false accuse e i loro pretestuosi ragionamenti? Proprio contro il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova o quel piccolo gruppo di cristiani che fornisce al “popolo per il suo nome” “il cibo a suo tempo”, cioè le istruzioni bibliche sul corretto comportamento cristiano, riconoscendo così indirettamente il ruolo di “schiavo fedele e discreto” che Cristo ha affidato loro. Eppure, nella sua misericordia e per il suo amore per il genere umano Geova Dio tiene ancora aperta la porta della salvezza anche per ciascuno di questi, se solo mettesse da parte il proprio orgoglio e smettesse di peccare “umiliandosi sotto la potente mano di Dio” e tornando a rifugiarsi sotto le sue ali protettive (cfr. 1Pietro 5:6). Al suo profeta Isaia Dio ha, infatti, fatto scrivere: “Lasci il malvagio la sua via, e l’uomo dannoso i suoi pensieri, e torni a Geova, che avrà misericordia di lui … poiché egli perdonerà in larga misura” (Isaia 55:7).
Perché è importante e urgente identificare il “popolo per il suo nome” (Daniele 12:1)
Dopo aver detto che “la buona notizia del Regno” doveva essere “predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni” Gesù aggiunse: “e allora verrà la fine” (Matteo 24:14). Si, quest’opera mondiale precede immediatamente la fine del sistema di cose politico-economico-militare e religioso instaurato dal Diavolo su tutta la terra (cfr. Rivelazione 18:1-24; 19:11-21). Inoltre Gesù parlò di una “generazione” che avrebbe visto l’adempiersi degli avvenimenti connessi con la sua presa di potere nel 1914 dicendo “non passerà affatto finché tutte queste cose non siano avvenute” (Matteo 24:34). Questi avvenimenti sono descritti in ben tre vangeli: quello di Matteo, capitolo 24, quello di Marco capitolo 13 e quello di Luca, capitolo 21 nonché nel libro di Rivelazione, o Apocalisse, capitolo 6. Dicendo però che essa non sarebbe passata “finché tutte queste cose non siano avvenute”, Gesù fece intendere che alcuni di questa “generazione” saranno ancora in vita per vedere la fine del sistema di cose satanico. Questa “generazione” oggi è molto avanti negli anni e sta quasi per “passare”; comprendiamo quindi che la predetta “fine” è molto vicina; pur non conoscendo “il giorno e l’ora” esatti, perché non ci sono stati rivelati (cfr. Matteo 24:36), comprendiamo che il tempo è questo e dopo 100 anni che Cristo regna dal cielo dobbiamo aspettarci da un momento all’altro che inizi ad adempiersi l’ultima parte della profezia sul tempo della fine, quella descritta in Matteo 24:21,22 e Rivelazione 6:15-17; 18:2,3,21-24.
Cosa ci riserva quindi il prossimo futuro? Le Scritture parlano chiaro! Tra non molto ci sarà una “grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora”, cioè inizierà un tempo di difficoltà come non c’è mai stato nella storia umana durante il quale Geova Dio eseguirà il suo giudizio contro chiunque si è opposto al suo Regno e non si è sottomesso alla sua Sovranità (cfr. Matteo 24:21,22; 2Tessalonicesi 1:6-8; Rivelazione 6:15-17). La prima ad essere giudicata e quindi distrutta sarà quell’organizzazione che la Bibbia chiama col nome simbolico di “Babilonia la Grande, la madre delle meretrici”. Questa è costituita da tutte le false religioni della terra, incluso il cristianesimo apostata cattolico, ortodosso e protestante, alla quale è stato attribuito tale nome perché, dopo il Diluvio, fu nell’antica Babele o Babilonia che iniziò di nuovo la ribellione religiosa contro Dio con tutta una serie di falsi insegnamenti, quali la dottrina trinitaria, l’immortalità dell’anima e la vita dopo la morte, un luogo di tormento eterno e false pratiche religiose, come l’uso di immagini nell’adorazione (cfr. Genesi 10:8-10). Viene descritta come una “grande meretrice” perché con lei “han commesso fornicazione i re della terra”, cioè si è sempre immischiata nella politica della terra sostenendo i vari governi umani anziché il dominio divino (cfr. Rivelazione 17:1,2). La sua distruzione, decretata da Dio, segnerà l’inizio della “grande tribolazione” (cfr. Rivelazione 17:16-18; 18:5-8).
Il profeta Daniele, che fu impiegato da Dio per descrivere avvenimenti futuri, parlò anche lui del prossimo “tempo di angustia come non se ne sarà fatto accadere da che ci fu nazione fino a quel tempo” e disse: “durante quel tempo il tuo popolo scamperà” (Daniele 12:1). Comprendiamo, quindi, perché è importante identificare il “popolo per il suo nome”? A questo popolo, e solo a questi, Dio garantisce la sopravvivenza alla “grande tribolazione” e la salvezza! Infatti, nella sua visione di quegli avvenimenti l’apostolo Giovanni vide “venire” dalla “grande tribolazione” “una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione e tribù e popolo e lingua, che stavano in piedi dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello, vestiti di lunghe vesti bianche; e nelle loro mani c’erano rami di palme.E continuano a gridare ad alta voce, dicendo: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, che siede sul trono, e all’Agnello”” (Rivelazione 7:9,10). Come si può notare quella “grande folla” non è numerata; questo significa che l’opportunità di farne parte e ricevere la salvezza è offerta a tutto il genere umano e questo viene fatto per mezzo della “predicazione della buona notizia del Regno” che in questo tempo della fine si sta compiendo in tutta la terra.
Oltre ad annunciare che il Regno di Dio è stato stabilito nei cieli nelle mani di Cristo Gesù nell’anno 1914 e che presto farà fare la sua volontà anche sulla terra (cfr. Matteo 6:10), la predicazione della buona notizia contiene anche questo invito rivolto da Dio a tutte le persone che vivono i nostri tempi: “Uscite da essa, o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue piaghe” (Rivelazione 18:4). L’invito è quello di abbandonare la falsa religione, o Babilonia la Grande, che include il falso cristianesimo, con i suoi menzogneri dogmi, le sue pompose manifestazioni, i suoi proclami per una pace che gli uomini non sono in grado di portare e i suoi ingannevoli riti misterici per unirsi all’unico popolo che santifica il nome di Dio, Geova, facendolo conoscere in tutta la terra. Chi è disposto a farlo? … …

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(*) Nota – Come potete constatare in questo post non sono indicate le versioni bibliche dalle quali sono tratte le scritture citate come ho fatto in tutti i precedenti. Questo perché da oggi in poi tutte le scritture citate saranno tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (TNM) edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Fino ad oggi avevo adottato quel sistema per vincere il pregiudizio nei confronti di questa moderna traduzione e per dimostrare che la verità contenuta nella Parola di Dio non può essere manipolata, essa è comunque dimostrabile con un accurato esame della stessa indipendentemente dalla versione! I pregi della Traduzione del Nuovo Mondo sono dati dal suo linguaggio corrente, chiaro e comprensibile a tutti e, per quanto i suoi detrattori possono falsamente affermare, riporta fedelmente i pensieri del suo divino Autore e degli ispirati scrittori originali. Benjamin Kedar, Presidente dell’Israel Antiquities Autority e Professore Emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme, dopo averla attentamente esaminata, in una intervista ha affermato: “Nelle mie ricerche linguistiche relative alla Bibbia ebraica e alle traduzioni, faccio spesso riferimento all’edizione inglese di quella che è nota come Traduzione del Nuovo Mondo. Nel far questo, trovo ripetute conferme della mia opinione secondo cui quest’opera riflette un onesto sforzo per giungere a una comprensione del testo che sia la più accurata possibile. Dando prova di una buona padronanza della lingua originale, essa rende le parole originali in un’altra lingua in maniera comprensibile senza deviare inutilmente dalla struttura specifica dell’ebraico … Ogni espressione linguistica ammette una certa latitudine interpretativa e di traduzione. La soluzione linguistica adottata in ciascun caso particolare può quindi essere oggetto di discussione. Ma nella Traduzione del Nuovo Mondo non ho mai riscontrato alcuna intenzione preconcetta di far dire al testo qualcosa che esso non contiene”. Nel sito www.jw.org viene riportato il testo completo di questa versione biblica in più di 100 lingue. Certamente, però, il più grande pregio di questa versione è quello di aver ripristinato il nome di Dio (in italiano Geova) in tutti quei versetti dove, nelle lingue originali, era riportato il tetragramma ebraico. Questo nome è scritto 6.973 volte nelle Scritture Ebraiche (il cosiddetto Vecchio Testamento) e 237 volte nelle Scritture Greche Cristiane (il cosiddetto Nuovo Testamento). Proprio come dichiarò Cristo Gesù, anche i Testimoni di Geova possono orgogliosamente dire: “ho reso manifesto il tuo nome agli uomini …  ho fatto conoscere il tuo nome e lo farò conoscere” (Giovanni 17:6,26).

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