VENGA IL TUO REGNO – I

Premessa
Circa 2,2 miliardi di persone formano oggi il maggior gruppo religioso della terra. Sono i cosiddetti “cristiani”, di fede cattolica, ortodossa o protestante, che devono tale appellativo alla loro presunta fede in Cristo Gesù. Tutte queste persone recitano regolarmente una preghiera modello, il “Padrenostro”, indicata da Gesù ai suoi discepoli in risposta alla loro domanda: “Signore, insegnaci a pregare” (Matteo 6:9-13; Luca 11:1). Sebbene Cristo avesse detto “nel pregare, non dite ripetutamente le stesse cose, come fanno le persone delle nazioni, poiché esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole. Non vi rendete dunque simili a loro” (Matteo 6:7,8), questi pseudo “cristiani” fanno esattamente il contrario, ripetono a cantilena quella preghiera modello senza, peraltro, coglierne il vero significato.
A esempio, come prima cosa per cui pregare Gesù disse: “Sia santificato il tuo nome”. Ma quanti tra i cosiddetti “cristiani” conoscono e usano il nome personale di Dio? Pensate, questo nome è scritto nella sua Parola più di 7.000 volte, eppure è sconosciuto alla maggioranza di quelli che affermano di credere in Cristo, sebbene Gesù disse esplicitamente: “Ho reso manifesto il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo … ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere” (Giovanni 17:6,26). Questo nome, scritto nei testi in lingua originale con quattro consonanti ebraiche, traslitterane con le nostre YHWH, e per questo motivo noto come Tetragramma, è stato addirittura tolto dalla maggioranza delle versioni bibliche moderne stampate da detti “cristiani” i quali hanno voluto seguire la tradizione degli apostati israeliti che l’avevano già fatto prima di loro per mera superstizione, una tradizione, peraltro, apertamente condannata da Gesù stesso (cfr. Matteo 15.6-9). Questi hanno sostituito il nome proprio di Dio, che nella nostra lingua viene comunemente tradotto GEOVA, con dei semplici titoli, quali “Signore”, “Dio” o “Eterno”. Il comitato di esperti che ha curato la traduzione biblica citata in questo post, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, ha ripristinato il nome di Dio in tutti quei casi in cui nei testi in lingua originale appariva il Tetragramma, pertanto vi appare ben 6.973 volte nelle Scritture Ebraiche (o Vecchio Testamento) e 237 volte nelle Scritture Greche Cristiane (Nuovo Testamento). Cliccando sul link a lato potete leggere sul vostro dispositivo tale versione.
Nella preghiera modello segue poi, in ordine di priorità, l’espressione “Venga il tuo regno”. Il “regno” fu il cardine del ministero terreno di Gesù. I racconti evangelici dicono infatti che, dopo il suo battesimo e dopo aver trascorso 40 giorni nel deserto della Giudea, durante i quali molto verosimilmente ricevette dal Padre istruzioni sull’opera da compiere, “Gesù cominciò a predicare, dicendo: “Pentitevi, poiché il regno dei cieli si è avvicinato””, perciò “viaggiava di città in città e di villaggio in villaggio, predicando e dichiarando la buona notizia del regno di Dio” (Matteo 4:17; Luca 8:1). Alle folle che lo cercavano disse chiaramente: “devo dichiarare la buona notizia del regno di Dio, perché per questo sono stato mandato”, quindi raccomandò ai suoi ascoltatori “Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia” (Luca 4:43; Matteo 6:33). Herbert George Wells, geniale narratore e storico inglese, nel suo libro Outline of History, riferendosi all’atteggiamento dei cosiddetti “cristiani” su tale argomento, ha scritto: “Vale la pena di notare che per Gesù l’insegnamento di ciò che egli chiamava Regno dei cieli aveva enorme rilievo, mentre nella prassi e nella dottrina della maggior parte delle chiese cristiane esso è relativamente insignificante. Questa dottrina del Regno dei cieli, che era il principale insegnamento di Gesù e che ha un ruolo così secondario nei credi cristiani, è certamente una delle dottrine più rivoluzionarie che abbiano mai stimolato e cambiato il pensiero umano” … Così è! … La maggioranza di coloro che si dichiarano “cristiani” sanno ben poco del “regno di Dio” e quel poco che conoscono spesso è confuso e falso!
Pertanto mi sono proposto di indagare a fondo nelle Sacre Scritture con una nuova serie di post dedicata specificamente al regno di Dio per trovare la risposta a importanti domande relative all’argomento, quali: cos’è veramente il “regno di Dio”?, perché dobbiamo pregare che venga?, quando verrà? e cosa farà per il genere umano? Dato che, a quanto mi consta, il “regno di Dio” non fu soltanto il cardine del ministero terreno di Gesù ma costituisce il tema o il filo conduttore di tutto il racconto biblico, poiché diversi degli scrittori impiegati da Dio in ogni tempo, da Mosè a Esdra, da Daniele a Isaia, da Geremia a Michea, da Luca a Paolo, da Pietro a Giovanni, solo per fare alcuni esempi, ne hanno parlato, la mia ricerca seguirà la storia di tale racconto dall’inizio, da quando, cioè, nacque da parte di Dio l’esigenza di rendere testimonianza a questo aspetto della sua volontà, fino ai nostri giorni con l’esame di alcune profezie relative all’epilogo dell’intera questione. La base delle mie ricerche è costituita in gran parte dalla biblioteca contenuta nel sito www.jw.org, ritenendola una fonte accurata e piuttosto attendibile di studio biblico, ma prenderò in considerazione ogni valida informazione divulgata sul Web o tratta da opere letterarie di pubblica utilità.

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“POSITIVAMENTE NON MORIRETE … VOI SARETE DAVVERO SIMILI A DIO, CONOSCENDO IL BENE E IL MALE”

Genesi 3:4,5

Geova Dio è “il Creatore dei cieli … il Formatore della terra e il suo Fattore” (Isaia 45:18). Per quanto uomini di cultura e di scienza, sempre limitati nelle loro conoscenze e a volte anche poco onesti nel presentare i risultati delle loro ricerche, abbiano tentato di trovare una spiegazione diversa da quella indicata dalle Sacre Scritture sull’origine dell’universo e della vita, a tutt’oggi nessuno di essi è riuscito a darne una più convincente di quella dichiarata nella Bibbia. La più quotata delle loro teorie, quella dell’evoluzione, manca sempre di quei fondamentali elementi probanti quali, ad esempio, la testimonianza fossile o il meccanismo che avrebbe permesso a una forma di vita di evolversi in un’altra. La nostra storia, quella documentata è un ulteriore prova della maggiore attendibilità del racconto biblico rispetto alla teoria evoluzionistica che fa risalire l’esistenza dell’ homo sapiens a circa 500.000 anni fa; la Bibbia invece data la creazione dell’uomo a circa 6.000 anni fa. Chi ha ragione? … Prendete un qualsiasi libro di storia e verificate a quando risalgono le prime civiltà, quelle che hanno lasciato una documentata testimonianza storica … non più in là di 3.500, 4.000 anni a.C. Quella prima viene definita “preistoria”, perché è un periodo caratterizzato dalla totale assenza di documentazioni e testimonianze, in altre parole basata solo su supposizioni se non frutto di pura fantasia!
La Bibbia, dunque, narra che circa 6.000 anni fa Dio creò il primo uomo. Questi venne alla vita già adulto, compiutamente formato e sano, dotato di intelligenza e di una perfetta moralità. Il nome che il racconto biblico gli attribuisce ripetute volte richiama l’attenzione sulla sostanza da cui fu formato: si chiamava ’Adhàm o Adamo e la terra, o suolo, da cui fu formato si chiamava ’adhamàh. Il racconto biblico, infatti, dice: “Geova Dio formava l’uomo dalla polvere del suolo e gli soffiava nelle narici l’alito della vita, e l’uomo divenne un’anima vivente” (Genesi 2:7). Nell’opera Les oligoéléments, Andrée Goudot e Didier Bertrand, membri dell’Accademia francese dell’Agricoltura, affermano: “In tutti gli organismi viventi studiati [l’uomo incluso, n.d.r.], oltre a carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto, fosforo, calcio, zolfo, cloro, magnesio, potassio e sodio, può ritenersi un fatto provato la presenza dei seguenti elementi: sei elementi non metallici: fluoro, bromo, iodio, boro, arsenico e silicio; un elemento di transizione: il vanadio; tredici metalli: ferro, zinco, manganese, rame, nichel, cobalto, litio, rubidio, cesio, alluminio, titanio, cromo, molibdeno, e probabilmente anche stagno, piombo, argento, gallio, stronzio e bario”. Tutte queste sostanze si ritrovano nella crosta terrestre, a dimostrazione del fatto che l’uomo è stato veramente formato dalla terra, come afferma la Bibbia.
Quando poi aprì gli occhi Adamo non si trovò a giacere in un grembo peloso, cullato dalle lunghe e possenti braccia di qualche creatura scimmiesca, aggrappandosi ad essa, gli occhi fissi nei suoi occhi, chiamandola teneramente “mamma”; e quando iniziò a parlare non colloquiava con le scimmie ma con il suo Fattore, il suo Creatore. Guardandosi attorno non sentì nessun legame di parentela con le scimmie né con alcun altra specie di animale; anzi, il racconto biblico dice: “L’uomo dava dunque i nomi a tutti gli animali domestici e alle creature volatili dei cieli e a ogni bestia selvaggia del campo, ma per l’uomo non si trovava un aiuto come suo complemento” (Genesi 2:20). Fu Dio a provvedergli un’adeguata compagna per mezzo di un ulteriore atto creativo e quando la presentò ad Adamo egli esclamò con soddisfazione: “Questa è finalmente osso delle mie ossa e carne della mia carne” (Genesi 2:23).
Ma quale fu il proposito del Creatore dell’uomo nel dargli una moglie? Solo quello di dargli un aiuto e un “complemento”, una compagna della sua stessa specie perché non soffrisse di solitudine? Il racconto biblico ce lo spiega dicendo: “Dio creava l’uomo a sua immagine … li creò maschio e femmina. Inoltre, Dio li benedisse e Dio disse loro: ‘Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela, e tenete sottoposti i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e ogni creatura vivente che si muove sopra la terra’ … Ecco, vi ho dato tutta la vegetazione che fa seme che è sulla superficie dell’intera terra e ogni albero sul quale è il frutto di un albero che fa seme. Vi serva di cibo” (Genesi 1:26-29). Adamo e sua moglie, Eva, avrebbero collaborato con Dio nella realizzazione del suo proposito di riempire la terra di uomini e donne, loro discendenti, perfetti come lo erano loro stessi, senza difetti fisici, che avrebbero goduto dell’eterna giovinezza, pieni di salute e di gioia di vivere.  E per ogni membro di questa grande famiglia umana ci sarebbe stato cibo in abbondanza; Dio infatti aveva detto a quella prima coppia: “riempite la terra e soggiogatela”; essi e la loro discendenza avrebbero dovuto gradualmente estendere quel giardino pieno di ogni sorta di delizie dove erano stati creati oltre i confini dell’Eden, prendendosi cura dell’intera terra così che tutto il pianeta, che Dio aveva progettato per essere la dimora eterna del genere umano, sarebbe stato trasformato in un paradiso (cfr. Salmo 115:16; Isaia 45:18). La pace e la tranquillità avrebbero caratterizzato l’intera vita sulla terra. Gli uomini avrebbero espresso amore perfetto l’uno per l’altro e non avrebbero causato o provato timore neanche per gli animali poiché tutti questi, comprese “le bestie selvagge della terra”, si sarebbero istintivamente sottomessi ad essi; la pacifica influenza dei padroni umani si sarebbe estesa protettivamente a queste creature inferiori, alle quali, anche, non sarebbe mancato nulla (cfr. Genesi 1:30).

005

“Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela, e tenete sottoposti i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e ogni creatura vivente che si muove sopra la terra”
Vi sembra incredibile questa storia? Avete forse l’impressione che sia tutto un mito o una leggenda che non si basa sui fatti e quindi è inaccettabile alle menti moderne, adulte ed illuminate? … Se vi dichiarate “cristiani” non dovreste avere dubbi al riguardo poiché sia Cristo, il cui nome pretendete di portare, che i suoi fedeli apostoli fecero riferimento al racconto biblico presentandolo come un fatto certo. Ad esempio in una occasione Gesù citò proprio il racconto della creazione di Genesi per sostenere una importante verità riguardo il proposito divino (cfr. Genesi 1:27; 2:24; Matteo 19:4,5). Non l’avrebbe certo fatto se avesse pensato che fosse solo qualcosa di immaginario e mitologico! … Se invece propendete per una spiegazione non biblica sull’origine della vita sulla terra e sul suo sviluppo, valutate i fatti che seguono.
Dopo aver detto all’inizio ad Adamo “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela”, la Bibbia afferma che in seguito Dio gli disse anche: “il suolo è maledetto per causa tua. Con dolore ne mangerai il prodotto tutti i giorni della tua vita. E ti produrrà spine e triboli, e devi mangiare la vegetazione del campo. Col sudore della tua faccia mangerai pane finché tornerai al suolo, poiché da esso sei stato tratto. Poiché polvere sei e in polvere tornerai” (Genesi 3:17-19). Questo modificava il suo proposito originale per la terra: non sarebbe stata più trasformata in bel giardino, un paradiso, e l’uomo non sarebbe più vissuto su di essa in eterno ma sarebbe morto e tornato ad essere ciò che era prima della sua creazione, un pugno di polvere della terra. Sui motivi di questo cambiamento di programma torneremo ampiamente più avanti perché sono strettamente connessi con la tematica di questa serie di post. Per ora guardiamoci attorno … in quali condizioni si trova la nostra terra?
Qualche decennio fa l’Organizzazione per l’Agricoltura e l’Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO) stimò che il potenziale agricolo del mondo era abbastanza grande da alimentare circa quaranta volte più persone dell’attuale popolazione del mondo. Tuttavia oggi quasi un miliardo di persone soffre di malnutrizione e ogni anno 3,5 milioni di bambini muoiono a causa d’essa. Nonostante le avanzate tecniche  di produzione studiate e realizzate dall’uomo, le prospettive per il futuro non sono tanto rosee a causa delle diverse problematiche che dobbiamo affrontare, alcune delle quali causate dall’uomo stesso: in primo luogo quello del consumo idrico; il 65% dell’acqua utilizzata serve per l’agricoltura, un bene che inizia a scarseggiare, non tanto perché manca (il 71% della superficie terrestre è coperto dalle acque) quanto per il cattivo uso che se ne fa. Anche il suolo costituisce una risorsa limitata. Sempre studi della FAO hanno messo in luce che su una superficie mondiale di 13.490,7 milioni di ettari di suolo, il 75,2% è degradato; tale stato ha causato perdita di fertilità e bassa capacità di adsorbimento degli elementi nutritivi causando una minore produzione. Per espandere la superficie di suolo coltivabile oggi si ricorre alla deforestazione in seguito alla quale vengono perduti i sistemi biologici più ricchi del nostro pianeta con gravi ripercussioni sul clima che crea continui disastri al ciclo produttivo della terra. Questo è esattamente quello che Dio aveva previsto: come discendenti di Adamo sentiamo ancora gli effetti di quella maledizione a causa delle “spine e triboli” che la terra produce così che con “dolore” ne mangiamo il prodotto!
E, dopo aver tanto tribolato per procurarsi di che sostenersi in vita, alla fine l’uomo invecchia e muore; di lui resta soltanto un pugno di “polvere”. Tuttavia un testo di istologia dice “È un grande mistero come l’invecchiamento delle cellule sia legato all’invecchiamento e alla morte dell’individuo”. Tom Kirkwood, Direttore dell’Istituto per l’Invecchiamento e la Salute della Newcastle University ha altresì dichiarato: “L’invecchiamento rimane uno dei grandi misteri della medicina”. Perché gli scienziati sono giunti a tale conclusione? Uno di essi, Mark Benecke, noto biologo e patologo forense tedesco, nel suo libro The Dream of Eternal Life (il Sogno della Vita Eterna), lo spiega in questi termini: “Quasi tutto l’organismo si rinnova diverse volte nel corso della vita … Dopo circa sette anni siamo persone nuove nel vero senso della parola … l’organismo umano potrebbe rigenerarsi per un tempo lunghissimo, addirittura in eterno”. Quello che Benecke dice di non riuscire a spiegarsi è perché questo processo non continua all’infinito e perché, dopo essersi suddivise per un numero prestabilito di volte, le cellule smettono di moltiplicarsi. La Bibbia lo spiega! Ciò, infatti, corrisponde esattamente a ciò che Dio disse ad Adamo: “tornerai al suolo, poiché da esso sei stato tratto. Poiché polvere sei e in polvere tornerai”. I fatti non fanno che confermare il racconto biblico sull’origine dei problemi umani.

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“il suolo è maledetto per causa tua. Con dolore ne mangerai il prodotto tutti i giorni della tua vita. E ti produrrà spine e triboli … Col sudore della tua faccia mangerai pane finché tornerai al suolo, poiché da esso sei stato tratto. Poiché polvere sei e in polvere tornerai”
Resta quindi da capire il perché di quella maledizione che Dio pronunciò contro il nostro progenitore, perché anche noi ne paghiamo le conseguenze e come tutto ciò ha relazione con il regno di Dio, che è il tema di questa ricerca. La chiave di questi enigmi si trova nell’illusoria pretesa di Adamo e di sua moglie Eva di “divenire simili a Dio, conoscendo il bene e il male” (Genesi 3:4,5). Cosa significò? … …

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Nota – Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

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Libero pensatore e inguaribile sognatore
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