VENGA IL TUO REGNO – IV

“UN DIO DI FEDELTÀ … GIUSTO E RETTO

Deuteronomio 32:4

 Anteprima
Ispirato da Dio stesso, Mosè scrisse di Lui: “la sua attività è perfetta” (Deuteronomio 32:4). Anche la prima coppia umana che Dio pose nel Paradiso di Eden era perfetta. Tutta quella disposizione era perfetta per il benessere e la felicità del genere umano, come è scritto: “Dio vide poi tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Genesi 1:31). Ma la tranquillità edenica non durò a lungo. Sotto l’influenza di una ribelle creatura spirituale Eva e suo marito Adamo furono indotti a contestare il modo in cui Geova Dio, il loro Creatore, li governava. Essi misero in dubbio la giustezza dei comandi che Dio aveva dato loro (cfr. Genesi 3:1-6). Quella sfida alla Sovranità di Dio suscitò questioni morali di importanza vitale che riguardarono non solo la correttezza del dominio divino ma anche la personalità stessa di Geova, accusato di aver mentito sull’esito della disubbidienza e, come dimostrò in seguito il caso di Giobbe, anche la lealtà stessa delle sue creature. La giustizia richiedeva che si concedesse tempo perché queste contese d’importanza universale fossero risolte.
La sventurata condizione in cui l’uomo si è venuto a trovare per aver rifiutato le giuste vie di Dio è riassunta dall’apostolo Paolo nella lettera che inviò alla comunità cristiana di Roma in cui scrisse: “Tutta la creazione continua a gemere insieme e ad essere in pena insieme fino ad ora” (Romani 8:22). Molti di questi “gemiti” e “pene” sono stati causati dalla mancanza di giustizia “durante il tempo che l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno” (Ecclesiaste 8:9). Dio però non permetterà che la reiterata violazione della giustizia continui indefinitamente! Da Mosè fece ancora scrivere: “Come io vivo a tempo indefinito, se davvero affilo la mia scintillante spada, e la mia mano afferra il giudizio, certamente farò vendetta dei miei avversari e renderò la retribuzione a quelli che mi odiano intensamente”. Lì, in Eden, la mano di Dio “afferrò il giudizio” e condannò giustamente quella prima coppia umana a morte, come li aveva avvertiti, per aver disubbidito volontariamente ai suoi comandi. Dopo la ribellione si rivolse anche all’angelo che, nascondendosi dietro un serpente, fomentò la rivolta dichiarandogli: “Io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei. Egli ti schiaccerà la testa e tu gli schiaccerai il calcagno” (Genesi 3:15).
Lo sviluppo della contesa tra questi due “semi” è andato avanti per i successivi 6.000 anni fino ai nostri giorni. Come i tentacoli di una gigantesca piovra, la malvagia influenza esercitata da quella creatura spirituale ribelle da allora si è estesa fino ad abbracciare l’intera famiglia umana (cfr. 1Giovanni 5:19). L’unica speranza di riscatto per il genere umano è data dalla soluzione di questa che vedrà il “seme” della donna indicata in Genesi prevalere sul simbolico “serpente” e il suo “seme”. Solo così sarà rivendicata la Sovranità di Geova Dio su tutto l’universo da lui creato, sarà garantita la giustizia in tutta la creazione che includerà anche la risurrezione di miliardi di persone che a causa delle conseguenze della ribellione in Eden nel corso dei secoli hanno pagato con la morte il fatto di aver ereditato dai nostri progenitori la tendenza a peccare (cfr. Romani 5:12). È, dunque, di vitale importanza per tutti noi conoscere i particolari dello sviluppo di questa contesa affinché possiamo fare la nostra scelta e mostrare da che parte siamo rispetto ad essa. Ciò che è in gioco, infatti, è la possibilità di vivere per sempre su una terra trasformata in un Paradiso, come lo era l’antico Eden (cfr. Salmo 37:10,11,29).

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Un testo giuridico-filosofico scritto da Austin Fagothery, un sacerdote gesuita che è stato Direttore del Dipartimento di Filosofia alla Santa Clara University della California – USA, afferma: “la giustizia ha relazione con la legge, gli obblighi, i diritti e i doveri, e retribuisce secondo equità o merito” (Right and Reason – Ethics in Theory and Practice). Nel corso dei secoli, uomini e donne sinceri hanno lottato per l’applicazione di questi princìpi, tuttavia in nessuna epoca ne hanno potuto garantire il rispetto e nel corso della storia umana sono sempre state commesse azioni che hanno portato a terribili ingiustizie.
L’ingiustizia entrò nella famiglia umana quando i nostri primogenitori si ribellarono e infransero la legge, quella che il loro Creatore aveva stabilito per il bene di tute le sue creature (cfr. Isaia 48:17); lo fecero istigati dalla creatura spirituale ribelle che divenne Satana il Diavolo. Adamo, Eva e Satana commisero un’ingiustizia abusando del meraviglioso dono del libero arbitrio che Dio aveva dato loro. Le loro scelte errate hanno causato enormi sofferenze all’intera famiglia umana perché nei circa 6.000 anni trascorsi dalla ribellione avvenuta nell’Eden l’ingiustizia ha permeato l’intera società umana. Questo era prevedibile perché Satana è diventato “l’iddio di questo sistema di cose” ed essendo un “omicida … bugiardo e il padre della menzogna” ha sempre perpetrato orribili ingiustizie (2Corinti 4:4; Giovanni 8:44).
Il tema della giustizia è divenuto di grande attualità nei nostri giorni poiché le ingiustizie hanno raggiunto proporzioni senza precedenti. Perché? La Bibbia ce lo spiega dicendo che da molti decenni (secondo la profezia e l’esatta cronologia biblica dall’anno 1914 – cfr. i miei post del 3 settembre e 1 ottobre 2011, UNA STORIA FINITA – XXIII e XXIV parte, https://gi1967.wordpress.com/2011/09/03/una-storia-finita-xxiii-parte/ e https://gi1967.wordpress.com/2011/10/01/una-storia-finita-xxiv-parte/) l’empio sistema di cose attuale è nei suoi “ultimi giorni”, e mentre si avvicina la sua fine ‘i tempi sono difficili”. Circa 2.000 anni fa uno scrittore biblico sotto ispirazione divina predisse che in questo periodo della storia gli uomini sarebbero stati “amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, … ingrati, sleali, senza affezione naturale, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza padronanza di sé, fieri, senza amore per la bontà, traditori, testardi, gonfi d’orgoglio” (2Timoteo 3:1-5). Tutte queste caratteristiche negative portano a commettere ingiustizie di ogni sorta. Perciò lo stesso autore fu ispirato a scrivere: “Tutta la creazione continua a gemere insieme e ad essere in pena insieme” (Romani 8:22). La Bibbia ci informa anche che Satana il Diavolo fomenta tali ingiustizie perché è infuriato, sapendo che presto Dio gli infliggerà una sconfitta totale. La profezia biblica dice infatti: “Il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo” (Rivelazione o Apocalisse 12:12). Questa azione da parte di Dio segnerà la fine della grande contesa sul giusto dominio di Dio che fu suscitata dalla ribellione in Eden e che ha visto contrapporsi, nei passati 6.000 anni, due diversi modi di governare il mondo e due diversi modi di adorare Dio.
Un Dio di fedeltà … giusto e retto
Dopo aver rivelato qual è la causa principale delle ingiustizie commesse nella storia umana, La Bibbia dice del suo divino autore: “La Roccia, la sua attività è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. Un Dio di fedeltà, presso cui non è ingiustizia” (Deuteronomio 32:4). Poiché la legge di Dio è una norma di perfetta giustizia, egli non poteva tollerare o considerare con favore il peccato, cioè la violazione della sua espressa volontà da parte delle sue creature. È vero che Dio è “clemente e misericordioso”, che è “ricco in misericordia” (Salmo 145:8,9; Efesini 2:4), ma non mostra misericordia senza tener conto della giustizia, come a molti fa comodo credere. Una nota enciclopedia biblica, la Cyclopædia di M’Clintock e Strong, parlando del rapporto che venne a crearsi tra Dio e le sue creature ribelli afferma che questo è “di natura giuridica, come quello che c’è fra un sovrano, nella sua veste di giudice, e un criminale che ha violato le sue leggi e si è levato contro la sua autorità, e che viene quindi trattato come un nemico”.
Pertanto Dio non poteva condonare il loro peccato, così come non può condonare i nostri, dicendo semplicemente “ci passerò sopra”. In tal modo hanno agito spesso i governi umani e così ragionano molte persone che pure affermano di credere in Dio. Con quale risultato? Condonando l’illegalità hanno causato una infinita sequela di ingiustizie e hanno perso credibilità. Dio non poteva permettere che questo accadesse sotto il suo dominio. D’altra parte, però, Dio doveva anche tener conto di quelli che sarebbero nati dopo il peccato da Adamo ed Eva i quali erano stati assoggettati al peccato e all’ingiustizia non per propria mancanza (cfr. Romani 5:12-19). Permettendo ad Adamo ed Eva di generare figli, Dio si attenne al suo dichiarato proposito: aveva comandato loro di generare figli perciò non cambiò la sua legge e non tolse ai genitori quel privilegio, né interferì, ma lasciò che l’uomo e la donna andassero avanti generando figli a propria immagine, un’immagine ora imperfetta (cfr. Genesi 1:28; 5:3). Egli rispettò le proprie leggi che aveva fatte per governare il genere umano, sapendo che erano leggi giuste. Nella sua infinita sapienza Dio sapeva anche che i figli sarebbero cresciuti come i loro genitori li avrebbero educati: pertanto molti sarebbero cresciuti odiando Dio ma alcuni dei figli nati si sarebbero schierati dalla sua parte. Quindi predisse una lunga contesa che nel tempo si sarebbe sviluppata tra questi due opposti gruppi di persone.
La lunga contesa della sovranità
In Genesi 3:15 leggiamo i termini di questa contesa. Dio disse alla creatura spirituale che si celava dietro le sembianze di un serpente: “E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei. Egli ti schiaccerà la testa e tu gli schiaccerai il calcagno”. Però, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, queste parole non erano una mera previsione di un tragico conflitto ma ponevano una rincorante speranza dinanzi a tutta la famiglia umana che doveva ancora venire all’esistenza. Possiamo comprenderne la ragione esaminando i vari aspetti di Genesi 3:15. Vi è menzionato il “seme” di una “donna”. L’identità di quel “seme” rimase allora avvolta nel mistero, ma era chiaro che Geova, il Dio che pronunciò quelle parole profetiche, avrebbe posto inimicizia tra quel “seme” ancora da identificare e il simbolico “serpente” e un suo empio “seme”. Tra la “donna” e il suo “seme” e il “serpente” e il suo “seme” ci sarebbe stata una lunga inimicizia ma al “seme” della “donna” fu promessa, sì, garantita, la vittoria! Quella vittoria fu posta come speranza davanti al genere umano. Quindi i componenti della famiglia umana potevano ben sperare nella venuta del “seme” della “donna”.
Nel corso dei secoli Dio rivelò gradualmente chi erano i personaggi simbolicamente indicati in quella profezia. L’identificazione dei due “semi” sarà oggetto dei prossimi post sull’argomento che mostreranno anche l’attinenza della profezia con il Regno di Dio, per ora possiamo subito stabilire chi sono i personaggi di fondo della contesa, e per primo chi è, e chi non è, la “donna” ivi menzionata, perché questo è di basilare importanza. Di sicuro quella “donna” non fu Eva, la quale si era lasciata persuadere che Dio era bugiardo. Come Dio aveva preannunciato, dopo aver vissuto per un certo numero di anni Eva morì e sparì per sempre dalla faccia della terra e da qualsiasi altro luogo immaginario, tornando ad essere semplice “polvere” (cfr. Genesi 3:19). [Per inciso, contrariamente a quando indicato nelle Sacre Scritture, la Chiesa Cattolica ha dichiarato Eva “santa”, insieme a suo marito Adamo, affermando che sono stati perdonati da Dio per il loro peccato perciò, secondo la dottrina cattolica, dopo la loro morte continuarono a vivere in cielo; essi vengono commemorati il giorno 24 dicembre – vedi http://www.santiebeati.it/dettaglio/82925]. Alcune chiese cosiddette “cristiane”, e in particolare la Chiesa Cattolica, sostengono che la donna qui menzionata è Maria, la madre terrena di Gesù, per cui hanno dato il via al culto della sua persona attribuendole un ruolo nella salvezza del genere umano. Ma è veramente così?
Una mistificazione dogmatica diviene parte della contesa
Innanzitutto c’è da rilevare che, mentre quell’inimicizia sorse subito dopo la ribellione, Maria venne all’esistenza solo 4.000 anni dopo. Nella lettera che scrisse ai cristiani della Galazia l’apostolo Paolo diede delle utili indicazioni per aiutarci a identificare questa donna. In Galati 4:21-31 l’apostolo parlò infatti della moglie libera di Abramo, Sara, e della sua concubina, la schiava Agar e scrisse che queste due donne rappresentarono un quadro profetico di cose avvenire: l’apostolo affermò che Agar simboleggiò la Gerusalemme letterale, quella terrena, i cui “figli”, gli israeliti naturali, erano ancora “schiavi” del peccato adamitico, mentre Sara rappresentò la “Gerusalemme di sopra” i cui “figli” erano “liberi” da tale schiavitù. In un’altra sua lettera l’apostolo, parlando sempre in senso simbolico della stessa entità, chiamò la “Gerusalemme di sopra” anche “Gerusalemme celeste” e disse che è composta da “miriadi di angeli” fedeli (cfr. Ebrei 12:22).
Prima ancora, circa 800 anni prima, il profeta Isaia si era riferito, sotto ispirazione divina, alla stessa organizzazione celeste definendola la “sposa” di Dio e paragonandola ad una “donna sterile” (come lo era stata Sara per molto tempo) in procinto di partorire un “figlio maschio” (Isaia 54:1-8; 66:7). Il profeta scrisse anche che la “progenie” o “seme” di quella simbolica donna avrebbe preso “possesso delle nazioni”. Questa è la stessa donna vista in cielo dall’apostolo Giovanni nella sua visione apocalittica, descritta “vestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa c’era una corona di dodici stelle, ed era incinta”, in procinto di partorire “un figlio, un maschio” (Rivelazione o Apocalisse 12:1-5). A quel tempo Maria, la madre terrena di Gesù, era già venuta all’esistenza e Giovanni la conosceva molto bene, dato che Gesù in punto di morte l’aveva affidata alla sua cura (cfr. Giovanni 19:26,27). Se quella donna simbolica fosse stata Maria, l’apostolo non avrebbe avuto alcuna difficoltà a nominarla direttamente. Ma non lo fece! Il fatto che la “donna” di quella visione stava per partorire “un figlio maschio” l’associa per similitudine a quella simbolica “donna” descritta dal profeta Isaia. E al tempo della rivelazione (96 c.C.) Maria, probabilmente era già morta, e di sicuro non era più in grado di partorire un figlio.
Questi non sono particolari trascurabili se vogliamo identificare la simbolica “donna” della contesa e verificare l’attendibilità dell’importanza che è stata data a Maria dopo la morte degli apostoli, con l’avvento della grande apostasia che era stata predetta da Gesù (cfr. Matteo 13:24-30; 36-42). Non può esserci dubbio sull’identità della “donna” della profezia di Genesi. Ella non può assolutamente essere Maria, come falsamente affermano i capi del cristianesimo apostata, i quali hanno fondato sull’errata interpretazione di questi passi biblici il culto mariano, ingannando milioni e milioni di fedeli. Maria, infatti, sebbene sia stata una donna fedele, non ha alcun ruolo nell’adempimento delle profezie bibliche oltre quello di aver dato i natali terreni al promesso Messia per via della sua discendenza davidica, come ben mise in risalto Gesù stesso durante le nozze di Cana, allorché disse alla madre che sollecitava un suo intervento: “Che ho a che fare con te, donna?” (Giovanni 2:4 – cfr. il mio post del 20 ottobre 2013, LA TUA PAROLA È VERITÀ – XV). Quella donna simbolica indicata in Genesi, e poi dai profeti e dagli apostoli, non è altro che la celeste organizzazione di Dio, composta dalle sue creature spirituali, gli angeli. Da lì doveva venire il “seme” promesso. Solo questo tipo di “donna” spirituale poteva sopportare per millenni l’inimicizia del simbolico “serpente”.
Rubens - Immacolata
Pieter Paul Rubens – L’Immacolata Concezione (Madrid, Museo del Prado)
Il cristianesimo apostata raffigura Maria, la madre di Gesù, con i piedi sopra la luna e il sole e nell’atto di schiacciare la testa a un serpente. Questa è una indebita rappresentazione della simbolica “donna” indicata in Genesi 3:15 e Rivelazione o Apocalisse 12:1. Questo falso ideologico è stato ispirato da Satana il Diavolo per distogliere l’attenzione delle persone dal vero significato della profezia di Genesi e dal giusto epilogo della contesa a cui si riferisce. Con questa rappresentazione ingannatrice, la Chiesa Cattolica in particolare ha attribuito a Maria un ruolo che non ha nel progetto di Dio per la salvezza del genere umano e ne ha fatto oggetto di culto illudendo miliardi di persone che si rivolgono a lei per ottenere conforto e giustizia anziché all’unico personaggio che ha il diritto e la capacità di farlo, il “seme” della promessa.
L’identità e il ruolo del simbolico “serpente”
La Parola di Dio identifica senza ombra di dubbio anche chi è quell’intrigante personaggio che si servì di un serpente per sfidare la Sovranità di Dio. In Rivelazione o Apocalisse 12:9 è svelata la sua identità. Vi leggiamo: “E il gran dragone fu scagliato, l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata”. È a Satana il Diavolo che Dio ha promesso di “schiacciare la testa”, proprio come si fa con un letterale serpente quando si vuole renderlo innocuo ed eliminarlo! I nomi che gli sono stati attribuiti sono molto appropriati: Satana (ebraico satàn che significa “uno che fa resistenza”) gli è stato dato perché è divenuto un oppositore di Geova, mentre Diavolo (dal greco diàbolos, che significa “calunniatore”) perché è il primo, il principale calunniatore e falso accusatore di Dio.
Molti se lo immaginano come una creatura spaventosa, con le corna, la coda a punta e il forcone, che arrostisce la gente in un inferno di fuoco. Questa immagine è frutto della fantasia di artisti medievali influenzati da rappresentazioni di Pan, dio della mitologia greca, e da quelle dell’Inferno di Dante. Ma la Bibbia non descrive affatto Satana in questo modo. Essa ci insegna che  colui che divenne Satana era in origine un perfetto figlio spirituale di Dio che, come tutte le altre creature intelligenti, fu dotato di libero arbitrio. Egli abusò della sua libertà di scelta, lasciò che nel suo cuore si sviluppassero sentimenti di superbia, cominciò a desiderare ardentemente l’adorazione che spettava solo a Dio, e quindi istigò Adamo ed Eva ad ascoltare lui anziché ubbidire a Dio dando così inizio alla contesa della sovranità nell’universo (cfr. Ezechiele 28:11-18). Nel corso del tempo, approfittando della libertà concessagli, Satana il Diavolo ha avuto modo di estendere la sua influenza su la maggior parte delle creature umane. La Bibbia, infatti, lo descrive come “il governante del mondo” (Giovanni 14:30), “l’iddio di questo sistema di cose” (2Corinti 4:4) e dice che “tutto il mondo giace nel potere del malvagio” (1Giovanni 5:19). Ma Geova Dio non permetterà che continui a esercitare il suo malefico potere a tempo indefinito perché è sua intenzione “distruggere le opere del Diavolo” (1Giovanni 3:8).
Perché conoscere la soluzione della contesa è indispensabile
Stabilita questa fondamentale premessa necessaria per comprendere chi sarebbe stato il promesso “seme” della simbolica “donna” e chi il “seme” del simbolico “serpente”, conoscere quale sarà la soluzione di questa contesa è indispensabile per tutte le creature di Dio, sia umane che angeliche, poiché riguarda la loro posizione rispetto alla Sua Sovranità. Una volta definita, una contesa del genere non può essere più riproponibile poiché sarà stabilito una volta per sempre chi ha diritto di governare sull’universo e perché il suo governo è il migliore possibile. Perciò il legittimo Sovrano dell’universo, Geova Dio ha voluto che tutte le questioni di tale contesa, dall’inizio al suo epilogo, fossero rese pienamente note e fossero ben comprese. L’azione che Dio intraprese, e poi ha portato avanti nel corso del tempo ha lo scopo di generare fiducia nell’immutabilità della sua giustizia e di magnificare la sua Sovranità per renderla desiderabile e saldamente radicata nella mente e nel cuore di tutti coloro che la scelgono.
Ciò che fu messo in gioco, vorrei ricordarlo, non era questione di potenza o di forza; si trattò primariamente di una questione morale che richiedeva tempo affinché fosse risolta. Per questo Dio ha concesso a questo mondo e al suo dio, Satana il Diavolo, un tempo per esistere e manifestare la propria malvagità, e ha infine stabilito un tempo per la loro distruzione. Ciò ha richiesto pazienza da parte sua, ma le ragioni di questa pazienza non sono state ben comprese o sono state distorte dalla maggioranza delle persone. Un saggio scrittore biblico scrisse infatti, sotto ispirazione divina, “Poiché la sentenza contro un’opera cattiva non è stata eseguita rapidamente, per questo il cuore dei figli degli uomini è in loro pienamente risoluto a fare il male” (Ecclesiaste 8:11). La stragrande maggioranza dei discendenti di Adamo ed Eva ha travisato i motivi della pazienza e della benignità di Dio e ne ha approfittato per giustificare e reiterare le proprie malefatte; per questo è diventata ribelle, proprio come i nostri progenitori. Altri, ma una esigua minoranza rispetto alla gran massa dell’umanità, si sono schierati dalla parte della Sovranità di Dio anche se l’hanno dovuto fare spesso tra molte sofferenze (cfr. Matteo 7:13,14). Come viene testimoniato, “furono torturati perché non accettarono la liberazione mediante qualche riscatto, per ottenere una risurrezione migliore. Sì, ricevettero la loro prova mediante beffe e flagelli, in realtà, ancora di più, mediante legami e prigioni. Furono lapidati, furono provati, furono segati a pezzi, morirono assassinati con la spada, andarono in giro in pelli di pecora, in pelli di capra, mentre erano nel bisogno, nella tribolazione, maltrattati; e il mondo non era degno di loro” (Ebrei 11:35-38). Pertanto, contrariamente a quanto la maggioranza delle persone crede, la Bibbia rivela che Geova Dio distingue i giusti dai malvagi riservando ciascuno per la sua sorte: “Il ricordo del giusto è per la benedizione”, scrisse un ispirato re dell’antichità, “ma il medesimo nome dei malvagi marcirà” (Proverbi 10:7).

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“tutto il mondo giace nel potere del malvagio”
Nei passati 6.000 anni il simbolico “serpente”, Satana il Diavolo, approfittando della libertà concessagli ha esercitato la sua influenza su la maggior parte delle creature umane (Rivelazione o Apocalisse 12:9). Lo ha fatto per mezzo dei governi umani, tutti da lui manovrati (cfr. Matteo 4:8,9), e usando la falsa religione, incluso un cristianesimo apostata (cfr. Matteo 13:36-39). Ma il giudizio di Dio sta per abbattersi sull’intero sistema satanico instaurato sulla terra e segnerà l’epilogo della grande contesa suscitata da Satana e dalle creature umane ribelli in Eden (cfr. Sofonia 1:14-18).
La contesa e noi
La contesa in atto rivela che fin dal principio Dio ha avuto un preciso proposito in tutto ciò che ha fatto e non ha mancato di agire quando l’adempimento di questo proposito l’ha richiesto. Egli vi ha dato seguito per dar prova della legittimità e della giustezza della sua Sovranità. Conoscere tutti i vari aspetti di questa contesa e la sua soluzione mette ciascuno di noi nella condizione di decidere da quale parte stare rispetto ad essa. Questo diventa per noi ancora più importante ed urgente in quanto la profezia e la cronologia biblica, come avremo modo di vedere, indicano la nostra generazione come quella che assisterà all’esito finale di tale contesa (cfr. Matteo 24:34). Pertanto la posizione che assumeremo nei suoi confronti è la cosa più importante di cui ci dobbiamo preoccupare oggi. Gli altri problemi, per quanto possano sembrare importanti, hanno a che fare con la nostra vita presente, ma qui è in gioco la vita eterna! La decisione che prenderemo influirà sul nostro futuro eterno. Riguardo a questo, infatti, la promessa di Dio è che “i mansueti stessi possederanno la terra, e in realtà proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace … I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre” (Salmo 37:10,11,29).
Un altro importante aspetto connesso con l’esito di questa contesa esalta ancora di più la giustizia di Dio. Come sopra accennato, Egli ha tenuto conto del fatto che i discendenti di Adamo ed Eva non sarebbero stati direttamente responsabili delle ingiustizie che avrebbero commesso e per le quali sarebbero morte (cfr. Romani 5:12; 6:23). Prima della soluzione finale della contesa miliardi di queste saranno morte e, come si afferma nelle Scritture, “il ricordo d’essi è stato dimenticato” poiché si sarà perso nel corso delle generazioni (Ecclesiaste 9:5); ma Dio non le ha dimenticate! La vittoria del “seme” della “donna” simbolica farà in modo che “vi sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti” (Atti 24:15). Mentre i primi sono quelli che nel corso dei secoli si sono schierati dalla parte della Sovranità di Dio perciò saranno considerati “giusti” e degni di essere risuscitati per vivere per sempre sulla terra, gli altri, considerati “ingiusti” perché sono vissuti e morti senza aver mai sentito parlare della contesa, perciò non hanno potuto fare la loro scelta al riguardo, saranno ugualmente risuscitati per ricevere anche loro la piena opportunità di apprendere le vie di Dio e decidere personalmente quale posizione assumere nella contesa della sovranità universale. Se faranno la scelta giusta anche la loro sarà una “risurrezione di vita” poiché continueranno a vivere per sempre sulla terra, come era originale proposito di Dio (Giovanni 5:29).
Data questa felice prospettiva, non pensate che vale la pena cercare di conoscere di più in merito alla contesa in questione? …. …

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Nota – Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

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Libero pensatore e inguaribile sognatore
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