VENGA IL TUO REGNO – VIII

“PORRÒ INIMICIZIA FRA TE E LA DONNA E FRA IL TUO SEME E IL SEME DI LEI”

Genesi 3:15

Anteprima
Dopo la ribellione in Eden che indusse Geova Dio a pronunciare la prima profezia riportata nella sua Parola scritta, quella di Genesi 3:15, cominciarono a comparire persone e organizzazioni che manifestavano caratteristiche simili a quelle del simbolico “serpente”, Satana il Diavolo: ribellione, menzogna, calunnia e omicidio, nonché opposizione alla volontà di Dio e a coloro che lo adoravano. Tali caratteristiche hanno sempre contraddistinto la progenie o “seme” del Diavolo. Come esaminato nel post precedente, fra questi ci fu Caino, che assassinò suo fratello quando Dio mostrò di preferire l’adorazione di Abele a quella di Caino (cfr. 1 Giovanni 3:10-12), poi un pronipote di Noè, Nimrod, il cui stesso nome lo contraddistingueva come ribelle, divenne un potente cacciatore e governante in opposizione a Geova (cfr. Genesi 10:9). Oltre a ciò, ci fu una successione di regni antichi con le loro religioni sostenute dallo Stato e basate sulla falsità, che si opposero o oppressero crudelmente gli adoratori di Geova e il popolo che Egli si scelse per rappresentare sulla terra il suo dominio (cfr. Geremia 50:29). Questa profetizzata “inimicizia” tra il “seme” del simbolico “serpente”, Satana il Diavolo, e il “seme” della simbolica “donna”, l’organizzazione celeste di Dio formata dalle sue creature spirituali, toccò l’apice quando il principale “seme” della “donna”, Gesù, venne sulla terra come uomo perfetto. Allora il “seme” del “serpente” venne rappresentato dalla classe sacerdotale apostata della nazione di Israele che rigettò Gesù quale Messia e lo fece condannare a morte dal rappresentante dell’imperatore romano in Palestina, Ponzio Pilato (cfr. Giovanni 8:44; Matteo 15:6-9; Giovanni 19:15). Quell’azione però risultò essere solo una “ferita al calcagno” del “seme” promesso, come era stato profetizzato, poiché Geova Dio risuscitò Gesù il terzo giorno dalla morte. Ma la lotta del Diavolo contro la simbolica “donna” di Dio e il suo “seme” non finì lì. Dopo che Cristo tornò nel reame celeste, la classe sacerdotale ebraica diresse il suo attacco contro i suoi discepoli che rendevano pubblica testimonianza al loro Signore e Maestro, opponendosi accanitamente a tale opera (cfr. Atti 5:28,29). Dopo la distruzione del sistema giudaico ad opera dei romani nel 70 d.C., e in particolare dopo la morte degli apostoli, sorse la grande apostasia predetta da Gesù con la sua parabola sul “grano e le zizzanie” (cfr. Matteo 13:24-30; 36-40). Satana produsse di nuovo il suo “seme” terreno, rappresentato da una classe clericale che andò formandosi grazie all’ambizione di uomini avidi e corrotti i quali diedero vita a un falso cristianesimo basando i loro insegnamenti su superstizioni, pratiche pagane e sulla filosofia umana e pian piano allontanarono le persone dalla speranza del Regno e dalla sottomissione al dominio divino dando e ricevendo sostegno dai governi umani nelle mani di Satana. Tale perfida classe si è distinta per la lotta intrapresa contro la Parola di Dio e per la incessante persecuzione, fino all’assassinio, di coloro che invece amavano la verità in essa contenuta e l’hanno coraggiosamente difesa anche a costo della loro vita. Sebbene queste simboliche “zizzanie” prevalessero nel corso dei secoli, non sono però riuscite a soffocare del tutto il buon “grano” rappresentato da persone che hanno sempre difeso la verità tenendone viva nel tempo la fiammella. Oggi che siamo pervenuti al tempo della “mietitura” indicato nella parabola, cioè al tempo della fine del sistema politico-religioso satanico impiantato sulla terra, i frutti sono maturi per riconoscere le simboliche “zizzanie”, cioè i “figli del Diavolo” dal buon “grano”, cioè i “figli del regno” i quali ne continuano a sostenere gli interessi proclamandolo in tutta la terra (cfr. Matteo 24:14).

______________________________________________________________

Che l’abbiano voluto o no, che ne siano stati coscienti o meno, tutti gli abitanti della terra, dalle origini della razza umana fino ai nostri giorni, sono implicati nella più importante contesa che l’umanità abbia mai dovuto affrontare. Dalla cronologia biblica risulta che questa contesa fu suscitata poco più di 6.000 anni fa quando, in quella parte di terra chiamata Eden, i primi esseri umani creati da Dio, istigati da un’altra creatura spirituale disubbidiente, si ribellarono al loro Creatore convinti che per essi sarebbe stato più vantaggioso decidere autonomamente anziché ubbidire alle leggi di Dio. I passati 6.000 anni di storia hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che essi ebbero torto. Nel vano tentativo di essere indipendenti dal dominio divino, gli esseri umani loro discendenti, seguendo lo stesso corso di ribellione dei loro progenitori, hanno istituito vari sistemi politici, economici e religiosi. Queste differenze hanno creato continui conflitti, sfociando in violenze, guerre e morte. Come constatò un saggio re dell’antichità, il risultato è stato che: “l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno” (Ecclesiaste 8:9).
Quella ribellione suscitò la fondamentale contesa della sovranità universale di Geova Dio, cioè il suo diritto di governare su tutta la sua creazione. Quell’attacco contro la sovranità di Dio non si esaurì con ciò che accadde in Eden poiché il suo istigatore, Satana il Diavolo, mise in dubbio la lealtà di tutte le creature nei confronti di Geova e questa divenne una contesa secondaria, strettamente legata alla prima. La sfida si allargò fino a includere sia i discendenti di Adamo ed Eva che tutti i figli spirituali di Dio, gli angeli, compreso il suo diletto Figlio primogenito. Prevedendo gli sviluppi futuri di tale contesa, Geova pronunciò la prima profezia riportata nella sua Parola scritta, quella di Genesi 3:15 che riguardava una “inimicizia” o la lotta che il simbolico “serpente” e il suo “seme” avrebbero fatto alla simbolica “donna” e al suo “seme”. Come ampiamente considerato negli studi biblici riportati nei post precedenti, il simbolico “serpente” rappresenta Satana il Diavolo, il suo “seme” è composto da altri angeli ribelli, divenuti demòni, e da creature umane che hanno seguito il suo stesso corso di ribellione insegnando menzogne dottrinali e rendendosi colpevoli dell’assassinio di milioni di esseri umani, come ha fatto, ad esempio, il clero del cristianesimo apostata. La simbolica “donna”, invece, raffigura l’organizzazione celeste di Dio composta dagli angeli fedeli e il “seme” di questa è Cristo Gesù, quale rappresentante principale del dominio divino, coadiuvato da un piccolo gruppo di uomini che vengono “riscattati dalla terra” per affiancarlo nel Regno celeste come parte secondaria di quel “seme”.
L’“inimicizia” del “seme” satanico contro l’antico popolo di Dio
Nel corso della storia questa “inimicizia” si è sviluppata in vari modi che costituiscono la “prova provata” dei due diversi schieramenti: a favore o contro il dominio divino. Nei tempi antichi, infatti, fra tutti i popoli Geova Dio ne scelse uno che rappresentasse il suo dominio sulla terra. Quella scelta si basò su un patto che Dio stipulò con un uomo che dimostrò di avere a cuore gli interessi del suo Creatore tanto da anteporli a tutti i suoi interessi personali, dimostrando in tal modo una forte fede nelle promesse divine. Quell’uomo fu Abraamo al quale Dio disse che il “seme” promesso della simbolica “donna” sarebbe venuto dalla sua discendenza (cfr. Genesi 12:3; 22:18). In virtù di quel patto, Dio scelse i discendenti di Abramo e li organizzò come nazione, quella Israelita, per mezzo della quale avrebbe mostrato al mondo come sarebbe stata la vita sulla terra se gli uomini avessero ubbidito alle leggi che lui aveva stabilito per il buon funzionamento di tutta la sua creazione! Essa doveva rappresentare un modello del dominio divino in quanto non avrebbe avuto governanti umani, imperfetti e soggetti alla corruzione, dalla conoscenza e dalle capacità limitate, che avrebbero fatto leggi condizionate dai loro limiti, come è accaduto e accade tutt’ora in tutte le nazioni della terra. Il governante della nazione di Israele sarebbe stato Geova Dio stesso e la legge che avrebbe regolato la vita dell’intera nazione sarebbe stata la sua perfetta Legge, un codice di norme e princìpi al di sopra di ogni interesse di parte, perché, come affermò un governante dell’antichità: “Tue, o Geova, sono la grandezza e la potenza e la bellezza e l’eccellenza e la dignità; poiché ogni cosa nei cieli e sulla terra è tua … Le ricchezze e la gloria sono a motivo tuo, e tu domini su ogni cosa; e nella tua mano sono potere e potenza” (1Cronache 29:11,12). Il suo governo sarebbe stato del tutto libero da ogni forma di corruzione.
Questo modello di governo doveva aiutare tutti gli abitanti della terra a ragionare sulle loro velleità di autodeterminazione, riconoscendone la vanità! (cfr. Ecclesiaste 2:3-11). Ai componenti di quella nazione, infatti, Geova Dio disse: ““Voi siete i miei testimoni” … pure il mio servitore che io ho scelto, affinché conosciate e abbiate fede in me … Io, io sono Geova, e oltre a me non c’è salvatore … Voi siete dunque i miei testimoni”, è l’espressione di Geova, “e io sono Dio”” (Isaia 43:10-12). Si, con la loro ubbidienza alla Legge divina essi rendevano testimonianza alla giustezza della sovranità del loro Dio, Geova! E la storia di quella nazione dimostra che finché gli Israeliti osservavano la Legge di Dio, mettendo in pratica tutte le sue disposizioni, prosperavano sia sotto l’aspetto materiale che sociale e morale. Quella legge giusta e sapiente era per loro una salvaguardia, poiché impediva di cadere schiavi di tutte le pratiche aberranti e immorali in uso presso le nazioni che li circondavano. Li rendeva un popolo operoso, senza insanabili ingiustizie sociali (si prenda come esempio la disposizione dell’anno giubilare per mezzo del quale ogni cittadino rientrava in possesso della propria liberta e dei propri possedimenti – cfr. Levitico 25:10), un popolo libero, protetto dalla dominazione di altri popoli dal loro potente Dio, un popolo che viveva in pace con se stesso e con gli altri. Quel popolo avrebbe provveduto una degna discendenza al promesso “seme” della simbolica “donna”. Naturalmente tutto questo a Satana il Diavolo non poteva far piacere per cui si adoperò in tutti i modi per indurre quella nazione a disubbidire alla Legge di Dio. Lo fece in vari modi e quasi sempre usando i popoli vicini o persone che egli controllava.
Ad esempio, in una circostanza egli si servì di un uomo di nome Balaam per indurre gli Israeliti a violare la legge di Dio sull’idolatria e la fornicazione. Balaam era un uomo dedito alla divinazione, una pratica satanica condannata da Dio, che venne interpellato dai moabiti e dai madianiti per contrastare l’avanzata degli Israeliti verso la terra promessa. Conoscendo bene i comandi che Geova aveva dato al suo popolo, egli suggerì ai moabiti di servirsi delle proprie donne per indurre gli uomini di Israele a prendere parte ai lascivi riti dell’adorazione del loro dio Baal. Gli Israeliti caddero nel tranello e 24.000 di essi persero la vita, come punizione per la loro infedeltà. Perché Balaam accettò quell’incarico? L’apostolo Pietro scrisse di lui: “amò il compenso dell’ingiustizia”, si, l’avidità della ricompensa promessagli dai moabiti lo accecò facendogli seguire la via sbagliata, come scrisse anche il discepolo Giuda: “Balaam si precipitò per un compenso nell’errore” e facendo ciò, aggiunse lo scrittore, andò “nel sentiero di Caino”, il primo della discendenza umana di Adamo ed Eva a manifestarsi come “seme” del simbolico “serpente” odiando e uccidendo il proprio fratello Abele che serviva fedelmente Dio conformandosi alla sua volontà (cfr. 2Pietro 2:15,16; Giuda 11; 1Giovanni 3:12). Balaam mostrò di appartenere al “seme” del “serpente” manifestando “inimicizia” al popolo di Dio e rivelando lo stessa indole omicida del Diavolo nel causare la morte degli Israeliti infedeli.
002
“Se la tua asina non avesse deviato da me, ti avrei colpito a morte
Balaam era un divinatore e l’efficacia delle sue maledizioni e benedizioni lo aveva reso famoso molto al di là dei confini del suo paese nativo. Quando gli Israeliti erano quasi pronti per entrare nella terra promessa, Balac, re di Moab, avendone timore, dopo essersi alleato con i madiamiti, mandò a chiamare Balaam perché maledicesse Israele, promettendogli una grossa somma di denaro. Perciò Balaam montò sull’asina e partì per andare a trovare Balac. Ma Geova non volle che Balaam maledicesse il suo popolo. Perciò mandò un angelo con una lunga spada a porsi sulla strada per fermare Balaam. Questi non vide l’angelo, ma l’asina lo vide e cercò ripetutamente di deviare e allontanarsi da quel luogo; infine si accovacciò sulla strada. Balaam fu molto adirato, e battè l’asina con un bastone. Allora Geova fece parlare l’asina che chiese a Balaam: “Che cosa ti ho fatto che mi bastoni?”; dopo ciò gli fece vedere l’angelo che a sua volta gli disse: “Io sono venuto a impedirti il passaggio perché non dovresti andare a maledire Israele. Se la tua asina non avesse deviato da me, ti avrei colpito a morte”. Nonostante quella miracolosa visione e la sua spiegazione, Balaam cercò ugualmente di maledire Israele ma, ogni volta, per tre volte, Geova lo costrinse a pronunciare una benedizione. Ostinatamente Balaam non si arrese perché voleva a tutti i costi la ricca ricompensa promessa da Balac, quindi ragionò che se lui non poteva maledire Israele, forse Dio stesso avrebbe maledetto il suo popolo, se solo si fosse potuto indurlo ad abbandonarsi all’adorazione immorale del dio moabita Baal. Perciò suggerì ai moabiti e ai madianiti di servirsi delle proprie donne per indurre gli uomini di Israele a prendere parte ai lascivi riti dell’adorazione del loro dio Baal. Il risultato fu che 24.000 uomini d’Israele caddero nel tranello e morirono per il loro peccato. Ma né Moab né Balaam stesso sfuggirono alla punizione divina. Geova ordinò che gli abitanti del paese fossero tutti giustiziati; solo le vergini furono risparmiate e, poiché Balaam si trovava ancora in mezzo a loro, gli Israeliti “uccisero Balaam figlio di Beor con la spada” (cfr. Numeri 25:1-9; 31:1-8). Balaam, dunque, pagò con la vita la sua azione ostinata contro la volontà di Dio. Questo è un esempio ammonitore per tutti quelli che, per motivi egoistici, si schierano con coloro che mostrano di essere nemici di Geova Dio e del suo popolo.
Spesso Satana, per indurre gli Israeliti a disubbidire alla Legge divina, si servì delle false pratiche religiose dei popoli che circondavano Israele, pratiche da lui ispirate come l’uso di immagini nell’adorazione o l’immoralità sessuale posta in atto con pratiche degradate, come la promiscuità, la prostituzione, l’omosessualità e la pedofilia. Cedendo alle sue macchinazioni Israele ne fu alla fine sopraffatto così che Dio pronunciò un decreto di condanna contro quella nazione. Quel decreto si attuò nel 607 a.C. quando Geova permise alla potenza mondiale allora dominante, quella babilonese, di conquistare la Giudea, distruggere Gerusalemme, che era considerata la capitale del governo di Dio rappresentato sulla terra, e deportare i suoi abitanti prigionieri a Babilonia lasciando il paese completamente desolato (cfr. 2Re 25:1-17; Geremia 1:14-16). Da quell’anno Satana divenne “l’iddio di questo sistema di cose” dominando incontrastato sul mondo del genere umano senza più l’interferenza di un governo che rappresentasse il dominio di Dio sulla terra (cfr. 2Corinti 4:4; 1Giovanni 5:19).
Ferito al calcagno il “seme” della simbolica “donna” di Dio
L’“inimicizia” del “seme” satanico toccò l’apice quando si scontrò direttamente con il “seme” della simbolica “donna” di Dio, Gesù, quando questi venne sulla terra. In quell’occasione a svolgere il ruolo del “seme” del simbolico “serpente” fu la classe sacerdotale dell’apostata nazione di Israele. Gesù stesso la identificò come tale dicendo di loro: “Voi siete dal padre vostro il Diavolo e desiderate compiere i desideri del padre vostro. Egli fu un omicida quando cominciò, e non si attenne alla verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice la menzogna, parla secondo la propria disposizione, perché è un bugiardo e il padre della menzogna” (Giovanni 8:44). Questi, accecati dalla bramosia di potere e da una tradizione umana in antitesi con la Legge divina, si rifiutarono di riconoscere Gesù come il “seme” della promessa, il Messia tanto atteso, preferendogli come governante un imperatore pagano, il Cesare romano e indussero il popolo a fare altrettanto chiedendo al rappresentante dell’imperatore romano in Palestina, Ponzio Pilato, di mettere a morte Gesù (cfr. Matteo 15:6-9; Giovanni 19:15). Quell’azione adempì l’aspetto della profezia di Genesi 3:15 che riguardava il ferimento al calcagno del “seme” della simbolica “donna”. La morte di Gesù fu in effetti come una ferita temporanea perché il terzo giorno Geova Dio lo risuscitò di nuovo come creatura spirituale così che potesse ritornare nel reame celeste per presentare il valore del suo sacrificio (1Corinti 15:22,44,45; Ebrei 9:24). Quel sacrificio era servito a stabilire la base legale per annullare gli effetti del peccato di Adamo ed Eva provocato dal Diavolo poiché avrebbe permesso a persone che avrebbero esercitato fede nel suo valore salvifico di ottenere la vita eterna e la risurrezione dalla morte (cfr. Romani 5:17-19; 1Giovanni 3:8). Ora manca solo l’adempimento finale della profezia che riguarda lo schiacciamento della testa del simbolico “serpente” che significherà la distruzione eterna dell’“originale serpente”, Satana il Diavolo, e del suo “seme” (cfr. Romani 16:20; Rivelazione o Apocalisse 20:10).

doc3

esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno
Come era stato predetto nella profezia divina di Genesi 3:15, Gesù fu “ferito al calcagno” dall’“originale serpente” quando fu inchiodato a un palo di esecuzione capitale il 14 nisan dell’anno 33 A.D. A differenza dello schiacciamento della testa da cui non ci sarà guarigione, quella “ferita al calcagno” fu solo temporanea. Il terzo giorno Geova Dio destò Gesù dai morti, conferendogli il “potere di una vita indistruttibile” (cfr. Atti 10:40; Ebrei 7:16). Come persona spirituale immortale, il re Gesù Cristo è ora in grado di schiacciare la testa dell’“originale serpente” e annullare tutto il danno che costui ha causato nel tempo stabilito da Dio.
L’ “inimicizia” del “seme” satanico contro i cristiani del I secolo
Ma la lotta del Diavolo contro la simbolica “donna” e il suo “seme” non finì lì. Dopo che Cristo tornò nel reame celeste, la classe sacerdotale ebraica diresse il suo attacco contro i suoi discepoli ai quali Gesù aveva detto “riceverete potenza quando lo spirito santo sarà arrivato su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino alla più distante parte della terra” (Atti 1:8). Fedeli a quel mandato i discepoli iniziarono subito a parlare ad altri di Cristo e del valore del suo sacrificio espiatorio; il racconto di quei giorni dice che “Ogni giorno, nel tempio e di casa in casa, continuavano senza posa a insegnare e a dichiarare la buona notizia intorno al Cristo, Gesù” (Atti 5:42). La loro opera non sfuggì al “seme” di Satana poiché “il sommo sacerdote e tutti quelli con lui, la setta esistente dei sadducei, si alzarono pieni di gelosia,e messe le mani sugli apostoli, li posero nel pubblico luogo di custodia” (Atti 5:17,18). Nel I secolo fu dunque evidente l’“inimicizia” che sorse tra il “seme” della simbolica “donna” di Dio, rappresentato dalla sua parte secondaria, i discepoli di Gesù che rendevano pubblica testimonianza al loro Signore e Maestro, e il “seme” del simbolico “serpente”, rappresentato dalla classe sacerdotale della nazione israelita che si opponeva a tale opera. Quegli apostati capi religiosi, infatti, dissero agli apostoli e discepoli di Gesù: “Noi vi abbiamo positivamente ordinato di non continuare a insegnare in base a questo nome, eppure, ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento” ma quelli risposero loro: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini” (Atti 5:28,29). Come si può notare la questione in gioco era sempre la stessa: la sovranità di Geova Dio sulla sua creazione!

001

Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini
I capi religiosi del I secolo, ai quali Gesù disse: “Voi siete dal padre vostro il Diavolo e desiderate compiere i desideri del padre vostro”, identificandoli così come il “seme” terreno del simbolico “serpente”, tentarono in ogni modo di opporsi al dominio divino intimando ai discepoli di Gesù di smettere di predicare “la buona notizia del Regno” (cfr. Matteo 24:14). Mostrarono la loro opposizione facendo circolare sul loro conto perfide calunnie, presentandoli come sediziosi, rovinafamiglie, settari (cfr. Atti 17:5-8; 28:22). Ma questi, nonostante l’accanita opposizione subita, continuarono intrepidi l’opera comandata dal loro Maestro (cfr. Atti 1:8). Quei figli di Satana intensificarono la loro opposizione scatenando una grande persecuzione così che tutti i discepoli eccetto gli apostoli vennero dispersi in tutta la Giudea e la Samaria. Ma quella persecuzione ebbe solo l’effetto di diffondere ulteriormente il loro messaggio del Regno. Le Scritture dicono, infatti, che quei fedeli discepoli continuarono a dare coraggiosa testimonianza “in Gerusalemme”, “in tutta la Giudea e la Samaria”, “fino alla più distante parte della terra” (Atti 1:8; 5:28; 6:7; 8:1,4,25; 11:19-21;  Colossesi 1:23).
Il “seme” satanico e la sua “inimicizia” dopo la morte degli apostoli
Dopo la fine decretata del sistema di cose ebraico, ad opera dei romani nel 70 d.C. (cfr. Matteo 23:37,38; 24:1,2), Satana il Diavolo si diede ad attuare il suo capolavoro di opposizione al dominio divino. Gesù stesso l’aveva profetizzato con la sua “parabola del grano e delle zizzanie” (cfr. Matteo 13:24-30; 36-40. Per i particolari sul significato e sull’adempimento di questa parabola vedi il mio post del 14 maggio 2011 – UNA STORIA FINITA – XVI parte, https://gi1967.wordpress.com/2011/05/14/una-storia-finita-xvi-parte/). Finché gli apostoli furono in vita combatterono strenuamente per difendere la verità ma, come predetto da Cristo, dopo la loro morte Satana ebbe via libera per diffondere le sue menzogne dottrinali dando vita a un falso cristianesimo mediante l’introduzione progressiva nella chiesa cristiana di dogmi e pratiche pagane appositamente adattati allo scopo. Ancora si servì di uomini avidi di potere e di denaro il cui desiderio fu quello di elevarsi al di sopra dei loro conservi cristiani (cfr. Matteo 23:6-10; 2Tessalonicesi 2:3,4). A far data dal II secolo d.C. sorsero, infatti, diversi “falsi maestri” o “falsi dottori” (CEI) che, come scrisse l’apostolo Pietro, avrebbero “introdotto quietamente distruttive sette” e avrebbero “rinnegato anche il proprietario che li ha comprati” (2Pietro 2:1-3). Questi, basando i loro insegnamenti su superstizioni, pratiche pagane e sulla filosofia dei greci, che in quel tempo era molto popolare, pian piano allontanarono le persone dalla speranza del Regno e dalla sottomissione al dominio divino dando sostegno ai governi umani nelle mani di Satana (cfr. Matteo 4:8,9). Alcuni dei loro insegnamenti costituiscono tutt’oggi i cardini del falso cristianesimo, come l’esistenza di un anima immortale che sopravvive alla morte del corpo, la vita dopo la morte in un ipotetico aldilà, l’esistenza di un luogo di tormento eterno chiamato “inferno”, il dogma trinitario, la venerazione di “santi” e “madonne”, l’uso di immagini nell’adorazione e tanti altri ancora. Questi stessi “falsi maestri” col tempo hanno costituito una classe clericale dominante e, all’interno d’essa, una gerarchìa o un complesso di autorità ecclesiastiche basata sui privilegi, che nulla ha a che fare con il modello della primitiva chiesa cristiana.
Sebbene queste simboliche “zizzanie” prendessero il sopravvento con i loro falsi insegnamenti, grazie anche al sostegno delle potenze politiche della terra con le quali hanno commesso “adulterio” spirituale (cfr. Giacomo 4:4), la parabola di Cristo lasciò a intendere che comunque una classe di persone rappresentata dal buon “grano” o, come spiego Gesù stesso, dai “figli del Regno”, cioè da uomini fedeli alla sovranità di Geova Dio che avrebbero tenuta accesa la fiammella della verità, ci sarebbe sempre stata sulla terra da allora fino al tempo della “mietitura” o del “termine del sistema di cose” satanico. La storia dei passati 2.000 anni, infatti, dimostra che diverse persone hanno levato le loro voci contro i falsi insegnamenti, contro le pratiche religiose, contro la corruzione e contro i crimini del falso cristianesimo. Uomini come Agobardo di Lione, Berengario di Tours, Claudio di Torino, Pierre di Bruys , Enrico di Losanna, Pietro Valdo, John Wycliffe, Jan Hus, William Tyndale, Michele Serveto, Lelio e Fausto Socini, Ferenc Davìd, solo per citarne alcuni dei più noti, si dimostrarono strenui sostenitori delle verità bibliche e dedicarono la loro vita a smascherare le menzogne dottrinali del falso cristianesimo il cui clero, cattolico, ortodosso e anche protestante (vedi l’inquisizione messa in atto da Calvino) si distinse nella lotta contro questi fedeli uomini, che fece arrestare, torturare e uccidere, dimostrando pienamente, proprio come la classe sacerdotale del tempo di Cristo, di essere “figli del padre loro, il Diavolo … che fu omicida … bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44), di rappresentare, cioè, il “seme” terreno del simbolico “serpente”, Satana il Diavolo.

220px-WaldoAtLutherDenkmal   John Wycliffe   Jan Hus

Pietro Valdo               John Wycliffe               Jan Hus 

William Tyndale 2   Tyndale Bible Genesi 15.2 - 1530

William Tyndale  e la pagina di Genesi 15:2 della sua Bibbia con il nome di Dio, Jehovah

michele-serveto_140x200   FaustusSocinus   FerencDavid

Michele Serveto               Fausto Socini              Ferenc Davìd
“in quanto al seme eccellente, questi sono i figli del regno”
Dopo la morte degli apostoli e dei primi fedeli discepoli di Cristo sulla terra ci sono sempre stati veri cristiani che hanno ricercato e difeso la verità biblica. Come le simboliche spighe di grano della parabola di Cristo sono cresciuti in mezzo alle “zizzanie” del cristianesimo apostata ma producendo frutti diversi. Non possiamo dire con certezza chi fossero, ma nel corso del tempo molti smascherarono credenze e pratiche contrarie alle Sacre Scritture. Osservate questi esempi:
Agobardo di Lione (769-840) – Si espresse contro il culto delle immagini, le chiese dedicate ai santi e la liturgia ecclesiastica poiché non erano in armonia con le Sacre Scritture [cfr. De picturis et imaginibus].
Claudio di Torino (780-827) – Condannò le preghiere ai santi, il culto della Madonna, la venerazione delle reliquie e della croce e, in generale, respinse la tradizione della chiesa perché contraria alle Sacre Scritture.
Berengario di Tours (998-1088) –  Contestò il dogma della transustanziazione, sostenendo che il pane e il vino usati per commemorare la morte di Cristo sono emblematici e non vengono miracolosamente trasformati nel corpo e nel sangue di Cristo [cfr. De sacra coena adversus Lanfrancum]. Egli sostenne anche la superiorità della Bibbia rispetto alla tradizione. Nel 1050 Berengario fu scomunicato e imprigionato per eresia dalla Chiesa Cattolica.
Pierre di Bruys (1095c.-1131c.) – Cominciò da adulto a fare il sacerdote sulle Alpi della Francia sud-orientale. Ma abbandonò subito il sacerdozio perché non era d’accordo con la Chiesa su dottrine importanti come il battesimo dei bambini, la transustanziazione, le preghiere per i morti, il culto della croce e la necessità di edifici religiosi. Bandito dalle diocesi delle Alpi meridionali, predicò direttamente al popolo in tutta la Francia meridionale, facendo molti discepoli. La sua strenua difesa delle verità bibliche gli costò la vita perché venne bruciato vivo sul rogo. I suoi insegnamenti vennero raccolti da un altro ex monaco, Enrico di Losanna, che contribuì a diffonderli dopo la sua morte e che, per questo motivo, venne a sua volta arrestato e imprigionato fino alla sua morte.
Pietro Valdo (1140-1217c.) – A lui va il merito di avere preso l’iniziativa di far tradurre la Bibbia dal latino nelle lingue volgari parlate dalla gente comune a cui lui e i suoi compagni predicavano. Da lui presero il nome i primi valdesi i quali credevano che la Bibbia è la sola fonte di verità religiosa e pur non chiarendo appieno importanti dottrine apostate, come la trinità, l’immortalità dell’anima e l’inferno di fuoco, capirono abbastanza dal loro studio biblico da respingere il culto delle immagini, la transustanziazione, il battesimo dei bambini, il purgatorio, l’adorazione di Maria, le preghiere ai santi, la venerazione della croce e delle reliquie, il pentimento in punto di morte, la confessione ai sacerdoti, le messe per i morti, le indulgenze papali, il celibato sacerdotale e l’uso delle armi. Quando l’arcivescovo di Lione, Giovanni de Bellesmains, vietò loro di predicare, Valdo rispose citando Atti 5:29: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini”. Non attenendosi al divieto egli e i suoi compagni furono dichiarati eretici dalla Chiesa Cattolica con una serie di decreti che culminarono nell’anatema lanciato contro di loro dal IV Concilio Lateranense nel 1215. Nel 1545 i valdesi furono attaccati con una inaudita ferocia dai soldati inviati dal re cattolico Francesco I di Francia di concerto con il papa Paolo III; i loro villaggi furono rasi al suolo e gli abitanti messi in prigione o uccisi. Quell’attacco fece rabbrividire l’Europa: 2.700 uomini morirono e 600 furono mandati alle galee, per non parlare delle sofferenze patite da donne e bambini. Il comandante dell’esercito che condusse quella sanguinosa campagna fu infine elogiato dal papa. Purtroppo l’intensa persecuzione di cui furono oggetto spinse poi i valdesi nell’ovile protestante così che col tempo persero quella genuinità iniziale cessando di predicare e insegnare la Bibbia.
John Wycliffe (1320-1384) – Sacerdote cattolico e professore di teologia a Oxford, in Inghilterra, condannò ‘la gerarchia assetata di potere’ del XIV secolo. Ben consapevole degli abusi della chiesa, scrisse e predicò contro questioni quali la corruzione negli ordini monastici, il censo imposto dai papi, la dottrina della transustanziazione, la confessione e l’ingerenza della chiesa negli affari temporali. Fu particolarmente franco nel denunciare il disinteresse della Chiesa Cattolica per l’insegnamento della Bibbia. Dedicò parte della sua vita a tradurre in inglese la versione della Bibbia latina nota come Vulgata dando un ottimo contributo alla ricerca di Dio da parte dell’uomo. Tutto ciò, naturalmente, non passò inosservato alle gerarchie della Chiesa ma, grazie alla posizione di cui godeva negli ambienti governativi e culturali, a Wycliffe fu permesso di morire in pace l’ultimo giorno del 1384. Ai suoi seguaci, chiamati lollardi, le cose non andarono altrettanto bene. Sotto il regno di Enrico IV d’Inghilterra furono tacciati di eresia e molti di essi vennero imprigionati, torturati o arsi sul rogo. Fortemente influenzato da John Wycliffe fu il boemo Jan Hus (1369c.-1415), rettore dell’Università di Praga. Hus predicò contro la corruzione della Chiesa di Roma e insisté sull’importanza di leggere la Bibbia. Questo gli attirò subito le ire della gerarchia clericale. Nel 1403 le autorità gli ingiunsero di smettere di predicare le idee antipapali di Wycliffe, e inoltre diedero pubblicamente alle fiamme i libri di Wycliffe. Ma Hus, per nulla intimorito, scrisse pungenti capi d’accusa contro le pratiche della Chiesa, compresa la vendita delle indulgenze. Nel 1410 fu condannato e scomunicato. Nonostante ciò Hus fu intransigente nel sostenere le verità della Bibbia. A motivo di tutto ciò fu processato dinanzi al Concilio di Costanza e condannato come eretico; nel 1415 fu arso sul rogo. Lo stesso concilio ordinò anche che le ossa di Wycliffe fossero disseppellite e bruciate, nonostante egli fosse morto e sepolto da oltre 30 anni!
William Tyndale (1494-1536) – Fu un brillante studioso di greco e latino e svolse un ruolo importante nella traduzione della Bibbia in inglese. A coloro che si opposero al suo progetto disse: “Se Dio mi risparmia la vita, fra non molti anni farò conoscere le Scritture a un ragazzo che guida l’aratro più di quanto non le conosciate voi”. Era un’impresa rischiosa, dato che il clero cattolico si opponeva accanitamente a qualsiasi tentativo di rendere le Sacre Scritture disponibili alla gente comune. Perciò Tyndale fuggì dall’Inghilterra e si recò in Germania dove, nel 1525, tradusse dall’originale greco il “Nuovo Testamento”. Ne furono stampate circa 3.000 copie che vennero introdotte in Inghilterra di nascosto. Il vescovo di Londra comprò tutte le copie che riuscì a trovare e le fece bruciare pubblicamente sul sagrato della chiesa di St. Paul. Nel 1530 Tyndale produsse un’edizione del Pentateuco, i primi cinque libri del VT. Egli fu il primo traduttore inglese a ripristinare il nome di Dio, Jehovah (Geova), nelle Sacre Scritture. Braccato senza tregua dalla Chiesa e dallo Stato, infine Tyndale fu preso, processato e condannato per eresia. Nel 1536 venne strangolato e arso sul rogo.
Michele Serveto (1511-1553) – Teologo, umanista e medico spagnolo. Credeva che il messaggio di Cristo non fosse rivolto ai teologi o ai filosofi ma alla gente comune che lo avrebbe compreso e messo in pratica (cfr. 1Corinti 1:26-28). Pertanto decise di consultare il testo biblico nelle lingue originali e di respingere qualsiasi insegnamento in contrasto con le Sacre Scritture. I suoi  studi in campo storico e biblico lo portarono alla conclusione che nei primi tre secoli dopo Cristo il cristianesimo apostolico si era corrotto. Apprese che Costantino e i suoi successori avevano promosso falsi insegnamenti, i quali alla fine portarono ad adottare la trinità come dottrina ufficiale. All’età di vent’anni Serveto pubblicò il De trinitatis erroribus affermando che “nella Bibbia non si parla della trinità” e giungendo a conclusione che lo spirito santo non è una persona, ma la forza di Dio all’opera. Arrivò anche a rigettare altre dottrine della Chiesa e a considerare antiscritturale l’uso delle immagini nell’adorazione. Tutto questo lo fece finire nel mirino dell’Inquisizione cattolica. Costretto a fuggire si rifugiò a Parigi dove conobbe Giovanni Calvino. Sin dall’inizio fra i due ci fu un conflitto di personalità e Calvino diventò il nemico più implacabile di Serveto. Benché Calvino fosse uno dei padri della Riforma protestante, alla fine denunciò Serveto all’Inquisizione cattolica. Fuggito anche dalla Francia, dove fu bruciato in effige, fu riconosciuto e imprigionato a Ginevra, dove la parola di Calvino era legge. In carcere Serveto ricevette un crudele trattamento da parte di Calvino. Ciò nonostante al processo nel suo dibattito con Calvino si disse disposto a modificare le proprie vedute a patto che per convincerlo il suo avversario si servisse di argomentazioni basate sulle Sacre Scritture. Calvino non fu in grado di farlo. Dopo il processo, Serveto fu condannato al rogo. Secondo alcuni storici fu l’unico dissidente religioso a essere sia bruciato in effigie dai cattolici che arso vivo dai protestanti. Nella città francese di Annemasse, a circa cinque chilometri dal luogo in cui Serveto fu assassinato, è stato eretto un monumento in suo onore con un’iscrizione che dice: “Era un uomo dalle convinzioni granitiche. Sacrificò la propria vita per la causa della verità”.
Lelio e Fausto Socini (1525-1562/1539-1604) – Zio e nipote che subirono l’influenza di Serveto e contestarono la dottrina trinitaria che divenne oggetto di accese polemiche con la Chiesa Calvinista polacca, nazione dove Fausto, di origine italiana, si era trasferito. Lì diede inizio ad un movimento progressista, noto come Sociniani o Fratelli Polacchi che, oltre a contestare la dottrina trinitaria, rifiutava il battesimo dei neonati, rifiutava di portare armi e di ricoprire cariche pubbliche. Negava anche l’esistenza dell’inferno come luogo di tormento. Sia il clero calvinista che quello cattolico scatenarono una feroce opposizione contro quel movimento e si servirono di tutti i mezzi possibili e immaginabili, inclusi la calunnia e gli scritti diffamatori, per screditare i Fratelli Polacchi. In particolare il clero cattolico, accusando i Fratelli Polacchi di attività sovversiva contro lo Stato, indusse il Parlamento a chiudere la loro chiesa nonché l’Accademia di Rankow da essi fondata e l’annessa stamperia, considerata una delle migliori di Europa. Ai fedeli fu ordinato di lasciare la città. I docenti dell’Accademia furono banditi dal paese sotto pena di morte. Infine nel 1658 il parlamento decretò che i Fratelli Polacchi dovevano vendere tutti i loro beni e trasferirsi all’estero entro tre anni, periodo poi ridotto a due anni. Chiunque in seguito avesse professato il loro credo sarebbe stato messo a morte. Alla fine però furono dispersi in vari paesi d’Europa e per loro fu sempre più difficile rimanere uniti. Col tempo scomparvero.
Ferenc Davìd (1510c.-1579) – Vescovo della comunità calvinista della Transilvania mise in dubbio il dogma trinitario. Insieme a Giorgio Biandrata, un medico italiano trasferitosi alla corte del re boemo Giovanni Sigismondo, affrontò numerosi dibattiti pubblici per confutare con le Sacre Scritture i complessi insegnamenti legati alla trinità. Dopo la morte di re Giovanni, il suo successore, il cattolico intollerante Stefano Bàthory, la cui corte era dominata dai gesuiti, emise un decreto che proibiva al Davìd di predicare le sue tesi antitrinitarie. Quando egli si rifiutò di obbedire fu accusato di “innovazione” religiosa e condannato alla prigione a vita. Morì prigioniero in una fortezza reale nel 1579. Prima di morire, Dávid scrisse sul muro della sua cella: “Né la spada dei papi … né l’ombra della morte fermeranno la marcia della verità … Sono convinto che dopo la mia distruzione gli insegnamenti dei falsi profeti crolleranno”. Poco più di due secoli dopo quelle sue parole iniziarono ad avverarsi …
Sviluppi attuali dell’“inimicizia” tra i due semi
Oggi secondo la profezia e la cronologia biblica siamo giunti al tempo della “mietitura” o al “termine del sistema di cose” (cfr. il mio post del 3 settembre 2011 – UNA STORIA FINITA – XXIII parte) e l’“inimicizia” del Diavolo e del suo “seme” per “il rimanente del seme” della simbolica “donna” di Dio continua più forte che mai perché, come avverte la Parola di Dio: “l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata; fu scagliato sulla terra, e i suoi angeli furono scagliati con lui …  è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusa giorno e notte dinanzi al nostro Dio! … Or quando il dragone vide che era stato scagliato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschioE il dragone si adirò contro la donna, e se ne andò a far guerra contro i rimanenti del seme di lei, che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù” (cfr. Rivelazione o Apocalisse 12:12-17). Questa lotta ci riguarda molto da vicino per cui è bene che ci riflettiamo sopra con un po’ più di attenzione … …
____________________________________________________________________________________________
Nota – Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
Questa voce è stata pubblicata in VENGA IL TUO REGNO e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a VENGA IL TUO REGNO – VIII

  1. Ciao, (permettimi il Tu che assolutamente non vuol essere una mia mancanza di rispetto ma soltanto una forma di palese cordialità)

    Ottime riflessioni. Complimenti!!
    VC:

    • GIANNI ha detto:

      Grazie! … le parole di apprezzamento sono sempre gradite e, in questo caso, anche il “tu” proposto da una persona così corretta … spero che le informazioni che pubblico possano destare il tuo interesse per il messaggio biblico. Un caro saluto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...