VENGA IL TUO REGNO – IX

“E IL DRAGONE SI ADIRÒ CONTRO LA DONNA, E SE NE ANDÒ A FAR GUERRA CONTRO I RIMANENTI DEL SEME DI LEI”

Rivelazione o Apocalisse 12:17

Anteprima
La profezia biblica indica chiaramente che dall’anno 1914 questo sistema di cose è entrato nel suo tempo della fine. Pur non sapendo il “giorno e l’ora” esatti (cfr. Matteo 24:36) il volgere degli avvenimenti ci aiuta a comprendere che il tempo dell’intervento divino nelle faccende della terra è ormai prossimo (cfr. Matteo 24:34). Da almeno 40 anni prima del 1914 diversi attenti e sinceri studiosi della profezia biblica stanno percorrendo tutta la terra per avvertire i suoi abitanti che si avvicina sempre più il giorno in cui Dio riprenderà il pieno controllo non solo del reame celeste ma anche della terra in adempimento della preghiera modello che Cristo ci lasciò e che molti recitano ornai a cantilena senza comprenderne l’effettivo significato (cfr. Matteo 6:5-7); la preghiera è quella nota del Padrenostro che dice: “Padre nostro che sei nei cieli … Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra” (Matteo 6:9,10).
Naturalmente tutto questo interessa in modo particolare al principale nemico di Dio, il simbolico “serpente” della profezia di Genesi 3:15, perché sa che è prossimo anche il tempo della sua fine, allora “va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare qualcuno” (1 Pietro 5:8). Il suo bersaglio principale è il “seme” della simbolica donna di Dio, composto da coloro che avranno il compito di governare la terra. Circa 2000 anni fa egli tentò di eliminare il componente principale di quel “seme”, Cristo Gesù (cfr. Galati 3:16), usando una parte del suo “seme” terreno, l’ipocrita classe sacerdotale di Israele, per farlo condannare a morte (cfr. Matteo 27:20-23). Quell’azione però risultò essere solo una “ferita” temporanea, come prevedeva la profezia, perché Geova Dio risuscitò Gesù dopo tre giorni con un glorioso corpo spirituale per permettergli di tornare in cielo da dove era venuto (cfr. 1Corinti 15:44,45). Fallito quel tentativo, ora Satana cerca di eliminare la parte secondaria del promesso “seme” cioè i membri di quel gruppo di fedeli discepoli di Gesù scelti tra gli uomini ubbidienti e destinati a regnare con lui per mille anni al fine di riportare il resto genere umano in una condizione di perfezione fisica e spirituale (cfr. Galati 3:29; Rivelazione o Apocalisse 20:4).
Dal 1914, anno in cui secondo la profezia biblica Gesù ha assunto pieni poteri come re (cfr. Daniele 4:20-32), dopo essere stato scacciato dal reame celeste (cfr. Rivelazione o Apocalisse 12:7-10) Satana ha dato il via alla sua “guerra contro i rimanenti del seme” (cfr. Rivelazione o Apocalisse 12:17). Ancora una volta si è servito di parte del suo “seme” terreno, il clero del cristianesimo apostata. Questo, smascherato come strumento satanico per le menzogne religiose che ha diffuso (vedi, ad esempio, la vita dopo la morte, l’Inferno di fuoco, il Purgatorio, il dogma trinitario, la venerazione di santi e madonne) e per il suo appoggio ai governanti della terra che agiscono sotto l’influenza satanica (cfr. Matteo 4:8,9; 1Giovanni 5:19), dalla coraggiosa predicazione di uomini fedeli che iniziarono a studiare e a far conoscere le profezie sul Regno di Dio, ha in tutti i modi tentato di opporsi a tale opera. In diversi paesi gli ecclesiastici hanno sollecitato i vari governi a prendere provvedimenti restrittivi nei confronti di questi fedeli rappresentanti del dominio divino. Ma anche questa volta Satana e i suoi scagnozzi ne sono usciti sconfitti. Nonostante la violenta opposizione questi uomini sono rimasti leali al Regno di Dio continuando a dichiarare in tutta la terra che il Re designato, Cristo Gesù, ha iniziato a regnare dall’alto dei cieli e presto farà fare la volontà di Dio anche sulla terra. Da uno sparuto numero che erano nel 1914 e nonostante la brutale opposizione satanica, “il piccolo è divenuto mille, e l’esiguo una nazione potente” (Isaia 60:22) e oggi circa 8 milioni di fedeli Testimoni percorrono in lungo e in largo il nostro pianeta annunciando il prossimo governo mondiale: il Regno di Dio! Anche questo è un segno dei tempi, poiché la profezia dice: “E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14).

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Numerose profezie bibliche additano il tempo della fine del sistema di cose politico-economico-religioso che il  principale nemico di Dio, il simbolico “serpente” Satana il Diavolo, ha impiantato sulla terra nei passati 6.000 anni e il successivo avvento del Regno di Dio. La principale di queste è quella descritta dal profeta Daniele nel libro che porta il suo nome, al capitolo 4 concernente la visione di un albero altissimo, la cui altezza “raggiunse infine i cieli, ed era visibile sino all’estremità dell’intera terra” (Daniele 4:11). Quella non fu una semplice visone bucolica ma, come ebbe a dire lo stesso ispirato scrittore, aveva lo scopo di far conoscere a tutti gli esseri viventi “che l’Altissimo domina sul regno del genere umano e che lo dà a chi vuole” (v. 17). Ebbe un primo adempimento, tipico, proprio nel tempo in cui fu pronunciata, siamo nel VI secolo a.C., sullo stesso personaggio che aveva ricevuto la visione, il governante babilonese Nabucodonosor il quale poi disse: “alla fine dei giorni io, Nabucodonosor, alzai gli occhi ai cieli … e benedissi l’Altissimo stesso, e lodai e glorificai Colui che vive a tempo indefinito, perché il suo dominio è un dominio a tempo indefinito e il suo regno è di generazione in generazione” (v. 34) lasciando intravedere anche un adempimento antitipico, cioè futuro, della profezia quando “Colui che vive a tempo indefinito”, Geova Dio, avrebbe dominato “sul regno del genere umano” a tempo indefinito.
“scoppiò la guerra in cielo”
L’accurata cronologia biblica applicata a questa visione profetica porta a stabilire l’anno 1914 d.C. come il tempo di inizio dell’adempimento antitipico della stessa profezia (per maggiori particolari sul calcolo biblico vedi il mio post del 3 settembre 2011, UNA STORIA FINITA – XXIII parte – https://gi1967.wordpress.com/2011/09/03/una-storia-finita-xxiii-parte/). In quell’anno Geova Dio ha dato pieni poteri a “chi voleva”, cioè al suo diletto Figlio, Gesù, e questi iniziò subito ad agire in qualità di Re del Regno di Dio. La sua prima azione fu profeticamente descritta dall’apostolo Giovanni nella sua visione apocalittica con queste parole:scoppiò la guerra in cielo: Michele e i suoi angeli guerreggiarono contro il dragone, e il dragone e i suoi angeli guerreggiarono, ma esso non prevalse, né fu più trovato posto per loro in cielo. E il gran dragone fu scagliato, l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata; fu scagliato sulla terra, e i suoi angeli furono scagliati con lui. E udii nel cielo un’alta voce dire: “Ora son venuti la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo” (Rivelazione o Apocalisse 12:7-10). Il “Michele” qui menzionato non è l’arcangelo venerato dalla Chiesa Cattolica ma è proprio Cristo Gesù; Michele, infatti, è il nome che il Figlio di Dio aveva nei cieli prima di venire sulla terra (cfr. Daniele 10:20,21; 12:1) ed è il nome che egli riprese una volta tornato in cielo; un nome molto appropriato per un Re che deve rivendicare la Sovranità di Geova su tutta la sua creazione perché significa “chi è simile a Dio?” (cfr. anche Giuda 9). Gesù, quindi, diede inizio al suo Regno combattendo contro Satana e i suoi demòni, vincendoli e scacciandoli dal reame spirituale, limitando la loro malefica attività solo alla sfera terrestre. Così adempì la prima parte della preghiera del Padrenostro che dice: “Padre nostro che sei nei cieli … venga il tuo regno e si faccia la tua volontà come in cielo anche sulla terra” (Matteo 6:9,10). Da allora la volontà di Dio è pienamente compiuta nei cieli liberati dall’inquinante presenza del Diavolo e dei demòni. Ma che dire della terra? …

Cavalieri

1914

“E vidi, ed ecco, un cavallo bianco; e colui che vi sedeva sopra aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì, vincendo e per completare la sua vittoria. E quando aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente dire: “Vieni!” E uscì un altro cavallo, color fuoco; e a colui che vi sedeva sopra fu concesso di togliere la pace dalla terra affinché si scannassero gli uni gli altri; e gli fu data una grande spada. E quando aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente dire: “Vieni!” E vidi, ed ecco, un cavallo nero; e colui che vi sedeva sopra aveva in mano una bilancia. E udii una voce come in mezzo alle quattro creature viventi dire: “Una chenice di grano per un denaro, e tre chenici di orzo per un denaro; e non danneggiare l’olio e il vino”. E quando aprì il quarto sigillo, udii la voce della quarta creatura vivente dire: “Vieni!” E vidi, ed ecco, un cavallo pallido; e colui che vi sedeva sopra aveva nome la Morte. E l’Ades lo seguiva da vicino. E fu data loro autorità sulla quarta parte della terra, per uccidere con una lunga spada e con la penuria di viveri e con una piaga mortale e mediante le bestie selvagge della terra” – Rivelazione o Apocalisse 6:2-8
“guai alla terra e al mare”
La visione apocalittica diceva: “Per questo motivo rallegratevi, o cieli e voi che risiedete in essi! Guai alla terra e al mare, perché il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo” (v. 12). I “guai” che la terra avrebbe visto furono descritti da Gesù alla fine del suo ministero terreno; in Matteo 24:7 si possono leggere queste sue parole: “sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro”. Nella visione apocalittica Gesù richiamò alla mente questi “guai” con il quadro profetico dei famosi 4 cavalieri descritto al capitolo 6: il cavaliere sul cavallo bianco (v. 2), che raffigura Gesù stesso nel momento in cui assume il potere come re (“gli fu data una corona”) e inizia a guerreggiare contro Satana e i suoi demòni sconfiggendoli (“aveva un arco … ed egli uscì vincendo” – cfr. anche Rivelazione o Apocalisse 19:11). Il cavaliere sul cavallo color fuoco (v. 4) raffigura la guerra, non una guerra tradizionale ma guerra con l’uso di armi grandemente micidiali (“gli fu data una grande spada”), come quelle che si iniziarono ad usare dalla Grande Guerra scoppiata nel 1914 in poi: mitragliatrici, carri armati, bombardamenti aerei, sottomarini, armi chimiche, armi nucleari; secondo alcune stime, solo da dopo la fine della II guerra mondiale ad oggi si sono combattute oltre 150 guerre e conflitti armati tanto che il mondo non ha più conosciuto un periodo di pace, proprio come diceva la profezia (“a colui che vi sedeva sopra fu concesso di togliere la pace dalla terra onde si scannassero gli uni gli altri”) guerre che hanno coinvolto anche la popolazione civile (proprio come aveva detto Gesù: “nazioni” [cioè popolazioni intere] contro nazioni e regni contro regni”); complessivamente, dal 1914, le guerre hanno fatto oltre centoventi milioni di vittime. Il terzo cavaliere sul cavallo nero (vv. 5,6) raffigura la carestia, che impone il razionamento dei viveri (“aveva in mano una bilancia”), prezzi da inflazione (“una chenice di grano per un denaro, e tre chenici di orzo per un denaro”) e colpisce perfino la popolazione più ambiente (“non danneggiare l’olio e il vino”). Alla fine della I e della II guerra mondiale, come conseguenza delle stesse, si verificarono spaventose carestie in molte parti della terra e il crollo della finanza mondiale; tutt’oggi più di 800 milioni di abitanti del pianeta soffre per malnutrizione e ogni giorno 26.000 bambini muoiono per cause connesse con essa. Il quarto cavaliere sul cavallo pallido (v.8) raffigura l’aumento delle malattie nel mondo, con il dilagare di vere e proprie piaghe mortali (vedi AIDS, EBOLA, tumori, malattie cardiache) che mietono ogni anno milioni e milioni di vittime; non a caso questo cavaliere è seguito dalla “Morte” e dall’ “Ades”, la comune tomba del genere umano. La storia moderna conferma pienamente l’adempimento delle profezie bibliche che indicano l’anno 1914 come l’anno d’inizio del tempo della fine del sistema satanico; quello che ora ci si aspetta è la realizzazione della seconda parte della preghiera del Padrenostro “… si faccia la tua volontà come in cielo anche sulla terra” (per maggiori dettagli sul significato della profezia sui 4 cavalieri dell’Apocalisse vedi il mio post del 1 ottobre 2011, UNA STORIA FINITA – XXIV parte, https://gi1967.wordpress.com/2011/10/01/una-storia-finita-xxiv-parte/).
“quelli che hanno perspicacia comprenderanno”
Alla fine delle sue visioni profetiche a Daniele fu detto: “rendi segrete le parole e sigilla il libro, sino al tempo della fine. Molti lo scorreranno, e la vera conoscenza diverrà abbondante … Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine.Molti si purificheranno e si imbiancheranno e saranno raffinati. E i malvagi di certo agiranno malvagiamente, e nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno” (Daniele 12:4,9,10). Con l’avvicinarsi dell’inizio del tempo della fine nel 1914 queste parole profetiche iniziarono ad adempiersi. All’inizio del XIX secolo, infatti, diversi studiosi delle Scritture, specialmente evangelici, iniziarono ad esaminare con molta attenzione le Sacre Scritture e a interessarsi del prossimo il ritorno di Cristo.
Nel 1823 un certo John A. Brown, un ecclesiastico inglese, pubblicò un opera in due volumi intitolata The Even-Tide nella quale scrisse che la durata dei “sette tempi” di Daniele capitolo 4 era di 2.520 anni. Ma egli non aveva capito bene in quale data il periodo di tempo profetico era iniziato né quando sarebbe terminato. Tuttavia aveva collegato questi “sette tempi” con i tempi dei Gentili menzionati in Luca 21:24.
Un altro fra più noti fu William Miller, un agricoltore dello stato di New York generalmente considerato il fondatore della Chiesa Avventista il quale, studiando le profezie di Daniele si arrischiò a dire: “Sono pienamente convinto che in qualche momento fra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo 1844, secondo il modo ebraico di calcolare il tempo, Cristo verrà”. Tuttavia la sua previsione non si realizzò, neanche il 22 ottobre 1844, ultima data proposta dai seguaci di Miller per il ritorno di Cristo, provocando quella Grande Delusione che portò allo sconforto delle speranze avventiste e all’allontanamento dei fedeli dalla teoria di Miller.
Uno che si staccò dal movimento millerita di Miller fu Nelson H. Barbour il quale, proseguendo i suoi studi sulle profezie, determinò l’anno 1874 come l’anno del ritorno di Cristo. Egli pubblicò il risultato dei suoi studi sulla rivista Herald of The Morning ma, a differenza di Miller, basandosi sulla traduzione interlineare della Bibbia di Benjamin Wilson che traduceva la parola greca parousia contenuta in Matteo 24:3 non come “venuta” ma come “presenza”, affermò che il ritorno di Cristo era invisibile. In seguito, riferendosi alla cronologia compilata dall’ecclesiastico inglese Christopher Bowen e pubblicata da Edward B. Elliott nel libro Horae Apocalypticae, Barbour identificò l’inizio dei tempi dei Gentili con la destituzione del re Sedechia predetta in Ezechiele 21:25,26 e indicò che il 1914 avrebbe contrassegnato la fine dei tempi dei Gentili.
Nel gennaio 1876 Charle T. Russell, un giovane di Allegheny in Pennsylvania, ricevette una copia dell’ Herald of the Morning. Attirato da ciò che Barbour scriveva sull’obiettivo del ritorno di Cristo, cioè che non fosse quello di distruggere le famiglie della terra ma di benedirle, e che la sua venuta non sarebbe stata nella carne ma come spirito, dispose di incontrarsi con Barbour a Filadelfia. Inizialmente Barbour riuscì a convincere Russell che la presenza invisibile di Cristo fosse iniziata nel 1874. Poi insieme pubblicarono un libro,  Three Worlds, and the Harvest of This World, in cui si affermava che tutte le prove indicavano che “i sette tempi” della profezia di Daniele capitolo 4 sarebbero finiti nel 1914. Tuttavia col tempo e con una migliorata conoscenza delle profezie bibliche, qualche anno dopo Russell si staccò da Barbour, soprattutto perché questi negava il valore sostitutivo della morte di Cristo, una parte essenziale della dottrina del riscatto. Abbandonata la pubblicazione dell’ Herald of the Morning, alla quale aveva iniziato a collaborare, nel luglio del 1879 il giovane Russel diede vita a una nuova pubblicazione che chiamò Zion’s Watch Tower and Herald of Christ’s Presence, oggi conosciuta come “La Torre di Guardia”. Nei numeri del dicembre 1879 e del luglio del 1880 Russell vi pubblicò articoli che mostrarono come il 1914 fosse un anno molto importante dal punto di vista della profezia biblica. Da allora il punto di vista di quegli Studenti Biblici, come allora si chiamavano Russell e i suoi associati, non è mai cambiato, checché ne dicano i loro detrattori: l’anno 1914 è sempre stato considerato un anno segnato dalla profezia biblica e lo è tutt’oggi!
“il regno del mondo è diventato il regno del nostro Signore e del suo Cristo”
Sebbene Russell e i suoi compagni di studi non fossero completamente sicuri di ciò che sarebbe accaduto nel 1914 erano tuttavia convinti che la cosa non si sarebbe risolta con la distruzione della terra nel fuoco e con l’eliminazione della vita umana. Anzi sapevano che avrebbe contraddistinto un momento significativo per il dominio divino. Dapprima pensavano che entro quella data il Regno di Dio avrebbe ottenuto il pieno controllo universale. Quando questo non si verificò, la loro fiducia nelle profezie bibliche che indicavano quella data non vacillò. Conclusero invece che la data aveva indicato solo il punto di partenza per quanto riguardava il dominio del Regno. Qualche anno dopo, infatti, quegli Studenti Biblici scrissero sulle pagine de La Torre di Guardia: “Molti pensavano che tutta l’opera fosse stata compiuta … Si rallegravano alla prova certa che il mondo era finito, che il regno dei cieli era vicino e che si avvicinava il giorno della loro liberazione. Ma avevano trascurato che si doveva fare qualche altra cosa. La buona notizia che avevano ricevuto doveva essere annunciata ad altri, perché Gesù aveva comandato: ‘Questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine’ (Matteo 24:14)” (La Torre di Guardia inglese del 1° maggio 1925). Essi, dunque, compresero che nel 1914 la presenza invisibile di Cristo era iniziata e che ciò era avvenuto, non perché fosse tornato in persona (anche se invisibile) nelle vicinanze della terra, ma perché aveva rivolto l’attenzione verso la terra come Re al potere. Compresero che il Regno di Dio era il governo che Geova aveva promesso di istituire mediante suo Figlio per la benedizione dell’umanità. Coerentemente con questo pensiero essi iniziarono una capillare opera pubblica per annunciare in tutto il mondo che Cristo aveva assunto il potere quale Re celeste. Con quale risultato? Da uno sparuto gruppo di predicatori che erano, a distanza di 100 anni, oggi circa 8.000.000 di persone  stanno annunciando in tutta la terra che “Il regno del mondo è divenuto il regno del nostro Signore e del suo Cristo, ed egli regnerà per i secoli dei secoli” (Rivelazione o Apocalisse 11:15) e altrettante persone che hanno iniziato a studiare insieme a loro le profezie bibliche si apprestano a farlo!
“il dragone si adirò contro la donna, e se ne andò a far guerra contro i rimanenti del seme di lei”
Naturalmente tutto questo non poteva sfuggire al simbolico “serpente” e al suo “seme” terreno, il clero del cristianesimo apostata anche perché la letteratura biblica distribuita dagli Studenti Biblici nella loro predicazione mondiale conteneva alcuni riferimenti al clero della cristianità che erano molto taglienti e ne smascherava i falsi insegnamenti quali l’immortalità dell’anima, il tormento eterno dopo la morte e il dogma trinitario. Quelle pubblicazioni condannavano anche l’ingerenza del clero nella politica mondiale e il suo tradimento della speranza del Regno. Così la predetta “inimicizia” tra il “seme” del simbolico “serpente” e il “seme” della simbolica “donna” di Dio, la sua organizzazione fornata da creature spirituali, rappresentato sulla terra da quel piccolo gruppo di Studenti Biblici, riesplose in tutta la sua spietatezza. Avvenne proprio quello che era stato predetto che sarebbe accaduto quando Satana veniva scacciato dal reame celeste poiché, nel riportare la sua visione, l’apostolo Giovanni aveva scritto: “E il dragone si adirò contro la donna, e se ne andò a far guerra contro i rimanenti del seme di lei, che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù” (Rivelazione o Apocalisse 12:17).
In diversi paesi gli ecclesiastici sollecitarono i vari governi a prendere provvedimenti restrittivi nei confronti degli Studenti Biblici. Durante la I Guerra Mondiale il mondo fu pervaso dalla febbre del nazionalismo e questo venne usato come arma contro quei fedeli cristiani. Il clero, sia cattolico che protestante, approfittò dell’isterismo del momento per accusare gli Studenti di sedizione, la stessa accusa mossa contro Gesù Cristo e contro l’apostolo Paolo dai capi religiosi della Gerusalemme del I secolo (cfr. Luca 23:2,4; Atti 24:1,5). Naturalmente per muovere un’accusa del genere gli ecclesiastici stessi dovevano sostenere attivamente lo sforzo bellico, ma questo non sembrava turbare la maggior parte di loro, anche se significava mandare giovani uomini a uccidere i loro correligionari di un altro paese. Finita la guerra in armi continuò quella spirituale del clero del cristianesimo apostata contro gli Studenti Biblici. Questi nel 1917 avevano pubblicato un libro intitolato The Finished Mystery, un commentario ai libri di Rivelazione e di Ezechiele, che smascherava vigorosamente l’ipocrisia clericale e identificava le chiese cosiddette “cristiane”, Cattolica, ortodosse e protestanti con la moderna “Babilonia la Grande” descritta nella visione apocalittica (cfr. Rivelazione o Apocalisse 17:3,4,18).
Gli ecclesiastici si infuriarono per questa denuncia, proprio come fecero i capi religiosi ebrei quando Gesù smascherò la loro ipocrisia (cfr. Matteo 23:1-39; 26:3,4). In diversi paesi firmarono petizioni con cui chiedevano ai vari governi di sopprimere le pubblicazioni degli Studenti Biblici. Come avvenne nel I secolo essi ricorsero alla calunnia accusando gli Studenti di cospirare contro lo Stato e addirittura di spionaggio. Così in un paese dopo l’altro venne montata un’accanita opposizione all’opera di testimonianza di quei fedeli cristiani che negli Stati Uniti culminò con l’arresto e la condanna a diversi anni di prigione dei responsabili della Società legale che stampava le loro pubblicazioni. Quello fu solo l’inizio! Nel periodo post-bellico il clero esercitò molta influenza anche sui governi dei paesi europei riuscendo spesso a far emanare decreti che vietavano le attività e le pubblicazioni degli Studenti Biblici. Ad esempio, in Polonia il clero incitò la popolazione alla violenza e a bruciare la letteratura degli Studenti denunciandoli come comunisti. Nel continente australiano il clero incitò il Procuratore Generale della nazione a dichiarare fuorilegge gli Studenti che, a far data dal 1931 avevano assunto il nome di Testimoni di Geova rendendo ancora più chiaro dalla parte di chi si erano schierati nel contesa della Sovranità universale. Con lo scoppio della II Guerra Mondiale il “seme” satanico tornò a giocarsi la carta del nazionalismo. Trovò alleati compiacenti nei governi dittatoriali fascista e nazista, con i quali aveva stipulato nel 1929 e nel 1933 dei Concordati, facendo mettere al bando i Testimoni in tutte le nazioni soggette al loro potere. Così migliaia di Testimoni di Germania, Austria, Polonia, Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Francia, Italia e altri paesi vennero gettati nei campi di concentramento.

Fedeli

Il triangolo viola – Un raggio di luce in un’epoca buia
In Germania, sotto il regime nazista, i testimoni di Geova si rifiutarono di dire “Heil Hitler!” e rimasero neutrali nelle questioni politiche e militari. Per questo motivo furono perseguitati spietatamente dai nazisti che ne rinchiusero circa 12.000 in prigioni e campi di concentramento per periodi di varia durata. All’incirca 2.000 di loro morirono, alcune centinaia di questi condannati alla pena capitale. Nei campi di concentramento le varie categorie di internati portavano speciali segni di riconoscimento. Prima della guerra, infatti, venne introdotto un sistema di riconoscimento che consisteva nel cucire un pezzo di tessuto triangolare sull’uniforme di ogni internato. Il colore dipendeva dal gruppo a cui apparteneva il prigioniero: rosso per i prigionieri politici, nero per gli asociali, verde per i criminali, rosa per gli omosessuali, blu per gli emigrati, giallo per gli ebrei. Il triangolo viola identificava i Testimoni di Geova, gli unici tra tutti quelli che si dichiaravano cristiani ad essere internati a causa della loro fede. Peter Straub, Presidente del Parlamento del Land Baden-Württemberg, alla cerimonia commemorativa della Giornata della Memoria il 27 gennaio 2003 disse: “Tutti quelli che, a causa della loro fede o delle loro idee politiche, hanno subìto la persecuzione e sono stati disposti a morire piuttosto che sottomettersi meritano la nostra stima, una stima che è difficile esprimere a parole. Solo i testimoni di Geova, come confessione religiosa, si sono completamente rifiutati di piegarsi alle richieste del regime di Hitler: si sono rifiutati di fare il saluto nazista; si sono rifiutati di prestare giuramento ‘al Führer e allo Stato’ e di compiere servizio nell’esercito e fare lavoro obbligatorio; i loro figli non hanno mai fatto parte della Gioventù Hitleriana”. Un prigioniero austriaco nel campo di Auschwitz, che si definiva “non credente” parlando con un altro internato a proposito dei Testimoni disse: “Non vanno in guerra, preferiscono farsi uccidere piuttosto che uccidere qualcuno. Secondo me è così che dovrebbero comportarsi i veri cristiani” (Tibor Wohl, Arbeit macht tot – Eine Jugend in Auschwitz). Fu per questo motivo che Detlef Garbe, direttore del Museo di Neuengamme, durante una conferenza stampa indetta per la presentazione di un documentario sui Testimoni di Geova durante il periodo nazista, disse: “Noi non possiamo permetterci di dimenticare la storia dei prigionieri con il triangolo viola. È stata un raggio di luce in un’epoca buia”
I Testimoni di Geova non si trovarono nei campi di concentramento perché erano dei criminali e neanche per questioni razziali: furono imprigionati per la loro fede! I loro carcerieri fecero tutto ciò che era in loro potere per indurli o costringerli a firmare una dichiarazione con cui rinnegavano le proprie convinzioni. Tutti i Testimoni, tranne qualcuno, furono irremovibili nella loro integrità. Essi continuarono a predicare che il Regno di Dio è l’unica speranza dell’uomo, e lo fecero anche nei campi di concentramento! Nel libro New Religious Movements: A Perspective for Understanding Society l’autrice, Christine King, ha scritto di loro: “I testimoni di Geova sfidavano il concetto totalitario della nuova società e questa sfida, insieme alla sua tenacia, indispettiva visibilmente gli architetti del nuovo ordine … Metodi usati da tanto tempo come la persecuzione, la tortura, la prigione e lo scherno non riuscirono a indurre alcun Testimone ad accettare la posizione nazista, anzi questi metodi si ritorsero contro i loro istigatori … Mentre i nazisti dovevano reprimere l’opposizione e convincere i loro sostenitori, attingendo spesso linguaggio e metafore dal cristianesimo settario, i Testimoni erano sicuri che i loro membri, anche di fronte alla morte, sarebbero rimasti pienamente e fermamente leali”. Alla fine della guerra più di un migliaio di Testimoni sopravvissuti uscirono dai campi, con la fede intatta e l’amore reciproco ancora più forte: come Gesù Cristo, vinsero il mondo che cercava di costringerli a conformarsi al suo modello satanico (cfr. Giovanni 16:33).
“poiché non fate parte del mondo … per questo motivo il mondo vi odia”
Dopo la fine della II Guerra Mondiale i Testimoni di Geova sono stati ancora perseguitati in ogni parte della terra. Il clero cattolico è stato il principale fomentatore di tale persecuzione, ma non è stato il solo. Il motivo principale è dovuto alla loro incessante opera di predicazione del Regno di Dio e la loro lealtà al dominio divino. Mentre tutte le altre chiese cosiddette “cristiane” hanno continuato a sostenere i vari governi della terra, i Testimoni, come i fedeli apostoli del I secolo hanno continuato “a ubbidire a Dio anziché agli uomini”. Per questo motivo in oltre 50 nazioni sono stati messi al bando o sono state imposte loro delle restrizioni. Attualmente la loro opera è messa al bando in circa 30 paesi della terra. Il clero cattolico è sempre stato il principale istigatore di tale persecuzione, ma non è stato il solo. Anche il clero greco ortodosso è stato altrettanto feroce e ha usato le stesse tattiche in quei paesi in cui poteva esercitare la propria influenza. Inoltre, dove capivano di poterlo fare, molti ecclesiastici protestanti hanno manifestato uno spirito simile. Qualche tempo fa, ad esempio, un “pastore” avventista scherniva i Testimoni di Geova accusandoli di avere contro il mondo intero per le loro posizioni neutrali mentre si vantava della sua chiesa pienamente integrata nella società mondiale. Questo sprovveduto “pastore” non si è reso conto che proprio le sue parole condannano lui e la sua Chiesa! Ignora che Cristo disse riguardo ai suoi veri discepoli: “Se faceste parte del mondo, il mondo avrebbe affetto per ciò che è suo. Ora poiché non fate parte del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo motivo il mondo vi odia.Tenete presente la parola che vi ho detto: Lo schiavo non è maggiore del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Giovanni 15:19,20).

Nemici

È storia che i primi cristiani vennero perseguitati crudelmente dal governo romano. Ma è pure degno di nota che i principali persecutori di Gesù Cristo furono i capi religiosi e che il governatore romano Ponzio Pilato lo fece mettere a morte dietro loro richiesta (cfr. Luca 23:13-25). Dopo la morte di Gesù di nuovo i capi religiosi furono in prima linea nel perseguitare i suoi seguaci (cfr. Atti 4:1-22; 5:17-32; 9:1,2). La stessa cosa si è verificata anche in tempi più recenti. Negli Stati Uniti, in Canada, nel Salvador, nella Repubblica Dominicana, in Bolivia, in Costarica, in Paraguay, in Brasile, in Argentina, in Equador, a Cuba, in Baviera, in Romania, in Ungheria, in Polonia, in Svizzera, in Francia, in Cecoslovacchia, in Grecia, in Spagna, in Russia, in Italia, nei territori francesi in Africa, in Ghana, nel Malawi, in Nigeria, nello Zambia, a Trinidad, nelle Figi, in Australia, a Singapore, nel Lesotho, nel Botswana, in Myanmar, in India, a Ceylon, il clero del cristianesimo apostata è ricorso a ogni mezzo che ha potuto escogitare per ostacolare l’opera dei Testimoni di Geova. Ha incitato la popolazione alla violenza, ha bruciato in pubblico la loro letteratura, li ha denunciati come comunisti, li ha trascinati in tribunale con l’accusa di “sacrilegio” e ha fatto pressioni sui governi perché mettessero al bando la loro l’opera di predicazione. Non sono poche le nazioni del mondo che con una simile persecuzione religiosa hanno tradito la libertà di cui si vantano; d’altra parte Gesù Cristo stesso aveva avvertito i suoi seguaci dicendo: “Sarete odiati da tutte le nazioni a causa del mio nome” (Matteo 24:9). Nonostante tutto i Testimoni continuano la loro opera mondiale annunciando a tutte le nazioni che il Regno di Dio è già al potere e tra poco prenderà possesso dell’intera terra eliminando tutti i governi umani (cfr. Daniele 2:44). Essi sanno che il governante di questo sistema di cose è Satana il Diavolo (cfr. Giovanni 14:30) il cui scopo è di farli scendere a compromessi, proprio come tentò di fare con Gesù (cfr. Matteo 4:1-11) perciò sono decisi a rimanere fedeli al loro mandato di predicare il Regno a imitazione di Cristo. Coscienti della contesa in atto, come indicata in Genesi 3:15, anch’essi come i fedeli cristiani del I secolo affermano: “Se viviamo, viviamo per Geova, e se moriamo, moriamo per Geova. Perciò sia se viviamo che se moriamo, apparteniamo a Geova” (Romani 14:8).
Al clero del cristianesimo apostata si è sempre unita una sparuta schiera di cosiddetti “fuorusciti” che ha intrapreso una accanita lotta contro la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e il suo Corpo Direttivo. Chi sono questi? Ex Testimoni di Geova che si sono allontanati volontariamente o sono stati allontanati dalla comunità a motivo della loro condotta non più conforme agli alti princìpi morali stabiliti nella Parola di Dio (per lo più sono protagonisti di storie di sesso illecito). Si ritrovano spesso intervistati in qualche TV privata, specialmente d’ispirazione clericale, o a fare capolino sui giornali, di solito in calcolato sincronismo con qualche ‘fattaccio’ di cronaca solo per esprimere puerili ragioni di rivalsa. Quanto sono attendibili? Scrive il Prof. Lonnie D. Kliever, filosofo, scrittore, docente universitario, Presidente del dipartimento di Studi Religiosi della Southern Methodist University di Dallas (USA): “Le informazioni fornite da tali gruppi sono di solito profondamente negative e altamente di parte nei confronti dell’organizzazione abbandonata … Numerosi sociologi hanno sottolineato come le biografie di un “sopravvissuto alla setta” siano resoconti profondamente stilizzati che tradiscono l’influenza di scenari presi a prestito di schiavitù e liberazione, una storia sulla quale l’apostata si è ben esercitato, che racconta di isolamento sociale, manipolazione mentale, deprivazione fisica, sfruttamento economico e controllo ipnotico. Questi “racconti di atrocità” servono sia a fornire all’apostata una giustificazione che ad accusare la nuova religione di comportamento immorale e fede irrazionale. Alimentano inoltre e formano la percezione pubblica delle nuove religioni come qualcosa di pericoloso per la libertà di religione e l’ordine pubblico … Tali apostati agiscono sempre secondo uno scenario che li giustifica, addossando la responsabilità delle loro azioni al gruppo religioso. In verità, i vari scenari di lavaggio del cervello, così spesso invocati contro i nuovi movimenti religiosi, sono stati ripudiati in maniera schiacciante da sociologi e studiosi delle religioni e definiti niente più che dei tentativi calcolati per screditare il credo e le pratiche di religioni non convenzionali agli occhi di enti governativi e dell’opinione pubblica” (Lonnie D. Kliever, The reliability of apostate testimony about new religious movements, ed. Freedom Publishing, Dallas – Texas, USA, 1995). Aggiunge il Prof. John G. Melton del Dipartimento di Studi Religiosi dell’Università della California, Santa Barbara (USA). “Parlando francamente, gli ex membri ostili oscurano invariabilmente la verità. Invariabilmente ingigantiscono incidenti minori e li trasformano in grandi incidenti, e sul lungo periodo la loro testimonianza quasi sempre cambia perché ogni volta che la raccontano percepiscono la reazione di accettazione o rifiuto di chi li ascolta, e di conseguenza verrà sviluppata e incorporata nella visione diversa del mondo che stanno adottando” (www. contendingforthefaith.orgThe Experts Speak – John Gordon Melton). Disse a suo tempo Gesù: “Ma se mai quello schiavo malvagio dicesse in cuor suo: ‘Il mio signore ritarda’, e cominciasse a battere i suoi compagni di schiavitù e mangiasse e bevesse con gli ubriaconi inveterati, il signore di quello schiavo verrà in un giorno che non s’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con la massima severità e gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti” (Matteo 24:48-51). Anche questo è un segno dei tempi, poiché queste sue parole sono inserite nella profezia sul tempo della fine.
Il principale “seme” della simbolica “donna” di Dio, Cristo Gesù, spiegò che prima di schiacciare, in qualità di Re celeste, la testa al simbolico “serpente”, Satana il Diavolo, avrebbe separato le persone di tutte le nazioni, “come il pastore separa le pecore dai capri” (cfr. Matteo 25:31-46). Disse che mediante una proclamazione mondiale svolta prima della fine del sistema politico-economico-religioso impiantato da Satana sulla terra tutti gli abitanti del nostro pianeta avrebbero avuto l’opportunità di sentir parlare del Regno di Dio e di schierarsi dalla sua parte (cfr. Matteo 24:14). Poi, poco prima di tornare nel reame spirituale da dove era venuto, disse ai suoi fedeli discepoli: “Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”, e ancora: “mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino alla più distante parte della terra” (Matteo 28:19,20; Atti 1:8). Pertanto, partecipare a quest’opera di testimonianza mondiale rappresenta in questo tempo della fine la linea di demarcazione fra i veri e i falsi cristiani e la reazione delle persone alla proclamazione che il Regno di Dio è già attivo dall’anno 1914 e che presto farà fare la volontà di Dio “anche in terra” determinerà la loro sorte finale, cioè se “erediteranno il regno” e le sue benedizioni o se saranno “maledetti, nel fuoco eterno preparato per il Diavolo e per i suoi angeli” che significherà la loro distruzione eterna (cfr. Matteo 25:31-46). Che dire di noi? … ci consideriamo “cristiani”, veri discepoli di Gesù? … allora, stiamo partecipando a quest’opera di testimonianza mondiale? … …

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Nota – Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

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