VENGA IL TUO REGNO – XIII

“ORA SON VENUTI LA SALVEZZA E LA POTENZA E IL REGNO DEL NOSTRO DIO E L’AUTORITÀ DEL SUO CRISTO”

Rivelazione o Apocalisse 12:10

Anteprima
Padre nostro che sei nei cieli … venga il tuo regno” (Matteo 6:9,10) … Quando? … Gli apostoli di Gesù erano molto interessati a saperlo e lo chiesero direttamente al loro Maestro poco prima che li lasciasse per tornare in cielo. Ma egli rispose loro: “Non sta a voi acquistar conoscenza dei tempi o delle stagioni che il Padre ha posto nella propria autorità” (Atti 1:7) lasciando così ad intendere che l’adempimento di quella preghiera non era per il loro tempo. Che dire di voi … recitate questa stessa preghiera? … vi siete mai chiesti quando verrà il regno di Dio? … Sapete che la Bibbia contiene la risposta a questa domanda? … Proprio così! … Nella sua Parola scritta Dio fece predire sia il tempo della prima venuta di Gesù come uomo sulla terra, sia il tempo del suo ritorno per assumere pieni poteri come Re di quel regno. Lo fece per mezzo di due profezie che ispirò a pronunziare lo stesso suo profeta, Daniele, un uomo di provata fede e lealtà nelle promesse divine che visse circa 2.600 anni fa. Daniele le scrisse nel libro che porta il suo nome e che oggi fa parte del canone biblico. Il capitolo 9 di questo libro tratta la profezia delle “70 settimane” con la quale si calcolava il tempo della prima venuta di Gesù. Questa profezia si adempì con notevole precisione più di 600 anni dopo il tempo in cui venne pronunciata attestando inequivocabilmente che Geova, il Dio della Bibbia, è “Colui che annuncia dal principio il termine, e da molto tempo fa le cose che non sono state fatte; Colui che dice: ‘Il mio proprio consiglio avrà effetto, e farò tutto ciò che è il mio diletto … Sì, l’ho proferito; lo farò anche avvenire” (Isaia 46:10,11). Il suo compimento costituisce una garanzia per l’adempimento dell’altra profezia che si può leggere nel capitolo 4 dello stesso libro e che oggi ci interessa in modo particolare: è la profezia con la quale Geova Dio ha predetto il tempo della seconda venuta di Gesù “per assicurarsi il potere reale” (cfr. Luca 19:12). Vediamo nei dettagli come si adempirono queste due profezie e perché la questione ci riguarda molto da vicino … …

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 Pagine da w_I_20120515

O Daniele, ora sono uscito per farti avere perspicacia con intendimento … e io stesso sono venuto a riferire, perché sei qualcuno molto desiderabile. Prendi dunque in considerazione la parola, e abbi intendimento della cosa vista – Daniele 9-22,23
Alcuni istanti prima che tornasse in cielo, i suoi fedeli apostoli chiesero a Gesù: “Signore, ristabilirai in questo tempo il regno d’Israele?” (Atti 1:6) … Perché gli fecero questa domanda? … Per tre anni e mezzo l’avevano accompagnato nel suo ministero terreno e l’avevano sentito parlare ripetutamente del “regno”. Egli aveva insegnato loro a pregare “Venga il tuo regno” e li aveva esortati con queste parole: “Continuate dunque a cercare prima il regno e la sua giustizia” (Matteo 6:10,33). Essi, pertanto, si aspettavano l’immediata istituzione del Regno, ma Gesù rispose loro: “Non sta a voi acquistar conoscenza dei tempi o delle stagioni che il Padre ha posto nella propria autorità” (Atti 1:7). Con questa risposta intese far comprendere che le loro aspettative non si sarebbero realizzate in quel tempo poiché dovevano passare molti secoli pima dell’adempimento di quella preghiera … Quanto tempo?
Proseguendo nella sua risposta Gesù disse ancora: “riceverete potenza quando lo spirito santo sarà arrivato su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino alla più distante parte della terra” (Atti 1:8). Precedentemente, infatti, egli aveva loro detto: “manderò su di voi ciò che è stato promesso dal Padre mio” (Luca 24:49) e “quando quello sarà arrivato, lo spirito della verità, vi guiderà in tutta la verità” (Giovanni 16:13). Queste parole si adempirono circa dieci giorni dopo, il giorno di Pentecoste del 33 A.D. Quel giorno lo “spirito della verità”, lo spirito santo di Dio, si posò su ognuno dei suoi discepoli ed essi cominciarono a ricordare tutte le cose che Gesù aveva detto loro e ad averne il corretto intendimento.
siedi alla mia destra
Certamente ricordarono la parabola delle “dieci mine” che pronunciò proprio mentre andava per l’ultima volta a Gerusalemme. Il motivo per cui fece quella illustrazione, com’è espressamente dichiarato nella narrazione evangelica, era che “essi immaginavano che il regno di Dio stesse per manifestarsi istantaneamente”. Con quella parabola Gesù si era paragonato a “un uomo di nobile nascita” che doveva andare “in un paese lontano per assicurarsi il potere reale” (cfr. Luca 19:11-13). Per Gesù quel “paese lontano” era il cielo, dove sarebbe stato intronizzato da suo Padre. Sapeva però che non sarebbe stato insediato come Re messianico subito dopo il suo ritorno in cielo. Si sarebbe invece seduto alla destra di Dio e avrebbe aspettato il tempo stabilito, come era scritto: “Espressione di Geova al mio Signore: “Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”” (Salmo 110:1). Quell’attesa doveva durare molti secoli perché prima, come Gesù aveva detto loro, c’era una importante opera mondiale da compiere: i suoi discepoli dovevano annunciare la “buona notizia del regno in tutta la terra abitata” (Matteo 24:14; Atti 1:8). Una trentina di anni dopo, infatti, l’apostolo Paolo confermò tutto questo quando, parlando di Gesù, citò quel Salmo e scrisse: “quest’uomo offrì un solo sacrificio per i peccati in perpetuo e si mise a sedere alla destra di Dio,aspettando quindi fino a che i suoi nemici fossero posti a sgabello dei suoi piedi” (Ebrei 10:12).
Probabilmente alcuni di essi ricordarono anche la conversazione che ebbero con Gesù pochi giorni prima che venisse messo a morte. Mentre si trovavano sul Monte degli Ulivi, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli avevano chiesto: “Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose?” (Matteo 24:3). A quali “cose” essi si riferivano? … In precedenza avevano sentito Gesù dire: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, . . . quante volte ho voluto radunare i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali! Ma voi non avete voluto. Ecco, la vostra casa vi è abbandonata” (Matteo 23:37). Quindi, rispondendo alla loro domanda, tra l’altro disse: “Perciò, quando scorgerete la cosa disgustante che causa desolazione, dichiarata per mezzo del profeta Daniele, stabilita in un luogo santo (il lettore usi discernimento),allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti … poiché allora ci sarà grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora, no, né accadrà più” (Matteo 24:15-21). Questo riferimento a Gerusalemme e alla profezia di Daniele è fondamentale per comprendere il tempo della “presenza” (greco “parousia”) di Cristo come re intronizzato.

 003

Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni
Gerusalemme era stata la capitale della nazione ebraica, dove governavano i re della dinastia davidica. Di quei re era detto che sedevano “sul trono di Geova” in qualità di rappresentanti di Dio (cfr. 1Cronache 29:23). Gerusalemme era chiamata anche “la città del gran Re”, perché era un simbolo della sovranità di Geova (cfr. Salmo 48:2; Matteo 5:34,35). Al tempo di Cristo però la città non occupava più quel prestigioso posto nella storia umana, ma si trovava sotto la dominazione romana come una semplice colonia. A questo punto, il parallelo racconto dell’evangelista Luca, aggiunge un altro particolare relativo alla risposta di Gesù alla domanda di quei quattro discepoli; egli disse anche: “Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni (o “i tempi dei gentili” – Di) non siano compiuti” (Luca 21:24) … Come e quando Gerusalemme, o la sovranità di Dio che essa rappresentava, cominciò a essere “calpestata dalle nazioni”? … La storia dimostra che questo accadde nell’anno 607 a.C. quando i babilonesi conquistarono Gerusalemme. Il racconto ispirato del secondo libro dei Re dice: “E avvenne nel nono anno del suo regno, nel decimo mese, il decimo giorno del mese, che Nabucodonosor re di Babilonia venne, sì, lui e tutte le sue forze militari, contro Gerusalemme … E la città fu assediata fino all’undicesimo anno del re Sedechia … E i figli di Sedechia furono scannati davanti ai suoi occhi, ed egli accecò gli occhi di Sedechia, dopo di che lo serrò in ceppi di rame e lo portò a Babilonia. E nel quinto mese, il settimo giorno del mese, vale a dire nel diciannovesimo anno del re Nabucodonosor re di Babilonia, Nebuzaradan capo della guardia del corpo … Ed egli bruciava la casa di Geova e la casa del re e tutte le case di Gerusalemme; e bruciò col fuoco la casa di ogni uomo grande” (2Re 25:1-21). Da quel momento in poi il “trono di Geova” rimase vacante e la discendenza regale di Davide fu interrotta: dopo l’ultimo re, Sedechia, nessun’altro re della stirpe davidica regnò a Gerusalemme nei successivi sette secoli, anche se la città venne ricostruita! Dopo quella babilonese, Gerusalemme passò sotto la dominazione delle potenze pagane o “gentili” che si susseguirono nell’occupazione della Palestina: la Medio-Persia, la Grecia e, infine, quella romana che distrusse di nuovo la città nel 70 d.C. e con essa portò alla fine l’intero sistema di cose giudaico, così come Geova Dio l’aveva organizzato dopo la liberazione della nazione dalla schiavitù egiziana, distruggendo il suo tempio con tutte le registrazioni che vi erano conservate.
Questo ‘calpestamento’ sarebbe durato per sempre? No, poiché mediante il suo profeta Ezechiele Geova aveva fatto scrivere a proposito dell’ultimo re di Gerusalemme, Sedechia: “Rimuovi il turbante, e togli la corona … Certamente non diverrà di nessuno finché venga colui che ha il diritto legale, e a lui lo devo dare” (Ezechiele 21:26,27). Chi era colui che aveva questo “diritto legale” al trono di Davide? La Parola di Dio non ci lascia nel dubbio! Quando fu concepito Gesù, l’angelo che ne annunciò la nascita disse a Maria: “concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio, e dovrai mettergli nome Gesù.Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dellAltissimo; e Geova Dio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre e del suo regno non ci sarà fine” (Luca 1:31,32). A sostegno di ciò Dio fece scrivere la genealogia di Gesù, sia quella che passava attraverso la madre naturale, Maria (cfr. Luca 3:23-31*), che quella che passava attraverso il padre adottivo, Giuseppe (cfr. Matteo 1:6-16), le quali dimostrano la discendenza di Gesù dal re Davide. Quand’è che Gesù venne nominato o “unto” quale re messianico?
passino su di esso sette tempi
Ecco qui che viene in aiuto la profezia di Daniele. Nel capitolo 9 di questo libro profetico, infatti, si parla delle “70 settimane” concernenti la sua comparsa; in particolare si dice che “dall’emanazione della parola di restaurare e riedificare Gerusalemme fino a Messia il Condottiero, ci saranno sette settimane, anche sessantadue settimane” (9:25). Questa “parola”, o decreto, che autorizzava la ricostruzione della città, fu emanato dal re persiano Artaserse (Longimano) nel 455 a.C. (cfr. Esdra 7:12,13). Le settimane della profezia, a detta di tutti gli eruditi biblici, sono settimane di anni per cui le 69 settimane che dovevano passare fino alla comparsa del messia (7+62=69) portano al 29 A.D. o, esattamente, al “quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare, quando Ponzio Pilato era governatore della Giudea, ed Erode era governante del distretto della Galilea” (Luca 3:1**). Nell’autunno di quell’anno Gesù si recò al fiume Giordano e venne battezzato da Giovanni Battista mediante immersione in acqua. Uscito dall’acqua, il racconto evangelico dice che “il cielo si aprìe lo spirito santo in forma corporea come una colomba scese su di lui, e dal cielo venne una voce: Tu sei mio Figlio, il diletto; io ti ho approvato” (Luca 3:21,22). Mediante lo spirito santo Dio formalizzò pubblicamente la sua scelta e Gesù suo “Figlio, il diletto” divenne l’Unto (ebraico Messiah, greco Christos), quale re erede del “trono di Davide” (per maggiori ragguagli su questa profezia vedi il mio post del 6 febbraio 2011 – UNA STORIA FINITA – IX parte; https://gi1967.wordpress.com/2011/02/06/a-storia-finita-ix-parte/).
Ma, come già considerato, Gesù non assunse pieni poteri come re in quel tempo poiché, una volta tornano in cielo, la sede del regno, “si mise a sedere alla destra di Dioaspettando quindi fino a che i suoi nemici fossero posti a sgabello dei suoi piedi” (Ebrei 10:12) … Quanto tempo doveva passare perché iniziasse ad esercitare il suo potere regale? Geova Dio, che si era servito del profeta Daniele per profetizzare il tempo della prima venuta di Gesù sulla terra come promesso Messia, usò lo stesso profeta per predire anche il tempo della sua seconda venuta, con pieni poteri di re, facendogli scrivere un’altra visione profetica, quella descritta nel capitolo 4. Qui si parla di un sogno profetico di Nabucodonosor, re di Babilonia. Questi vide un albero immenso che veniva abbattuto. Il suo ceppo non poteva ricrescere perché era stretto da legami di ferro e di rame. Poi un angelo dichiarava: “Passino su di esso sette tempi” ( cfr. Daniele 4:10-16). Lo scopo di quella visione fu dichiarato in questi termini: “La cosa è per decreto dei vigilanti, e la richiesta è per il detto dei santi, nell’intento che i viventi conoscano che l’Altissimo domina sul regno del genere umano e che lo dà a chi vuole, e stabilisce su di esso persino l’infimo del genere umano” (4:17). Dunque l’albero del sogno aveva a che fare con il ‘regno del genere umano’ sul quale l’Altissimo Dio avrebbe stabilito chi voleva. Quel dominio anticamente fu rappresentato dal Regno di Israele i cui governanti sedevano sul “trono di Geova”. Quel regno rappresentativo venne interrotto, come detto, nel 607 a.C. con la deposizione dell’ultimo re della discendenza davidica che si sedette sul trono a Gerusalemme, cioè Sedechia. Secondo la profezia di Ezechiele non sarebbe stato dato a nessun altro se non a colui che ne avrebbe avuto “il diritto legale”, cioè il promesso Messia (cfr. Ezechiele 21:26, 27) … Quanto tempo doveva passare prima che questo accadesse?
Nella sua risposta ai quattro discepoli summenzionati, Gesù affermò che Gerusalemme doveva essere ancora calpestata “finché i tempi fissati delle nazioni non erano compiuti” (Luca 21:24) e, nel pronunciare tali parole, Gesù fece un esplicito riferimento alla profezia di Daniele (cfr. Matteo 24:15-21). Nella visione dell’albero, che rappresentava il dominio divino “sul regno del genere umano”, Daniele scrisse che dovevano passare “sette tempi” (4:16). Perciò l’abbattimento del simbolico albero indicava il modo in cui il dominio di Dio, rappresentato dai re di Gerusalemme, sarebbe stato interrotto. Tuttavia la visione avvertiva che ‘Gerusalemme sarebbe stata calpestata’ solo temporaneamente, per un periodo di “sette tempi”. Quanto doveva durare quel periodo?
L’ultimo libro della Bibbia, Rivelazione o Apocalisse indica che tre tempi e mezzo equivalgono a “milleduecentosessanta giorni” (cfr. Rivelazione o Apocalisse 12:6,14). “Sette tempi”, pertanto, dovevano durare il doppio, cioè 2.520 giorni … Ma le nazioni non smisero di ‘calpestare’ il dominio di Dio solamente 2.520 giorni dopo la caduta di Gerusalemme. Evidentemente la profezia riguardava un periodo di tempo molto più lungo.
Dio permise che il suo dominio, rappresentato dal regno di Israele, venisse sopraffatto “dall’infimo del genere umano”, cioè da miseri governi umani, per punire l’infedeltà del popolo ebraico. Nonostante tutto ciò che Egli aveva fatto in favore di quel popolo, spesso questo si ribellava contro la sua Legge e veniva da Dio punito con il ritiro della sua protezione. Ci fu una regola che Dio applicava in tali casi. Ad esempio quando la maggioranza degli esploratori che vennero inviati nella terra promessa tornarono con un rapporto negativo inducendo il popolo a perdere la fiducia nel loro Salvatore, Dio disse loro: “Secondo il numero dei giorni che esploraste il paese, quaranta giorni, un giorno per un anno, un giorno per un anno, risponderete dei vostri errori per quarant’anni, poiché dovete conoscere che cosa significa il mio estraniarmi” (Numeri 14:34). Alla stessa maniera, quando il popolo si volse verso una depravata idolatria, al tempo di Ezechiele, Geova fece inscenare dal suo profeta un finto assedio contro Gerusalemme: egli doveva giacere davanti a un mattone che rappresentava la città 390 giorni sul fianco sinistro e 40 giorni sul fianco destro, sostentandosi con una dieta molto scarsa. Quindi disse: “E la seconda volta devi giacere sul tuo fianco destro, e devi portare l’errore della casa di Giuda per quaranta giorni. Un giorno per un anno, un giorno per un anno, ti ho dato” (Ezechiele 4:6). Applicando la stessa regola alla profezia di Daniele, i 2.520 giorni dei sette tempi profetici, in cui la rappresentanza del dominio divino sulla terra venne tolta al regno di Israele (cfr. Geremia 25:8-11), diventano 2.520 anni. Poiché iniziarono a contarsi dall’ottobre del 607 a.C., quando fu deposto l’ultimo re della discendenza davidica, essi finirono nell’ottobre del 1914 d.C.***

 Riv. 12-7

scoppiò la guerra in cielo
In quell’anno Cristo doveva ricevere pieni poteri come re del Regno di Dio e iniziare a sottomettere tutti i suoi nemici (cfr. Salmo 110:1; Ebrei 10:12). Quello che doveva accadere in quell’anno fu profeticamente annunciato sia dal profeta Daniele che scrisse: “Continuai a guardare nelle visioni della notte, ed ecco, con le nubi dei cieli veniva qualcuno simile a un figlio dell’uomo; e ottenne accesso presso l’Antico di Giorni, e lo fecero accostare proprio davanti a Lui.E gli furono dati dominio e dignità e regno, affinché tutti i popoli, i gruppi nazionali e le lingue servissero proprio lui” (Daniele 7:13,14) che nella Rivelazione o Apocalisse di Giovanni, dove leggiamo: “scoppiò la guerra in cielo: Michele e i suoi angeli guerreggiarono contro il dragone, e il dragone e i suoi angeli guerreggiarono,ma esso non prevalse, né fu più trovato posto per loro in cielo.E il gran dragone fu scagliato, loriginale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia lintera terra abitata; fu scagliato sulla terra, e i suoi angeli furono scagliati con lui. E udii nel cielo unalta voce dire: Ora son venuti la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusa giorno e notte dinanzi al nostro Dio”” (Rivelazione o Apocalisse 12:7-10). Il primo atto del re celeste, Cristo Gesù (Michele) è stato quello di far guerra a Satana e ai suoi demòni, questi sono stati sconfitti e scacciati dal reame celeste e la loro influenza limitata alla sfera terrestre. Per questo motivo la profezia prevedeva “Guai alla terra e al mare, perché il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo” (v. 12).
guai alla terra e al mare
I “guai” sono quelli preannunciati da Gesù nella sua profezia sul “termine del sistema di cose” allorché disse “sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro” (Matteo 24:3-7). Gli stessi “guai” furono prefigurati dai simbolici cavalli dell’Apocalisse (cfr. Rivelazione 6:3-8; per i particolari sull’adempimento di questa visione profetica vedi il mio post del 1 ottobre 2011 – UNA STORIA FINITA – XXIV parte; https://gi1967.wordpress.com/2011/10/01/una-storia-finita-xxiv-parte/). Dal 1914 sono passati più di 100 anni, questi simbolici cavalieri continuano la loro cavalcata mietendo sempre più vittime tra il genere umano; per quanto tempo ancora Gesù aspetterà prima di ‘sottoporre in mezzo ai nemici’ terreni del suo regno? … Quando farà fare la volontà di Dio “come in cielo, anche sulla terra”? (Matteo 6:10). Quando questo accadrà Gesù non lo disse esplicitamente (cfr. Matteo 24:36). Quello che disse, però, ci assicura che succederà molto presto. Indicò che “questa generazione” che avrebbe visto l’adempimento del segno profetico non sarebbe passata (cfr. Matteo 24:32-34). Il termine ‘generazione’ si riferisce spesso a un insieme di persone di varie età le cui vite si sovrappongono nel corso di un determinato periodo di tempo. Una generazione, comunque, non copre un periodo eccessivamente lungo e ha una fine (cfr. Esodo 1:6). Pertanto la “generazione” a cui Gesù fece riferimento è composta da persone che erano in vita e videro l’inizio dell’adempimento del segno nel 1914 e da quelle che per un periodo sono state loro contemporanee e lo stesso testimoni dell’adempimento del segno. Le persone del primo gruppo sono ormai tutte morte mentre quelle del secondo gruppo sono oggi molto avanti in età. Poiché Gesù disse che la generazione ‘non sarebbe passata’, almeno alcuni appartenenti al secondo gruppo di persone vedranno la fine del presente sistema di cose. A quale conclusione quindi possiamo giungere? … Molto presto il Regno di Dio ‘verrà’ e comincerà a governare la terra e milioni di persone oggi viventi potranno assistere a questo avvenimento! … Cosa significherà questo? … Che accadrà tra breve alla terra e alla società umana che ora la abita? … …

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Note
(*) – Gli evangelisti Matteo e Luca nello stilare la genealogia di Gesù attinsero ai registri ufficiali che venivano scrupolosamente conservati in Israele. Essi poterono anche consultare gli scritti sacri che riportavano le genealogie (cfr. Rut 18-22 con Matteo 1:3-6). I loro elenchi contenevano nomi pubblicamente riconosciuti autentici dagli ebrei dell’epoca. Sia gli scribi e i farisei che i sadducei erano acerrimi nemici di Gesù e sarebbero ricorsi a qualsiasi argomento possibile per screditarlo ma non misero mai in dubbio queste genealogie e le folle stesse lo acclamarono come “il figlio di Davide” (Matteo 21:9). La differenza tra i nomi indicati nelle due genealogie è data dal fatto che Matteo seguì la discendenza di Davide attraverso il figlio Salomone mentre Luca la seguì attraverso l’altro figlio, Natan. Evidentemente ci fu la guida divina in tali scelte: Luca elenca gli antenati di Maria, indicando così la discendenza naturale di Gesù da Davide, mentre Matteo dimostra il diritto legale di Gesù al trono di Davide quale discendente di Salomone per mezzo di Giuseppe, che legalmente era il padre di Gesù. Come si evince, Luca non menziona espressamente Maria, figlia di Eli, ma mette il nome del marito, Giuseppe, secondo l’usanza ebraica di omettere i nomi di donna dalle genealogie, sostituendoli con quello dei mariti poiché anticamente non si ammetteva che la madre potesse costituire un anello di congiunzione.
(**) – Secondo la storia Cesare Augusto, imperatore romano, morì il 17 (il 19 secondo il calendario giuliano) agosto del 14 d.C. Gli successe il figliastro Tiberio Cesare che venne nominato imperatore dal Senato romano il 15 settembre (17 settembre del calendario giuliano) dello stesso anno. Il vangelo di Luca dice che “quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare” Gesù si recò al fiume Giordano per essere battezzato; uscito dall’acqua lo spirito santo sotto forma di colomba si posò su di lui e si sentì direttamente la cielo la voce di Dio che lo approvava. Da quel momento divenne il re incaricato del Regno di Dio, l’atteso Messiah (ebraico) o Christos (greco). Tutto questo, quindi, accadde nell’autunno del 29 d.C., dopo 483 anni (o dopo 69 settimane di anni) dal 455 a.C., anno in cui il re persiano Artaserse emanò il decreto che autorizzava la riedificazione della città di Gerusalemme e del suo tempio, proprio come Geova aveva fatto predire dal suo profeta Daniele (cfr. Daniele 9:25). Nel conteggio si deve tenere presente che anticamente non esisteva l’anno zero nel calcolo del tempo, pertanto dall’1 a.C. all’1 d.C. va considerato solo un anno. Perciò dal 455 all’1 a.C. = 454 anni; dall’1 a.C. all’1 d.C. = 1 anno; dall’1 d.C. al 29 d.C. = 28 anni; 454+1+28=483 anni.
(***) – Nel 607 a.C. Geova Dio si servì del re caldeo Nabucodonosor per punire l’infedeltà della nazione di Israele. Entro l’autunno di quell’anno i babilonesi rimossero da Gerusalemme la dinastia reale davidica deportando il re Sedechia, uccidendo tutti i suoi figli e dando alle fiamme la città (cfr. 2Re 25:1-21). Da quel momento iniziarono “i fissati tempi delle nazioni” ai quali si riferì Gesù nella sua profezia sul “termine del sistema di cose” (cfr. Luca 21:24). Cosa significano questi “tempi delle nazioni”? … il periodo di tempo che Dio concedeva alle nazioni del mondo di dominare sulla terra incontrastati, senza alcuna interferenza da parte di un regno che rappresentasse il dominio divino, come quello raffigurato dal regno di Israele fino al 607 a.C. Secondo la profezia di Ezechiele 21:26,27 questo periodo sarebbe durato finché Dio non avesse di nuovo stabilito “sul regno del genere umano” colui che avrebbe avuto il diritto di governare nel nome di Dio, il Messia Cristo Gesù! Il profeta Daniele, al quale Gesù si riferì nella sua profezia, fu ispirato a scrivere che la durata di tale periodo sarebbe stata di “sette tempi” (cfr. Daniele 4:23-25). Nel libro di Rivelazione o Apocalisse, al capitolo 12 si legge: “E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché vi sia nutrita per milleduecentosessanta giorni” (v.6) e poi “Ma alla donna furono date le due ali della grande aquila, affinché volasse nel deserto al suo luogo; quivi è nutrita per un tempo e dei tempi e la metà di un tempo lontano dalla faccia del serpente” (v. 14). Qui si parla di tre tempi e mezzo (“un tempo e dei tempi e la metà di un tempo”, quando nella Bibbia si usa il plurale senza un numero si intende sempre il plurale minimo, cioè 2) e si dice che corrispondono a 1.260 giorni. Perciò sette tempi devono essere lunghi il doppio, cioè 2.520 giorni. Applicando la regola esposta in Numeri 14:34 ed Ezechiele 4:6, “un giorno per un anno, un giorno per un anno”, diventano 2.520 anni. Questo è il periodo di tempo che doveva passare prima che Dio ristabilisse un regno che rappresentasse il suo dominio sulla terra attribuendo pieni poteri come re a colui che aveva scelto, Cristo Gesù. Usando, quindi, il 607 a.C. come punto di partenza e contando 2.520 anni, possiamo giungere alla conclusione che i tempi fissati finirono nel 1914 (dal 607 a.C. all’1 a.C. = 606 anni; dall’1 a.C. all’1 d.C. = 1 anno; dall’1 d.C. al 1914 d.C. = 1.913 anni; 606+1+1.913=2.520 anni).
Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
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