VENGA IL TUO REGNO – XV

“SECONDO LA SUA PROMESSA NOI ASPETTIAMO NUOVI CIELI E NUOVA TERRA, E IN QUESTI DIMORERÀ LA GIUSTIZIA”

2Pietro 3:13

Anteprima
Chiunque desidera una cambiamento delle attuali condizioni difficili che ci sono sulla terra guarda con speranza al futuro. La Bibbia ha molto da dire sul futuro, ma il punto di vista biblico sul destino della terra e dell’uomo somiglia molto poco alle congetture elaborate dalle religioni tradizionali. Ad esempio, la Parola di Dio dice che nel prossimo futuro ci saranno “nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia” (2Pietro 3:13). Cosa significano veramente queste parole? I pareri tra le varie istituzioni religiose sono alquanto discordi: c’è chi le interpreta in modo simbolico e chi le prende alla lettera e questo genera una confusione che rischia di allontanare le persone dal vero proposito di Dio e far perdere loro le benedizioni promesse. Le parole scritte dall’apostolo Pietro furono riprese da un’antica profezia che Dio fece pronunciare al suo profeta Isaia (cfr. Isaia 65:17). Riguardo alle parole profetiche pronunciate da Dio un giusto uomo dell’antichità, Giuseppe, uno dei figli del patriarca Giacobbe, mentre era prigioniero in Egitto fu ispirato da Dio stesso a dire: “Le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Genesi 40:8) Solo Geova Dio ha la capacità di spiegare le sue profezie ed Egli lo fa attraverso la sua medesima Parola scritta. Il contesto biblico, dunque, può aiutarci ad avere il corretto intendimento sul reale significato dei promessi “nuovi cieli e nuova terra”. È in gioco il nostro futuro! Avere un corretto intendimento delle profezie bibliche può aiutarci oggi a vivere in armonia con la volontà di Dio e a perseguire una giusta speranza, quella di ereditare le benedizioni che per mezzo di questi “nuovi cieli e nuova terra” Geova Dio elargirà.

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Miliardi di persone continuano a pregare “Padre nostro che sei nei cieli … Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra” (Matteo 6:9,10). Quanti di questi sanno veramente cosa accadrà alla terra quando, in adempimento di questa preghiera, Dio farà fare la sua volontà “come in cielo, anche sulla terra”? … Siete tra quelli che recitano tale preghiera? … Conoscete cosa accadrà alla nostra terra nel prossimo futuro? …
Come ho già trattato nei precedenti post le profezie bibliche indicano che siamo molto inoltrati negli “ultimi giorni” di questo sistema di cose malvagio. Gli avvenimenti mondiali in armonia con la cronologia biblica confermano il fatto che Gesù Cristo cominciò a regnare nei cieli nell’autunno del 1914. Ogni giorno ormai le notizie provenienti da ogni parte della terra indicano che il “segno” composito della “presenza” di Gesù quale Re investito di pieni poteri e del termine di questo sistema è oggi pienamente visibile (cfr. Matteo capitoli 24 e 25). Anche la “generazione” che Gesù disse che non sarebbe passata finché tutte le cose predette non fossero avvenute sta per scadere. Tra poco la predetta “grande tribolazione” che porrà fine al mondo dell’ingiusta società umana che “giace nella potenza del malvagio”, Satana il Diavolo, comincerà con sorprendente subitaneità (cfr. Matteo 24:21,34; 1Giovanni 5:19). Nella fase iniziale sarà distrutta “Babilonia la Grande”, cioè tutta la falsa religione della terra, incluso il cristianesimo apostata, cattolico, ortodosso o protestante che sia. La rovina di questo importante settore del sistema di Satana influirà anche sugli elementi politici e commerciali. A questo proposito, l’apostolo Giovanni rivelò che “i re della terra” si lamenteranno dicendo: “Sventura, sventura, la grande città, Babilonia la città forte, perché in un’ora è arrivato il tuo giudizio! … I commercianti viaggiatori … che si sono arricchiti mediante lei, staranno a distanza a causa del timore del suo tormento e piangeranno e faranno cordoglio” (Rivelazione o Apocalisse 18:9,10,15). Questo creerà disorientamento e timore per le cose che stanno per accadere in tutta la popolazione della terra. Subito dopo la distruzione della falsa religione, il Re Cristo Gesù impiegherà il suo esercito celeste per distruggere il resto di questo malvagio sistema di cose, tutti i governanti politici e i loro sostenitori, che perirà nella “guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente” ad “Har-Maghedon” o Armaghedon, che si avvicina a grandi passi (cfr. Rivelazione o Apocalisse 16:14-16).
Cosa significa questo per l’attuale sistema di cose sotto il controllo di Satana? … Esso non ha nessun futuro! Il suo tempo è quasi scaduto! … Ma per coloro che ripongono la loro fiducia in Geova Dio e si sottomettono all’autorità del suo Re, Cristo Gesù valgono le parole scritte sotto ispirazione divina dal saggio scrittore di Proverbi: “Abbi timore di Geova tutto il giorno. Poiché in tal caso esisterà un futuro, e la tua propria speranza non sarà stroncata” (Proverbi 23:17,18). Qual’è questa speranza che “non sarà stroncata”?
Le interpretazioni non appartengono a Dio?
Il profeta Isaia, fu ispirato da Dio a scrivere: “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra; e le cose precedenti non saranno ricordate, né saliranno in cuore” (Isaia 65:17). L’apostolo Pietro confermò questa promessa poiché, sotto ispirazione divina, anche lui scrisse: “Ma secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia” (2Pietro 3:13). L’adempimento di tale promessa fu infine visto in una visione divina anticipata dall’apostolo Giovanni che scrisse: “E vidi un nuovo cielo e una nuova terra; poiché il precedente cielo e la precedente terra erano passati, e il mare non è più” (Rivelazione o Apocalisse 21:1). Cosa significano queste parole? È importante comprenderne il vero significato per non essere sviati da quello che è il reale proposito di Dio. Su questo però i pareri delle religioni cosiddette “cristiane” sono discordi. Ad esempio molti cattolici credono che tale espressione biblica si riferisca alla fine violenta dello stato fisico attuale e a una rinnovazione fisica e morale dell’intero universo dove andranno un giorno a vivere i “beati” (cfr. http://medjugorje.altervista.org/doc/paradiso/06-aspettiamo.php). Per diverse chiese evangeliche invece le succitate parole profetiche rappresentano un rapporto nuovo, una relazione nuova tra i cieli e la terra, tra Dio e gli uomini (cfr. http://www.voceevangelica.ch/pensiero/pensiero.cfm?id=22808). Per altre denominazioni della galassia protestante le suindicate parole vanno prese alla lettera. Ad esempio gli Avventisti credono che presto Cristo scenderà dal cielo per prenderli e portarli poi in cielo con lui dove resteranno per i successivi 1.000 anni durante i quali la terra resterà disabitata, desolata in balia di Satana il Diavolo; alla fine dei 1.000 anni scenderanno di nuovo tutti sulla terra insieme a Dio in una condizione rinnovata. Insomma una lettura piuttosto letterale della profezia dell’Apocalisse (cfr. http://www.giovaniavventisti.it/old/bibleinfo_topics/3036.html). Quale delle tante interpretazioni corrisponde a verità? Nessun uomo o organizzazione umana ha la capacità e la facoltà di interpretare le parole di Dio; come scrisse un ispirato, fedele uomo dell’antichità: “Le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Genesi 40:8) Solo Geova Dio ha la capacità di spiegare la sua Parola e le profezie in essa contenute, è logico quindi rivolgersi a lui per conoscerne il significato. Geova, infatti, non solo le ha ispirate e fatte mettere per iscritto dai suoi fedeli servitori, ma nella sua stessa Parola ha fornito la chiave per comprenderne il vero significato; noi vi possiamo giungere solo grazie ad una comparazione dei diversi passi biblici guidata dallo spirito santo. Una tale interpretazione, perciò, è basata unicamente sulla Bibbia, non trae origine da pensieri umani.
i cieli e la terra che sono ora son custoditi per il fuoco
Come la Bibbia ci aiuta a comprendere il corretto significato di “nuovi cieli e nuova terra”? Iniziamo ad esaminare le parole scritte dal profeta Isaia al capitolo 65 verso 17 del suo libro. Quelle parole furono indirizzate al popolo di Israele condotto in cattività a Babilonia e si adempirono quando essi tornarono liberi nella loro terra nel 537 a.C. (cfr. Edra 1:1-4; 3:1-4). Quando tornarono non c’era più un re della dinastia reale di Davide a regnare su di loro; 70 anni prima, nel 607 a.C., quella dinastia era stata rovesciata a causa dell’infedeltà di molti suoi rappresentanti e la promessa di Dio fu che sul “trono di Geova” a Gerusalemme non si sarebbe più seduto un discendente della casa di Davide finché non sarebbe arrivato il promesso Messia (cfr. Ezechiele 21:25-27). Essi trovarono un nuovo governo con Zorobabele quale governatore affiancato dal sommo sacerdote Giosuè (cfr. Aggeo 1:1). Questi erano i “nuovi cieli” della profezia di Isaia, come viene confermato da una nota enciclopedia biblica, che dice: “Ovunque l’ambiente sia quello di una visione profetica, cielo significa… l’intera assemblea delle potenze dominanti … essendo sopra i sudditi e dominandoli, come il cielo naturale è sopra la terra e la domina” (Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature di M’Clintock e Strong). Quei simbolici “nuovi cieli” stavano sopra una “nuova terra”, cioè la purificata società di persone tornate nel loro paese per ricostruire Gerusalemme e il tempio di Geova. Perciò la citata enciclopedia afferma ancora: “nel linguaggio profetico l’espressione significa la condizione politica di persone di rango diverso. Il cielo indica chi esercita la sovranità; la terra la gente comune, gli uomini governati da chi sta sopra di loro … In Isa. lxv, 17, un nuovo cielo e una nuova terra significano un nuovo governo, un nuovo regno, nuove persone”.
La parallela profezia dell’apostolo Pietro, pronunciata più di 500 anni dopo quella restaurazione sta ad indicare un simile avvenimento futuro. Prima di parlare di “nuovi cieli e nuova terra”, l’apostolo dice: “i cieli e la terra che sono ora son custoditi per il fuoco e sono riservati al giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi” (2Pietro 3:7). Si riferiva l’apostolo ai “cieli e terra letterali”, come l’intendono, ad esempio, gli Avventisti? Se così fosse, perché i “cieli” dovrebbero essere “custoditi per il fuoco” e riservati al “giorno del giudizio”? Nella sua Parola Geova ha fatto scrivere che “ha fermamente stabilito il suo trono nei medesimi cieli” (Salmo 103:19); nella sua accorata preghiera di dedicazione del tempio di Gerusalemme il re Salomone disse: “devi ascoltare la richiesta di favore da parte del tuo servitore e del tuo popolo Israele … voglia tu stesso udire nel luogo della tua dimora, nei cieli” (1Re 8:30); Gesù stesso affermò: “chi giura per il cielo giura per il trono di Dio e per colui che vi siede sopra” (Matteo 23:22). Se, dunque, i cieli sono la “dimora di Dio”, il “suo trono” perché devono essere distrutti col fuoco o subire un giudizio? … E che dire della terra? Nel Salmo 119:89,90 si legge: “A tempo indefinito, o Geova … Hai solidamente fissato la terra, affinché continui a sussistere”; in Ecclesiaste 1:4 è scritto: “Una generazione va e una generazione viene; ma la terra sussiste fino a tempo indefinito”; infine in Isaia 45:18 si afferma: “questo è ciò che ha detto Geova, il Creatore dei cieli, il vero Dio, il Formatore della terra e il suo Fattore, Colui che la stabilì fermamente, che non la creò semplicemente per nulla, che la formò pure perché fosse abitata”. Cosa, dunque, ci autorizza a pensare che la nostra bella terra rimarrà deserta e desolata in balìa del Diavolo? Questo dovrebbero spiegarlo gli Avventisti! … D’altra parte l’apostolo Pietro paragonò la distruzione che deve venire nel “giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empî” a quanto accadde ai giorni di Noè e dice che nei “tempi antichi vi erano i cieli e una terra situata solidamente fuori dell’acqua e nel mezzo dell’acqua mediante la parola di Dio;e mediante tali mezzi il mondo di quel tempo subì la distruzione quando fu inondato dallacqua” (2Pietro 3:5,6). Cosa, dunque, fu distrutto allora? … “i cieli e una terra” cioè “il mondo di quel tempo”, un malvagio sistema mondiale composto da persone ribelli, violente e immorali (cfr. Genesi 6:7; 8:23). Dio poi promise a Noè che non ci sarebbe stato mai più “un diluvio per ridurre in rovina la terra” (Genesi 9:11), ovviamente non si riferiva al pianeta, poiché esso non era stato distrutto. Pertanto “la terra” che dev’essere distrutta, in base a quanto scrisse l’apostolo Pietro, è lo stesso tipo di “terra” che fu distrutta al Diluvio: non il pianeta Terra, ma una malvagia società umana (cfr. Genesi 11:1, dove la parola “terra” è usata in maniera simile).
Infine, nel libro di Rivelazione o Apocalisse, l’apostolo Giovanni vede in visione il trono di Dio e dice: “Dalla sua presenza fuggirono la terra e il cielo, e non fu trovato luogo per loro” e poi scrive: “E vidi un nuovo cielo e una nuova terra; poiché il precedente cielo e la precedente terra erano passati” (Rivelazione o Apocalisse 20:11; 21:1). Quale “terra e cielo” fuggirono davanti al trono di Dio? … È evidente che non si tratta della terra e del cielo letterali così come non possono essere letterali i “nuovi cieli e nuova terra” che vi sono menzionati! … Cosa rappresentano dunque?
E vidi un nuovo cielo e una nuova terra
Il nesso fra “cieli” e potere sovrano, come spiegato nella citata enciclopedia, ci aiuta a capire il significato di tale espressione. Nel libro ispirato del profeta Daniele, dopo aver passato in rassegna il succedersi di diverse potenze politiche nel dominio della terra, lo scrittore disse: “E ai giorni di quei re l’Iddio del cielo stabilirà un regno che non sarà mai ridotto in rovina. E il regno stesso non passerà ad alcun altro popolo. Esso stritolerà tutti questi regni e porrà loro fine, ed esso stesso sussisterà a tempi indefiniti” (Daniele 2:44). Nella prossima “guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente … Har-Maghedon” tutti gli attuali governi della terra, di origine umana e ispirazione satanica (cfr. Matteo 4:8,9), saranno eliminati per sempre; il Regno di Dio nelle mani di Cristo Gesù e dei suoi fratelli spirituali, un certo numero di persone “riscattate dalla terra” (cfr. Luca 22:29,30; Rivelazione o Apocalisse 14:1-5), prenderà il loro posto e dominerà su tutta la terra. Questi sono i “nuovi cieli” di cui parlò l’apostolo Pietro e visti da Giovanni nella visione apocalittica: un nuovo governo per tutta la terra!
Una cosa che gli Avventisti, che credono di andare tutti in cielo a regnare con Cristo, poi non si chiedono è su chi regneranno durante i 1.000 anni del regno messianico (cfr. Rivelazione o Apocalisse 20:4) … Se sulla terra non rimarrà nessuno ma sarà lasciata in balia del Diavolo, su chi essi regneranno? … C’è, quindi, qualcosa che non va nella loro bislacca interpretazione! … In effetti la Bibbia non insegna affatto questo! … Nella sua visione l’apostolo Giovanni, dopo aver visto l’Agnello, Cristo Gesù, e i suoi associati co-regnanti sul celeste monte Sion (certamente non un luogo letterale, poiché non esistono montagne in cielo, ma un nome simbolico con riferimento all’antico monte Sion dove sorgeva la città di Gerusalemme, capitale dell’antico regno di Israele) dice: “Dopo queste cose vidi, ed ecco, una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione e tribù e popolo e lingua, che stavano in piedi dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello, vestiti di lunghe vesti bianche; e nelle loro mani c’erano rami di palme.E continuano a gridare ad alta voce, dicendo: La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, che siede sul trono, e allAgnello” (Rivelazione o Apocalisse 7:9,10). Chi compone questa “grande folla”? Persone di “ogni nazione e tribù e popolo e lingua”; queste non stanno sul celeste monte Sion, non sono perciò persone che regneranno con Cristo, ma stanno “dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello” e gridano: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, che siede sul trono, e all’Agnello”. Sono persone che saranno salvate dalla prossima “grande tribolazione” che distruggerà il sistema satanico della terra perché hanno riposto fede nel valore salvifico del sacrificio di Cristo e si sono sottomesse alla sua autorità regale (cfr. Rivelazione o Apocalisse 7:14). Nonostante l’imperfezione della loro carne, a motivo della loro fede sono state giustificate per mezzo del sacrificio di Cristo; esse sono i giusti di cui parlò l’ispirato scrittore dei Salmi che disse “possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre” (Salmo 37:29). Si, saranno i sudditi terreni del regno di Cristo, una nuova società umana liberata dal peccato e degna di vivere su una terra paradisiaca, essi sono a “nuova terra” a cui si riferì l’apostolo Pietro!
Per riassumere, quindi, con l’espressione “nuovi cieli e nuova terra” la Parola di Dio si riferisce al nuovo governo, il regno millenario di Cristo e dei suoi co-regnanti, che prenderà il posto di tutti i governi umani dopo che questi saranno spazzati via nella battaglia di Har-Maghedon e alla nuova società umana che sopravvivrà alla fine del presente sistema di cose satanico per vivere per sempre sulla terra che sarà trasformata nel paradiso!

Nuovi cieli

I “nuovi cieli”
Il nuovo governo per la terra formato dal Re insediato di Dio, Cristo Gesù, e dai suoi coeredi, un limitato numero di uomini e donne “riscattati dalla terra”, scelti personalmente da Dio. Per adempiere questo ruolo dovranno morire nella carne ed essere risuscitati come creature spirituali per accedere al cielo (cfr. 1Corinti 15:50-53).

Nuova terra

La “nuova terra”
Una nuova società umana, composta inizialmente dai sopravvissuti alla “grande tribolazione”, ai quali si aggiungeranno coloro che saranno risuscitati durante i 1.ooo anni del Regno di Cristo. Vivrà per sempre sulla terra trasformata in un paradiso (cfr. Salmo 37:29).
egli mi mostrò un fiume d’acqua di vita
Altro che la terra sarà deserta e lasciata in balia di Satana per 1.000 anni, come vaneggiano gli Avventisti! Peraltro nella visione di Giovanni è detto che durante quei 1.000 anni Satana sarà incatenato e inabissato affinché non facesse più danni (cfr. Rivelazione o Apocalisse 20:1-3) mentre i sopravvissuti lavoreranno sotto la direttiva del regno di Cristo per trasformare la terra in un paradiso. Sarà allora che si adempirà la preghiera modello insegnata da Cristo poiché la volontà di Dio si compirà pienamente sulla terra come è fatta in cielo. Infatti, parlando dei “nuovi cieli e nuova terra” l’apostolo Pietro poi disse: “e in questi dimorerà la giustizia”. Eliminati la falsa religione, i malvagi governi umani e i loro sostenitori, i superstiti di quella “grande tribolazione” praticheranno esclusivamente la vera adorazione di Geova Dio, perciò il favore, l’aiuto e la protezione di Dio saranno con loro. Ciò che accadrà è ben descritto nella visione di Giovanni: “Ecco, la tenda di Dio è col genere umano ed egli risiederà con loro, ed essi saranno suoi popoli. E Dio stesso sarà con loro.Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate” (Rivelazione o Apocalisse 21:3,4).
Sotto il dominio del Regno di Cristo ci saranno molte ragioni per essere felici. I sopravvissuti alla “grande tribolazione” potranno usufruire del programma di guarigione spirituale e fisica che sarà messo in atto da Cristo e dai suoi coeredi del Regno; nella sua visione profetica, infatti, l’apostolo Giovanni vide: “un fiume d’acqua di vita, chiaro come cristallo che usciva dal trono di Dio e dell’Agnello nel mezzo della sua ampia via. E di qua e di là del fiume vi erano alberi di vita che producevano dodici raccolti di frutta, dando i loro frutti ogni mese. E le foglie degli alberi erano per la guarigione delle nazioni” (Rivelazione o Apocalisse 22:1,2). Le simboliche acque di questo fiume raffigurano il provvedimento che Dio ha preso perché l’ubbidiente genere umano abbia vita eterna per mezzo di Gesù Cristo “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Giovanni 1:29), ecco perché vien detto che “usciva dal trono di Dio e dell’Agnello”. I simbolici alberi che sono “di qua e di là del fiume” raffigurano i coeredi del Regno di Cristo, quei “centoquarantaquattromila, che sono stati comprati dalla terra” (cfr. Rivelazione o Apocalisse 14:3); nella profezia di Isaia, che Gesù citò, circa l’unzione con lo spirito di Dio, i 144.000 sono infatti paragonati a “grossi alberi di giustizia, la piantagione di Geova” (Isaia 61:1-3; cfr. anche Salmo 1:1-3). Questi forniranno le foglie “per la guarigione delle nazioni”, cioè metteranno in atto tutti i provvedimenti di Geova Dio necessari per curare spiritualmente e fisicamente i superstiti della “grande tribolazione”. Allora, come fu profetizzato: “nessun residente dirà: “Sono malato”. Il popolo che dimora nel paese sarà quello perdonato del suo errore” (Isaia 33:24). Non ci saranno più malattie fisiche, mentali o emotive, i leali sudditi del Regno godranno di perfetta salute; “In quel tempo gli occhi dei ciechi saranno aperti, e i medesimi orecchi dei sordi saranno sturati. In quel tempo lo zoppo salterà proprio come fa il cervo, e la lingua del muto griderà di gioia” fu ispirato a scrivere il profeta (Isaia 35:5,6). Ma c’è di più, in Giobbe 33:25 si legge: “La sua carne divenga più fresca che nella giovinezza; torni egli ai giorni del suo vigore giovanile”, anche la vecchiaia sarà eliminata. Perfino la conseguenza ultima delle malattie e della vecchiaia, l’ineluttabile risultato del peccato, la morte, sarà eliminata per sempre! Non vi saranno più né cordoglio né grido né pena e la morte diffusasi dal peccatore Adamo, il primo uomo, non ci sarà più.
Ma c’è ancora di più! Nella sua visione l’apostolo vide anche che: “il mare diede i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades diedero i morti che erano in essi” (Rivelazione o Apocalisse 20:13). Durante il millenario Regno di Cristo i morti saranno riportati in vita mediante la risurrezione, sia che siano stati sepolti in mare o nell’Ades, la comune tomba terrestre del genere umano. Molti di questi che non ebbero l’occasione di conoscere la volontà di Dio durante la loro passata vita, come, ad esempio, il malfattore appeso al legno insieme a Gesù e al quale egli promise che sarebbe stato con lui nel paradiso (cfr. Luca 23:39-43), saranno riportati in vita per avere questa occasione e se accetteranno di sottomettersi all’autorità di Cristo potranno continuare a vivere per sempre sulla terra paradisiaca.
queste parole sono fedeli e veraci
Come sarà la vita sulla terra sotto il regno millenario di Cristo? … No, la terra non sarà desolata o distrutta, come credono gli Avventisti o chiunque altro! Ecco come la descrivono alcune profezie bibliche:
Isaia 11:6-9: “in effetti il lupo risiederà temporaneamente con l’agnello, e il leopardo stesso giacerà col capretto, e il vitello e il giovane leone fornito di criniera e l’animale ingrassato tutti insieme; e un semplice ragazzino li condurrà. E la vacca e lorso stessi pasceranno; i loro piccoli giaceranno insieme. E perfino il leone mangerà la paglia proprio come il toro. E il lattante certamente giocherà sulla buca del cobra; e un bambino svezzato effettivamente metterà la sua propria mano sull’apertura per la luce di una serpe velenosa.Non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo; perché la terra sarà certamente piena della conoscenza di Geova come le acque coprono il medesimo mare”. Ovunque andranno, uomini, donne e bambini non correranno alcun pericolo. Nessuna creatura, umana o animale, costituirà una minaccia. “Il mio popolo deve dimorare in un pacifico luogo di dimora e in residenze piene di fiducia e in indisturbati luoghi di riposo” – Isaia 32:18. “I malfattori stessi saranno stroncati, ma quelli che sperano in Geova sono coloro che possederanno la terra. Ma i mansueti stessi possederanno la terra, e in realtà proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace” – Salmo 37:9,11.
Isaia 30:23: “Egli certamente darà la pioggia per il tuo seme con cui semini il terreno, e come prodotto del terreno pane, che dovrà divenire grasso e oliato. Il tuo bestiame pascolerà quel giorno in un ampio prato”. Non esisteranno più povertà, malnutrizione, carestie né il bisogno di un sistema previdenziale, il Re messianico nutrirà i suoi sudditi sotto ogni aspetto. “Ci sarà abbondanza di grano sulla terra; in cima ai monti ci sarà sovrabbondanza” – Salmo 72:16.
Isaia 35:1,6,7: Il deserto e la regione arida esulteranno, e la pianura desertica gioirà e fiorirà come lo zafferanoPoiché nel deserto saranno sgorgate le acque, e torrenti nella pianura desertica.E il suolo riarso sarà divenuto come uno stagno folto di canne, e il suolo assetato come fonti dacqua. Nel luogo di dimora degli sciacalli, luogo di riposo per loro, ci sarà erba verde con canne e papiri”. Qui è predetta la restaurazione della terra alla bellezza paradisiaca che un tempo era nel giardino dell’Eden.
Isaia 65:21-22: “Certamente edificheranno case e le occuperanno; e certamente pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Non edificheranno e qualcun altro occuperà; non pianteranno e qualcun altro mangerà. Poiché come i giorni dell’albero saranno i giorni del mio popolo; e i miei eletti useranno appieno l’opera delle loro proprie mani”. In questo sistema corrotto, a molti sembra di lavorare tanto senza alcun reale vantaggio per se stessi e la propria famiglia, mentre i ricchi e gli avidi si prendono tutto. Sotto il Regno millenario ogni abitante della terra avrà una casa confortevole e un lavoro soddisfacente, godrà appieno il frutto del proprio lavoro.
Queste promesse non sono speranze vane, desideri irrealizzabili o utopie. Il loro adempimento è una certezza! Nella visione l’apostolo Giovanni si sentì dire: “Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci” (Rivelazione o Apocalisse 21:5). Possiamo perciò attenderci che Geova Dio farà ciò che ha promesso. Da più di cento anni ormai il Re designato, Cristo Gesù, ha iniziato a regnare, dall’anno 1914 anno in cui, secondo la profezia e la cronologia biblica, ha ricevuto pieni poteri. La formazione della “nuova terra” è già in corso! Molte persone stanno infatti riponendo fede nelle promesse divine e si stanno separando da quelli che invece preferiscono continuare a far parte della malvagia società umana estraniata da Dio, abbandonano la falsa religione, incluso il cristianesimo apostata, e si mantengono neutrali dalla rovinosa politica degli oppositori del suo Regno. Tra poco Gesù e le sue forze angeliche rimuoveranno per sempre dalla globo terrestre la “vecchia terra” cioè l’attuale società umana che non riconosce la sovranità di Dio sulla sua creazione e non accetta il messaggio dell’istituito Regno di Dio che in questo tempo viene predicato in tutta la terra (cfr. Matteo 24:14). Se vogliamo far parte di quella “grande folla” che sopravvivrà alla distruzione del presente sistema di cose satanico, se desideriamo esser parte della “nuova terra”, la nuova società umana liberata dalla schiavitù al peccato e dalle sue terribili conseguenze, sotto i “nuovi cieli” governativi formati da Cristo e i suoi coeredi celesti, se desideriamo dare un senso alla nostra preghiera: “Padre nostro che sei nei cieli … Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra”, è necessario e urgente che oggi facciamo la nostra scelta.

Pagine da w_I_20120115

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Tutte le scritture citate in questo post sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Potete consultarla con il vostro dispositivo cliccando sull’icona a lato.

Informazioni su GIANNI

Libero pensatore e inguaribile sognatore
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3 risposte a VENGA IL TUO REGNO – XV

  1. maria cavallaro ha detto:

    Ciao Gianni, sono ritornata a leggere i blog e con grande piacere ti ho ritrovato. Il regno di Dio è nei nostri cuori, dipende da come lo accogliamo, qualunque sia il suo nome. Un saluto cordiale con simpatia , Maria

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